Creato da jusperine il 26/04/2007

Essenza e sintesi

Cose che contano per una sbagliata...

 

 

FINALMENTE...

Post n°157 pubblicato il 10 Luglio 2008 da jusperine

... Sono arrivate le ferie!!!!!!!!!

Domani ultimo giorno di lavoro e poi due settimane di totale, assoluto, completo relax.

Buone vacanze a tutti!!!

Un saluto anche a chi rimane in città a lavorare...

 
 
 

QUESITO

Post n°156 pubblicato il 12 Maggio 2008 da jusperine

Che l'interesse economico sia da sempre uno dei principali motivi di discordia all'interno delle famiglie ormai è risaputo, ma il quesito è: da che cosa dipende? Di chi è la colpa?
Sono colpevoli i genitori che non fanno le cose giuste, dando di più ad un figlio piuttosto che ad un altro, o sono colpevoli i figli, che sentendosi in qualche modo defraudati o poco considerati rispetto ad un fratello, fanno le proprie rimostranze mentre invece dovrebbero accettare passivamente e senza offendersi le decisioni dei genitori?
Esiste una soluzione?

 
 
 

Giocare

Post n°155 pubblicato il 06 Maggio 2008 da jusperine

Oggi è uno di quei giorni in cui sono seduta davanti al video con il cuore leggero.
Ho voglia di giocare, giocare con tutto, con la gatta, con il pc, persino con gli anziani del centro bocciofila e… anche con la mia vita…

Tutto, in fondo, cambia.

Giocare con la vita… si, perché no!

Del resto, pure le cose più serie hanno bisogno di un pizzico di stravaganza e di una scintilla di fantasia.

Ho voglia di ringhiare in faccia al passato, di sorridere al presente e di guardare al futuro allegramente, continuando a migliorarmi, nonostante la stanchezza e le disillusioni, affrontandolo come in una girandola colorata di sana follia, facendomi beffe delle avversità, svolazzando come un foulard steso ad asciugare al sole, con il tuo cuore pulsante racchiuso nelle trincee del mio essere al quale hai tolto la corazza.

Ora so di essere in grado di lasciarmi alle spalle code di fuoco di emozioni e passioni che fluiscono inesorabili, mondi obsoleti e carbonizzati per crearne altri, nuovi e fulgidi, che forse si sgretoleranno, ma aprirò di nuovo le mie ali per volare alta e libera verso altri lidi.

 
 
 

Confine

Post n°154 pubblicato il 03 Maggio 2008 da jusperine

Questa notte ha il profumo della salsedine e gli sbuffi di iodio delle onde del mare si attorcigliano a mezz’aria come fiocchi di seta.

Gli occhi frugano nel buio, tra i cassetti della memoria di mille passati che scorrono tra le ombre e ritrovo, tra le pieghe del tempo, ricordi di baci, fiocchi di neve fluttuanti nell’aria invernale, pagine di libri letti in spiaggia, sotto il sole d’agosto e autunni piovosi e colorati di ruggine nel cortile della vecchia cascina dei nonni.

Cullata dai ricordi mi abbandono al canto di ieri, sfioro l’oggi e traccio vie verso il domani.

Alla fine è naturale che certe cose restino indietro, sebbene non si dimentichi il passato, ma è normale che la memoria depuri le immagini disperse di ciò che siamo stati, tendendo a ripulirsi dai cumuli di terra bruciata che ci lasciamo dietro le spalle.

Cerco un modo per sopravvivere dignitosamente alle cadute e alle delusioni, per difendermi dai consigli e dalle critiche, e faccio di testa mia perché voglio che i miei errori siano sbagli d'autore, firmati da me.

La vita ha il profumo del glicine, canta melodie di primavera e sussurra parole dolci nelle tempeste sibilanti al confine tra un passato lontano e un futuro sognato, e talvolta deborda in una geometria sconfinata, come un attrice con i panni dell’amante e la stoffa della traditrice.

Certi momenti sono troppo speciali per descriverli a parole e ci si vorrebbe fermare ad ascoltarli, per abbracciare la vita e annusarne il profumo, come si fa quando si gusta un vino speciale che spazza via la sete ed il sapore amaro del tempo sprecato a seguire l’ago impazzito di una bussola che girava a vuoto.

 
 
 

Vacanza

Post n°153 pubblicato il 01 Aprile 2008 da jusperine

Ebbene si, il 17 marzo mi sono finalmente laureata.
E' stata dura, ho lavorato tanto, ho preso 110... ma che delusione...
La commissione non aveva letto la tesi, a parte la relatrice, nessuno sapeva di cosa stessi parlando, non hanno voluto vedere la presentazione in Power Point sulla quale avevo lavorato per 15 giorni e mentre parlavo mi interrompevano continuamente non per fare domande pertinenti ma per dirmi "Passi oltre, argomento successivo, si sbrighi che abbiamo fretta, mica possiamo perdere mezz'ora per la sua tesi!!!", facendomi segno con le mani di stringere.
Ecco qua... Oltre quattro mesi di duro lavoro per preparare una tesi decente e nessuna soddisfazione, neppure l'educazione di fingere un briciolo di interesse.
Quanta insensibilità, quanta ignoranza a livello umano!
E poi ci si domanda perchè molti giovani non hanno voglia di studiare o lasciano l'università strada facendo... 
La maggior parte dei professori dovrebbe tornare a scuola, tutti gli insegnanti, prima di accedere all'insegnamento, dovrebbero essere obbligati a fare un corso di psicologia, pedagogia e soprattutto... di buone maniere... Ma a che servirebbe, in fondo? Purtroppo l'educazione non si impara a scuola.
Tra le poche note positive, lo splendido mazzo di fiori della foto, che mi hanno mandato con l'Interflora le mie amiche, Stellinadoro e Orkidea82. Grazie ragazze, quando l'ho visto mi sono davvero emozionata, siete state stupende.
Ad ogni modo, adesso voglio godermi un lungo periodo di meritato riposo prima di ricominciare a studiare... o a fare altro... chi lo sa...
La vita per fortuna è ricca di sorprese, qualche volta belle come i fiori della foto...
Baci a tutti gli amici.

 
 
 

The Others...

Post n°152 pubblicato il 27 Gennaio 2008 da jusperine

Alcune persone ci attraversano la vita per brevi periodi, altre ci accompagnano per anni.
Qualcuno si perde, con qualcun altro manteniamo rapporti più stretti e con altri ancora contatti solo formali.
E poi ci sono le persone speciali.
Sono quelle che ci segnano in modo indelebile, che per quanto le circostanze o la distanza ci tengano lontani, sono legate a noi in modo indissolubile.
Persone di cui non possiamo fare a meno, da cui tentiamo di separarci invano, perchè le abbiamo nel cuore e faranno sempre parte di noi.
Quando non ci sono mancano, quando ci sono riempiono la nostra vita e la colmano di un significato speciale.
Non importa che cosa sia accaduto o da quanto tempo non le vediamo...
Quando ritornano hanno la capacità di annullare gli intervalli, i vuoti e i fraintendimenti e anche se talvolta il rapporto si trasforma, è comunque bello sapere che ci sono.

 
 
 

Eccomi!!!

Post n°150 pubblicato il 23 Gennaio 2008 da jusperine

Ciao a tutti, non sono sparita, sono solo impegnatissima e ho poche idee per un post decente.
Per rendervi partecipi del mio travaglio studentesco, riporto un piccolo brano che spero vi piaccia.
 

Simone de Beauvoir scriveva, nella sua opera “Il secondo sesso” (1961, Il Saggiatore, Milano), che <<...la società non è una specie: in essa la specie si realizza come esistenza; si trascende verso il mondo e verso l'avvenire; i suoi costumi non si inferiscono dalla biologia; gli individui non sono mai abbandonati alla loro natura, obbediscono a quella seconda natura che è l'abitudine, nella quale si riflettono desideri e timori che rivelano il loro atteggiamento ontologico. [...] Se i costumi vogliono, come in certe tribù indiane, che siano le fanciulle a scegliersi il marito, o se è il padre a decidere i matrimoni, l'aggressività sessuale del maschio non gli conferisce nessuna iniziativa, nessun privilegio. L'intimo legame tra madre e figlio sarà per lei di dignità o di indegnità a seconda del valore che si accorda al figlio. Questo stesso legame viene o no riconosciuto secondo i pregiudizi sociali. Così noi dovremo chiarire i dati della biologia alla luce di un contesto ontologico, economico, sociale e psicologico. L'asservimento della donna alla specie, i limiti delle sue capacità individuali, sono fatti di estrema importanza; il corpo della donna è uno degli elementi essenziali della situazione che ella ha nel mondo. [...] Si tratta si sapere in che modo la natura sia stata rielaborata in lei nel corso della storia; si tratta di sapere che cosa ha fatto l'umanità della femmina umana>>.

 
 
 

Auguri!!!

Post n°149 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da jusperine

Buon 2008 a tutti voi che passerete di qui,

Buon 2008 agli amici di blog

e soprattutto

Buon 2008 alle persone che sono sempre nel mio cuore e nei miei pensieri,

Cali, la mia adorata Gio, Battito, Tweak, Mariciao, Stellina, Orchidea, Alan e Massi.

Possa il Nuovo Anno realizzare i nostri desideri.

Augurissimi di salute e felicità a tutti.

 
 
 

GIO...

Post n°148 pubblicato il 24 Dicembre 2007 da jusperine

Alla mia amica più vera, la sorella che avrei voluto.

Siccome non hai più un blog , ti faccio gli auguri qui, sul mio.

Ti voglio un bene dell'anima e spero che questo Natale e il Nuovo Anno ti portino tanta felicità, amore e salute (e anche sesso e soldi, che non guastano mai ).

Ti adoro

 
 
 

ALI

Post n°147 pubblicato il 21 Dicembre 2007 da jusperine

Da qualche giorno il mio umore è variabile, fremente, macchiato di insofferenza come fuliggine spazzata dal vento. Non c'è un motivo particolare, solo un insieme di piccole cose che tutte sommate provocano la stessa irritazione delle punture di zanzara nelle notti afose.
Forse sto attraversando un periodo di confusione o forse è solo un momento della mia vita in cui non ho voglia di pensare troppo e tutto mi pare complicato e privo di logica.
Guardo le persone che mi circondano con un misto di interesse e apatia, senza trovare nessuno particolarmente inutile o particolarmente interessante e mi adagio così, lasciando che alcuni si perdano per strada, disseminando il mio passato di una lunga lista di funerali emotivi per qualcuno dei quali provo ancora un flebile accenno di lutto e un sottile filo di dolore.
Per tutti gli altri, credo di aver strappato molte pagine del libro dei ricordi, come si fa con i cocci di un vaso in frantumi... non lo si può più sanare, per quanto in passato abbia avuto un posto di primo piano su uno dei ripiani più in vista... si spazza e si butta...
Zac... un taglio netto attorno al mio cuore con uno dei miei rasoi più affilati che non ho davvero nessuno scrupolo ad usare, per poter creare un oasi dove riporre riporre i lembi più profondi di me stessa e chiudere le ferite con la polvere cicatrizzante del farmaco dell'esperienza.
Mi sono recuperata e riplasmata in una versione tutta nuova.
Migliore... peggiore... chi lo sa...
Però sono io, sotto questo cielo terso, in quest'aria gelida, in questa sensazione di transizione e transitorietà, precaria, costantemente in prestito, provvisoria...
Questi sono giorni davvero strani, non brutti... non belli... soltanto rapidi e indefiniti...
Avrei voglia di mettere ordine nella mia vita, ma comunque vada non rinuncerò alle mie ali e fino a quando avrò la possibilità di volare, non mi darò per vinta.

 
 
 

Intelligenza

Post n°146 pubblicato il 16 Dicembre 2007 da jusperine

A volte rimango sorpresa dalla violenza delle mie parole, da alcune frasi che dico nei momenti di rabbia, quando non sono capita o non sono creduta, ma di cui poi mi pento, proprio perchè sono vere e dette con l'intenzione di restituire la ferita che mi viene inflitta.
Resta il fatto, però, che ci sono persone che si intestardiscono su una propria opinione e non cambiano mai idea, persone che pensano che tutti dovrebbero ragionare come fanno loro, secondo i loro canoni e se qualcuno è diverso o ha una vita in cui accadono cose che esulano dagli schemi... beh... automaticamente lo bollano come bugiardo.
Lo so che alcune storie hanno dell'incredibile e che ci sono persone che riescono a mentire su tutto, persino sulla morte, ma esistono, ci piaccia o no.
Ho sempre pensato che ognuno di noi sia libero di decidere della propria vita, delle proprie parole e delle proprie azioni, salvo poi pagarne le conseguenze, ma non mi sono mai permessa di giudicare nessuno nè, tantomeno, di accusare qualcuno di non essere se stesso o di essere un visionario senza averne le prove, per quanto assurdi alcuni racconti mi possano sembrare.
Ho imparato che esistono persone di tutti i tipi, dall'ipocrita che rimane in famiglia per pura convenienza, al disadattato che perde migliaia di euro al gioco, da chi fa un figlio perchè l'orologio biologico ha suonato l'ora, a chi preferisce la solitudine piuttosto che adattarsi ad una vita squallida, dormendo ogni notte accanto ad una persona che finge di desiderare o, ancor peggio, di amare.
Ho imparato anche che qualcuno merita una seconda occasione, qualcun altro no, ma cambiare idea, ammettere i propri sbagli e saper chiedere scusa è comunque sempre segno di intelligenza.

 
 
 

GELO

Post n°145 pubblicato il 15 Dicembre 2007 da jusperine

Oggi è più freddo del solito, il vento sferza la pelle, l'aria ghiaccia le mani e il tempo mi rimbalza negli occhi, ma è sabato e posso riposare, stare in poltrona sotto le coperte, guardare pigramente la tv.
Avrei mille cose da fare, cose da dire, ma è come se tutto sfuggisse, liquefatto tra le mie mani, senza riuscire a fermarlo...
Questa notte ho sognato... luoghi che non ho mai visto né mai vedrò, una vita diversa dalla mia, che non vivrò...
Davanti a me tre giorni di riposo, tre giorni di silenzio.
Il mio aspetto è diverso, non sono più la stessa, è come se fossi un'altra.
Le mie mani sono più sicure, i miei sentimenti più precisi, le passioni più lente, prive di batticuori, di respiri che si fermano in gola, di ansia del domani.
E' una vita diversa, una vita in cui non fatico più a voltare pagina dopo una delusione, è un tempo nuovo, fatto di accettazione, di passi lenti e brevi, un tempo che non ha più tempo.
Giusto o sbagliato che sia, ho spostato le mie priorità ed ora amo i miei silenzi pieni di note, le mie stanze vuote, il mio caffè bollente, le mie coperte calde.
E intanto viene buio, il sole cala sempre prima ed io ho solo bisogno di fermarmi, smettere di correre, ascoltare il mio respiro e seguire l'istinto per qualche giorno in più di un semplice fine settimana.

 
 
 

Un giorno qualunque

Post n°144 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da jusperine

Quest'anno sento il Natale meno del solito.
Detesto respirare quest'aria falsa addobbata a festa, questa inutile ostentazione di qualcosa che non si ha, questo dover fingere di essere più buoni e mi sento persa nella desolante sensazione di diversità e con il timore di essere l'unica ad accorgersene...
Alberi addobbati di palle colorate e fili dorati, strade e case piene di luci, presepi con statuine ordinate tra muschio finto, grotte di cartapesta e neve spray, mandarini e frutta secca nei vassoi e candele che illuminano tavole esagerate di panettoni e torroni, lenticchie e spumanti.
Persone vestite degli abiti migliori, scelti con cura per sfilare nei negozi del centro in cui cercare regali inutili, incartati in confezioni pompose di carta scintillante e fiocchi con i brillantini.
Ma non c'è Natale in tutto questo cercare ed affannarsi, in questa illusione che fa male, che fa venire voglia di chiudere gli occhi, di non vedere, di nascondersi, fino a quando tutto non sarà finito, in un posto senza luci, senza rumore, senza clamore, cercando il silenzio sotto un tetto di stelle e tra i riflessi della luna sui rami ghiacciati, mentre il filo dei pensieri si stende sul velo di neve delle montagne all'orizzonte, nel tepore di ricordi lontani, rispolverati per l'occasione.
Nessun entusiasmo, mentre il profumo dell'incenso svanisce insieme alle parole, ai sorrisi e agli ultimi respiri delle fiamme tremolanti nel camino, nessun motivo per credere che quest'anno sarà diverso.
Lo stesso sole tramonterà sul mare per poi risorgere dietro le colline, gli stessi occhi si apriranno per vedere e fare le stesse cose e attendere...
Già... attendere, senza rendersi conto che esiste anche un altro Natale, quello fetido, buio e senza luci dei senza tetto, quello nudo e affamato dei bambini dei paesi poveri, quello del dolore e della solitudine delle fredde corsie di un ospedale, quello di un corpo che trema in astinenza in un bagno pubblico, quello pieno di rimorsi dietro le sbarre di una cella, quello di un bambino che prega perché al termine dei brindisi nessun adulto apra la porta della sua cameretta, quello di un vecchio che rimane a casa solo, in compagnia dei suoi ricordi e di qualche fotografia ingiallita.
Un Natale diverso, senza luci colorate, né calici, né auguri, solo il luccichio di una lacrima che riga il volto.
Un giorno come un altro, aspettando che venga domani.

 
 
 

Dicembre

Post n°143 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da jusperine

Le ore passano lente in questo dicembre immoto.
Il vapore della cucina appiccicato ai vetri, fuori il gelo, con le sue onde struggenti ed io che ancora sbadiglio i postumi di una serata alcolica.
Un valido rimedio per smaltirli sono i Notturni di Chopin ed è un piacere lasciare che quelle note melodiose si diffondano e si mescolino al velo nero del caffè che ondeggia nella tazza bianca.
Un po' mi manca il mio pianoforte, mi mancano i suoi tasti ingialliti che si alternano all'ebano e lo visualizzo fissando il vuoto, in frazioni di secondi imbrigliati da questa musica che mi dona una pace inesplorata.
Lo stomaco però è un po' annodato, in questa mattina di sintomi non digeriti di un dieta poco sana, di un'etica personale fatta di orbite vertiginose.
Mai stata infallibile, mai stata saggia... in verità ho fatto molti sbagli in vita mia, ma sono sempre stata assennata nei comportamenti, nella mia fetta di universo in cui ho saputo inventare orbite di illusioni, lampeggianti nelle aurore di giorni nuovi.
Giorni di rabbia, giorni di gioia, giorni di tramonti nobili e preziosi, giorni di malinconia che ti fanno ricordare chi eri un tempo, spietati nel riflettere la tua immagine deformata che si riflette negli occhi della memoria.
Già... la malinconia...
Una coperta calda, da usare in tutte le stagioni, quando torna il ricordo del profumo di qualcuno a cui non pensi più ma che non dimenticherai mai, di un cielo invernale che ha lo sguardo di una luna infuocata, del sapore dolce di un miele ambrato, di un alito delicato che ti sfiora il cuore lacerandolo lievemente, di un naufragio silenzioso, senza domande né risposte.

 
 
 

Quello che conta...

Post n°142 pubblicato il 30 Novembre 2007 da jusperine

Certe cose succedono solo nell'anima, come quelle volte in cui le emozioni ti scuotono come un uragano, impetuose, ti lacerano dentro, ti spaccano la vita in due e, se ti guardi indietro, nemmeno ti accorgi che quella vita era la tua... ti sembra quasi che appartenga a qualcun altro, spogliata dei ricordi, uno ad uno, come i rami secchi di un albero privato del verde delle foglie cadute.
Tutto spento, tutto vuoto, i periodi migliori fuggiti, il tempo trascorso inclemente, passato ma ancora sotto la pelle come l'inchiostro di un tatuaggio fuori moda, come un'istantanea stampata nella memoria.
La fiamma della candela ondeggia in un gioco festoso e si riflette sul bicchiere pieno mentre le note dell'ultimo cd riempiono questo silenzio maledetto e si infrangono sulle pareti umide e nebbiose della sera.
Ho consumato un giorno dopo l'altro senza dare la giusta importanza alle tante altre voci disperate che sentivo, alle parole speciali che non erano mai abbastanza, alle anime stese ad asciugare al sole, alle carezze che mi sfioravano la pelle, alle centinaia di occhi che cercavano solo un sorriso.
Ho respirato la paura, l'incertezza, il desiderio, la gioia, la disperazione...
Non aspetto pareri o giudizi, non aspetto consigli, amici o amori, vorrei solo avere la capacità di decidere e il coraggio di portare avanti le mie scelte, senza voltarmi indietro.
Il bicchiere si solleva e il sorso di liquido caldo che brucia nella gola ha già il sapore del domani e di questa assurda fragilità che ci portiamo dentro, granelli di polvere dimenticati in un angolo della terra e in balia del vento.
E penso che alla fine quello che conta non è cosa si trova alla fine della strada, ma cosa si prova durante il viaggio.

 
 
 

World Word

Post n°141 pubblicato il 29 Novembre 2007 da jusperine

Siamo fatti solo di parole, come un immenso cruciverba con centinaia di rompicapi  e di intrecci che celano la giusta soluzione, la realtà. 
Le regole del gioco sono quasi sempre le stesse: assorbi migliaia di parole, le traduci in emozioni, sensazioni, stati d'animo che immagini avvolgano chi le legge e da queste tracce nella tua mente prende forma l'immagine, la percezione che hai di chi scrive dall'altra parte del monitor.
Da vago e offuscato, via via che le parole aumentano, diventa sempre più chiaro e svela aspetti nascosti e particolari caratteriali e fisici. 
Ma sono solo parole.
Però è incredibilmente affascinante rincorrere l'immagine di una persona scorrendone le righe, sollevare il telo che la ricopre poco alla volta e piano piano guadagnare centimetri.
Ovviamente il desiderio si fa più vivo e intenso quando vieni rapito da quello che leggi, quando, affascinato, ti lasci catturare da qualcuno e allora il gioco ti prende e lo scritto successivo diventa come una droga che attendi con ansia.
La prossima dose.
Il prossimo orgasmo.
E ti innamori di qualcuno che non sai chi sia, che non hai mai visto, che non sai dov'è ma lo vuoi. Lo cerchi e ne bevi e ribevi le parole, stringi forte quella parte di lui che sei riuscito a rubare e la porti con te, le permetti di far parte della tua vita.
Lontani, ma uniti da un pensiero condiviso, da una frase che colpisce, da una parola che ferisce.
Storie dove non si cammina dandosi la mano, ma regalandosi parole, dove si fa l'amore con le parole, si litiga a parole, ci si nutre di parole, ci si disseta e si sogna.
Storie dove tutto è possibile.
Con le parole siamo chiunque vogliamo essere ma possiamo anche non essere nessuno.
Possiamo essere ovunque.
Sono lì da te, in questo momento, che ti guardo... sono lì, alle tue spalle, che ti abbraccio, ti accarezzo, ti bacio e ti stringo... a parole! 

 
 
 

Solitudine

Post n°140 pubblicato il 28 Novembre 2007 da jusperine

A volte decidere i propri comportamenti non è facile, specie quando ci si rapporta con gli altri, specie quando l'altro è qualcuno che ami. Credi di avere fatto un passo avanti, per poi scoprire con dolore che in realtà ne hai fatti cento indietro.
E pensi...
A volte sono pensieri dolci e teneri, colorati di mille fantasie, altre volte sono velati di malinconia, ma in fondo rimane sempre la solitudine, fatta di schegge di cristallo che emanano luce ogni volta diversa, talvolta calda, talvolta fredda, talvolta colorata, talvolta grigia e opaca.
La mia solitudine è ormai un prezioso rifugio, un guscio che mi serve per riprendere il filo di me stessa, della mia vita, del mio tempo, un dono prezioso che mi dona pace, che ascolta i miei silenzi, le mie angosce e i miei momenti bui, senza chiedere nulla in cambio, mentre lo sguardo si perde nel vuoto e si vela di lacrime.
E ripenso agli occhi stanchi ma pieni d'amore, alla forza della ragione, al tormento del cuore, alle risposte mai trovate, ai sogni perduti.
Eccola qui, la mia profonda e totale solitudine che nutro di malinconia, che mi tiene compagnia, che mi prende per mano nei momenti in cui mi voglio bene, in cui decido di non soccombere, di non farmi usare.
Amo la mia parte oscura e silenziosa, amo il mio rifugio, amo la notte, amo i miei sogni, amo te che li visiti spesso, accarezzando il mio viso con il tuo sguardo scuro e profondo che infiamma la mia anima, immagine rassicurante che mi accompagna fino all'alba e scompare quando apro gli occhi. E se ti cerco di nuovo, provando a chiuderli ancora, trovo solo il nulla... solo una lacrima silenziosa, testimone tangibile della mia nostalgia.

 
 
 

Le Sirene di Ulisse

Post n°139 pubblicato il 26 Novembre 2007 da jusperine

La mia vita sembra il perpetuo errare di un esule volontario, che ha bisogno di vagare alla ricerca di isole inesistenti, di oasi nei deserti, di stazioni nello spazio e nel tempo, ma ho necessità, a volte, anche di riposarmi e trovar pace.
Rimango nomade nell'anima, questo si, e non posso fermarmi troppo a lungo, non mi bastano i luoghi e nemmeno il tempo... forse non mi basterà nemmeno una sola esistenza.
Troppe le cose da esplorare, i mondi da conoscere, le domande a cui dare risposte, ma continuo ad inseguire un tipo di vita che mi travolga, con le sue ondate burrascose che mi scaraventano al largo, verso quell'ignoto che spaventa e allo stesso tempo seduce, come il canto delle Sirene di Ulisse.
E come Ulisse, voglio lasciarmi trasportare da una sinfonia di emozioni che abbiano la consistenza dei sogni.
La mia vita scorre nell'agrodolce del funambolismo emotivo, ostaggio di una natura lunatica, crepuscolare e invernale, senza però nessun dramma esistenziale o convinzione mistica. Ho solo voglia di vivere, di avere buoni presagi, di illuminare il mio lato oscuro... e non so se in questa situazione ci guadagni la mia saggezza o la mia follia. Forse se ne avvantaggeranno entrambe, pronte a buttarsi a capofitto sui cambiamenti, a sgomberare le strade sbarrate o a mettere le ali...
Comunque vada, io lo prendo come un gioco, senza farmi troppi problemi, senza voltarmi indietro, perché il passato mi ha già fatto troppi danni. Certi doni del destino vanno presi quando capitano, senza cercare troppo lontano. A volte sono cose semplici, che troppo spesso passano inosservate.
Fino ad ora ho ecceduto, è innegabile, ma per la prima volta nella mia vita ho goduto il presente, ho oscurato il passato, dimenticato il futuro, sepolto gli scheletri troppo ingombranti e con il tempo, imparerò a mettere un nuovo intonaco e una nuova vernice sulle crepe dei miei muri mentali, levando il calice agli amici di oggi, alle nostre risate e a tutti quelli che restano a bordo e sanno galleggiare anche quando la barca sembra un colabrodo.

 
 
 

Lentamente...

Post n°138 pubblicato il 24 Novembre 2007 da jusperine

Da qualche giorno la mia esistenza ha preso una piega diversa, è tornata ad essere una vita vera... potrei quasi dire che ho fatto un grandioso e rumorosissimo LOG OUT.
Ho ricominciato a lavorare con concentrazione, a pendermi pause e tempi lunghi, a volermi bene e mi sono riscoperta serena e rilassata come un tempo, quando tutto scorreva un po' più lentamente.
Che dire... mi piace, mi piace davvero.
Ieri sera sono andata al centro studi a fare meditazione. Il tema della discussione era "Il sacrificio della rinuncia" e mi sono ritrovata a pensare che spesso alcune rinunce non sono affatto sacrifici, al contrario, sono liberazioni.
Quando la serata è terminata, mentre guidavo sotto la pioggia tornando a casa, ho acceso la radio, cosa che non facevo più da troppo tempo, e ho riscoperto il piacere della musica e della guida tranquilla.
Nessuna fretta, nessuna ansia.
Mentre la macchina tracciava solchi nell'acqua che cadeva copiosa, ho deciso di non andare subito a casa ma di continuare a guidare, senza una meta precisa... e mi sentivo ancora più pervasa da quella pace interiore e da quel benessere che solo i pensieri positivi sanno dare.
La musica suonava, la pioggia batteva sul vetro, le ruote frusciavano sull'asfalto bagnato e io pensavo a te... e pensavo che certo, sarebbe stato più bello se fossi stato lì con me, se tu avessi guidato mentre io, seduta accanto a te, ti guardavo sorridendo accarezzandoti il collo e i capelli... ma non aveva importanza se ero sola, non aveva importanza se non avevi risposto al telefono, nulla mi importava.
Ero serena, con la mia musica che suonava, la pioggia che batteva sul vetro, il fruscio delle ruote sull'asfalto e in mente il pensiero di te... perchè è bello sapere che ci sei e che, da qualche parte, forse stai ascoltando musica mentre fuori piove, e pensi a me...

 
 
 

Proverbio cinese

Post n°137 pubblicato il 21 Novembre 2007 da jusperine

Siediti
sulla
riva
del
fiume
e
vedrai


            passare
            il
            cadavere
            del
            tuo
            nemico...

 
 
 
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SOGNA RAGAZZO SOGNA

E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più.
Sogna, ragazzo, sogna,
non lassciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!
Sogna, ragazzo, sogna
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu.
Sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione,
non fermarti tu!
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente.
Passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.
E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire".
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più.
Sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni, passerrà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu ...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più.
Sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania,
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.

 

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