XABI ALONSO SARA' BIANCONERO ORA NEL MIRINO C'E' STANKOVIC!
La Juventus potrebbe annunciare già oggi Xabi Alonso. Tra i bianconeri ed il Liverpool mancano solo i dettagli. Il trasferimento del centrocampista dovrebbe avvenire per una cifra vicina ai 18 milioni. Ora la società (come confermano molti organi di stampa) ha allacciato i contatti con l'Inter per avere anche Stankovic, in rotta con Mourinho. L'agente di Trezeguet: "Se Juve e Barcellona troveranno l'accordo non sara' David a creare problemi". Secondo "AS", Ranieri favorevole alla cessione del bomber francese. Trovato l'accordo con Palladino, pronto a trasferirsi in comproprietà al Genoa. L'ItalJuve si prepara alla sfida decisiva con la Francia. Intervista a Gigi Buffon: "Sarà la gara della vita". L’eventuale eliminazione dagli Europei avrebbe un lato positivo per gli juventini. Preliminari di Champions League con i big più “riposati”.

(nella foto tratta dal quotidiano "El Pais" il forte mediano basco Xabi Alonso)
LA JUVE POTREBBE ANNUNCIARE XABI - La Stampa - Il prossimo botto del calcio italiano sul mercato lo sparerà la Juventus quando, forse già oggi, annuncerà l’acquisto di Xabi Alonso, centrocampista spagnolo del Liverpool, per una cifra intorno ai 18 milioni di euro. Se fra i bianconeri e i Reds mancano solo i dettagli, a frenare gli incroci fra le grandi del nostro calcio e i traguardi prefissati c’è, al momento, la poca voglia d’Italia dei migliori fuoriserie del pallone. Lunga è la lista, complicate le operazioni che dovrebbero arricchire la serie A, decisamente in ribasso nella classifica dei ricavi: al diciassettesimo rapporto annuale della Deloitte arriviamo con il fiato corto come non mai perchè nella sfida dei redditi prodotti dal calcio in Europa, l’Italia ottiene solo il quarto posto. Premier League inglese in fuga con ricavi totali pari a 2,3 miliardi di euro, Bundesliga tedesca e Liga spagnola sul podio rispettivamente con 1,4 e 1,3 miliardi di euro e, quindi, la serie A con 1,2 miliardi. Partendo da una posizione svantaggiata per colpa anche della diversa fiscalità che ci penalizza, gli sforzi dei nostri club sono riversati in operazioni comunque da concludere per non rimanere fuori dal grande giro. Da qualche ora, c’è il caso-Ibrahimovic a condizionare le mosse nerazzurre («Speriamo non si debba operare» ha dichiarato l’amministratore delegato Paolillo): dal ritiro della Svezia continuano ad arrivare segnali contrastanti sul ginocchio dello svedese. Nelle prime due sfide degli Europei, l’attaccante ha dovuto salutare i compagni anzitempo per preservare una condizione fisica al ribasso. «Gioco dieci minuti e capisco che dal dolore non potrò finire la partita», ripete Ibrahimovic con il tendine del ginocchio sinistro che non smette di tormentarlo. Quando finirà il suo calvario? Come si presenterà lo svedese il giorno del ritiro a Brunico? Interrogativi destinati a sparigliare i giochi di mercato di Moratti deciso a sferrare l’attacco per Drogba o Eto’o nonostante i due giocatori continuino a giurare fedeltà rispettivamente al nuovo Chelsea di Scolari o al Barcellona. All’Inghilterra, intanto, guarda il Milan perchè a metà settimana a Londra tornerà Adebayor per un chiarimento con l’Arsenal: i rossoneri sono pronti ad aprire una trattativa con i Gunners nonostante Berlusconi abbia giudicato troppo costoso l’affare (l’Arsenal chiederebbe circa 40 milioni di euro). La Roma pensa a Riise, esterno del Liverpool, ma anche a Silvestre, difensore del Manchester United. E l’attaccante atteso da Spalletti? Huntelaar dell’Ajax vuole il Real Madrid, l’idea potrebbe essere Saha, centravanti del Manchester United, ma sacrificato da sir Ferguson. Intanto, rumors parlano di un’offerta choc dell’Inter per Mancini-Aquilani: 40 milioni più il prestito di Adriano.
LA JUVE NON SI FERMA: ORA STANKOVIC - Corriere dello Sport - Portati a casa Amauri e Xabi Alonso, la Juventus si assesta su altre strategie di mercato: da un lato Blanc e Secco porteranno avanti il lavoro di sfoltimento e completamento dell’organico secondo i programmi previsti e dall’altro seguiranno a fari spenti e con molta ciscospezione alcuni obiettivi "segreti" tenuti sapientemente nel cassetto perché figli di imprevedibili evoluzioni di mercato. Si tratta di opportunità legate eventualmente a situazioni e movimenti che potrebbero verificarsi nelle prossime settimane. Abbiamo detto più volte per esempio (e lo ha detto anche il presidente Cobolli) che la Juve punta Aquilani e che la Roma non ha intenzione di cederlo.
CASO STANKOVIC - Ma oltre ad Aquilani, ci sono altri giocatori importanti sui quali la Juve ha messo gli occhi. Il primo: Stankovic. Sono stati allacciati contatti molto seri con l’entourage dell’interista che Mourinho non gradisce, ma è troppo presto per passare alla fase di una trattativa concreta. Stankovic non potrebbe non interessare alla Juventus se il suo cartellino fosse accessibile perché con il serbo la squadra bianconera si porterebbe a casa un giocatore di elevato spessore in grado di coprire tutti e quattro i ruoli del centrocampo. E lo prenderebbe pure dall’Inter la qual cosa dal punto di vista mediatico avrebbe la sua importanza dopo i casi di Ibrahimovic e Vieira. Le notizie arrivate in corso Galileo Ferraris sono confortanti: Stankovic non gradisce un trasferimento a un club straniero perchè vuole restare in Italia dove si sente a casa, dove sono nati i suoi figli e dove la famiglia si trova benissimo. Non solo: il serbo vuole una squadra di vertice che gli consenta di giocare ad alto livello e di partecipare alla Champions League. Tre le soluzioni: Juve, Milan, Roma. Questi ultimi due club cozzerebbero con il passato di Dejan, prima pilastro della Lazio poi del Milan. Alle corte: di fronte alla prospettiva di passare alla Juventus Stankovic ha detto sì.
C'E' STANKOVIC NEL MIRINO DELLA JUVE - Repubblica Torino - «Scusate il ritardo». Potrebbe essere questa la frase con cui Dejan Stankovic potrebbe presentarsi al raduno bianconero di Pinzolo ai primi di luglio. Il centrocampista serbo che Mourinho avrebbe inserito nella lista dei cedibili sarebbe pronto a traslocare da Milano a Torino. Per la verità Stankovic era nel mirino della Juve già alcune stagioni fa, ma poi il fattore Mancini convinse il giocatore a lasciare la Lazio per accasarsi all´Inter. Ma oggi "Mancio" non c´è più e Stankovic avrebbe già fatto sapere di gradire l´interesse bianconero. Se Stankovic resta per ora un potenziale, prossimo acquisto, a rafforzare la rosa di Ranieri arriverà di sicuro lo spagnolo Xabi Alonso. Nei prossimi giorni Jean Claude Blanc volerà a Liverpool per firmare l´accordo già raggiunto a parole con la società guidata da Benitez. Nell´occasione discuterà anche i dettagli per Sissoko. Ma oggi potrebbero arrivare notizie anche sul fronte cessioni. Radiomercato sostiene che il Genoa avrebbe sbloccato la trattativa per portare Raffaele Palladino in rossoblù. Per l´attaccante bianconero, che non ha convinto fino in fondo Ranieri, forse l´opportunità di riscattarsi alla corte del suo primo mister: Gian Piero Gasperini. E proprio il tecnico genoano vede nella punta bianconera il rinforzo che serve per l´attacco. L´altra cessione in ballo è quella di Trezeguet. Il Barcellona pare sempre intenzionato ad acquistarlo per 20 milioni. Il francese, che nell´ultima stagione ha realizzato venti gol con la maglia bianconera, è uno degli attaccanti richiesti da Guardiola, neo tecnico di blaugrana, per sopperire alle partenze probabili di Eto´o e Ronaldihno. E a spingere perché l´affare vada in porto c´è Pablo Montero. In un´intervista al «Mundo Deportivo» l´ex difensore uruguagio ha detto: «David ha 30 anni ma è un grande professionista. Da quando è arrivato alla Juve otto anni fa non ha mai segnato meno di 17 gol a campionato. Per me ha la personalità e la qualità necessaria per trionfare nel Barcellona. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un giocatore che e´ stato campione del mondo e d´Europa con la Francia». «E´ un grande opportunista ed è forte nel gioco aereo - continua Montero - E´ un centravanti al quale si sono interessati i migliori club d´Europa. Se alla fine dovessero cedere Eto´o, anche se io non lo farei, Trezeguet sarebbe un´opzione buonissima». In bilico anche il futuro di un altro attaccante bianconero: Marcelo Zalayeta. La Juve ha rinnovato con il Napoli l´accordo di compartecipazione stipulato un anno fa. Ceduto a titolo definitivo, invece, Blasi.
L'AGENTE DI TREZEGOL: "SE JUVE E BARCA TROVANO L'ACCORDO NON SARA' DAVID A CREARE PROBLEMI" - goal.com - Nonostante le smantite di rito, l'operazione che dovrebbe portare David Trezeguet al Barcellona, potrebbe presto entrare nel vivo. Secondo quanto riporta quest'oggi As infatti, qualora Juventus e Barcellona dovessero trovare l'accordo, Claudio Ranieri non si opporrebbe al trasferimento del giocatore transalpino. Il tutto dipende solo ed esclusivamente dai due club, visto che la parole pronunciate dal procuratore del giocatore transalpino, Antonio Caliendo, sembrano anticipare una decisione già presa: "Il primo passo deve farlo il Barça, si devono parlare i due club. Se troveranno un accordo non sarà certamente David a creare problemi". Secondo As, Txiki Begiristain sarà nei prossimi
JUVENTUS, VERSO L'ACCORDO CON PALLADINO - gazzetta - Potrebbe finalmente venire sbloccato in casa bianconera il caso Palladino; pare che la Juventus sia pronta a proporre al giocatore dei premi legati al suo rendimento con la sua nuova squadra, il Genoa; quest'ultima soluzione pare essere in grado di accontentare sia il club di Corso Ferraris, che l'attaccante campano che i rossoblu, che dalla Juventus attendono anche Criscito.
PALLADINO-GENOA, IL TORMENTONE CONTINUA - Il Secolo XIX - Raffaele Palladino: il tormentone continua. Da tempo il Grifone sta corteggiando l'esterno offensivo della Juventus, passando nell'arco di un paio di mesi dalla delusione per un accordo che sembrava non potesse esserci, alla gioia di una soluzione positiva che era stata già annunciata dal presidente Enrico Preziosi. Il Genoa vuole a tutti i costi Palladino per rinforzare (o se si preferisce per completare) l'attacco e in questa settimana tornerà a pressare il manager del giocatore (Beppe Bozzo) e la Juventus affinché trovino un accordo. Anche ieri i dirigenti rossoblù hanno cercato di trovare le soluzioni per appianare la differenza di un anno di contratto tra la richiesta bianconera (prolungamento al 2012) e quella di Palladino (conferma al 2011). La ragione è di natura economica: il giocatore potrebbe accettare l'allungamento di un anno, ma con adeguamento dell'ingaggio rispetto a quello che percepirebbe al Genoa. Divergenze, non certo rotture, alla base dello slittamento, ma proprio per questa ragione l'irrigidimento di Palladino sembra nascondere l'eventuale inserimento di qualche altra società in grado di allettare l'attaccante con un ingaggio maggiore. Si tratta di un sospetto ma che sembra destinato a rimanere tale ancora per poco. Oggi, o al più tardi, martedì, è atteso un chiarimento dopo un incontro tra la società bianconera e il giocatore. Gian Piero Gasperini è ottimista e non ha mai nascosto che su Palladino punta molto.
MARCHIONNI FA LE VALIGIE - Sportal - Non c'è solo il mercato in entrata per la Juventus, che in questi giorni sta valutando diverse operazioni anche in uscita. Se per Tiago e Almiron ancora non ci sono grosse novità, mentre per Palladino al Genoa dovrebbe essere solo questione di tempo, l'ultimo nome finito sulla lista delle partenze è quello di Marco Marchionni.
Per l'esterno, protagonista di una stagione sfortunata anche a causa di un brutto infortunio, si sarebbero infatti mosse sia la Roma che il Palermo. Marchionni sarebbe un elemento prezioso per gli schemi di Luciano Spalletti, che sta setacciando il mercato alla ricerca di un laterale d'attacco per sostituire il partente Mancini, ma anche Stefano Colantuono avrebbe chiesto al presidente Maurizio Zamparini un giocatore di fascia con caratteristiche offensive. La Juve è pronta a cedere il giocatore, ma chi vuole Marchionni dovrà mettere sul piatto della bilancia almeno cinque milioni di euro.
I BIANCONERI TORNANO SU GROSSO - goal.com - Strano destino quello di Fabio Grosso. Da eroe di Berlino a riserva dell'Inter, per poi essere costretto subito ad emigrare in Francia nel Lione, dove ha vinto un campionato senza però essere troppo valutato dalla critica nostrana che l'ha riscoperto solo in questo Europeo dove si sta nuovamente imponendo all'attenzione tra i migliori della selezione di Donadoni. E così la Juventus, che aveva pensato a lui già a gennaio per la fascia sinistra, sta tornando alla carica per strapparlo alla Ligue1. L'italiano ha dichiarato fedeltà al Lione ma, di fronte ad un'offerta pesante, i francesi potrebbero cedere e lui non direbbe di no alla Vecchia Signora dove, con tutto il rispetto per Molinaro e De Ceglie, la fascia sinistra dovrebbe essere per una volta tutta sua senza dover essere messo in discussione al primo errore come accaduto troppe volte in passato.
EURO KO? CHAMPIONS OK PER LA JUVE - Tuttosport - Tra sospetti di torte e fragranze di biscotti ci si avvicina alla fatidica data della sfida contro la Francia che può già segnare l’eliminazione dell’Italia dall’Europeo. Sarebbe il bis dell’esperienza maturata quattro anni fa in Portogallo, una debacle dopo il Mondiale vinto in Germania. Esiste però una considerazione che renderebbe meno amara la pillola, per lo meno ai tifosi bianconeri: l’Italia fuori dall’Europeo restituirebbe prima gli azzurri a Ranieri. Ancora prima della convocazione azzurra di Buffon, Camoranesi, Del Piero e Chiellini, il tecnico bianconero era stato chiaro sul programma estivo. «Mi auguro che l’Italia vada avanti il più possibile, ma dovrò chiedere un sacrificio ai nostri nazionali, ai quali concederò soltanto tre settimane di vacanza». Calendario alla mano, l’uscita dell’Italia dopo la fase a gironi significa che i quattro bianconeri potrebbero essere in vacanza già dal 19 giugno e tornare a disposizione quando la squadra si trova ancora in ritiro a Pinzolo. Una manna per Ranieri, che potrebbe aggregare i quattro a partire dal 10 luglio, con “appena” cinque giorni di ritardo rispetto al resto della squadra...
CASSANO, ORA L'ITALIA, NEL FUTURO LA JUVE - Corriere dello Sport - È partito con Di Natale, ha sterzato su Del Piero e ora pensa di salvarsi grazie a Cassano. Il percorso del nostro ct non è un esempio di coerenza e linearità, ma a questo punto conta solo battere i francesi, sperando che Van Basten faccia il Van Basten. Dunque, avanti con Cassano, se è lui che può spingerci affannosamente verso i quarti. Di una cosa bisogna dare atto a Donadoni: di averlo portato qui, quando tutti davano per scontato che il barese sarebbe rimasto a casa. E se il ct ha convocato Del Piero credendoci poco, ma cedendo alle pressioni di molti, Albertini compreso, nel caso di Cassano è stata una sua impennata personale: lo ha voluto contro tutto e contro tutti, spiazzando persino il suo staff. In verità, lo avrebbe chiamato prima, per l'amichevole di Alicante con la Spagna, se Cassano non avesse fatto quella ignobile sceneggiata, meritandosi 5 turni di squalifica. A quel punto la sua avventura azzurra sembrava troncata. Tutti abbiamo consigliato al ct di non impelagarsi in situazioni rischiose, portando un talento ingestibile, che spesso non sta alle regole ed è pericolosamente imprevedibile.
L'UOMO DELLA PROVVIDENZA - Ci sta tutto che domani tocchi a lui, che diventi la nostra arma più pericolosa, visti gli smarrimenti e i ritardi di Toni. Bisogna solo capire se Donadoni pensa a lui e a Di Natale insieme, con un tridente dunque molto offensivo, o se più cautamente, vuole tenere a destra ancora Camoranesi e Di Natale in panchina, per far posto al barese. Sinora la squadra ha fatto poco filtro a centrocampo, la difesa sbanda anche perchè poco protetta, e dunque far giocare insieme Cassano, Toni e Di Natale diventa un bel rischio. Ma è anche vero che al punto in cui siamo, abbiamo molto poco da perdere. Bisogna battere la Francia, cosa che non ci riesce senza i rigori da ben 30 anni (!), e bisogna sempre augurarsi che Van Basten rifiuti i biscotti. È dunque l'ora di Antonio Cassano, ma non vorremmo vederlo piangere più sulla spalla di Riva. Quattro anni dopo sarebbe una replica crudele e insopportabile.
IL TUTOR - Visto da vicino invece Cassano ha buona "stampa". L'ok ufficiale alla promozione del doriano è arrivato ieri da Buffon, già guascone azzurro in gioventù e ora capitano. Gigi promuove il barese, che lo segue come un'ombra, tipicamente come ogni volta che sceglie un suo amicocollega: «È con me in pullman, è con me a tavola, quindi se dico che lui qualche volte dovrebbe contare fino a cinque prima di parlare so che posso permettermelo. È un discorso generale, non si riferisce a niente di particolare. Lo martello tutti i giorni. La verità è che Antonio, senza snaturarsi, si è comportato in modo encomiabile. E in campo ha sempre cercato con intelligenza la semplicità delle giocate, perché a livello internazionale altrimenti paghi. Del resto non ha bisogno di dimostrare niente. Lui lo sa e sa che il mister sa: quindi non ci capisce niente». Va bene la paternità, va bene la maturità, ma una battuta Buffon ancora non se la nega. Frequentando poi Cassano...
BUFFON: "SARA' LA GARA DELLA VITA" - La Stampa - Buffon, dia una buona ragione per credere nella qualificazione dell’Italia.
«Il calcio prende e il calcio restituisce. In Germania ci siamo ripresi quanto ci era stato tolto ai Mondiali in Corea e Giappone e adesso potremmo riavere cosa perdemmo quattro anni fa agli Europei in Portogallo: uscimmo nel girone nonostante avessimo fatto 5 punti, e fu clamoroso, mentre qui potremmo passare ai quarti con appena 2 punti. Sono le stranezze che fanno bello il nostro sport».
Lei ha detto che non accetterebbe di subire un’altra "combine" come fu con Danimarca-Svezia. Ne vede davvero il pericolo?
«Credo che Olanda-Romania sarà quasi certamente una partita vera. Un conto è aggiustare un risultato che fa comodo a entrambi, un conto è quando una squadra ha soltanto da guadagnare e l’altra non ha nessuna ragione per concedere».
Per gli olandesi non è interessante eliminare l’Italia e la Francia, che possono diventare pericolose?
«Al posto loro invece vorrei incontrarle ancora, visto come le hanno battute. E anch’io vorrei ritrovare in semifinale l’Olanda perché i tre gol li abbiamo presi e portati a casa, ma fermentano dentro e mettono voglia di restituirli».
I romeni saranno motivatissimi e gli olandesi molto meno. Non è la chiave di lettura più preoccupante?
«Alcuni giocatori, quando arrivano le partite decisive, in cui resti in corsa o esci, ne subiscono il contraccolpo: c’è un effetto "boomerang" mentre l’Olanda può stare tranquilla e dare il meglio senza pressioni».
L’Italia quanta pressione subisce in questo momento?
«C’è ma non vedevo l’ora di subirla. Sarà perché durante l’anno di serie B con la Juve mi mancava l’adrenalina della partita "o dentro o fuori". E’ il mestiere, siamo pagati molto bene anche per reggere la pressione e alcune volte abbiamo bisogno che ci sia».
Chissà quanta ne ha accumulata Donadoni che si gioca il posto in un’ora e mezza.
«Giocheremo per aiutarlo. Ma lo facciamo anche per noi stessi, per dare continuità alla nostra storia e dimostrare che il Mondiale non l’abbiamo vinto per caso».
A chi tornasse dopo due anni di permanenza su Marte come spiegherebbe che la finale di Berlino è diventata in così poco tempo una partita per salvarsi?
«E’ riduttivo dirlo ma sono le situazioni che fanno la differenza. Al Mondiale girò tutto bene dall’inizio alla fine, qui abbiamo capito immediatamente che l’Europeo non è nato sotto una buona stella».
Si riferisce agli errori arbitrali?
«Non solo. Con l’Olanda ci è andato davvero tutto male, con la Romania a momenti perdevamo nonostante avessimo creato sette palle gol. Questa volta, se passeremo il turno, avremo dato davvero qualcosa più del solito».
Torniamo agli arbitri: sono stati davvero decisivi?
«Non sono stati scandalosi però hanno preso tre decisioni gravi contro di noi: come minimo ci vuole più uniformità di giudizio e più bravura. Michel, che ci arbitra con la Francia, è una certezza in più anche per noi. E’ giusto che per due squadre arrivate all’ultima spiaggia ci sia un arbitro all’altezza».
Meglio voi o la Francia?
«Noi, di un pochino, anche per le regole sul passaggio del turno che non ho capito ma mi dicono ci avvantaggiano. Contro la Romania ci sono stati segnali di ripresa confortanti e li aspettavo perché dopo una batosta o sei schiacciato o reagisci e lotti fino all’ultimo».
Questa volta è la Francia che deve reagire a una disfatta.
«Mi ha stupito soprattutto che non abbiano messo più attenzione contro l’Olanda, che sta giocando benissimo e con fortuna, dopo aver visto cosa era successo a noi nella prima partita».
Se cadono le due finaliste del Mondiale, sarà l’Olanda la nuova frontiera del calcio europeo?
«Mi impressiona di più il Portogallo: compatto, gioca proprio come una squadra e attacca con velocità e tecnica».
Dopo il 3-0 di Berna lei ha chiesto scusa agli italiani e non tutti l’hanno capita. E’ pentito di averlo fatto?
«No, era quello che sentivo, ne ho anche parlato con Donadoni che mi ha capito. Non bisogna vergognarsi di chiedere scusa e dentro di me in quel momento è scattato l’orgoglio di pensare che gli italiani ci avrebbero poi ringraziato: comunque finisca, se usciamo dall’Europeo con 4 punti e dopo aver battuto la Francia, non meritiamo l’indifferenza e le critiche. Con quello che abbiamo fatto ai Mondiali e nei due anni successivi molti tifosi ci diranno comunque grazie».
DA ALEX A MATRIX, L'ULTIMA CHIAMATA - La Stampa - Diventata specie dominante neppure due anni fa, la Generazione di Berlino rischia l’estinzione domani sera, a Zurigo, contro quella Francia che l’aveva issata sulla vetta del pianeta. Gli innesti di Donadoni hanno fatto sopravvivere il gruppo alla sbornia mondiale, come non accadde ai ragazzi dell’82, ma il precoce decesso dell’Europeo troncherebbe l’evoluzione. Altro ct, altri giocatori, per incamminarsi verso i Mondiali del 2010. Scomparirebbero, allora, alcuni eroi di Germania, qui approdati in 14, causa selezione naturale dell’anagrafe e gradimento del nuovo (vecchio) assemblatore, Marcello Lippi. Quasi ha anticipato i tempi Marco Materazzi, più di tutti e per tutti, la copertina di un’avventura, di una finale vinta e di una testata presa, dal nemico più pericoloso. Lui, che era l’incubo di Francia, pare essere già scomparso, eclissandosi subito contro l’Olanda, sepolto dalla prepotenza atletica di Van Nistelrooy e, ancora di più, da una condizione fisica che l’ha fatto tornare umano. Troppo. «Tutti pazzi per Materazzi», aveva urlato lo speaker italiano dello stade de Suisse, presentando la sfida con gli Oranje: vero, ma stavolta per disperazione. Per esserci, aveva dato tutto, anche una gamba, triturata in autunno, proprio per la maglia della Nazionale: chissà, «non è l’Europeo per noi, come lo era invece il mondiale», ha detto Zambrotta. Interrompere subito il viaggio sarebbe l’uscita dal gruppo anche per Panucci, e mica solo per la carta d’identità, che ad aprile ha doppiato i 35 anni. Fu Lippi, parole sue, a levargli la gioia mondiale: «Con un altro ct, quella sera sarei stato a Berlino anch’io». Era la sua rivincita, questa, rilanciato da un tecnico per il quale segnò il gol qualificazione ad Hampden Park con la Scozia, e per il quale si commosse: «Non m’era mai capitato, ma Roberto è una gran persona». Abortita la missione austriaca, sarebbero in bilico anche altri esterni, campioni, Zambrotta e Grosso, classe 1977. Sospesi perché l’orizzonte fisico pare lontano e perché la concorrenza non sembra irresistibile. Gli anni farebbero vacillare anche Fabio Cannavaro, che però ha già piantato il traguardo in Sudafrica, il giorno dopo l’infortunio: saltato l’Europeo, vorrebbe lasciare l’azzurro sulle sue gambe, e il mondiale 2010 pare raggiungibile, per traballanti alternative. L’eliminazione provocherebbe smottamenti anche in mezzo al campo: difficile la conferma di Ambrosini, 31 anni compiuti, già ignorato nella missione tedesca, e qualche dubbio pende sul destino di Perrotta, che ha la stessa età. Nei dintorni, molto dipenderà dalla pila atomica che alimenta Gattuso, mentre paiono ancora difficilmente sostituibili i piedi di Pirlo. Costretto ad acciuffare l’ultima chance, nonostante il talento e una carriera decollata di recente, è Antonio Di Natale, affermatosi nell’interregno di Donadoni, uno di quelli che ha mutato la compagnia azzurra, trascinandola fin qui: anni (31 a ottobre) e friabile fiducia del nuovo ct potrebbero eliminarlo in anticipo. Resta il destino di uno che, proprio le previsioni, è abituato a smentire: Alex Del Piero. Dimenticato da tutti, o quasi, già un anno fa, rilanciò: «Europei? Punto ai mondiali del 2010», detto nel luglio scorso, al ritiro Juve. Mormorii all’inizio, quando singhiozzava, meno a fine stagione: 21 reti, re dei bomber e convocazione. Spesa malino con la Romania, si dirà, per quell’alchimia complicata che spesso l’ha accompagnato nella miscela azzurra. Altri dirupi aveva visto da vicino, ma pure stavolta era tornato, non per finire fuori subito, però. «Una vita dura una generazione, il buon nome per sempre», ricorda un’adagio di quel Giappone che Del Piero ha sempre amato: per questo il gruppo mondiale tenterà l’ultimo miracolo. Per stupire ancora, due anni dopo.
Inviato da: BWcube
il 20/07/2009 alle 15:18
Inviato da: PAVEL_11
il 19/07/2009 alle 21:21
Inviato da: jeffdoc
il 19/07/2009 alle 10:51
Inviato da: bwforever
il 18/07/2009 alle 19:41
Inviato da: jeffdoc
il 18/07/2009 alle 13:52