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oggi ho comperao il primo portafogli per la prima volta nella mia vita
la sensazione e' indicibile
hahaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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di fatto, quest'anno per me finisce molto bene. il tempo passa sempre in un batter d'occhio. son tre anni e quattro mesi.
prima d'ora, c'era una cosa che mi prendeva di mira. la vita e' intrisa di angosce. noi siamo come erbacce, insisttere fino all'ultimo momento significa vincere.
siamo giovani, percio' soffriamo , ma soffriamo per poterci portare alla felicita', non per avere scuse di cui ci lamentiamo.
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Quando ero adolescente, nelle zone dove sono cresciuto, i ragazzini sparavano in testa ai cani. Era un modo per prendere conidenza con le armi, per sfogare la propria rabbia contro degli esseri viventi. Ora sembra che ci si alleni con bersagli umani.Il mese scorso a Rosarno è scoppiata una rivolta degli immigrati africani, dopo che due di loro erano stati colpiti alle gambe con un fucile ad aria compressa. Si è parlato di scontro tra immigrati e italiani, ma in realtà è stata una rivolta contro la ’ndrangheta, la potente maia calabrese. Chiunque lo neghi non conosce questi luoghi dove ogni cosa – lavoro, salari, distribuzione delle case – è decisa dalle organizzazioni criminali.La rivolta di Rosarno è stata la seconda degli ultimi anni contro la criminalità organizzata italiana. La prima era avvenuta nel 2008 a Castelvolturno, vicino Napoli, dove un comando di killer della camorra aveva ucciso sei ragazzi africani innocenti. Quella strage voleva essere un messaggio di intimidazione terroristica, invece ha innescato la rabbia degli immigrati. A Castelvolturno il lavoro si trova soprattutto nei cantieri, a Rosarno si va a raccogliere le arance, ma in tutti e due i luoghi il controllo maioso regna su ogni attività economica. E gli unici che hanno avuto il coraggio di ribellarsi alle organizzazioni criminalisono stati gli africani.Un immigrato che sbarca in Francia o in Gran Bretagna sa che dovrà confrontarsi con regole dure e certe ma anche con diritti reali e certi. In Italia, invece, non è così. La burocrazia e la corruzione costringono gli immigrati a pensare che le uniche garanzie siano i divieti e le regole delle mafie, per le quali non esistono diritti. Le organizzazioni criminali permettono agli immigrati di lavorare nei loro territori perché ci guadagnano.Li sfruttano, ma al tempo stesso gli lasciano uno spazio per vivere, spesso nelle campagne o nei quartieri abusivi abbandonati, ed evitano che le polizie controllino troppo e li rimpatrino. Gli africani sono disposti ad accettare una paga da fame, orari di lavoro da schiavi, alloggi peggiori che nelle bidonville perché per arrivare in Italia hanno dato tutto ciò che possedevano. Ma sono venuti per avere una vita migliore e non permetteranno a nessuno di impedirglielo.Anche alcuni italiani rifiutano le regole delle maie: c’è chi resiste e chi, disponendo di mezzi e libertà, lascia posti come Rosarno per emigrare a sua volta. Ma gli africani non possono permettersi di andar via. Devono opporsi ai clan. Sanno di dover agire collettivamente perché è l’unico modo che hanno per difendersi. Altrimenti finiscono per farsi ammazzare. È un errore definire criminali i rivoltosi di Rosarno che volevano solo conquistare il diritto di cittadinanza in un posto dove agli stessi cittadini sono rimasti ben pochi diritti. Questa non è stata una rivolta contro la legalità, ma una rivolta per entrare nella legalità.Naturalmente in Italia ci sono anche mafiosi africani, ma con le mafie locali sono partner nel traffico di cocaina e nessuno li tocca. Le organizzazionicriminali africane stanno guadagnando un grande potere, ma i nuovi schiavi, i neri d’Italia, non sono i loro uomini.La discriminazione aiuta le mafie Lo stato italiano deve condannare le rivolte quando sono violente, ma se tratta gli immigrati come criminali, li getterà tra le braccia delle mafie.Dopo i disordini di Rosarno, il governo ha trasferito più di mille immigrati nei centri di detenzione, per la loro stessa sicurezza, dice, e ha distrutto il rudimentale accampamento nel quale molti di loro vivevano. Sono reazioni che spingeranno quegli immigrati a pensare di avere bisogno della protezione delle organizzazioni criminali africane. Per ora, la maggioranza di loro resiste. Sono venuti in Italia per avere una vita migliore, non per diventare maiosi. Se gli africani di Rosarno fossero stati organizzati sul piano criminale, avrebbero trattato con la mafia calabrese per ottenere condizioni di vita e di lavoromigliori. Non avrebbero scatenato una rivolta.L’Italia è un paese di emigranti che non riesce a ricordare il meccanismo per il quale proprio la discriminazione subita in paesi come gli Stati Uniti ha permesso che lì si radicasse la mafia.Stare lontano dai maiosi era difficilissimo per tanti uomini che non si sentivano protetti e rappresentati da nessun altro, eppure molti italoamericani hanno continuato a farlo. Basta pensare a Joe Petrosino, il capo della polizia di New York assassinato a Palermo nel 1909 perché aveva cercato di sconiggere la mafia, per ricordare quanto sono costate certe lotte agli italiani onesti.Gli immigrati arrivano in Italia per fare lavori che gli italiani non vogliono fare, ma anche per difendere diritti che gli italiani hanno paura di difendere. Per questo, da italiano del Sud, consapevole di quanto loro possano fare per il futuro del nostro paese, chiedo a quegli africani: non andate via, non lasciateci soli con le mafie.
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oggi sono stato veramente malcapitato. sono arrivato a sesto rondo'. c'erano dei controllabiglietti.cavolo. con la mia tessera non posso andare fuori milano. ma porca miseria non lo sapevo. ok. mi ha fatto la multa. vovelo litigare con lui ,pero' visto la sua faccia ho capito questo lavoro per lui e' di merda. dopo ho tirato fuori il documento. fatto. allora devo pagare 34.20euro. a proposito se mi assungono vale la pena la multa. se non mi assungono kakkio. a quel punto non sapevo precisamente dove si trovava quel posto . guarda andare a provare un lavoro e' una cosa terribile. prima, tu non sai ti assungono o no. dopo. c'e' sempre qualche sfigata che ti becchera'.
nel pomeriggio, son andato a comprare dei vestiti con i miei. sono secoli che non usciamo fuori insieme. ad essere sincero, sono contento. bon soir!
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Inviato da: alexand46
il 20/01/2010 alle 16:19
Inviato da: nettaredistelle
il 14/01/2010 alle 11:05