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Post n°1187 pubblicato il 11 Febbraio 2010 da kaleni
In casa mia i posacenere certo non mancano, eppure mi riduco sempre a spegnere qualche sigaretta sotto il getto dell'acqua, o in qualche tappo di bottiglia (le braccia ormai non le uso da tempo...). Mi accorgo che non parlo quasi mai della mia nuova casa, non ne sento il bisogno, non mi passa proprio per la mente. Non ho mai capito chi inaugura casa, chi ci sballa a girare poer Ikea e altre fiere della claustrofobia. A me fa piacere che la mia casa ci sia, punto. E non che non mi piaccia, anzi. Mi piace perchè è molto asettica, una sala transito. Non c'è nessun mobile che rimpiangerei e mi piace proprio per questo. Io non le appartengo. Pe me "casa" è una base, un raccoglitore...una sala transito, mi piace questa definizione. Essenziale, come se fosse sempre in procinto di cambiare. Come se ospitasse qualcuno in perenne movimento. Del resto io SONO in perenne movimento.
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