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 APRI

 
Creato da: kallida il 25/03/2009
drasticamente soggettive

 

 

La voce

Post n°115 pubblicato il 20 Novembre 2009 da kallida

Domenica ho visto i cavalli. Li ho sentiti fremere accanto a me, ho percepito la loro incessante predisposizione alla corsa. Appesantiti dalle loro selle invecchiate, assopiti dai frustini firmati. Erano sparsi tra due recinti, tre da una parte, due dall'altra, animali possenti e attempati. Tutte femmine ovviamente, di fronte a loro la vallata scendeva ripida verso il letto del fiume che divideva lo spazio fra la parte assolata e quella in ombra. Il vento colpiva gli ulivi, si infrangeva sulla vegetazione bassa e pungente. I muretti a secco delimitavano quadrati solo per un gusto geometrico perché erano brulli.

Il suono di quel giorno è solo la mia voce.

Abbiamo pranzato accanto ad una comitiva di sordo-muti, nessun rumore se non quello delle forchette che, senza grazia, fanno schioccare i piatti, e poi la mia voce che gioca con mio figlio, che si cura dei miei familiari, che diventa dura per rimproverare le intemperanze di un bimbo e di un adulto.E' la voce che i cavalli hanno sussurrato a me. Una voce che cerca, che sente, che ruba emozioni, che accoglie e che accarezza.

La voce è il canale più diretto verso l'esterno. E' il luogotenente del cuore, non ci sono altri livelli. E' quella che non può mentire mai, che tradisce la timidezza, che mi tradisce sempre....che vuole essere neutrale ed asettica, che vuole essere distante, ma che costantemente mi denuda e mi spoglia di fronte agli altri, che mi disarma e mi rende esattamente ciò che sono.

 

 
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37

Post n°114 pubblicato il 19 Novembre 2009 da kallida

 

 

 

Ore 00:37.Una telefonata mi avvisa dell'arrivo di una donna in ospedale, devo andare.

Mi vesto in fretta, do una spazzolata ai denti, passo una mano umida tra i capelli. Da quando lavoro in questa città è la prima volta che ricevo una chiamata fuori orario.La donna giace sulla barella, il lenzuolo che la ricopre è macchiato di rosso in vari punti, è composta, hanno avuto cura di sistemarla per bene. Le scopro il viso, è giovane, è bella, ha un'espressione consapevole, quasi rassegnata, oserei dire serena, se non fosse che le hanno inferto 37 coltellate. Pare che abbiano fermato il suo fidanzato, i sospetti sono caduti su di lui, poiché era pure incinta, ma sembra che stesse frequentando un altro uomo. Questa ragazza porta con sé qualcosa di straordinariamente inspiegabile.

M37 è file con cui l'ho catalogata, come la costellazione

37° è il parallelo su cui si erge la città in cui si trova

37 sono i suoi anni

37 è la sua misura di scarpe

37 è la sua temperatura corporea

37 sono le settimane di gestazione della sua gravidanza

37 sono i giorni da quando lo ha conosciuto

37 sono le pagine del fascicolo che la rigurda

370gr è il peso del suo cuore

37 sono i minuti da quando è stata trovata

37 sono le bende sulle sue ferite

37 sono le parole con cui chiuderò questa autopsia, causa della morte:

colpo da arma da taglio che ha tranciato l'aorta, nel tratto ascendente all'altezza di 3,7 cm, recidendola ha impedito al flusso sanguigno di risalire verso il muscolo cardiaco causando l'arresto immediato dell'organo e la conseguente morte.

 

 

 
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come sto?

Post n°113 pubblicato il 17 Novembre 2009 da kallida

 

Un cane rabbioso, affamato, legato ad una catena corta, sempre troppo corta.

Una belva che non incute timore, un cucciolo ammansito dal dolore,

che non guaisce nemmeno più.

Annaspa, le unghie non fendono più il terreno,

ringhia ma non emette suono,

gli occhi non fissano più la preda,

è solo un animale addomesticato.

Un osso gli viene gettato ogni tanto per non lasciarlo morire di fame,

tenendo viva così la fiamma della vita per il desiderio di carne.

Si sazia di quegli ossi, di quel poco che gli viene concesso,

seda per qualche minuto il suo vorace istinto,

che subito dopo ricomincia a corroderlo, a contorcergli le viscere,

a inondarlo di livore.

Ma non è ancora abbastanza, non è ancora colmo di nero veleno,

non è ancora pago dell'acido sapore che gli riempie le fauci,

non ha ancora capito che sta soffocando nella sua bile...

 
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Piacere di conoscerti...

Post n°112 pubblicato il 13 Novembre 2009 da kallida

 

Camminavo velocemente verso il luogo dell'incontro. Leo mi aveva dato appuntamento alle sei, ed ero già in ritardo...Cazzo!Ogni volta le sue trovate mi mettevano in agitazione, non perchè geniali, ma perchè quasi sempre inopportune. Stavo ancora lavorando al caso delle gemelle scomparse, quando lui mi chiama e mi tiene al telefono tre quarti d'ora con la storia dell'incrocio somatico. Tremo a chiedere ulteriori delucidazioni, chissà dove mi porteranno i suoi discorsi- penso-. E ora eccomi, affrettato, affamato, sudato, per arrivare all'appuntamento chiarificatore. Incrocio somatico, ma che trovata è mai questa! Lui è un fissato delle coincidenze, per la verità crede che non esistano e che tutto è governato da nessi causali, l'esatto contrario di ciò che penso io: siamo in balia delle onde. Ogni volta che risolviamo una faccenda complicata, e il capo si dilunga in affettate smancerie, ognuno di noi crede di avere avuto una conferma alla sua tesi. Eccolo, ma non è da solo!Una donna è con lui. Mi ricorda Chiara. Erano mesi che non pensavo più a lei. Quanto avrei voluto rivederla!Invece la stronza mi ha buttato via come uno straccetto unto. Avevo preparato tutto per quel nostro incontro, avevo persino chiesto informazione sui venditori di fiori nelle vicinanze dell'albergo che avevo prenotato. Saremmo passati da lì e per caso ci saremmo trovati di fronte alle violette, che sapevo essere i suoi fiori preferiti. Stronza di una viziata!Come sono potuto cadere nella stessa trappola idiota da cui mettevo in guardia Leo. Innamorarsi di una più giovane di te! Di una che si finge indifesa e maltrattata ma che poi è una subdola manipolatrice. Io queste cose le so bene, come mi ha potuto ingannare in quel modo? Avevo perso la testa, l'avrei raggiunta anche a Madrid, avrei lasciato tutto. A pensarci ora, be', mi ha fatto un favore. Chissà quante ne trovo meglio di te, stupida arrogante di una giornalista! Solo che la rivedo ancora in tutte le donne che incontro, e mi appassiono a qualcuna solo se trovo un po' di lei, o qualcosa che mi faccia ricordare di come mi sentivo pensando che avrei potuto rivederla. Idiota di uno sbirro! Ai miei occhi rappresentava ogni ipotesi di femminilità, di grazia, di dolcezza e anche di attraente semplicità. Ha approfittato della mia debolezza, mi ha usato, si è nutrita del mio sentimento solo per la sua vanagloria, e quando ne è stata sazia mi ha allontanato senza alcuna benevolenza. Di che cosa vado cianciando, lo sapevo già fin dal nostro primo incontro, si capiva che tipo di donna fosse. Ho solo voluto non capire e non vedere.

Questa ragazza le somiglia moltissimo. È bionda, ha i capelli lisci e lunghi come i suoi, è atletica e allo stesso tempo femminile, sembra timida, come lei.

“Piacere, Andrea”.

“Lieta di conoscerla io sono Chiara”.

 

 

 
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Ancora amore...

Post n°111 pubblicato il 12 Novembre 2009 da kallida

E. e. Cummings

Se ti amo
(con consistenza pari
ad interi mondi abitati da
fate vagabonde e severe e leggiadre

se tu mi
ami) la distanza è solo una mente con cura
illuminata dagli innumerevoli gnomi
d'un mondo perfetto

se ci amiamo (oh, timidamente)
quel che fanno le nuvole od i fiori
silenziosi raffigura la bellezza
molto meno del nostro respiro

E. E. Cummings

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

Il tuo cuore lo porto con me

 

 

 

 

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.

Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro

E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai...

ps: Grazie a Elliy Writer senza la quale non avrei apprezzato questo poeta

 
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