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AVVERTENZE:Tutto quanto trovasi scritto in questo blog è frutto di fantasia e di idiozia autoprodotta, non vi è alcun riferimento autobiografico. Ove questo risultasse lampante è a causa della mia vita stessa che copia, non viceversa...
Post n°115 pubblicato il 20 Novembre 2009 da kallida
Domenica ho visto i cavalli. Li ho sentiti fremere accanto a me, ho percepito la loro incessante predisposizione alla corsa. Appesantiti dalle loro selle invecchiate, assopiti dai frustini firmati. Erano sparsi tra due recinti, tre da una parte, due dall'altra, animali possenti e attempati. Tutte femmine ovviamente, di fronte a loro la vallata scendeva ripida verso il letto del fiume che divideva lo spazio fra la parte assolata e quella in ombra. Il vento colpiva gli ulivi, si infrangeva sulla vegetazione bassa e pungente. I muretti a secco delimitavano quadrati solo per un gusto geometrico perché erano brulli. Il suono di quel giorno è solo la mia voce. Abbiamo pranzato accanto ad una comitiva di sordo-muti, nessun rumore se non quello delle forchette che, senza grazia, fanno schioccare i piatti, e poi la mia voce che gioca con mio figlio, che si cura dei miei familiari, che diventa dura per rimproverare le intemperanze di un bimbo e di un adulto.E' la voce che i cavalli hanno sussurrato a me. Una voce che cerca, che sente, che ruba emozioni, che accoglie e che accarezza. La voce è il canale più diretto verso l'esterno. E' il luogotenente del cuore, non ci sono altri livelli. E' quella che non può mentire mai, che tradisce la timidezza, che mi tradisce sempre....che vuole essere neutrale ed asettica, che vuole essere distante, ma che costantemente mi denuda e mi spoglia di fronte agli altri, che mi disarma e mi rende esattamente ciò che sono.
Post n°114 pubblicato il 19 Novembre 2009 da kallida
Ore 00:37.Una telefonata mi avvisa dell'arrivo di una donna in ospedale, devo andare. Mi vesto in fretta, do una spazzolata ai denti, passo una mano umida tra i capelli. Da quando lavoro in questa città è la prima volta che ricevo una chiamata fuori orario.La donna giace sulla barella, il lenzuolo che la ricopre è macchiato di rosso in vari punti, è composta, hanno avuto cura di sistemarla per bene. Le scopro il viso, è giovane, è bella, ha un'espressione consapevole, quasi rassegnata, oserei dire serena, se non fosse che le hanno inferto 37 coltellate. Pare che abbiano fermato il suo fidanzato, i sospetti sono caduti su di lui, poiché era pure incinta, ma sembra che stesse frequentando un altro uomo. Questa ragazza porta con sé qualcosa di straordinariamente inspiegabile. M37 è file con cui l'ho catalogata, come la costellazione 37° è il parallelo su cui si erge la città in cui si trova 37 sono i suoi anni 37 è la sua misura di scarpe 37 è la sua temperatura corporea 37 sono le settimane di gestazione della sua gravidanza 37 sono i giorni da quando lo ha conosciuto 37 sono le pagine del fascicolo che la rigurda 370gr è il peso del suo cuore 37 sono i minuti da quando è stata trovata 37 sono le bende sulle sue ferite 37 sono le parole con cui chiuderò questa autopsia, causa della morte: colpo da arma da taglio che ha tranciato l'aorta, nel tratto ascendente all'altezza di 3,7 cm, recidendola ha impedito al flusso sanguigno di risalire verso il muscolo cardiaco causando l'arresto immediato dell'organo e la conseguente morte.
Post n°113 pubblicato il 17 Novembre 2009 da kallida
Un cane rabbioso, affamato, legato ad una catena corta, sempre troppo corta. Una belva che non incute timore, un cucciolo ammansito dal dolore, che non guaisce nemmeno più. Annaspa, le unghie non fendono più il terreno, ringhia ma non emette suono, gli occhi non fissano più la preda, è solo un animale addomesticato. Un osso gli viene gettato ogni tanto per non lasciarlo morire di fame, tenendo viva così la fiamma della vita per il desiderio di carne. Si sazia di quegli ossi, di quel poco che gli viene concesso, seda per qualche minuto il suo vorace istinto, che subito dopo ricomincia a corroderlo, a contorcergli le viscere, a inondarlo di livore. Ma non è ancora abbastanza, non è ancora colmo di nero veleno, non è ancora pago dell'acido sapore che gli riempie le fauci, non ha ancora capito che sta soffocando nella sua bile...
Post n°112 pubblicato il 13 Novembre 2009 da kallida
Camminavo velocemente verso il luogo dell'incontro. Leo mi aveva dato appuntamento alle sei, ed ero già in ritardo...Cazzo!Ogni volta le sue trovate mi mettevano in agitazione, non perchè geniali, ma perchè quasi sempre inopportune. Stavo ancora lavorando al caso delle gemelle scomparse, quando lui mi chiama e mi tiene al telefono tre quarti d'ora con la storia dell'incrocio somatico. Tremo a chiedere ulteriori delucidazioni, chissà dove mi porteranno i suoi discorsi- penso-. E ora eccomi, affrettato, affamato, sudato, per arrivare all'appuntamento chiarificatore. Incrocio somatico, ma che trovata è mai questa! Lui è un fissato delle coincidenze, per la verità crede che non esistano e che tutto è governato da nessi causali, l'esatto contrario di ciò che penso io: siamo in balia delle onde. Ogni volta che risolviamo una faccenda complicata, e il capo si dilunga in affettate smancerie, ognuno di noi crede di avere avuto una conferma alla sua tesi. Eccolo, ma non è da solo!Una donna è con lui. Mi ricorda Chiara. Erano mesi che non pensavo più a lei. Quanto avrei voluto rivederla!Invece la stronza mi ha buttato via come uno straccetto unto. Avevo preparato tutto per quel nostro incontro, avevo persino chiesto informazione sui venditori di fiori nelle vicinanze dell'albergo che avevo prenotato. Saremmo passati da lì e per caso ci saremmo trovati di fronte alle violette, che sapevo essere i suoi fiori preferiti. Stronza di una viziata!Come sono potuto cadere nella stessa trappola idiota da cui mettevo in guardia Leo. Innamorarsi di una più giovane di te! Di una che si finge indifesa e maltrattata ma che poi è una subdola manipolatrice. Io queste cose le so bene, come mi ha potuto ingannare in quel modo? Avevo perso la testa, l'avrei raggiunta anche a Madrid, avrei lasciato tutto. A pensarci ora, be', mi ha fatto un favore. Chissà quante ne trovo meglio di te, stupida arrogante di una giornalista! Solo che la rivedo ancora in tutte le donne che incontro, e mi appassiono a qualcuna solo se trovo un po' di lei, o qualcosa che mi faccia ricordare di come mi sentivo pensando che avrei potuto rivederla. Idiota di uno sbirro! Ai miei occhi rappresentava ogni ipotesi di femminilità, di grazia, di dolcezza e anche di attraente semplicità. Ha approfittato della mia debolezza, mi ha usato, si è nutrita del mio sentimento solo per la sua vanagloria, e quando ne è stata sazia mi ha allontanato senza alcuna benevolenza. Di che cosa vado cianciando, lo sapevo già fin dal nostro primo incontro, si capiva che tipo di donna fosse. Ho solo voluto non capire e non vedere. Questa ragazza le somiglia moltissimo. È bionda, ha i capelli lisci e lunghi come i suoi, è atletica e allo stesso tempo femminile, sembra timida, come lei. “Piacere, Andrea”. “Lieta di conoscerla io sono Chiara”.
Post n°111 pubblicato il 12 Novembre 2009 da kallida
E. e. Cummings se tu mi se ci amiamo (oh, timidamente) E. E. Cummings Il tuo cuore lo porto con me Lo porto nel mio Non me ne divido mai. Dove vado io, vieni anche tu, mia amata; qualsiasi cosa sia fatta da me, la fai anche tu, mia cara. Non temo il fato perchè il mio fato sei tu, mia dolce. Non voglio il mondo, perchè il mio, il più bello, il più vero sei tu. Questo è il nostro segreto profondo radice di tutte le radici germoglio di tutti i germogli e cielo dei cieli di un albero chiamato vita, che cresce più alto di quanto l'anima spera, e la mente nasconde., Questa è la meraviglia che le stelle separa. Il tuo cuore lo porto con me, lo porto nel mio. Il tuo cuore lo porto con me
Pelle: è la tua proprio quella che mi manca ps: Grazie a Elliy Writer senza la quale non avrei apprezzato questo poeta
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Autodeterminazione dell'individuo! |
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