Creato da kayfakayfa il 10/01/2006

LA VOCE DI KAYFA

IL BLOG DI ENZO GIARRITIELLO

 

 

DE LUCA OFFENDE LA CIARAMBINO, NESSUNA LA DIFENDE?

Post n°1798 pubblicato il 25 Marzo 2017 da kayfakayfa

Al momento, ma spero di essere smentito, non mi risulta che alcuna pasionaria di centrodestra e centrosinistra - una delle tante che quando qualcuno osa offendere un rappresentante politico del gentil sesso con frasi o gesti dichiaratamente maschilisti, si infervora, giustamente, per l’offesa arrecata alla collega, seppure appartiene allo schieramento avversario, difendendola a spada tratta – abbia speso parole di solidarietà per Valeria Ciarambino, capo gruppo del M5s nel consiglio regionale della Campania, definita “chiattona” dal Presidente De Luca - ma prima ancora “signora che disturba anche a cento metri di distanza” - e nessuna condanna per il governatore della Campania, non nuovo a pubbliche offese verso le donne in politica – definì “impresentabile in tutti i sensi”, Rosi Bindi, presidente della Commissione antimafia quando la Commissione inserì  il suo nome nella lista dei candidati impresentabili .

In molti ricorderanno il clamore che suscitò la vignetta pubblicata sul finire della scorsa estate su Il Fatto Quotidiano che ritraeva la Boschi seduta scosciata; che non era una caricatura ma un disegno che riproduceva l’allora Ministro delle Riforme in una posa realmente assunta durante un convegno.

E che dire degli attacchi smisurati alla Raggi, perfino da parte di alcune signore prestate alla politica che non si facevano scrupoli di prenderla in giro per le sue orecchie a sventola?

La sensazione è che le donne in politica, non tutte si spera,  facciano quadrato quando a essere offesa è qualcuna di loro appartenente alla “vecchia politica”. Mentre, quando a subire un’offesa è un rappresentante del M5S, voltino la faccia dall’altra parte come se la cosa non le riguardasse.

Consapevoli del momento delicato che sta attraversando il Pd -, sia per la scissione sia per lo scandalo tesseramenti-  in particolare a Napoli dove Valeria Valente si è dimessa da capo gruppo consiliare, vorremmo sperare che l'apparente indifferenza delle deputate e rappresentanti del Pd alle invettive di De Luca contro la Ciarambino non fosse mirata a non minare l'animo del Governatore, al momento l'unico vero leader del Pd in Campania in grado di portare voti al partito, fa niente se offrendo in cambio fritture di pesce.

 
 
 

POZZUOLI, ANNULLATO LO STREET FOOD FESTIVAL

Post n°1797 pubblicato il 24 Marzo 2017 da kayfakayfa
 

Quanto sta avvenendo in queste ore a Pozzuoli ha dell'incredibile tanto da far sorgere inizialmente il dubbio che si trattasse di una bufala. E invece la notizia è vera!

Questa mattina i vigili urbani si sono recati presso il parco attrezzato di Via Vigna dove si stavano allestendo gli stand per il festival del cibo da strada, che si sarebbe dovuto svolgere da oggi a domenica, bloccando tutto perché, a loro dire, non erano stati rilasciati i permessi necessari. Multando finanche alcuni dei ristoratori.

Esterrefatto e infuriato l'organizzatore della manifestazione, Alfredo Orofino che, dopo aver pagato 2300 euro per l'occupazione del suolo pubblico, ha visto andare in frantumi un evento che era già stato posticipato di una settimana ufficialmente per un “grave malore di uno degli organizzatori”.

Stando alle dichiarazioni di Orofino, “dopo aver avuto ieri la garanzia dall'ing. Gaudino che questa mattina il dirigente De Lorenzo avrebbe rilasciato i permessi necessari, De Lorenzo si è rifiutato di firmare”.

All'atto in cui Orofino s'è recato al Comune per avere chiarimenti non ha trovato né il Sindaco Figliolia, né l'Assessore Artiaco in viaggio ad Hong Kong. A riceverlo c'era il vicesindaco Cammino il quale, stando a quanto ha riferito Orofino, avrebbe “stigmatizzato” l'accaduto. Mentre De Lorenzo non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Seppure, secondo Orofino, da quanto si è capito il problema sarebbe dovuto a un difetto di comunicazione tra De Lorenzo e Gaudino.

Non è escluso che la vicenda si trascini in tribunale dato che Orofino minaccia di passare per vie legali.

Al momento alcuna nota ufficiale è stata emessa dal Comune per spiegare i motivi della cancellazione dell'evento sponsorizzato dalla stessa amministrazione il 15 marzo sulla propria pagina Facebook.

Attendiamo chiarimenti, sperando che giungano.

 
 
 

CAOS VOUCHER FRUTTO DEI CAPACI INCAPACI

Post n°1796 pubblicato il 21 Marzo 2017 da kayfakayfa

La frettolosa abolizione dei voucher da parte del Governo Gentiloni per evitare il referendum di fine maggio indetto dalla CGIL, con inevitabili caotiche ripercussioni su tutto il sistema del lavoro occasionale per cui erano nati al fine di garantire un minimo di tutele ai lavoratori e far emergere il “sommerso”, è la tacita testimonianza di come coloro che si definiscono “capaci” rispetto ai populisti, alias M5S, in realtà non sarebbero meno incapaci di quanto non lo fossero, a loro dire, i populisti.

I voucher validi fino alla fine del 2017 sono quelli “acquistati” entro il 17 marzo 2017. Chi entro quella data non è riuscito a procurarseli, se avesse bisogno di servirsi di una prestazione occasionale, al momento non avrebbe alcuno strumento con cui pagare il lavoratore se non il “nero”.

Nello stesso tempo quanti entro quella data hanno fatto incetta di voucher, fino a ieri non sono riusciti a attivarli perché il sistema telematico dell'INPS deputato a questa funzione era fuori servizio.

Tralasciando gli aspetti squisitamente tecnici e burocratici della vicenda, forte è la sensazione che il governo abbia deciso di abolire in tutta fretta i voucher per evitare il referendum che avrebbe quasi certamente sancito l'ennesima bocciatura popolare di una proposta di Renzi, dopo quella del 4 dicembre che ha annullato la riforma Costituzionale varata da Renzi e dalla Boschi.

Poiché per quella data Renzi potrebbe nuovamente ricoprire il ruolo di segretario del PD - le primarie del Pd si terranno per il 30 aprile, il 7 maggio l'eventuale ballottaggio – l'ex Premier e Segretario dimissionario non poteva rischiare di vedersi respinto dalla volontà popolare, ad appena poche settimane dalla sua rielezione, l'ennesima proposta varata dal suo governo.

Sarebbe stato uno schiaffo troppo grande che ne avrebbe messo in forse la credibilità politica.

Inoltre, per risparmiare soldi pubblici, il referendum sarebbe stato quasi certamente accorpato con le elezioni amministrative di fine maggio. Per cui c'era il rischio che chi avesse votato per l'abolizione dei voucher e delle altre due norme del jobs act proposte alla consultazione popolare dalla CGIL, identificando nel Pd il destinatario del proprio rifiuto, avrebbe potuto poi votare automaticamente alle comunali un candidato diverso da quello del PD.

In pratica evitando il referendum si sarebbe disinnescato il rischio di effetto domino nelle urne a sfavore del Pd e di Renzi.

Nell'attesa che il Parlamento regolamenti con una nuova norma l'attuale vuoto legislativo creatosi con l'abolizione dei voucher, per quanto concerne le prestazioni occasionali, allo stato attuale, si sono di fatto spalancate le porte al lavoro nero.

Quello stesso lavoro nero che i voucher avrebbero dovuto combattere. Ma che evidentemente il timore di una nuova batosta elettorale ha posto in secondo piano nelle intenzioni della maggioranza di governo rispetto agli interessi di partito.

Poiché tutto sto caos lo hanno creato i cosiddetti “capaci”, ossia coloro che stanno in politica da una vita e, a fasi alterne, almeno da vent'anni hanno governato il paese, e dunque sono corresponsabili dei suoi mali, cosa deve pensare il cittadino, dopo il casino voucher, se non che forse, a questo punto, sarebbe meglio dare credibilità agli incapaci e votarli, visto comunque il macello di cui sono stati capaci i “capaci”?

 
 
 

MINZOLINI, QUEL VOTO DA' VOCE AL POPULISMO

Post n°1795 pubblicato il 20 Marzo 2017 da kayfakayfa

Ogni volta che un esponente del centrosinistra o del centrodestra parla del M5S, il mantra è sempre lo stesso: dobbiamo arginare i populisti!

Come? Ritornando a far politica tra la gente, ascoltandola e facendoci partecipi delle sue esigenze. Questa è la risposta!

A parole nulla da eccepire. Ma, c'è sempre un “ma” nella vita, quando poi si tratta di dimostrare con i fatti di volersi fare davvero promotori dei bisogni dei cittadini, chissà perché, entrambi gli schieramenti commettono dei madornali autogol che non puoi evitare di chiederti se ci fanno o ci sono.

È quanto sta avvenendo dall'indomani del voto al senato che ha respinto la decadenza dallo scranno parlamentare del senatore Augusto Minzolini che, essendo stato condannato in via definitiva a due anni e sei mesi di detenzione per aver speso all'epoca in cui dirigeva il TG Uno 65 mila euro a uso personale con la carta di credito aziendale, per la legge Severino dovrebbe decadere automaticamente senza alcuna discrezionalità della Camera di appartenenza, punto!

Minzolini è stato “salvato” dai voti, dalle astensioni o dall'uscita dall'aula al momento del voto dei senatori del Pd. Alimentando il dubbio che quell'apparente favoritismo fosse lo scambio naturale con cui il Pd ripagava il centrodestra per il voto del giorno prima con cui la Camera, grazie al voto di FI, veridiniani e alfaniani aveva respinto la mozione di sfiducia presentata dal M5S contro il Ministro dello Sport Lotti indagato nell'inchiesta Consip.

Tra venerdì e ieri alcuni giornalisti e giornali, cartacei e online, solitamente schierati con la maggioranza di governo, hanno apertamente criticato il voto che ha bocciato la decadenza di Minzolini. In alcuni casi si è messo addirittura in risalto come gli stessi senatori che giovedì hanno votato contro la decadenza di Minzolini, nel 2013 votarono convinti e compatti quella di Berlusconi “perché il Parlamento non può disattendere una legge che ha approvato”.

Se perfino più di un rappresentante del governo, ad esempio il Ministro Graziano Del Rio, e alcuni deputati del centrosinistra, all'indomani del voto, hanno ammesso di aver commesso un errore, il mea culpa non cancella l'offesa che quel voto ha fatto alla Costituzione secondo cui la legge è uguale per tutti.

A mio avviso chi si pone come obiettivo quello di arginare il populismo, prima di tutto dovrebbe agire in maniera tale che nella gente non radichi la convinzione che, alla fine, la politica fa solo chiacchiere ma poi, quando è il momento dei fatti, non si fa scrupoli di difendere se stessa e i propri privilegi, disinteressandosi dei reali problemi delle gente e del paese.

Che senso ha, dopo che la frittata è già stata fatta, ammettere di aver sbagliato?

Non sarebbe stato meglio agire in sintonia con la Costituzione, applicando la legge Severino, come avvenne a suo tempo per Berlusconi, prendendo atto della decadenza di automatica di Minzolini? Poiché la sentenza definitiva nei confronti di Minzolini fu emessa a novembre 2015, per la legge Severino il senatore avrebbe dovuto lasciare lo scranno il giorno stesso della sentenza. Perché è rimasto al proprio posto fino al voto di giovedì?

Minzolini ha dichiarato che si dimetterà comunque. Se questa era la sua intenzione, perché non l'ha fatto al momento in cui fu condannato?

Scagliarsi contro Grillo per aver annullato le comunarie di Genova del M5S perché, a detta dell'ex comico, la candidata sindaco eletta dalla rete non rispondeva ai requisti del movimento, (sarebbe stata un'infiltrata votata dai fuoriusciti con ancora diritto di voto online) non serve a cancellare il madornale commesso al Senato di aver respinto l'applicazione di un atto dovuto di cui la Camera di appartenenza di Minzolini doveva semplicemente avallare.

Forte è la sensazione che a spianare la strada ai populismi sia quella stessa politica la quale, a parole, dice di volerli combattere. Ma poi con i fatti dimostra senza ritegno di non farsi scrupoli essere sempre pronta a salvare se stessa. Alimentando nell'opinione pubblica sentimenti di antipolitica. Spianando ai populisti una vera e propria prateria!

 
 
 

LA MAGIA É UNA COSA MALEDETTAMENTE SERIA

Post n°1794 pubblicato il 17 Marzo 2017 da kayfakayfa
 

Mentre le prime pagine dei giornali e dei telegiornali danno ampio risalto alle ultime vicende di corruzione nella pubblica amministrazione – inchiesta The Queen a Napoli e in Campania - e allo scontro verbale tra M5S e Pd sul voto di ieri al senato dove l'alleanza FI/PD ha respinto la decadenza da senatore di Minzolini di FI, come invece prevede la Legge Severino per i politici condannati in definitiva a più di due anni – Minzolini è stato condannato in definitiva per peculato a due anni e sei mesi per aver abusato della carta di credito aziendale all'epoca in cui era direttore del TG Uno – , a livello nazionale s'è mediaticamente spenta l'eco dell'inchiesta sulla setta di Torino capeggiata dallo pseudo “maestro” Paolo Meraglia che praticava riti orgiastici per liberare, a suo dire, dal malocchio diverse donne che si rivolgevano a lui convinte di essere oggetto di fattura.

Liquidata come una squallida vicenda di circonvenzione di incapaci a fini sessuali, ma non si esclude che la fantomatica setta ricavasse introiti economici dai riti che metteva in atto in una mansarda di Via Massena, personalmente ritengo che bisognerebbe approfondire non solo il motivo per cui, ancora oggi, esistono persone che credono nel malocchio e nella magia, tanto da investire vere e proprie fortune rivolgendosi a “maghi” e “maghe” per ottenere benefici o per liberarsi da presunte iatture, ma anche fare un'analisi approfondita di quale “mondo” giri intorno a tutto ciò che riguarda l'esoterismo e, in questo caso particolare, l'occultismo.

È sbagliato pensare che solo persone del ceto medio/basso, dunque con un livello culturale non “elevato”, possano confidare nella magia per risolvere i propri problemi.

In passato più di un'inchiesta sulle sette sataniche ha svelato quali e quante persone insospettabili, per lo più professionisti ma non solo, fossero dedite a questo tipo di pratiche.

Perfino la politica non sarebbe avulsa da questo mondo infernale.

L'inchiesta sul mostro di Marcinelle in Belgio svelò dei retroscena inquietanti: sembra che il pedofilo Dutroux, ribattezzato il mostro di Marcinelle, agisse non solo per proprio conto ma procurasse bambini da sacrificare in rituali satinaci a più di una setta satanica cui appartenevano personaggi dell'alta borghesia e aristocrazia belga, inclusi politici.

Perfino per i delitti del mostro di Firenze, a un certo punto, s'è ipotizzato che dietro quegli atroci omicidi operasse una setta satanica.

Ritornando al legame tra politica e magia, da tempo si discute sulle origini magiche del nazismo. Per quanto riguarda invece l'Italia è noto che tra gli ideologi del partito fascista ci fosse il filosofo Julius Evola, noto esoterista italiano, autore di molti testi sull'ermetismo, nonché tra i fondatori del Gruppo di Ur.

So bene che in tanti valutano come sciocchezze, se non addirittura eresie, l'argomento magia e tutto quanto a essa è correlato. Così come eresie, perché in contrapposizione con le teorie sostenute dalla chiesa, erano considerate le idee di Giordano Bruno al punto che, per non averle rinnegate, il filoso fu arso vivo in Campo dei Fiori a Roma.

Bene, chiunque leggesse qualche opera del nolano, si renderebbe conto come, attraverso un articolato ragionamento, egli riesca a dimostrare l'esistenza nell'universo di altri mondi simili alla terra. Cosa che oggi è stata ufficialmente acclarata dalla scienza grazie alla strumentazione elettronica.

Ragionando per assurdo non possiamo escludere a priori la possibilità che l'uomo, attraverso una serie di processi catartici, non riesca a raggiungere uno stato di purità tale da consentirgli di percepire e vivere realtà ai più ignote e inaccessibili; operando sugli altri individui in maniera da incidere con la propria volontà sulla loro esistenza, modificandola in bene o in male. Nel primo caso si tratterebbe di magia bianca, nel secondo di magia nera.

Non possiamo escludere che un domani la scienza e la tecnologia non raggiungano un elevatissimo livello di conoscenze al punto da confermare la reale esistenza di mondi alternativi al nostro e il modo in cui l'uomo possa approcciarvisi.

Fin dall'alba dei tempi esistono le figure degli stregoni e degli sciamani a significare che, forse, non sarebbe tanto campato in aria ipotizzare l'esistenza reale di mondi alternativi. Mondi con cui l'uomo antico aveva un intimio legame, vivendo in simbiosi con la natura anziché ritenerla uno strumento a sua disposizione da manipolare a proprio uso e consumo. Come fa l'uomo moderno; spesso alterandone le funzioni naturali, dando vita a degli ibridi pericolosi mediante la biogenetica.

Tali mondi alternativi oggi sono noti alla scienza come quinta dimensione.

Fantasia? Non proprio visto che all'epoca del rapimento Moro fu organizzata una seduta spiritica cui partecipò Romano Prodi per individuare dove fosse il covo in cui era tenuto prigioniero lo statista democristiano.

Ritornando ai fatti oggetto del nostro post, la vicenda del santone di Torino, capitale mondiale della magia - insieme a Praga e Lione forma il triangolo della magia bianca; con Londra e San Francisco il triangolo della magia nera - non deve essere affatto sottovalutata. Tanto potrebbe trattarsi di uno squallido episodio di sfruttamento della disperazione altrui per appagare i propri istinti sensuali. Ma potrebbe altresì trattarsi di una vicenda molto più seria dietro cui potrebbe celarsi una realtà ben più estesa, complessa e grave. Ignota ai più.

La magia è una cosa maledettamente seria!

 
 
 
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