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ש scin - traghettare - 21 - eh sì, i capitoli vanno a salti

Post n°7 pubblicato il 18 Giugno 2012 da victoria.v
 
Tag: emé

 

Eméraude gioca, con le particelle libere

con le onde cromatiche

con le bande sonore.

Con il nostro essere plasma

con i cromatidi

pronti a lanciarsi nella nuova avventura.

 

 

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Questo libro era quasi finito. Mancava solo il capitolo scin. Mi era chiaro un fatto. Che avevo puntato molto alto. In più circolava dentro la testa un ricordo: vasca da bagno e letto fino alle 5 del mattino. Avvertivo che qualcosa da dire dentro a quel fatto c'era, sarebbe stato sotto le mie dita al tempo opportuno. Così stamattina, riletto Eméraude, sono a scin. Tau è già scritto. Sì, è vero vasca da bagno.

Facciamo il solito deja-vu e quell'evento che per il mondo di fuori sembra catastrofico, ovvero il contratto tra te e me fallito in vasca da bagno, e il mio conseguente schizzare dal letto a filarmela alla stazione, lasciandoti in bianco, alle cinque del mattino, è un fatto "vascello". Scin - 21 archetipo - cambiamento. Essere traslati in altro. Anche essere re, il glifo scin è una barca ma anche una corona. Noi, re di noi stessi.

Lasciarsi portare è anche arrendersi, 9 arché - il femminile. Orientare la propria personale libertà diventata dono di sé, verso l'altro, accogliere. Il fatto è che ti sento dentro, quindi è a me stessa che l'oriento, in ciò che sono. Sto, mi centro, e tu mi trovi. Il radar è precisamente orientato. Tu senti. Scin, tutto scin che trama per noi e ci traghetta nella nostra fusione.

© Amo la tua libertà come la mia, e l'Incanto nasce oggi perché, nella mia Libertà, scelgo di orientarla verso te, così da essere per te Amore.

Così, nel deja-vu, ovvero nella realtà vera, tu mi inviti ad un bel bagno caldo e rilassante dentro la tua vasca. Schiuma bianca in abbondanza. Oh, quante attenzioni per me! Mi chiami con un fischio, questo non mi va, lo sai. Penombra, fuori il tramonto. Hai collocato uno sgabellino con sopra due bicchierini di cherry e la ciotolina della frutta secca che ho portato: ribes, mirtilli, ananas, uvetta, papaia, sono golosa di queste cose, anche tu.

Mi sto divertendo a scrivere, cosa uscirà da sotto le dita?

Così saremmo qui per darci il contratto! Ovvero metterci una buona volta d'accordo su come intendiamo impostare questa intesa dato che, fino a ieri, nel mondo al di là del ponte, quello che chiamo "era vecchia", nonostante gli sforzi non conciliavamo. Maschile puntiglioso tu, femminile insistente e rompiballe io. Logico che andasse così, quando mai tra due persone che sia amano si fa un contratto! In altro modo vanno affiancate e coese le sostanze. Innanzitutto partendo da ben altri atteggiamenti, verso noi stessi e uno per l'altro.

Quest'energia che chiamiamo "tempo" è passata qua dentro, s'è presa tutto il tempo che ha voluto per cambiare il livello della coscienza mio e tuo, per mettere al giusto posto quello che viene prima e quello che viene dopo. Per farci toccare cosa è sacrosanto e va rispettato e cosa è relativo. Per renderci coscienti di ciò che "sentiamo" dentro. Diciamo che il tempo, grande mago, ha lavorato le sue energie sapientemente e con potenza. Noi quasi senza rendercene conto eravamo nel processo e, quanticamente, a momenti ne avevamo la percezione. Ma era meglio non guardare dentro al pentolone del mago. Così funziona nell'entanglement, gli sperimentatori debbono starsene fuori, non si devono impicciare di ciò che accade tra le sostanze - alias noi - pena inficiare l'esperimento.

E fuori ne siamo stati. Chiusi i contatti. Silenzio. Particelle entangled a tutti gli effetti.

Così la vasca da bagno - pentolone del mago - tu da solo - io stazione di prima mattina - ha lavorato le nostre sostanze, ovvero le menti e i cuori.

Lo Spirito consapevole sceglie e Responsabilmente si Con-divide: questo è l'Agape?

Solo la verità rende possibile l'alchimia. Cosa è successo qua dentro?

Lei, un essere inossidabile che viveva sulla Tebaide aveva sentito nascere dentro il sentimento. Lei ti invita solo a respirare con lei. Io. Oh, una tempesta! che senza chiedere permesso ha tirato giù cervelli, postazioni, titaniche roccaforti interiori e, delle macerie, ha fatto le tappe di un cammino che qui davanti a Eméraude s'arresta. Consapevolmente festoso.

A dire il vero dal mio monitor che va per altri raggi, altri stati di coscienza, non vedevo ma "sapevo", "sentivo" cosa stava accadendo. Le dinamiche, le strategie, gli scioglimenti e gli impastamenti delle sostanze sono alchimie, di solito segreto delle materie ma noi "siamo" le materie e potevamo osservare il loro fondersi e ri-formularsi. So che gli archetipi, tutti e ventidue hanno lavorato alla grande. Facevano la spola, come tanti RNA ribosomali tra dentro e fuori le nostre edificanti postazioni, i nostri individuali e ci sembrava non abdicabili sogni. Dalle ormai indefinite e arrese nostre materie dentro allo scorrere di Gaia, di ciò che è terra, piacere, bellezza incarnata che spingeva nelle nostre vene, alle nostre anime sospese, là tra le porcellane appese nel tuo bagno, in attesa che il parto avvenisse così da riprendersi i corpi e le menti rinate.

Anche il lavoro alchemico è passato. Il momento chiave del passaggio è stato decidere di invertire la freccia del tempo e non guardare, né andare più, dal passato al futuro ma stare nell'adesso. Ovvero, smettere di pensare, ascoltare il cuore.

Quel mattino la nostra anima è rientrata nei corpi, il soffio dello spirito ha alitato sulla carne. Il sorriso, come una polla festosa già solleticava la fantasia e soprattutto la nostra intenzionalità. L'Uno era sempre più coeso, se così si può dire. L'intento, radicato nel quotidiano, ha mosso tutte le sostanze.

Così oggi, semplicemente stiamo, ammollati nella vasca, io sto dalla parte dove la schiena si sdraia più dolcemente e tu stai dalla parte del tappo. La regina sono io, posso tutte le mosse. So anche qual'è la vincente. Sto, il mio sguardo piantato nel tuo fino a rendere inevitabile il confluire di tutte le materie in quest'attimo. Anche tu sei entrato in questo fermo immagine, stiamo, sigaretta tu, spiluccare pezzetti di frutta io e ci lasciamo inondare da questa corrente di materia felice che scaturisce da dentro di noi. Tutta la bellezza e la grazia, la forza, che già ci hanno inondati, e non lo sapevamo. Per essere più precisi la grande colonna di fuoco smeraldo è ben attiva, e brucia in me. Ne sento la potenza, ed è la stessa intensità che mi attira quando sto sul tuo petto.

Oggi sentiamo. Tutto è circolare, tutto ritorna. I venti di guerra sono trasformati in tempi di pace, i cuori ritrovano l'armonia e l'unione. Così, semplicemente perché siamo arresi e non resistiamo la corrente. Il flusso vitale che da sempre tu e io sentiamo così forte e nel quale ci riconosciamo. Anche ci sguazziamo. Allegramente.

 

Y

Ecco, siamo nella vasca, schiuma leggera e profumata, corpi vicini e caldi, affinità, vicinanza, promiscuità, tocchi, cherry, dolcini, dolcezze. Il tuo corpo. Cominci tu:

ª Chiedi.

© Guardarti negli occhi. Sentire le tue mani e il tuo corpo uno con me. Voglio vivere te. L'Uno è Uno per se stesso dentro ciascuno di noi. Noi pensiamo a godercela e la forza ci traghetta nel suo mondo.

ª Scendi più giù. Avvicinati.

© I tempi li decidi tu.

ª Tu sei quella della forza Uno.

© Noi, siamo i canali coscienti della forza Uno. Lei sa quanto tempo vuole prendersi qui. Ma lo dirà a te. Mi piace questo, per me è un affidarmi a te.

ª Se mi prometti che stai zitta. Va bene.

© Asciugami! e veleggiamo dillà che voglio la tua risposta ben detta. Ogni tanto starò zitta.

Continuerai a darmi la risposta da adesso che sono le sei di sera fino alla cinque di domattina.

Albeggia, filtra un raggio, mi raggiunge. Questo è il momento eretico in cui una donna, nel mondo di fuori, si è permessa di abbandonare il letto di un uomo. E di farsi aprire la porta. La strozzatura della clessidra.

Voglio essere alla Sorgente del mio sogno. Ora, mentre scrivo, sono a Le Castella, c'è la brezza che increspa il mare. Dal terrazzo non vedo il castello, possente, ma sta in me. Tutto il giorno Eméraude s'è lanciata tra le onde lasciandosi cullare, trascinare nell'immenso plasma smeraldo. Abbracciata dall'acqua, dal gusto di questi giorni per se stessa. Da questo momento si parte.

Io, sveglia, ad ascoltare il tuo respiro. A sintonizzare il mio sul tuo. In silenzio. Poi a sospendere l'aria che vorrebbe entrare, lasciare il mio corpo vuoto anche dell'aria. Farti sentire, nel sonno, che accanto a te c'è un ventre che t'aspetta. Che sono aria, respiro, vita e godermelo con te rende tutto ancor più entusiasmante, e di senso. Che siamo Uno con i mondi. Che sono felice, la mia testa scatta, spesso prendo la via del cielo. E che tu sei come me. Eméraude gioca con i tempi e con gli spazi, vedi. Con le materie della memoria, con le sostanze. Per cui, dopo averti inviato il fatto che ti desidero, senti qua:

  • - Tu puoi essere il mio gioco. E mi piace. Sai, quel flusso d'oro vitale scorre in me, lo sento impastare e inzuppare le mie sostanze, il mio corpo, il mio pensiero. In me la felicità scorre libera, indipendentemente da chiunque. Da qui nascono le mie scelte. Questa è la forza Uno.

Sono le cinque del mattino qui a Le Castella, le barche stanno uscendo, una meravigliosa alba rosa, come una vasta conchiglia, si apre sul mare. Sto parlando dentro di me con te ma so che sono anche, sveglia, accanto a te. Il mio corpo scivola lungo e disteso dentro al tuo, come accade spesso.

Tutto questo ti dico in un attimo appoggiando la mia mano sul tuo petto.

Ti svegli, forse l'ho detto troppo intensamente. È questo che voglio. Mi prendi la mano. Ti guido. Raccontiamocela, a modo nostro. Fino a quando, non si sa, nell'entanglement non si guarda. Si sta. Oggi da stelle qual siamo, viaggiamo e risuoniamo insieme. Oggi la danza è composta da due rotte che s'incontrano e s'intersecano, ricamano sulla scena del cosmo la loro sinfonia.

Oggi, Gaia può dirti:

© Cerca. Scava.

(Come dire... tutto ricomincia).

* Oggi, Eméraude.

 

Il contratto? Cos'è? Noi siamo Eméraude!

 

 

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marcopolo2005
marcopolo2005 il 18/06/12 alle 15:13 via WEB
^_____^......brando
 
marcopolo2005
marcopolo2005 il 20/06/12 alle 07:57 via WEB
buongiorno Victoria......^_____^...brando
 
victoria.v
victoria.v il 20/06/12 alle 09:23 via WEB
buon giorno, Brando! stamattina si corre. a dp
 
DivinoGiove
DivinoGiove il 22/06/12 alle 09:55 via WEB
Vicky, sei un vulcano di pensieri: come farai a tenere la rotta nel mezzo di quel tornado di emozioni che esprimi. :-)) "Il mio più grande viaggio" che ho postato ieri sul mio blog è una briciola a confronto dei tuoi racconti. Scherzi a parte, mi sono divertito un pò con movie maker (che non userò mai più). Ciao prof.
 
victoria.v
victoria.v il 22/06/12 alle 11:48 via WEB
Vicky è così, un vulcano, lo dicono tutti quelli che l'avvicinano. E Vicky TIENE la rotta, sta sicuro. Diciamo che ha un sistema immunitario piuttosto alto sulle difese, e se la cava... gli altri li lascia indietro! Salgo al nord, ci vediamo a prato della valle x un caffè
 
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