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Creato da kya71 il 15/05/2012

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IL senso della vita può non esser solamente un GRANDE SALTO

Post n°46 pubblicato il 16 Aprile 2014 da kya71

Il salto quantico

Sai cos’è un salto quantico? In meccanica quantistica, il salto quantico (anche noto come quantum leap) è il passaggio immediato e discontinuo di un sistema da uno stato all’altro. Tanto per farti un esempio: quando all’interno di un atomo un elettrone passa da un livello di energia ad un altro, effettua un salto quantico.

Questo comportamento discontinuo e repentino non si riscontra solo nella fisica atomica, ma caratterizza anche molti altri fenomeni naturali: pensa all’energia sprigionata in pochi minuti da un terremoto, o all’eruzione esplosiva di un vulcano che è stato inattivo per secoli. Mettendo da parte gli eventi catastrofici, pensa ad un fiore che cresce lentamente per settimane e poi sboccia in poche ore o a quella singola cellula che duplicandosi dà vita in appena 9 mesi ad un bambino. Tutti questi fenomeni hanno in comune un aspetto: per lungo tempo sembra non accadere nulla e poi all’improvviso tutto cambia.

Salti quantici e successo personale

In Inglese, l’espressione quantum leap è spesso utilizzata anche in senso figurativo per indicare un successo immediato e repentino: il nerd che diventa milionario vendendo la sua start-up a qualche colosso tecnologico; la cantante che grazie ad un singolo di successo vende milioni di copie del suo album; il calciatore rivelazione che riesce a fare una stagione formidabile.

Rimaniamo sempre sorpresi ed affascinati da questi “salti quantici” personali, da questi fenomeni che sembrano essere nati dalla sera alla mattina. Per non sentirci troppo inadeguati proviamo a liquidarli con una semplice espressione: “botte di cu…“. Eppure ci rimane il sospetto che queste persone abbiano scoperto il segreto del successo, quel segreto che cerchiamo con affanno da anni, ma che inevitabilmente sembra sfuggirci. Cosa sanno questi signori che noi non sappiamo?

Il segreto svelato: la Curva del Successo

Tutti quei salti quantici e quei fenomeni che in natura avvengono in modo repentino e discontinuo hanno in realtà una spiegazione ben precisa. Durante il (lungo) periodo in cui nulla di rilevante sembra accadere, l’energia continua ad accumularsi in modo costante, giorno dopo giorno, ed una volta raggiunto il punto critico, questa energia esplode, dando vita a quei fenomeni eclatanti che sono sotto gli occhi di tutti.

Stesso discorso vale per il successo personale.

Dietro ogni grande conquista si celano anni di studi, allenamenti e fallimenti. Se prese singolarmente, queste semplici azioni quotidiane appaiono insignificanti, ma la loro “energia” cumulata nel corso del tempo permette di raggiungere quel famoso punto critico (questo concetto è descritto egregiamente nel libro “Il punto critico“ di Malcolm Gladwell ). Da questo momento in poi tutto cambia e, come per magia, gli sforzi di anni vengono ripagati in pochi giorni. Da bravo Ing. Dott. Test. di Caz. provo a spiegarti questo concetto con un gra! fico, la Curva del Successo:

Molti di noi si aspettano che il successo sia lineare: ad ogni piccolo sforzo DEVE corrispondere un risultato immediato, tangibile e possibilmente superiore alle nostre aspettative. Non è così. La Curva del Successo è terribilmente noiosa per un luuuuungo periodo di tempo: nonostante i nostri continui sforzi, nulla sembra accadere di realmente importante. Anzi. A ben vedere, i risultati che otteniamo appaiono del tutto casuali: ci sono volte in cui ci impegniamo e le cose vanno per il verso giusto, altre volte invece, possiamo studiare/lavorare giorno e notte ma le cose non vanno.

Ci convinciamo che sia stata colpa della sfiga (dimenticando che la sfiga non esiste) ed iniziamo a mettere in dubbio il nostro impegno: “ma ne vale davvero la pena?“, “che senso ha darsi da fare se poi i risultati non arrivano?“, “per quanto tempo ancora dovrò fare sacrifici senza vedere l’ombra di un successo?“. E così, senza accorgercene, ci ritroviamo a mollare, magari a pochi centimetri da quell’agognato punto critico.

Furbi come le volpi del deserto, invece di provare una nuova strada per raggiungere lo stesso obiettivo, torniamo a percorrere la stessa strada fallimentare per raggiungere un nuovo obiettivo. Ripartiamo da zero, arriviamo a pochi centimetri dal punto critico e rinunciamo nuovamente, bloccati in questo circolo vizioso fatto di tentativi a vuoto.

“Invece di provare una nuova strada per raggiungere lo stesso obiettivo, torniamo a percorrere la stessa strada fallimentare per raggiungere un nuovo obiettivo.”

Non sei stufo di tutti questi obiettivi lasciati a metà? Non vorresti, almeno per una volta nella tua vita, raggiungere questo benedetto punto critico? Qual è il segreto?

Come conquistare il mondo (un centimetro alla volta)

Scordati di quanto è successo ieri. Smettila di farti pippe mentali su domani. Conta soltanto quello che farai oggi. Se vuoi conquistare il mondo, se vuoi realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi e raggiungere tuo il successo personale, tutto ciò che conta sono le scelte e le azioni che compi ogni giorno:

  • Presentati. Che si tratti di andare a lezione all’università, di andare dal cliente o di andare in palestra, la regola #1 è presentarsi e farlo ogni maledetto giornoSei stanco, non te la senti, hai avuto una nottataccia? Fregatene! Tu sei più forte di ciò che ti accade: presentati.

“l’80% del successo è presentarsi.”

Woody Allen.

  • Concentrati sui progressi (non sui risultati). Viviamo in una società-pulsante: basta pigiare un pulsante per avere subito un risultato o una pseudo-gratifica. C’è il pulsante delle macchinette automatiche, il pulsante del bancomat, il pulsante “mi piace” (guai a te se non lo clicchi per questo post! ;-) e chi più ne ha, più ne metta. Però il pulsante per il successo non esiste: realizzare i propri obiettivi è un processo fatto di impegno quotidiano e piccole scelte (giuste) cumulate una sull’altra. Queste scelte sono i p! rogressi che facciamo ogni giorno. Smettila di ricercare la gratifica immediata e sforzati di fare ogni giorno un piccolo progresso verso il tuo sogno.
  • Smettila di fissare il muro. La conosci la storiella del guidatore e del muro? Si dice che se un guidatore sta per andare a sbattere e continua a fissare il muro davanti a sé, inevitabilmente si schianterà; se invece sposta l’attenzione sulla strada, riuscirà a cavarsela. Nel dubbio è meglio andare piano, ma la storiella ha una morale interessante: se vuoi raggiungere un obiettivo, smettila di concentrarti su quello che non va nella tua vita e focalizza tutte le tue energie su ciò che vuoi ottenere. No pressure: male che va, ti schianti!
  • Prenditi un impegno a lungo termine. Qual è stato l’ultimo obiettivo per cui ti sei impegnato costantemente per più di 3 mesi. Lo vuoi davvero questo tuo sogno? Allora devi essere disposto ad impegnarti ogni giorno, ogni settimana, ogni mese per almeno 5 anni.
  • Credici. Il successo somiglia spesso ad una scala a chiocciola: devi salire, gradino dopo gradino, senza esitazione, anche se non riesci a vedere il punto di arrivo. A volte dubiterai della scala e di te stesso, sarà in questi momenti che dovrai zittire quella vocina bastarda nella tua testa e continuare a mettere un piede davanti all’altro.
  • Mantieni la promessa. Molti pensano al successo come ad un viaggio epico fatto di decisioni che cambiano la vita, incredibili coincidenze ed imprese memorabili. Sì, vivrai anche questi momenti, ma per il 99% del tempo avrai giornate monotone, fatte di scelte monotone, tra azioni monotone. Ma è in queste giornate tutte identiche le une alle altre che plasmerai il tuo destino. Ricordati allora questa semplice regola: fai ogni giorno quello che ti sei ripromesso di fare.

“Se riuscirai a conquistare te stesso, conquisterai il mondo.”

 
 
 

Laurence così scriveva:

Post n°45 pubblicato il 07 Aprile 2014 da kya71

"Non mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di se. Un uccelletto cadrà morto di gelo più dal ramo senza aver provato mai pena per se stesso"

 
 
 

yes we are

Post n°44 pubblicato il 07 Aprile 2014 da kya71

Siamo noi gli esseri mitologici: creature a metà che indagano la loro vera natura e che tentano di dare una verosimile espressione di sè, fra il corso del tempo e gli sterminati concetti....

 
 
 

impulso

Post n°43 pubblicato il 31 Marzo 2014 da kya71

Impulso= tendenza ad agire senza una preventiva riflessione.

Impulso affettivo= innata tendenza, in virtù della quale un organismo mira al contatto, fisico o emotivo, con un altro organismo.

da ciò si evince la mia inevitabile domanda: perchè son circondata da persone anaffettive?

 
 
 

svegliatevi....oriana fallaci

Post n°42 pubblicato il 31 Marzo 2014 da kya71

“Il coraggio è fatto di paura”

Oriana Fallaci.

“[...] Io mi diverto ad avere trent’anni, io me li bevo come un liquore i trent’anni: non li appassisco in una precoce vecchiaia ciclostilata su carta carbone. Ascoltami, Cernam, White, Bean, Armstrong, Gordon, Chaffee: sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perchè è finita l’angoscia dell’attesa, non è incominciata la malinconia del declino, perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni!

Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perchè anche noi siamo adulti. Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile. Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c’è nulla di male ad amarci se ci incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell’olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.

Siamo un campo di grano maturo, a trent’anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita. È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più, si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più. Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti, la strada per cui scenderemo. Un po’ ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti, a meditare sulla nostra fortuna: e allora com’è che in voi non è così? Com’è che sembrate i miei padri schiacciati di paure, di tedio, di calvizie? Ma cosa v’hanno fatto, cosa vi siete fatti? A quale prezzo pagate la Luna?

La Luna costa cara, lo so. Costa cara a ciascuno di noi: ma nessun prezzo vale quel campo di grano, nessun prezzo vale quella cima di monte. Se lo valesse, sarebbe inutile andar sulla Luna: tanto varrebbe restarcene qui. Svegliatevi dunque, smettetela d’essere così razionali, ubbidienti, rugosi! Smettetela di perder capelli, di intristire nella vostra uguaglianza! Stracciatela la carta carbone. Ridete, piangete, sbagliate. Prendetelo a pugni quel Burocrate che guarda il cronometro. Ve lo dico con umilità, con affetto, perché vi stimo, perché vi vedo migliori di me e vorrei che foste molto migliori di me. Molto: non così poco. O è ormai troppo tardi? O il Sistema vi ha già piegato, inghiottito? Sì, dev’esser così.”

Ti è piaciuto?

Non male vero? Mi piacerebbe sapere nei commenti cosa hai provato leggendo ed ascoltando questo brano. Io ho avuto delle sensazioni nette e contrastanti…

Non avrai seconde occasioni

Ho letto per la prima volta questo brano qualche settimana fa e ho subito provato un misto di angoscia  e determinazione. Angoscia per il tempo che sta scivolando via senza sosta come i granelli di sabbia in una clessidra. Determinazione per la consapevolezza che posso fare molto di più che starmene a guardare inebetita quella clessidra.

Ho accettato gli errori che ho fatto a vent’anni (beh, non tutti), ho preso consapevolezza che ne ho commessi altrettanti a trent’anni, ma leggendo questo brano della Fallaci ho deciso che in questa decade(40 anni per me) non intendo avere rimpianti.

 
 
 
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