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Creato da kya71 il 15/05/2012

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CI FAI O CI SEI?

Post n°47 pubblicato il 24 Aprile 2014 da kya71

Il buonismo è un vero e proprio virus
che si manifesta in forme più o meno acute e del quale tantissimi sono i portatori sani.
Il buonismo è qualcosa legato al male.
È il lato viscido della Cattiveria.
Peggiore di essa perché è allo stato puro a Tradimento .
Il buonismo è un vizio la cui ammissione è un…tabù, pena l’emarginazione e la derisione.
Se da un lato l’inclinazione al cinismo (che del buonismo, in fin dei conti, è il rovescio della medaglia) incute sempre una sottile ammirazione quasi un timore reverenziale, il buonista sarà sempre e solo una buffa e patetica “macchietta” incline alla retorica dell’ accondiscendenza,del sorriso facile, dei buoni sentimenti,del compromesso inteso soltanto nella sua accezione nobile.
Ciononostante il buonismo è la vera malattia morale di questo secolo perché si ricollega alla decadenza dei tempi attuali a quella paralisi della volontà, quell’inettitudine borghese che all’inizio del secolo scorso stimolò la riflessione di giganti della narrativa come Kafka, Musil e Svevo.
Il buonismo è la declinazione nazional-popolare del “pensiero debole”, del “politically correct” anglosassone, del relativismo teoretico e morale.

Il buonista è un uomo tarato da una pugnace ossessione per gli altri,per tutto ciò che è altro in senso sia personale che ideale, sia concreto che astratto.
Poiché gli è stato insegnato che l’invidia è un difetto, ecco nasconderla con il Buonismo.
Non è un uomo sicuro di sé affatto:
nasconde dietro sorrisi, i suoi assillanti sensi di colpa,è terrorizzato dall’idea di non essere apprezzato.

Il buonista è continuamente alla ricerca di mediazioni e non credendo nell’esistenza di una Verità ultima, dovrà adeguarsi alle tante verità contingenti che individua intorno a sé.
Anche a livello mentale è fondamentalmente un pigro e parla per slogan, per luoghi comuni, per “sentito dire”,non è incline alla riflessione profonda né alla messa in discussione delle sue piccole certezze quotidiane.
Un po’ come il dottor Adattati, protagonista del racconto “Un uomo tranquillo” di Stefano Benni
che ha: “una sola idea chiara, irrinunciabile, trainante: non avere idee”.

Il Buonismo è Onnipresente ovunque:
in strada,nel web,tra amici,parenti,famiglia..addirittura tra Amanti.

Già..l’Amore..la parola in bocca a Tutti.
Una parola che quest’epoca è riuscita a trasformarla nella più pericolosa alta percentuale di rischio da INCUBO E TRADIMENTO.Una volta si poteva distinguere un buono da uno cattivo.
Ora è quasi impossibile riconoscere un cattivo.
È in agguato sempre e ovunque Il paradosso dei paradossi:
Oggi sentirti dire,ti amo o sei mio Amico c’è da terrorizzarsi.
È più bello incontrare una persona che ti critica,o detesta perché è così terribilmente Sincera.
NON A CASO,i più Grandi e VERI AMORI O AMICIZIE nascono proprio da qui.

Il buonista manifesta spesso sentimenti o ideali umanitari, tuttavia lo fa soprattutto
per dare una buona immagine di sé.
Non ha una vera consapevolezza degli effetti delle proprie azioni:
il vecchio aforisma “Di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno” (Samuel Johnson) gli è del tutto estraneo.

La qualità indiscussa del buonista è quella di non adirarsi quasi mai, eppure qualora gli capiti di essere sbugiardato è facile invece vederlo in preda al panico o all’isteria, oppure rimanere silente e attonito.

La sua etica non è mai fondata su Verità oggettive,quanto sullo spirito dei tempi,al quale tende ad attenersi in modo maniacale quasi dogmatico e in nome del quale sa eregersi, quando vuole,a severo censore e fustigatore di costumi.
È forte coi deboli e debole coi forti.

Il buonista, spesso e volentieri, è un candido, una sorte di ‘utile idiota’ a volte dotato di un discreto carisma che i più spregiudicati sono abili a strumentalizzare.

Non mancano quindi i casi in cui il buonista èun vero e proprio lupo travestito da agnello,un freddo calcolatore che studiando nel dettaglio i tic e gli stereotipi dei “candidi di successo”, tenta di riprodurne i modelli comportamentali su grande scala.
Lo aveva previsto con un secolo di anticipo Vladimir Soloviev che descrive il suo Anticristo come
un “filantropo, pieno di compassione e non solo amico degli uomini,ma anche amico degli animali;
un convinto spiritualista”;
un “asceta” che afferma di credere in Dio ma, in realtà, ama solo se stesso.
Figlio del pensiero liberal, del ’68, di quella che Plinio Correa de Oliveira chiamava la “quarta rivoluzione” (dopo la riforma protestante, l’illuminismo giacobino e la terza il socialismo marxista).

il buonismo ne incarna il “volto umano”, assimilabile dai moderati e anche dai conservatori.
Sul piano sociale questa attitudine ha portato danni irreparabili in ambito pedagogico e qui è più pertinente parlare di “lassismo” o “permissivismo”.
Sulla scia delle teorie di Benjamin Spock, si sono diffuse prassi “ antiautoritarie” che hanno sottratto bambini e giovani al senso del sacrificio e della disciplina.
Si è, in altre parole, ritenuto che l’amore genitoriale potesse limitarsi soltanto all’aspetto affettivo, senza alcun potere correttivo o sanzionatorio.
Niente punzoni,solo comprensione e ascolto.

Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti:

droga,comportamenti devianti, imbarbarimento dei costumi, mancanza di rispetto per i soggettivi educativi, siano essi la famiglia o la scuola.
Il massimo del paradosso, tuttavia, il buonismo lo esprime nei dibattiti sull’immigrazione e sul multiculturalismo:
anche in questo ambito il buonista non è in grado
di guardare serenamente la realtà oggettiva,schiavo com’è dei suoi “pregiudizi al contrario”, per cui lo straniero è sempre e comunque una persona da accogliere, una vittima dei nostri antenati colonialisti brutti,sporchi e cattivi.
E anche qui le conseguenzesono state nefaste:
sfruttamento della manovalanza extracomunitaria, microcriminalità diffusa, rigurgiti di razzismo, ghettizzazione, difficoltà di integrazione, per non parlare dell’ascesa del fondamentalismo islamico.

Ci troviamo, insomma, di fronte ad un autentico “cancro della volontà”, un ottenebramento della ragione e dell’autonomia di giudizio.

Il buonismo non ha nulla a che vedere con la bontà, né con l’onestà o la rettitudine:
è soltanto una grottesca caricatura.

L’uomo veramente buono ha una mente ed un cuore molto più profondi.
Sa guardare oltre le apparenze e la sua fame di giustizia lo spinge a battaglie controcorrente.
L’uomo buono si inchina umilmente dinnanzi alla Realtà e la osserva senza le lenti deformanti dall’ideologia.
Ama la Verità senza distinguo e la afferma con vigore, se necessario.
È consapevole che per cambiare il mondo servono scelte coraggiose e che, per portarle avanti, non bisogna avere paura di perdere il consenso, di finire in minoranza o di farsi nemici.

Ed è proprio nelle mani di tali uomini buoni e coraggiosi il futuro dell’umanità.

Se tu che hai letto,ti è salita quella sensazione di dissociarsi da queste parole..tranquillo/a fratello o sorella è…il Buonismo che prevale!

 
 
 

IL senso della vita può non esser solamente un GRANDE SALTO

Post n°46 pubblicato il 16 Aprile 2014 da kya71

Il salto quantico

Sai cos’è un salto quantico? In meccanica quantistica, il salto quantico (anche noto come quantum leap) è il passaggio immediato e discontinuo di un sistema da uno stato all’altro. Tanto per farti un esempio: quando all’interno di un atomo un elettrone passa da un livello di energia ad un altro, effettua un salto quantico.

Questo comportamento discontinuo e repentino non si riscontra solo nella fisica atomica, ma caratterizza anche molti altri fenomeni naturali: pensa all’energia sprigionata in pochi minuti da un terremoto, o all’eruzione esplosiva di un vulcano che è stato inattivo per secoli. Mettendo da parte gli eventi catastrofici, pensa ad un fiore che cresce lentamente per settimane e poi sboccia in poche ore o a quella singola cellula che duplicandosi dà vita in appena 9 mesi ad un bambino. Tutti questi fenomeni hanno in comune un aspetto: per lungo tempo sembra non accadere nulla e poi all’improvviso tutto cambia.

Salti quantici e successo personale

In Inglese, l’espressione quantum leap è spesso utilizzata anche in senso figurativo per indicare un successo immediato e repentino: il nerd che diventa milionario vendendo la sua start-up a qualche colosso tecnologico; la cantante che grazie ad un singolo di successo vende milioni di copie del suo album; il calciatore rivelazione che riesce a fare una stagione formidabile.

Rimaniamo sempre sorpresi ed affascinati da questi “salti quantici” personali, da questi fenomeni che sembrano essere nati dalla sera alla mattina. Per non sentirci troppo inadeguati proviamo a liquidarli con una semplice espressione: “botte di cu…“. Eppure ci rimane il sospetto che queste persone abbiano scoperto il segreto del successo, quel segreto che cerchiamo con affanno da anni, ma che inevitabilmente sembra sfuggirci. Cosa sanno questi signori che noi non sappiamo?

Il segreto svelato: la Curva del Successo

Tutti quei salti quantici e quei fenomeni che in natura avvengono in modo repentino e discontinuo hanno in realtà una spiegazione ben precisa. Durante il (lungo) periodo in cui nulla di rilevante sembra accadere, l’energia continua ad accumularsi in modo costante, giorno dopo giorno, ed una volta raggiunto il punto critico, questa energia esplode, dando vita a quei fenomeni eclatanti che sono sotto gli occhi di tutti.

Stesso discorso vale per il successo personale.

Dietro ogni grande conquista si celano anni di studi, allenamenti e fallimenti. Se prese singolarmente, queste semplici azioni quotidiane appaiono insignificanti, ma la loro “energia” cumulata nel corso del tempo permette di raggiungere quel famoso punto critico (questo concetto è descritto egregiamente nel libro “Il punto critico“ di Malcolm Gladwell ). Da questo momento in poi tutto cambia e, come per magia, gli sforzi di anni vengono ripagati in pochi giorni. Da bravo Ing. Dott. Test. di Caz. provo a spiegarti questo concetto con un gra! fico, la Curva del Successo:

Molti di noi si aspettano che il successo sia lineare: ad ogni piccolo sforzo DEVE corrispondere un risultato immediato, tangibile e possibilmente superiore alle nostre aspettative. Non è così. La Curva del Successo è terribilmente noiosa per un luuuuungo periodo di tempo: nonostante i nostri continui sforzi, nulla sembra accadere di realmente importante. Anzi. A ben vedere, i risultati che otteniamo appaiono del tutto casuali: ci sono volte in cui ci impegniamo e le cose vanno per il verso giusto, altre volte invece, possiamo studiare/lavorare giorno e notte ma le cose non vanno.

Ci convinciamo che sia stata colpa della sfiga (dimenticando che la sfiga non esiste) ed iniziamo a mettere in dubbio il nostro impegno: “ma ne vale davvero la pena?“, “che senso ha darsi da fare se poi i risultati non arrivano?“, “per quanto tempo ancora dovrò fare sacrifici senza vedere l’ombra di un successo?“. E così, senza accorgercene, ci ritroviamo a mollare, magari a pochi centimetri da quell’agognato punto critico.

Furbi come le volpi del deserto, invece di provare una nuova strada per raggiungere lo stesso obiettivo, torniamo a percorrere la stessa strada fallimentare per raggiungere un nuovo obiettivo. Ripartiamo da zero, arriviamo a pochi centimetri dal punto critico e rinunciamo nuovamente, bloccati in questo circolo vizioso fatto di tentativi a vuoto.

“Invece di provare una nuova strada per raggiungere lo stesso obiettivo, torniamo a percorrere la stessa strada fallimentare per raggiungere un nuovo obiettivo.”

Non sei stufo di tutti questi obiettivi lasciati a metà? Non vorresti, almeno per una volta nella tua vita, raggiungere questo benedetto punto critico? Qual è il segreto?

Come conquistare il mondo (un centimetro alla volta)

Scordati di quanto è successo ieri. Smettila di farti pippe mentali su domani. Conta soltanto quello che farai oggi. Se vuoi conquistare il mondo, se vuoi realizzare i tuoi obiettivi più ambiziosi e raggiungere tuo il successo personale, tutto ciò che conta sono le scelte e le azioni che compi ogni giorno:

  • Presentati. Che si tratti di andare a lezione all’università, di andare dal cliente o di andare in palestra, la regola #1 è presentarsi e farlo ogni maledetto giornoSei stanco, non te la senti, hai avuto una nottataccia? Fregatene! Tu sei più forte di ciò che ti accade: presentati.

“l’80% del successo è presentarsi.”

Woody Allen.

  • Concentrati sui progressi (non sui risultati). Viviamo in una società-pulsante: basta pigiare un pulsante per avere subito un risultato o una pseudo-gratifica. C’è il pulsante delle macchinette automatiche, il pulsante del bancomat, il pulsante “mi piace” (guai a te se non lo clicchi per questo post! ;-) e chi più ne ha, più ne metta. Però il pulsante per il successo non esiste: realizzare i propri obiettivi è un processo fatto di impegno quotidiano e piccole scelte (giuste) cumulate una sull’altra. Queste scelte sono i p! rogressi che facciamo ogni giorno. Smettila di ricercare la gratifica immediata e sforzati di fare ogni giorno un piccolo progresso verso il tuo sogno.
  • Smettila di fissare il muro. La conosci la storiella del guidatore e del muro? Si dice che se un guidatore sta per andare a sbattere e continua a fissare il muro davanti a sé, inevitabilmente si schianterà; se invece sposta l’attenzione sulla strada, riuscirà a cavarsela. Nel dubbio è meglio andare piano, ma la storiella ha una morale interessante: se vuoi raggiungere un obiettivo, smettila di concentrarti su quello che non va nella tua vita e focalizza tutte le tue energie su ciò che vuoi ottenere. No pressure: male che va, ti schianti!
  • Prenditi un impegno a lungo termine. Qual è stato l’ultimo obiettivo per cui ti sei impegnato costantemente per più di 3 mesi. Lo vuoi davvero questo tuo sogno? Allora devi essere disposto ad impegnarti ogni giorno, ogni settimana, ogni mese per almeno 5 anni.
  • Credici. Il successo somiglia spesso ad una scala a chiocciola: devi salire, gradino dopo gradino, senza esitazione, anche se non riesci a vedere il punto di arrivo. A volte dubiterai della scala e di te stesso, sarà in questi momenti che dovrai zittire quella vocina bastarda nella tua testa e continuare a mettere un piede davanti all’altro.
  • Mantieni la promessa. Molti pensano al successo come ad un viaggio epico fatto di decisioni che cambiano la vita, incredibili coincidenze ed imprese memorabili. Sì, vivrai anche questi momenti, ma per il 99% del tempo avrai giornate monotone, fatte di scelte monotone, tra azioni monotone. Ma è in queste giornate tutte identiche le une alle altre che plasmerai il tuo destino. Ricordati allora questa semplice regola: fai ogni giorno quello che ti sei ripromesso di fare.

“Se riuscirai a conquistare te stesso, conquisterai il mondo.”

 
 
 

Laurence così scriveva:

Post n°45 pubblicato il 07 Aprile 2014 da kya71

"Non mi fu dato di vedere un animale in cordoglio di se. Un uccelletto cadrà morto di gelo più dal ramo senza aver provato mai pena per se stesso"

 
 
 

yes we are

Post n°44 pubblicato il 07 Aprile 2014 da kya71

Siamo noi gli esseri mitologici: creature a metà che indagano la loro vera natura e che tentano di dare una verosimile espressione di sè, fra il corso del tempo e gli sterminati concetti....

 
 
 

impulso

Post n°43 pubblicato il 31 Marzo 2014 da kya71

Impulso= tendenza ad agire senza una preventiva riflessione.

Impulso affettivo= innata tendenza, in virtù della quale un organismo mira al contatto, fisico o emotivo, con un altro organismo.

da ciò si evince la mia inevitabile domanda: perchè son circondata da persone anaffettive?

 
 
 
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