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Cara libertà di espressione, ti abbiamo voluto bene!

Post n°293 pubblicato il 10 Marzo 2009 da tommypa84

Articolo 21 della COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


Prima era furiosa solo la Jolanda della Littizzetto, da oggi diventano furiosi tutti i blogger e tutti i forumisti della rete.
La corte di cassazione, con la sentenza numero 10.535, ha confermato la legittimità del sequestro di alcune pagine web del sito Aduc  (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) perché i forum presenti contenevano frasi che, a dire della Cassazione, offendevano il comune sentimento religioso. Quelle pagine trattavano dello scandalo vergognoso dei preti pedofili. Non è servito a nulla il ricorso dell’Aduc, che voleva attribuire a questi siti le garanzie riservate ai giornali.
Così, se qualcuno vorrà parlare della Chiesa Cattolica, del suo sovrano e dei suoi gerarchi, dovrà usare dei nomi fittizi proprio come la Littizzetto per il Walter e la Jolanda.
Purtroppo ci troviamo di fronte a un atto di censura, che riporta la nostra memoria storica a un Ventennio che avremmo preferito dimenticare e leggere solo nei libri di storia. Proprio come allora, si difende un ipotetico sentimento religioso comune, dimenticando che il nostro è uno Stato laico e aconfessionale, che non tutti gli italiani sono cattolici (sebbene abbiano subito in maniera del tutto non richiesta il battesimo in tenera età, quando ovviamente non potevano opporsi). Dal 1984 la religione cattolica non è più religione di Stato e nessuno è mai stato censurato per aver offeso un qualsiasi culto che non fosse quello  cattolico, quasi queste religioni fossero di serie B rispetto a quella d’oltre Tevere.
Sciaguratamente forum e blog in Italia sono utili per rendere noto quello che la stampa ufficiale tace e mettere il bavaglio a questo tipo di informazione equivale a distruggere il pluralismo dell'informazione, a sentire sempre solo una campana. Così non verremo mai a sapere delle malefatte dei potenti, che si appellano al senso religioso comune (anche di chi è ateo mi chiedo? No ovviamente no, in Italia non si può essere atei e, se lo si è, lo si deve tenere nascosto!) e degli innocenti che, in nome di una religione, vedono calpestati i loro diritti e umiliata la dignità che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo assicura loro.
E, se l'Italia si basa su una Costituzione che garantisce la libertà di espressione, oggi questa Italia si sveglia con il bavaglio alla bocca e vede mortificata la propria Carta costituzionale
Come tutte le cose, la libertà si apprezza quando si perde, ma sarà troppo tardi.

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