http://www.coe.int/t/i/corte_europea_dei_diritti_dell%27uomo/default.asp#P43_6737
La Corte Europea è l'Organo della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, è stata elaborata nell’ambito del Consiglio d’Europa. Aperta alla firma a Roma il 4 novembre 1950, è entrata in vigore nel settembre del 1953. Nelle intenzioni dei suoi autori, si trattava di adottare le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni dei diritti previsti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948.
Secondo la Convenzione del 1950, gli Stati contraenti e, nel caso in cui questi ultimi avessero accettato il diritto di ricorso individuale i ricorrenti individuali (individui, gruppi di individui o organizzazioni non governative), potevano inoltrare alla Commissione ricorsi contro gli Stati contraenti considerati responsabili di aver violato i diritti garantiti dalla Convenzione.
A partire dal 1980, il crescente aumento del numero di casi portati innanzi agli organi della Convenzione rese sempre più arduo il compito di mantenere la durata delle procedure entro limiti accettabili. Il problema si aggravó con l’adesione di nuovi Stati contraenti a partire dal 1990.
La Corte europea dei Diritti dell’Uomo istituita dalla Convenzione, cosí come modificata, è composta da un numero di giudici pari a quello degli Stati contraenti (questi ultimi sono attualmente quarantuno1). Non vi è alcuna restrizione quanto al numero di giudici aventi la stessa nazionalità. I giudici sono eletti, ogni volta per sei anni, dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Tuttavia, il mandato di una metà dei giudici eletti in occasione delle prime elezioni scadrà dopo tre anni, in modo che il rinnovo dei mandati della metà dei giudici abbia luogo ogni tre anni.
I giudici siedono nella Corte a titolo individuale e non rappresentano nessuno Stato. Non possono esercitare alcuna attività incompatibile con i loro doveri di indipendenza e imparzialità o con la disponibilità richiesta da un’attività esercitata a tempo pieno. Il mandato dei giudici scade allorquando raggiungono l’età di settanta anni.
La Corte plenaria elegge il suo presidente, due vice-presidenti e due presidenti di sezione per un periodo di tre anni.
Ogni Stato contraente (nel caso di un ricorso inter-statale) o individuo che si ritenga vittima di una violazione della Convenzione (nel caso di un ricorso individuale) può inoltrare direttamente alla Corte di Strasburgo un ricorso che lamenti una violazione da parte di uno Stato contraente di uno dei diritti garantiti dalla Convenzione. Una nota destinata ai ricorrenti e il formulario di ricorso possono essere ottenuti presso la cancelleria.
La procedura innanzi alla nuova Corte europea dei Diritti dell’Uomo è contraddittoria e pubblica. Le udienze sono pubbliche, a meno che la camera/Grande Camera non decidano diversamente in virtù di circostanze eccezionali. Le memorie e gli altri documenti depositati presso la cancelleria della Corte dalle parti sono accessibili al pubblico.
Qualunque cittadino della Comunità Europea può fare ricorso alla Corte Europea quando ritiene che i suoi diritti siano violati.
Strasburgo, 3 nov. - (Adnkronos) - Una battaglia legale cominciata otto anni fa quella dichiarata al crocifisso da Soile Lautsi, cittadina italiana di origine finlandese residente ad Abano Terme, alla quale oggi la Corte europea dei Diritti dell'Uomo ha dato ragione accogliendo il ricorso con una sentenza nella quale si sottolinea che l' esposizione del simbolo del Cristo nelle aule scolastiche lede la liberta' di religione degli alunni e il diritto dei genitori di poter educare i figli secondo le proprie convinzioni.
Era il 2001 quando la Lautsi, i cui figli Daico (allora 13 anni) e Sami Albertin (12) frequentavano l'Istituto Vittorino da Feltre ad Abano Terme, chiese alla scuola la rimozione del crocifisso, invocando una sentenza della Cassazione che, proprio l'anno precedente (nel 2000), aveva definito la presenza dei simbolo religioso nei seggi elettorali contrario al principio di laicita' della Costituzione.
Piccolo chiarimento:
Come leggete nessun musulmano si è rivolto alla Corte Europea, si tratta di una donna di origine finlandese e per giunta cittadina italiana, che ha voluto affermare il diritto di crescere i suoi figli in uno Stato Laico.
La Corte Europea, inoltre, non poteva che rispondere con la sentenza contro l'Italia e l'uso dei crocifissi nelle scuole, anche perchè " ''Quando un Paese perde all'unanimita' davanti alla Corte di Strasburgo - ha detto il senatore e costituzionalista Stefano Ceccanti - al di la' del giudizio di merito sulla sentenza stessa, bisogna anche chiedersi se ha presentato bene le sue ragioni. La memoria del governo e' suicida perche' usa come argomento chiave di fronte a una Corte quello che e' un argomento di rapporti di forza politici: 'la necessita' di trovare un compromesso con i partiti di ispirazione cristiana', come a dire che la norma sarebbe illegittima ma che e' necessario mantenerla per ragioni politiche. Argomento confutato infatti in modo netto e agevole dalla Corte''.
Insomma se io voglio difendere una mia prerogativa come ad esempio il fatto di avere il desiderio di avere una casa sulla spiaggia, non presento una istanza dove dico che già sulla spiaggia c'è la casa del sindaco...quindi gli avvocati dello Stato Italiano hanno sbagliato totalmente la loro linea di difesa...
Tutti quelli che hanno pensato che la Corte Europea volesse avallare il diritto dei musulmani contro il crocefisso sono fuori strada, tuttavia la sentenza deve far riflettere sul dato di fatto che non tutti gli italiani sono cattolici!
Inviato da: nicola.po
il 20/11/2009 alle 22:42
Inviato da: AngeloQuaranta
il 20/11/2009 alle 19:32
Inviato da: chipewua
il 20/11/2009 alle 18:47
Inviato da: fulvia1953
il 20/11/2009 alle 14:44
Inviato da: NEREIDI_201
il 20/11/2009 alle 14:41