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Un blog creato da Lolablu7 il 23/10/2009

La Finestrella

Per affacciarci sul mondo della nostra quotidianità, dei nostri sentimenti e delle nostre aspettative con lo sguardo rivolto al passato, ma da uomini del nostro tempo.

 
 

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PIER PAOLO PASOLINI

...Amo la vita così ferocemente, così disperatamente, che non me ne può venire bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l'erba, la giovinezza:... e io divoro, divoro, divoro... Come andrà a finire, non lo so...

 

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Due portoni

Socchiusi entrambi.

Dietro uno,la certezza di ciò che è stato.

Dietro l'altro,l'incognito.

 

 

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Il cigno.

Post n°346 pubblicato il 22 Luglio 2012 da Lolablu7
 
Tag: cigno

 

Ho subito da sempre il fascino dei cigni. Maestosi, eleganti, silenziosi abitanti di acque tranquille costeggiate da canneti e da verde, protagonisti  indiscussi di splendidi giardini, sono entrati sempre nel mio mondo fantastico ed emotivo. Hanno popolato il mio mondo fanciullo insegnandomi, attraverso la fiaba  di Andersen "Il brutto anatroccolo",  quanto sia grande l'amore materno, come sia errato affidare il proprio giudizio alle apparenze, come sia fonte di dolore l'emarginazione, come nulla vada dato per scontato perché spesso, nella vita, il bello non affiora necessariamente all'esterno, ma spesso è celato e cresce silenzioso nascostamente.

Amo questi animali legati al proprio habitat, premurosi e attenti nella crescita della prole, goffi nelle loro rare apparizioni sul terreno e così eleganti nel proprio elemento.

Mamma in testa, piccoli dietro in fila, papà in coda a vigilare sulla propria famiglia. Bellissima immagine e stupendo esempio per gli uomini di amore familiare.

                                   

 
 
 
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Renoir-

 

 


Il gatto in un appartamento vuoto

Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare un gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.
E la sera la lampada non brilla più.

Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.

Qualcosa qui non comincia
alla solita ora.
Qualcosa qui non accade
come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era
poi d'un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.

In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Che altro si può fare.
Aspettare e dormire.

Che lui provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.

                   Wislawa Szymborska

 

 

 

 

 

***

 

La capra

 

Ho parlato a una capra.

Era sola sul prato, era legata.

Sazia d'erba, bagnata

dalla pioggia, belava.

 

Quell'uguale belato era fraterno

al mio dolore. Ed io risposi, prima

per celia, poi perché il dolore è eterno,

ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.

 

In una capra dal viso semita

sentiva querelarsi ogni altro male,

ogni altra vita.

 

***

Umberto Saba.

 

 

 

 

GIOACCHINO TOMA.

In giardino.

 

 

Chagall-