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quadernorosso
   
 
Creato da quadernorosso il 19/04/2008

lame di seta

antipsichiatria e dintorni - Il linguaggio e' anche luogo di lotta.

 

ciccioli

Post n°158 pubblicato il 16 Novembre 2009 da quadernorosso

 

Ieri, facendo una ricerca su internet per un articolo sui manicomi, mi imbatto in una notizia preoccupante e poco edificante: la famigerata legge Ciccioli comincera' il suo iter parlamentare il prossimo 19 novembre in Commissione Affari sociali della Camera.
Riservandomi di fare delle considerazioni in un articolo a se' stante, fornisco intanto l'indispensabile per farsi un'idea.

Questo e' l'annuncio del deputato e PSICHIATRA Carlo Ciccioli:
CGM. Disco verde alla riforma della 180 - 12 novembre 2009


Lo annuncia Carlo Ciccioli ai delegati di Cgm. Le immagini della seconda giornata della Convention

''Curare si puo'''. Carlo Ciccioli, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, sintetizza cosi' lo spirito della legge di riforma dell'assistenza psichiatrica di cui e' primo firmatario. Alla Convention di CGM annuncia che la proposta di legge, depositata da tempo, comincera' il suo iter parlamentare in Commissione tra pochi giorni, il 19 novembre.

Ciccioli precisa che non si tratta di tornare indietro (''la legge 180 e' una grande legge, una legge di liberazione che ha consentito di superare il manicomio''), ma ''di andare oltre la 180''. L'obiettivo e' evitare ''l'abbandono, che spesso ricade addosso alla famiglia''. ''Servono regole chiare, facendo tesoro di alcune buone pratiche di cura. La schizofrenia per esempio: curandola si arriva a importanti recuperi, evitando la cronicità''.

La legge (con il titolo ''Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica'') punta ''creare condizioni per prendersi carico e intevenire, con attenzione alla dignita' della persona''.

Ciccioli (Pdl), psichiatra, firmatario della legge insieme ad altri 15 parlamentari, ne ha illustrato anche i punti principali. La norma prevede la nascita di un Dipartimento nazionale per la Salute Mentale ''che si occupi delle persone dalla culla sino all'anzianita', con attenzione anche alle dipendenze e alla neurogeriatria''.

Altro punto qualificante (e su cui e' prevedibile che vi siano piu' polemiche) l'introduzione di una nuova forma di trattamento sanitario obbligatorio, il Tsop, trattamento sanitario obbligatorio prolungato. Della durata di 6 mesi, ''ma non in ospedale, ma in strutture appropriate, anche residenziali''.

Infine, il cosiddetto Patto di Ulisse, che Ciccioli spiega cosi': ''Il paziente, quando sta bene, esprime al medico curante le sue volonta', dicendo che tipo di trattamenti desidera ricevere in caso di crisi''.

http://beta.vita.it/news/view/97612

Queste le considerazioni di Luigi Benevelli del Forum Salute Mentale:


Interrogazione parlamentare su DDL di riforma L.180
15 novembre 2009

il 19 prossimo e' entrata nell'agenda parlamentare la discussione sulle proposte di modifica della legislazione psichiatrica vigente - relatore designato e' l'on. Ciccioli. sara' interessante sapere come mai di questa decisione, soprattutto quale discussione e se discussione vi sia stata nell'Uffico di Presidenza della Commissione, in soldoni come si siano mossi i rappresentanti delle opposizioni e cosa ne pensino. A me pare evidente che non potra' accadere niente sul piano legislativo (non ci sono soldi per internare a vita i pazienti riottosi e ingrati) ma che invece si è aperta una ''cassa di risonanza'' per tutti quelli che per i piu' svariati motivi ce l'hanno con gli anni '70 del secolo passato e la stagione italiana delle riforme e dei diritti. Per noi del Forum non e' una buona notizia perche' ci dovra' vedere impegnati ancora su un fronte difficile nel quale, sul versante dei partiti e della politica organizzata per ora non si intravvedono forti e diffuse attenzioni e passioni a sostegno della salute mentale, e dei servizi che la dovrebbero promuovere. Ed e' prevedibile saranno piu' violenti l'intimidazione e l'attacco politico, mediatico, a forse anche giudiziario, ai servizi della sardegna e al lavoro dei triestini. Intanto dovremo interrogare da subito il Pd di Bersani e l'Idv di Di Pietro per sapere che cosa intendono fare i loro parlamentari di commissione e mettere loro a disposizione tutto quello che sappiamo e possiamo fare, con lucidita' e con severita'.

luigi benevelli

http://www.news-forumsalutementale.it/interrogazione-parlamentare-su-ddl-di-riforma-l-180/

Questo il link del Forum suddetto, ove ci sono tutti i DDL e tutta una serie di considerazioni: http://www.forumsalutementale.it/180/txt_180.htm


Chiedo intanto a tutte le persone di attivarsi il piu' possibile per evitare la catastrofe che lo psichiatra Ciccioli intende porre in atto


Natale Adornetto

 
 
 

TelefonoViola - Roma

Post n°157 pubblicato il 16 Novembre 2009 da quadernorosso
 

 

Comunicato Stampa del Telefono Viola di Roma

contro gli abusi della psichiatria

(Resp. del comunicato: Dr. Alessio Coppola, 334.1011533 - alessio.coppola@luvis.eu)


LA NOTIZIA

LUNEDI' 16 Novembre 2009 verra' riattivato, dopo dieci anni di studio e riorganizzazione, il Telefono Viola di Roma, fondato nell'ottobre del 1991 dal Dr. Alessio Coppola, ora anche presidente di LUVIS (Libera Universita' del Volontariato e dell'Impresa Sociale


Cosa fara' il Telefono Viola

Potranno essere chiesti appuntamenti per denunce di abusi e violenze in ambito psichiatrico telefonando alla segreteria 06/490821 r. a. (fax 06/491623) dal lunedì al venerdi'.


L'emergenza

Oggi primo intervento della riapertura del Telefono Viola di Roma, con sopralluogo del Presidente Alessio Coppola allo SPDC presso l'Ospedale Civile di Pontecorvo, dove si trovava in TSO una giovane donna (Luisa). Il T. Viola, dopo aver parlato con i sanitari, ha preso atto dell'intervenuta interruzione di fatto del TSO con lo scioglimento dei legacci ed il passaggio ad una terapia orale, concordata con Luisa.

Data la recrudescenza di TSO su tutto il territorio romano, laziale e nazionale, e considerati i progetti di legge di prolungamento dei periodi psichiatrici reclusori, il fondatore e primo Presidente del Telefono Viola Alessio Coppola, ha riattivato il servizio di denuncia degli abusi in ambito psichiatrico a carico degli utenti sia in stato di consenso alle cure che in stato di TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Saranno coinvolti diversi studi legali (Mancini-Faieta, Galantucci, Maccarrone, D. Coppola, ecc.


L'attività iniziale di ripristino del Viola Storico

Il Telefono Viola, in attesa di una piu' completa riorganizzazione, fornirs' soltanto consigli ed orientamento. Si possono intanto prenotare incontri telefonici e diretti con il Presidente, alla segreteria di LUVIS (Libera Universita' del Volontariato e dell’Impresa) sita in Piazza Vittorio Em. 31, tel. 06/490821 r. a. fax 06/ 491623, presso i locali di Piazza Vittorio Em. II, Dr. 31, p. 2, messi a disposizione dal Consorzio Sol.Co per LUVIS, l'Associazione di Promozione Sociale, appartenente alla rete ''Progettiamo Insieme''. LUVIS per ora gestira' il servizio del Telefono Viola.


NOTA

Sui primi anni di attivita' del Telefono Viola (dal ottobre '91 a ottobre '98) e' stato pubblicato il libro di Giorgio Antonucci e Alessio Coppola, Il Telefono Viola contro i metodi della psichiatria, Ed. Eleuthera 1995, che riporta il pensiero non psichiatrico dello psicoanalista fiorentino Giorgio Antonucci, collaboratore di Basaglia, e di Alessio Coppola, formatore ENI, filosofo e counsellor professionale, primo editore di Antonucci. Su Internet tutta la rete dei Telefono Viola e dei gruppi contrari alla psichiatria costrittiva.


 
 
 

alda

Post n°156 pubblicato il 02 Novembre 2009 da quadernorosso
 

 

Si e' spenta la grandiosa Alda Merini

lunedi' 2 novembre 2009
di Natale Adornetto

{B}Alda Merini, le foto con gli amici{/B}

Un altro drappo di Vita e di Umanita' non sta piu' con noi, ma la la Sua Luce Straordinaria e Selvaggia continuera' ad illuminare in eterno i nostri occhi e i nostri cuori. Grazie, Alda, un Grazie per le Meraviglie Stellari di cui ci ha fatto Dono. Ci mancherai tanto, tantissimo, e nessuno di noi si dimentichera' mai di te. Tu sarai per sempre Ricordata ed Onorata da tutte le persone, anche da quelle che non ti hanno mai incontrata ma che ti hanno ugualmente amata.

Qui il post che nel novembre dell'anno scorso ho dedicato alla Merini e a Van Gogh

La notizia della morte di Alda Merini su internet

Le foto di Alda Merini con gli amici

La notizia in Liquida

Immagini di Alda Merini

Di seguito, prima c'e' il video ove potrete ascoltare le bellissime parole della canzone che Roberto Vecchioni ha scritto per Alda Merini, poi c'e' la poesia ''Sono nata il 21 a primavera'', di Alda Merini, e infine c'e' il video della canzone di Milva che canta ''Sono nata il 21 a primavera'', canzone che fa parte delle canzoni contro la guerra, cosi' come ne fa parte quella di Vecchioni.

Natale Adornetto

Sono nata il 21 a Primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Cosi' Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse e' la sua preghiera.


 

 
 
 

nulla e' cambiato

Post n°155 pubblicato il 01 Novembre 2009 da quadernorosso
 

 

Ho rivisto questo film col fiato sospeso dall'inizio alla fine.

Anch'io, come chiunque, per un bel po' sono rimasta stupita davanti a tanta ignoranza e violenza. Perche' calandomi in quell'epoca, mi sono fatta trascinare in un passato lontano, illudendomi che oggi certe storie sono state abolite, fermate, denunciate. Poi inevitabilmente la mia consapevolezza ''mi ha svegliata''... e ho ''ricordato'' che luoghi del genere, situazioni del genere, soprusi, atrocita', e comunita' ri-educative come queste, esistono ancora. Ne esistono di peggiori.

Violenze fisiche e psicologiche, abusi e pratiche di ''cura'' uguali a 50 anni fa, mal-trattamenti verso ogni espressione umana di difesa e di dolore, privazione di dignita' e diritti, potere oltre ogni limite, fanno sempre parte di questa terra e di questa umanita' bestiale.

Questo film racconta una storia realmente vissuta, questo film racconta una storia che si ripete.

 

The Magdalene Sisters

storia reale di un dramma comune
di Francesco Cicerone


Irlanda, 1964. Tre giovani donne: Margaret, violentata dal cugino durante un matrimonio, Bernadette, cacciata dal collegio poiche' indocile nei confronti delle ''regole sociali'', Rose, ragazza madre. Tre donne che, ripudiate dalle proprie cattolicissime famiglie, si ritrovano insieme in una delle tante ''Case della Maddalena'' sparse per l'isola. Appena arrivate, subito ''messe in riga'', fanno la conoscenza di altre tristi ''recluse'' come la tormentata ed indifesa Crispina.

Gestiti dalle Sorelle della Misericordia per conto della Chiesa cattolica, i conventi Magdalene, ospitavano giovani ragazze considerate deviate, costrette a lavorare 364 giorni all'anno, senza alcuna retribuzione, per espiare i peccati.

Dolore, terribili sofferenze, percosse, silenzio e umiliazione. Se si tenta di scappare c'e' il pestaggio: e' lo stesso Peter Mullan, - scrittore, attore e regista scozzese, noto al pubblico come protagonista di My name is Joe di Ken Loach - nelle vesti di un padre dispotico, a dare, in una scena, ''il buon esempio''.
Qualsiasi cenno di difesa e' scambiato per ribellione ed e' punito. Tant'e' che le protagoniste arrivano a convincersi di essere sbagliate, che le ''punizioni sono meritate'': solo dopo qualche anno, due prigioniere troveranno la forza di scappare, per cercare all'esterno una vita normale.

Una scena piu' di tutte, forte non meno di altre, apparentemente non violenta, spiega come si possa essere svestiti della propria ''dignita''', denudati della reale verita'. Margaret si trova spalancata la via di fuga: la porta del collegio e' inspiegabilmente dimenticata aperta, eppure non fugge. Resta li', priva del coraggio, della normalita', dinanzi la ''frontiera della liberta''': bloccata, sopita, scarna, piena di dubbi assurdi e certezze false, di sensi di colpa.

Cio' che dovrebbe essere il bene si pone in questa storia come il male piu' cinico e subdolo. Si tratta di un corto circuito della ragione che determina un ribaltamento angoscioso dei sentimenti. La violenza psicologica raggiunge livelli inauditi in un meccanismo di sopraffazione che tende a cancellare la realta' oggettiva e ad abolire l'identita' individuale attraverso la messa in pratica di umiliazioni di ogni tipo.

Le immagini catturate rimangono impresse: le inquadrature sono caratterizzate da una fotografia ruvida e rigida. Vite che si sfiorano e si intrecciano, tra sacro e profano, tra cio' che si deve e non si deve fare, tra giusto e sbagliato. Tutto e' sostenuto da un sonoro continuo e ossessivo. Nel finale, significativi sono l'incontro (imprevisto), nella vita esterna, con alcune ''sorelle'' ed il gesto, di ribellione, di Bernadette, ormai ''una salvata'', che scioglie alla pioggia i folti capelli corvini a marcare la propria rinascita.

Grande ed efficace Mullan che, con la sua sensibilita', evita al film il baratro del patetico piu' antiquato: come uno scrittore d'eccezione, una sorta di Primo Levi, illumina, ai nostri occhi, l’umiliazione e l'ingiustizia di migliaia di donne private di liberta' e di dignita'.

Magdalene e' un pugno allo stomaco, un film durissimo che squarcia il velo sulla vergogna dei conventi (solo nel 1996 fu chiuso l'ultimo) e sul ''silenzio di confine'', in Irlanda. Purtroppo, una storia vera.


Titolo originale: The Magdalene Sisters (GB, 2002)
GENERE drammatico
Regia: Peter Mullan
Sceneggiatura: Peter Mullan
FOTOGRAFIA Nigel Willoughby
Interpreti: Anne-Marie Duff, Nora Jane Noone, Dorothy Duffy, Eileen Walsh, Mary Murray, Geraldine McEwan, Peter Mullan
Durata: 119'
Paese: Irlanda/Scozia
Anno: 2002
Montaggio: Mark Leese
Distribuzione: Lucky Red


 
 
 

TALIDOMIDE

Post n°154 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da quadernorosso
 

 

Ricevo questa mail e la inoltro

 

STRAGE TALIDOMIDE

Vi scrivo perche' sono un portatore d'handicap ne' disabile ne' un diversamente abile, in poche parole alcuni problemi sono miei legati alla mia fisicita' altri e molti me li creano quotidianamente le relazioni sociali fino all'impossibilita' di muovermi, vedi la voce barriere
architettoniche ancora esistente.

Quindi handicap e handicappato vengono bene insieme, non gironzoliamoci intorno e' cosi' finche' non cresceranno il sociale e l'umano. Mi rendo conto che ci sono problemi piu' importanti del mio, come ora che e' stato bocciato il lodo-alfano e quindi l'impunita' alle piu' alte cariche dello stato con il rischio o la fortuna che cambi governo. Gia' lo STATO, colui che ci rappresenta e dovrebbe vigilare sul popolo sulla nazione e che dovrebbe fare gli interessi di tutti non di pochi e dovrebbe rispettare e far rispettare le leggi e l'uguaglianza.
Dalla mia storia personale possiamo arrivare a comprendere quale e come si e' sviluppata sia l'informazione del nostro paese che la politica tutta, e come il male che oggi ci rappresenta viene da lontano, seppur ne vediamo la punta e tutto il resto rimane nascosto, come un'isola immensa sotto il mare, d'altronde il mare su qualcosa poggia.

Guardavo i numeri di telefono del mio cellulare, spesso chiamo le persone, ma sai li
ho memorizzati e quindi non ci faccio caso. La mia non e' memoria e' praticita', se dovessi cancellare per errore anche il numero telefonico al quale sono piu' legato non lo ricorderei perche' non ne pigio i numeri non alleno la memoria reale.

Questo era un esempio per dire che nessuno conosce la storia di questo farmaco TALIDOMIDE, o meglio nessuno si e' mai interessato delle tante balle che ci girano intorno e che da 47 lunghi anni vivono sulla mia pelle.

Lo stato italiano sempre ammesso che non cada governo faccine e faccette si e' finalmente ripromesso di dare un contributo ai portatori d'handicap colpiti da questo farmaco. Mia madre lo prese come calmante contro le nausee e quando mi ha visto per la prima volta ha compreso cosa aveva ingerito mesi prima. Il farmaco in questione se preso in gravidanza induce a malformazioni multiple facendo nascere bambini con  arti inferiori e superiori disastrati.

Ricordo da piccino girando per gli ospedali, bambini con due teste che sono sopravvissuti pochissimo dopo la nascita, manine attaccate alle spalle, piedini subito dopo il busto, e via dicendo, ma soprattutto ricordo le lacrime e la solitudine di quelle madri come la mia che avevano deciso di tentare e di tenere il figlio in vita malgrado tutto. Il talidomide fu inventato dalla ditta tedesca Chemie Grünenthal e fu messo in commercio dopo 3 anni di prove su animali. Anche altri paesi, come l'Inghilterra e la Svizzera, dopo aver acquistato la licenza provarono l'innocuitr assoluta del farmaco sugli animali. Nel 1956 Kunz e collaboratori alla Grunenthal effettuarono dei test sulla talidomide in animali non gravidi, con risultati negativi; ma lo studio era di bassissima qualita'.

Nel 1957 si ebbero i primi casi di tossicita' della talidomide, non rilevati al momento ma riscoperti a posteriori dopo il 1961. In poche parole tutte queste persone inventavano e inventavano stronzate pur di vendere il farmaco in tutta europa. Solo tempo dopo il 1961 data in cui ritirarono il farmaco da tutta europa, si accorsero e ricordarono di non aver mai sperimentato il farmaco su cavie incinte.
Lo fecero successivamente sulle topoline e queste davano alla luce soltanto nidiate di cuccioli malformati.
Il farmaco, e' vero, fu ritirato dal mercato, e parliamo di europa grazie alla denuncia di alcuni scienziati e alcuni giornalisti che pubblicarono le prove una volta acquisite.

Il problema era uno che il farmaco era stato venduto in tutta europa con 40 diversi nomi e quindi era difficile bloccarlo anche grazie alla disinformazione. Comunque troppo tardi, mia madre lo prese come tante altre donne, e nel 1962 ci fu la nidiata incredibile di bambini malformati al mondo. Calcolate che ne sono nati altri anche negli anni successivi fino al 1972 e soprattutto in italia. Il bello e' che tutti i giornali ora parlano di questo risarcimento che ci dovrebbero dare e dicono che sono un centinaio di casi esistenti nel nostro paese e forse hanno sicuramente ragione ma non dicono il resto di questa mostruosa storia.

Non dimentichero' mai quegli anni in cui circolavo nelle stanze del policlinico di roma con dottori che non davano nessuna speranza a mia madre e gli dicevano che sarei cresciuto semmai ce l'avessi fatta, piu' largo che lungo. Che belle parole che dolcezza quanta apprensione al prossimo. Soprattutto mia madre spesso mi ricordava che quando sono nato non volevano darmi alla sua passione al suo amore, insomma mi nascondevano.

Solo dopo una testimonianza anonima che vorrei ringraziare anche oggi perche' bene o male la vita e' meravigliosa e sono contento di viverla anche cosi', mia madre venne
a sapere che mi avevano abbandonato alla nascita in una sala mortuaria ma che ero vivo  mentre lei l'anonima infermiera mi somministrava di nascosto camomilla e latte rapinato ad altre tette.

Dopo un cinque giorni mia madre si incazzo' furiosamente e furono costretti a consegnarmi alle sue braccia e finalmente ho conosciuto il latte quello del seno... un poco di amore indelebile e indimenticabile e mai piu' incontrato, amore vero che tutti spero avete vissuto.

Con questo metodo forse hanno fatto sparire altri bambini ed altri ancora uniti al coraggio delle madri morirono successivamente visto le gravi malformazioni, altri come chiesero a mia madre furono poi ceduti ad istituti i quali prendevano rette per il mantenimento di questi bambini definiti, scarabocchi, dall'alto primario del policlinico ortopedico di allora.

Mentre lo scandalo di questo farmaco veniva denunciato e comunicato rapidamente da paese a paese in italia non arrivava notizia, cosa strana, visto che negli anni sessanta gli uomini politici al potere ce li rimpiangiamo, chi lo avrebbe mai detto, soprattutto oggi. Gli altri paesi successivamente fecero causa alla casa farmaceutica e attraverso lo stato chiesero un rimborso per queste vittime e lo stato ogni singolo stato europeo assegno', sentendosi responsabile per non aver vigilato sul farmaco un assegno mensile alle
vittime sopravvissute al talidomide.

Dunque ripeto, si dice che in italia siamo rimasti un centinaio in tutto, di sopravvissuti al farmaco, ma quanti eravamo? Si dice che in europa in tutta europa i casi non superano le ottomila persone. E allora senza voler fare della matematica, e partendo dalla mia nazione diciamo che negli anni sessanta la popolazione italiana era costituita da 30 milioni di persone, diciamo che il farmaco sara' stato dato ad un 20 per cento delle donne incinte, quanti bambini sono deceduti o sono stati lasciati morire dopo la nascita ?

Non dimentichiamo che il farmaco e' stato fatto circolare in tutti i paesi europei sotto 40 nomi diversi e quando lo hanno veramente ritirato dalle farmacie e come ? e facendo la mia semplice statistica, sempliciotta davvero, quanti bambini in tutta europa sono deceduti alla nascita o subito dopo, migliaia ? Milioni ?
Dove sono quei nomi e cognomi e chi ne parla e chi ne ha parlato? Sono un sopravvissuto di quella maledetta strage tragedia e mi chiedo come mai il mio paese l'italia, con dei politici preparati, non mi ha mai risarcito, non mi hai mai chiesto, anzi ha collaborato a far sparire le prove invece di attuare come accadeva in tutta europa un risarcimeno anche dalla casa farmaceutica e metterci un suo assegno successivo di scuse per non aver vigilato.

Posso pensare ed ho tutto il diritto di farlo che i politici MONALDI - GIARDINA - JERVOLINO - tutti delle democrazia cristiana e tutti ministri della sanita' italiana non fecero il loro dovere ne gli altri che vennero successivamente si preoccuparono di come eravamo riusciti a sopravvivere in questo fottutissimo paese.
Anzi mentre si davano pensioncine in cambio di voti, alla visita medica dei miei diciotto anni, dissero a mia madre che forse era meglio non prendere la pensione massima altrimenti per me non ci sarebbe stato nessun lavoro, quando di diritto posso avere entrambi pensione e stipendio.
Ma mia madre era ingenua, bella come il sole per la sua ingenuita' e immaginandomi felice dietro una scrivania e socialmente inserito rinuncio' alla pensione fino a quando capita la truffa molti tanti troppi anni dopo chiesi il tutto attraverso avvocati che facilmente vinsero la causa per vedere riconosciuto un diritto che a colpo d'occhio e' evidente.

La piu' grande strage europea di bambini e nessuno ne ha parlato, quali interessi, quali scopi, quali vergogne hanno insabbiato gli stati se oggi anche coloro che hanno risarcito il danno e dato l'assegno, parlano solo di 8 mila persone coinvolte.  Vorrei correggere, ottomila persone sopravvissute e come?

Uscito dall'inferno di ospedali e amici che morivano il giorno dopo averli conosciuti vicino al mio letto, sono tornato a casa. Un viaggio durato 14 lunghi anni e sette interventi.

A casa mi attendevano i parchi giochi, ma non ci potevo andare, i bambini che li avevano occupati mi prendevano per il culo per la mia diversita' fisica... un mondo fatto per normali non considerava quello che subivo a causa del loro mercificare sulla mia pelle. Non me ne rendevo conto, mi bastava e mi basta ancora vivere. Ho una voglia di vita anche oggi che spesso mi perdo non vivendola.

Poi un lavoro al comune elimosinato per un dirititto di quote e' arrivato... guarda come sono handicappato...

Ci sono rientrato in quelle quote altrimenti sarei finito al macero...  Tutti i giorni a lavorare e la paura di incontrare qualcosa, qualcuno... il maledetto scalino. Infine alcuni amori anche per me si sono presentati fino all'ultimo... ed e' nata una perla... poi il divorzio, l'andare il venire insomma tutto il resto quotidiano, piu' questo farmaco che non mi abbandona mai e poi mai.

Da sottolineare che ogni tappa della mia vita deve avere a che fare con lui, il talidomide, e con quanto mi aveva creato di bizzarro fisicamente. Se ti presenti ai genitori di lei c'e' lui, se vuoi andare a ballare, se vuoi salire una scala , devi sempre dimostrare che ce la puoi fare che malgrado l'apparenza hai voglia da vendere e dire la tua. Inoltre mia madre e' deceduta per mieloma multiplo, ed oggi sembra che questo farmaco lo riesca a curare. Mia madre poteva salvarsi con lo stesso farmaco che gli ha causato un dolore immenso, e come sempre non lo sapevamo allora e non lo sapevano dopo il suo decesso. Quando hanno capito come poterla curare era deceduta e neanche tanto per il mieloma ma per una fottutissima chemio terapia fatta male all'ospedale pertini di Roma. Insomma e' deceduta per arresto cardiaco anche per lei causato da.

La cosa piu' strana di questo farmaco e' che non lascia tracce nei suoi passaggi, di milioni di bambini deceduti si parla di qualche migliaio, in italia le tracce del talidomide sono state fatte sparire da qualsiasi cartellina ospedaliera tanto che io risulto come un caso CONGENITO... cioe' malformazioni multiple causate da... ma non lo dicono.

Ora come faranno a sapere chi sono i talidomidici da risarcire? Certo ci sono dei segni evidenti, malformazioni multiple a tutti o ad entrambi gli arti, ma come non puoi non farti la domanda... perche' non l'avete scritto? Cosi sento mia zia al telefono tutta contenta che mi comunica la notizia del risarcimento... si parla di tabelle militari da un minimo di 2500 euro al mese ad un massimo di 4000 mila euro, secondo come sei conciato fisicamente e come sei sopravvissuto.

Nuovamente la domanda, nuovamente il dubbio: caro stato quando eri responsabile del disastro, perche' dovevi vigilare sulla salute di tutti, hai fatto circolare il farmaco e non hai chiesto alla casa farmaceutica di risarcire il danno, ed oggi quando ho orami quasi 50 anni, mi viene a dire e dare forse, dopo altre mille travagliate vicende per dimostrare quello che hai nascosto, un assegno con tanti saluti.

il tuo assegno mensile non servira' a riparare i danni di una vita che mi hai causato e anzi, speri con questo gesto che io muoia il prima possibile come e' successo agli altri milioni di bambini dimenticati, per non darmi ne riconoscermi mai gli arretrati economici cioe' dei tuoi errori. Certo forse vivro' un po' meglio grazie a questo assegno e siccome mi guardo intorno, mi sento anche in colpa se vivro' economicamente allegro in mezzo a questa disgrazia che sta eliminando migliaia di posti di lavoro, per quello stesso profitto che mi ha condannato e tentato piu' volte di farmi odiare il mondo, senza mai riuscirci.
Non mi sento un eroe, mi sento non protetto da una politica che dovrebbe riconoscere e difendere i diritti di tutti, non solo personali, e invece io sono nato cosi' solo perche' quella politica ha deciso di coprire gli interessi di pochi.

Chi puo' ridarmi le mancate corse in bici? Una moto? Presentarti ad un ragazza senza avere paura e vergogna, le feste in cui non mi invitavano? Chi puo' farmi giocare a pallone e smettere di avere orrore degli scalini? Chi puo' farmi spogliare al mare senza che nessuno ti guardi come un'appestato? Quattromila euro al mese? Chi ha tentato di fregarmi tutto questo?

La cosa che piu' mi fa incazzare e' che esisto e resisto anche se faccio parte dei dimenticati e quello che chiedo ad uno stato, e' di non dimenticarmi e non dimenticare gli altri che verranno. Ma non ascolta. Cazzo sono cinquant'anni che gli parlo... e non mi ha mai rivolto parola ne dato ascolto, ne chiesto scusa.

 
 
 
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