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la memoria del grano, tonalità Fa minore, ovvero La bemolle maggiore di barbara coffani

Post n°3 pubblicato il 09 Gennaio 2014 da barbarabsi
 
Foto di barbarabsi

"La memoria del grano" è un racconto che ho scritto alla fine del 2012. Una strega di nome Margherita racconta quella verità che non esce dai verbali dei processi per stregoneria. Alle domande poste dall'inquisitore, si intrecciano le sue risposte e le domande e le considerazioni fatte da sua figlia, che pure si chiama Margherita. Le risposte della strega parlano di amore e passione per il diavolo-violinista: la sua unica colpa è stata, probabilmente, quella di essersi innamorata di una creatura misteriosa, selvatica ed affascinante, a cui la maggior parte della gente ha attribuito il nome di "diavolo", ma che per lei è semplicemente "il violinista", autore di melodie incantevoli e meravigliose. Gli interventi della bambina, invece, mostrano come, nonostante la morte della madre, questa abbia comunque fatto in tempo a trasmettere il suo sapere e certe tradizioni alla figlia.

L'idea per questo testo mi è venuta grazie ad alcune conversazioni con amici musicisti sulla relazione  tra le note musicali e le emozioni.  C'è un brano dei Doors, The crystal ship, che a me piace molto, al punto che se io fossi una musica, vorrei essere proprio quella. Fra i vari musicisti con cui mi sono confrontata, Marco Strega, chitarra e voce dei MaterDea, mi ha spiegato che l'accordo di The Crystal ship è un Fa minore, ovvero La Bemolle maggiore, e che nelle corrispondenze fra note musicali e astri, Fa minore corrisponde alla Luna. Sara Airoldi, invece, violoncellista di grandissimo temperamento, mi ha spiegato che sono le alterazioni presenti in Fa minore a dargli la particolare capacità di incupire e "struggere" chi ascolta. In seguito, approfondendo il tema della stregoneria al momento di preparare la performance, è stato singolare scoprire dalla voce delle imputate che il diavolo suonava per loro una musica "sordegna", ossia cupa e bassa (cfr. i testi di Luisa Muraro sulla stregoneria).  

Sta di fatto che mi ha colpito molto la "lunarità" di certa musica e da lì è partita l'idea di utilizzare la dicitura "Fa minore, ovvero La bemolle maggiore", oltre che come sottotitolo, anche come una specie di refrain, che ritorna, ritmicamente, ogni volta che il violinista sta per comparire, anticipandolo. L'utilizzo di questo ritornello dà ritmo al racconto, legandolo anche di più al mondo della musica e rendendolo più simile ad un testo musicale.

L'idea del titolo invece mi è venuta in seguito a delle conversazioni con Ottavio Spinelli, che mi ha parlato di "risveglio della memoria del grano", in relazione alla mia esigenza di ritrovare certe radici nel passato. Il grano è presente sia nel riferimento al mulino, dove Margherita viveva con la sua bambina e il marito, sia nel riferimento agli archetipi di Demetra e Persefone, cui le due donne sono collegate. La memoria è ciò che lega la piccola Margherita a sua madre, memoria di usi e tradizioni derivate da rituali di origine molto antica basati sulla conoscenza e celebrazione dei ritmi della natura, fra cui quello della luna ma anche quello dei cereali. Del resto, la filastrocca delle lucciole del testo, che nella performance è recitata da mia figlia, mi è stata insegnata da mia madre...

I temi che mi interessava mettere in rilievo sono sostanzialmente due: quello della parola negata, o dell'obbligo al silenzio, a causa del quale perdiamo veri e propri pezzi di storia e di vita di coloro che non sono stati ascoltati o lasciati parlare; e quello della trasmissione della conoscenza per via femminile-materna: non dimentichiamo che i figli imparano a parlare dalle loro madri e che dalle madri, pertanto, apprendono i primi e più profondi significati della vita.

Nell'estate del 2013 ho adattato il testo come reading e, grazie alla collaborazione con il maestro Viktor Csanyi, violinista di grandissimo pregio, abbiamo potuto realizzare una performance narrativo-musicale presentata presso la libreria Ninive di Verona il 31 ottobre 2013. Viktor ha accolto con entusiasmo e generosità la proposta del mio progetto e ha scelto come tema che ritorna nella performance un tema di Ysaye, a suo dire assolutamente "diabolico".

Il racconto completo uscirà prossimamente sulla rivista d'arte Bacchanale.

La presentazione del progetto è visionabile digitando La memoria del grano di barbara coffani su youtube, anche dal link qui a fianco. 

barbara coffani

 

 
 
 
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