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Creato da lapellecheabito il 31/12/2011

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L'amore ...

Post n°9 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da lapellecheabito

l'amore passa nella nostra vita leggero come il volo di un gabbiano

come un sospiro interrotto da un pensiero

come lo scatto di una fotografia

attimi veloci a volte,

ma che rimangono per sempre

 l'amore ha i suoi mille colori

le sfumature più belle,

ma può anche avere il colore delle foglie che cadono da un albero

 durante un freddo autunno

e  il soffio freddo di un vento

 che porta via tutto quello per cui hai lottato

ma che per stupido orgoglio

per testardaggine

non hai saputo avvolgere in un caldo abbraccio per proteggerlo

 l'amore è stare una vita insieme

invecchiare insieme

 e,un giorno,

guardare quella foto che ti ritrae insieme alla persona che ami

e lasciar scendere le lacrime senza vergogna

 l'amore è arrendersi alle debolezze del cuore

 lasciare entrare in noi chi ci vuol bene

 l'amore è questo,

 è tutto è niente....

Testardo che non sei altro.........

 
 
 

Baricco

Post n°8 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da lapellecheabito

Perché c'era qualcosa, tra quei due, qualcosa che in verità doveva essere un segreto, o qualcosa di simile.

 Così era difficile capire ciò che si dicevano e come vivevano,

 e com'erano.

Ci si sarebbe potuti sfarinare il cervello a cercar di dare un senso a certi loro gesti.

 E ci si poteva chiedere perché per anni e anni.

 L'unica cosa che spesso risultava evidente,

 anzi quasi sempre, e forse per sempre,

l'unica cosa era che in quel che facevano e in quello che dicevano e in quello che erano c'era qualcosa

 - per così dire -

di bello.

 Non ci si capiva quasi niente,

ma almeno quello lo si capiva.

 
 
 

la pelle che abito

Post n°7 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da lapellecheabito

La pelle che abito è il vestito
che un sarto distratto mi ha cucito addosso
sono quella che non passa inosservata
il mio vestito è troppo grosso
troppo invadente
ad alcuni incuto timore
spesso è il mio atteggiamento autoprottettivo
che mi fa tendere ad isolarmi
e a scegliere con il contagocce
chi mi deve stare accanto
nessuno si cura veramente di me
anche chi dice di amarmi
sono un'abitudine per chi mi conosce
sono una stella che ha perso la sua luce propria
e non sa più brillare
se non di luce riflessa
e quel mio vestito così grosso
diventa in quei momenti così stretto
da lacerarsi
la mia pelle si incrina
come bambola di porcellana caduta a terra
in realtà non sono così
è solo la pelle che abito che non mi appartiene
ne pago solo l'affitto
come di una casa troppo grande e troppo vuota
dentro la quale mi sto perdendo


 
 
 

claudia angelucci

Post n°6 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da lapellecheabito

l'attimo dell'abbandono

...

voce dolcissima e molto delicata

sono ancora alla ricerca del testo

....

La cantautrice romana Claudia Angelucci con la canzone "L'attimo dell'abbandono" ha vinto laVII edizione del Premio Bianca D'Aponte che si è conclusa ieri sera al Teatro Cimarosa di Aversa. La Angelucci ha vinto anche la targa SIAE per il miglior testo. Il Premio della Critica e la targa Siae per la miglior composizione sono andati alla friulana Rebi Rivale con "Se poi rimane", mentre la targa per la miglior interpretazione alla veneta Chiara Vidonis con "Viola e bordeaux".

notizia di blogosfere

 
 
 

..

Post n°5 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da lapellecheabito

E vorrei scrivere una canzone che parla di noi
La musica suonerebbe un pò così...
con violini e pianoforte
Le parole...
quelle mancano..
Mancano le tue
chiare e dirette
sussurrate da un telefono lontano
Mancano le mie
timorose di quello che potrebbero dire

E provo a dirti quello che sento
E provo descriverti l'attimo in cui
ho capito che eri diventato importante

Era un sabato di maggio
Il sole entrava con tutta la sua forza nella mia stanza
Tu che dovevi andare via
e che non volevi farlo
almeno non prima di avermi fatto ascoltare una canzone
.....
Era il rumore del mare
e tu che volevi ascoltare le mie emozioni
come fa un bambino curioso

Il sole mi scaldava
e tu....
che mi mandavi un abbraccio

Ricordo che mentre le onde si infrangevano sugli scogli
le tue braccia mi stringevano forte
illusione data dal tiepido calore del sole di maggio
ad occhi chiusi
con il rumore del mare nelle orecchie
abbracciavo te

 
 
 
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