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Strage di Viareggio un mese dopo...... nessun colpevole

Post n°959 pubblicato il 29 Luglio 2009 da hesse8

Viareggio chiede giustizia Nessun indagato per la strage

di Francesco Sangermano

Un mese dopo è una strage senza colpevoli. Di più: senza ancora neppure un indagato. Si scava nelle carte, si accumulano documenti, si annaspa nel rimpallo delle responsabilità. Un viaggio tra Italia e Germania su cui grava il peso di 28 morti, 9 ustionati gravi ancora in ospedale, decine di famiglie cui il tempo non lenirà i segni di quella notte d’inferno. E una città, Viareggio, che chiederà stasera, di nuovo, «giustizia, sicurezza, verità».

Tutto ruota intorno alla storia infinita di quell’assale maledetto che stava sotto al primo di 14 carri contenenti Gpl. La notte tra il 29 e il 30 giugno si ruppe. «Era già consumato per due terzi, non poteva reggere» ammise qualche giorno dopo l’ad di Ferrrovie Mauro Moretti. Il convoglio passò stridendo la stazione di Viareggio, si piegò di lato, 4 carri si adagiarono su un fianco. Dal primo iniziò la fuoriuscita di gas. Pochi minuti, una scintilla e fu l’inferno. Strade, case e auto inghiottite dal fuoco insieme a uomini, donne, bambini. La conta della morte s’è (per ora) arrestata a 28. Poi ci sono i miracolati. Due, su tutti, sono diventati simboli. Ibitzen Ayad, 21enne marocchina, e Lorenzo Piagentini, 8 anni. La prima ha perso padre, madre e due fratelli. Tutta la famiglia. Lei s’è salvata per miracolo e ora prova a ripartire in quella Viareggio cui, dopo la morte, chiede una speranza di vita. Il secondo s’è riparato sotto al letto con le macerie piovute dal tetto. Là fuori, non hanno avuto scampo la madre e i due fratellini. Il padre, di cui

Dietro a questa scia di devastazione si cerca una verità nascosta chissà dove. Quell’assale del lontano 1974 è arrivato alla Cima Riparazioni (per esser montato sotto al carro della morte) spedito dalla Gatx, la società proprietaria del carro merci. È un pezzo del 1974, “rimesso a nuovo” lo scorso anno, controllato nell’officina tedesca Jungenthal di Hannover e quindi ricevuto dalla Cima con tutte le certificazioni del caso. Come tale, dicono dalla società ialiana, era pronto all’uso senza ulteriori verifiche. Gli inquirenti stanno viaggiando a ritroso per verificare date, tipologie di controlli e risultati. Il paradosso è che se tutto fosse stato effettuato secondo regole, dettami e scadenze previste poterbbe non rimanere altro che prendersela con quelle «norme europee da rivedere» come s’affrettarono a dire i rappresentanti del governo nella passerella viareggina del giorno dopo.

Il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha, intanto, avviato una ricognizione su tutti gli incidenti ferroviari avvenuti negli ultimi tre anni nel distretto fiorentino, soprattutto deragliamenti. L’esito della ricognizione sarà poi essere trasmesso al procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda, che potrebbe a sua volta raccogliere i fascicoli a livello regionale. Fra questi, quelli sulla strage di Viareggio e sul deragliamento a Prato, il 22 giugno, di due vagoni di un treno merci carico di acido fluoridico, che urtarono un intercity: anche in quell’occasione l’incidente potrebbe essere stato causato dal cedimento di un componente meccanico.

Intanto, però, iniziano anche le prime polemiche sul dopo-strage e sui fondi necessari alla ricostruzione. Ancora in attesa che il governo nomini un commissario “ad acta”, nel mirino è finito anche il comune del capoluogo versiliese presieduto da Luca Lunardini (Pdl). «Mancano ancora una stima affidabile dei danni subiti dalla città e dalle famiglie ed una lista delle prime necessità per poter utilizzare anche i fondi messi a disposizione dalla Regione» è la denuncia del senatore viareggino del Pd Andrea Marcucci. «È una situazione che preoccupa e che va risolta ora - conclude - I risarcimenti alle famiglie, la ricostruzione delle abitazioni distrutte e danneggiate, gli aiuti alle attività economiche non possono attendere altro tempo».

 
 
 
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