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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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Resoconto odierna conferenza-stampa avv. Lipera

Post n°534 pubblicato il 02 Gennaio 2008 da vocedimegaride
 

dalla ns.inviata a Roma Maria Venera

Alla conferenza stampa dell’avv. Lipera svoltasi in data odierna 2 gennaio 2008 presso l’Hotel Jolly-Veneto di Roma erano presenti le sorelle di Bruno Contrada Maria Rosaria e Ida e il fratello Vittorio con il marito della sorella Anna, Gen. Tirri. Sono intervenute moltissime testate giornalistiche tra le quali il Giornale, il Corriere della Sera, il TG2, l’agenzia ANSA, radio radicale.SKY 24, e RadioMontecarlo. Ovviamente, ero in collegamento con Napoli , in qualità di inviata per Radio azzurra network, la radio dei disabili e “La voce di Megaride” facente capo al nostro piccolo ma combattivo Comitato Bruno Contrada, nonostante le difficoltà dovute al collegamento telefonico non sempre attivabile. Rendo cronaca.
L’avv. Lipera esordisce raccontando delle circostanze che gli hanno permesso di conoscere ed approfondire il caso Contrada: a Catania sono sotto processo 2 individui imputati di calunnia continuata e aggravata nei confronti di Bruno Contrada nel quale il medesimo è parte civile ed essendo lui del Foro di Catania fu incaricato di assisterlo nel processo stesso. Processo che peraltro sta per concludersi. Andò pertanto a trovare Bruno, per conoscerlo, al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e seppe dallo stesso che la richiesta di provvedimento per le sue gravissime condizioni di salute era stata appena rigettata dal Magistrato di sorveglianza.  L’avvocato volle leggere il provvedimento e si accorse che era errato in quanto nel provvedimento di rigetto si dà contezza delle relazioni degli Uffici Sanitari dello Stato che parlano di una serie enorme di patologie che ne mettono a rischio la vita stessa, ciononostante, conclude il provvedimento, Bruno Contrada deve restare in carcere. Con una copia di tale provvedimento l’Avvocato si recò quindi dal Magistrato Daniela Della Pietra facendo notare l’incongruenza dello stesso che pur citando il referto del sanitario del carcere che parla di rischio per la vita e di condizioni incompatibili col regime carcerario decide per la permanenza di Bruno Contrada in carcere: la conseguenza  logica  di questo provvedimento non può che essere un’altra. Dopo di chè l’Avvocato inoltrò richiesta al Tribunale di Sorveglianza affinchè venisse accelerata l’udienza camerale che dovrà decidere in via definitiva sulla richiesta stessa. Nel frattempo, senza entrare in questa fase e nel merito di quelle che sono le ulteriori aspettative di Contrada che non si stanca né si stancherà mai di protestare la sua innocenza, visto e considerato che l’autorità giudiziaria ha il potere di liberarlo l’Avv. Lipera rivolse al Presidente della Repubblica una supplica. Andò quindi al Quirinale per essere ascoltato dal Presidente e al Quirinale venne ricevuto dal Consigliere dr. Loris D’Ambrosio, magistrato, ed a questi consegnò un’istanza contenente la richiesta di colloquio col Presidente Napolitano. All’uscita dal Quirinale trovò ad attenderlo moltissimi giornalisti ai quali non volle parlare di ciò di cui aveva parlato con il Consigliere D’Ambrosio, ritenendo che il colloquio informale avuto con quest’ultimo debba rimanere come tale e non qualcosa di pubblico e ufficiale, anche perché la valenza può essere attribuita solo alle parole del Presidente Napolitano in persona. Dopo che il Quirinale, tramite uffici stampa, diramò la notizia che questa supplica era stata accolta dal Presidente e aveva attivato tutte le procedure necessarie è successo un putiferio: molte persone si sono ribellate ma queste persone non sono legittimate ad intervenire su questa supplica in quanto non sono parti offese dal reato che viene attribuito a Bruno Contrada. La supplica al Presidente della Repubblica fu mandata per conoscenza anche ai Presidenti della Camera e del Senato affinchè ne informassero i parlamentari delle rispettive Camere. L’Avvocato insiste nel ribadire che quella che è stata presentata al Presidente della Repubblica è una istanza che si basa con il disposto dell’art. 681, n. 4 del C.P.P. che recita “la domanda di grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o di proposta” perché Contrada non ha presentato né mai presenterà domanda di grazia, perché Contrada “frangar non flectar” sta morendo ma ha una grandissima dignità. Il Consigliere D’ambrosio ha purtroppo interpretato l’istanza come una vera e propria domanda di grazia: in base al Codice la domanda di GRAZIA non si presenta al Prtesidente della Repubblica, ma al Procuratore Generale della Corte d’Appello che ha emesso la sentenza di condanna, pertanto non si può equivocare. Il 24 dicembre  tutte le tv e tutte le agenzie diramano il comunicato del Quirinale che non parla di istanza dell’avv. Lipera. L’ANSA dice che il PdR a seguito della lettera dell’avvocato e di altre segnalazioni ha immediatamente acquisito notizie dal Ministro della Giustizia e ha trasmesso la supplica al ministro stesso per le attività di istruttoria.  Da quel momento moltissimi iniziano a protestare; persone che non hanno titolo perchè non sono parte offesa (ad esempio per Brompressi chi aveva titolo ad una eventuale protesta era la vedova Calabresi, parte offesa). L’Avvocato ribadisce di voler interloquire col presidente Napolitano il quale potrà dire si o no, ma qualunque sarà la sua decisione sarà un sì o un no ad una supplica non ad una domanda di grazia che Contrada non ha mai chiesto. “Porterò gli innumerevoli documenti sulla salute di Bruno ma porterò anche le informative trovate nel fascicolo del Tribunale di Sorveglianza di Napoli: ci sono quelle del Questore di Palermo Caruso e quelle della Procura Distrettuale di Napoli e c’è anche un parere della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo a firma dr. Ingroia. In questa informativa si riferisce che Bruno Contrada è stato condannato e,” a parere di questo ufficio la pericolosità sociale deriva dal fatto di avere questa sentenza di condanna; in ordine alla eventuale attualità di tale collegamento tra lui e la mafia questo ufficio  della Procura della Repubblica di Palermo non ha acquisito alcun ulteriore elemento neppure di segno contrario sicchè non può mancare di evidenziare che i predetti collegamenti si sono evidenziati come tendenzialmente permanenti “(come se un marito geloso chiedesse alla moglie di dargli le prove di non averlo tradito, aggiunge l’Avv. Lipera). Queste deduzioni sono illogiche e contraddittorie perché mentre la Procura della Repubblica di Palermo fa queste affermazioni (il data 22/11)il questore di Palermo (in data 24/12) dice “allo stato anche dal quadro complessivo delle attività investigative in corso non risulta che Contrada intrattenga collegamenti con soggetti inseriti o gravitanti in contesti delinquenziali né che nel periodo intercorso in stato di libertà in attesa della sentenza definitiva abbia commesso altri reati (il periodo va dal 1995 al 2007) L’Avvocato Lipera fa infine notare che mentre sui giornali appaiono solo ed esclusivamente le dichiarazioni dei contrari (Rita Borsellino, comitati vittime Georgofili, ecc.) non compaiono i nomi dei moltri alti comitati di vittime della mafia che sono invece favorevoli. Fra questi si devono annotare il Presidente emerito Sen. Francesco Cossiga, il diessino Macaluso, la vedova di Boris Giuliano, la vedova e il figlio del Procuratore della Repubblica Costa, il figlio di Berardi ucciso dai brigatisti, ecc. Sono arrivati e continuano ad arrivare per e-mail e sul sito di Bruno Contrada o alla petizione on line de La Voce di Megaride innumerevoli messaggi di solidarietà. Richiesto, inolte, a Contrada di come fossero i suoi rapporti con Borsellino risponde che erano ottimi. Fa, da ultimo, notare l’Avvocato che per concorso esterno in associazione mafiosa Bruno è stato peraltro assolto. Già questo rende revisionabile la sentenza Contrada.

aggiornamenti della redazione: parrebbe essere giunto in giornata dispositivo del Giudice di Sorveglianza che consente a Bruno Contrada di lasciare l'ospedale civile Cardarelli per essere trasferito nuovamente nel carcere militare di S.Maria Capua Vetere.

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

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I consigli di bellezza
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RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


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