Community
 
vocedimegar...
   
Blog
Un blog creato da vocedimegaride il 09/11/2006

La voce di Megaride

foglio meridionalista

 
 

UN MUSEO NAVALE STORICO PER NAPOLI

FIRMA E DIVULGA LA PETIZIONE
 
www.petitiononline.com/2008navy/petition.html 
UN MUSEO NAVALE STORICO PER NAPOLI 
"mamma" della MARINA MILITARE ITALIANA




--------------------------------------------------------------------------

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

FAMIGLIE D'ITALIA

Il social family project di Umberto Napolitano
http://famiglieditalia.wordpress.com/

 

IL BLOG DI ANGELO JANNONE

LE NOSTRE VIDEO-NEWS

immagine
L'archivio delle video-news e delle interviste filmate per "La Voce di Megaride" è al link http://www.vocedimegaride.it/Fotoreportages.htm

********* 

 

SFIZIOSITA' IN RETE

 Il traduttore online dall'italiano al napoletano
http://www.napoletano.info/auto.asp

*********

Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
immagine

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 25
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

AREA PERSONALE

 

 

« Incontro tra i Veterani ...150 anni di ruggine e ch... »

Donna Agata delle Calabrie pungente come una mimosa

Post n°977 pubblicato il 08 Marzo 2009 da vocedimegaride
 

“Lei cogitò un poco sulla cosa
e poi sollevò la testa, si tese sulla
persona, fece un passo più in là, come 
per essere sola, perché gli fosse loquente
che con la posa e l’accento che pigliava,
quasi si rivolgesse all’aria tenebrosa,
gli stava per fare un vaticinio
(Stefano D’Arrigo, Horcynus Horca)

La nonna morì il giorno prima di suo padre. Era divenuta nel tempo una quercia alta come un bonsai, consumata dalle quasi cento primavere che l’avevano condotta battagliera e austera per il mondo dei vivi. Ai vivi ed a quel mondo, riconoscente, aveva regalato ben nove figli, quasi fosse ovovivipara come le testuggini. Marina di Megaride, era l’unica nipote della gran covata di nipoti ad ammirare e stimare quella gagliarda vecchia. E, a non temerla. Era terribile, quella Grande Piccola Vecchia, tanto da essersi meritata sul campo il titolo di “Nonna del Corsaro Nero”. Invece, Marina - ch’era una tra le più giovani nipoti - era sommamente affascinata da questo concentrato di anemone e medusa, altamente urticante. Mai una volta che l’abbia vista sorridere, mai! La stimava e anche l’amava, poiché da sempre era attratta dalle spiccate personalità e indifferente alle banalissime altrui presenze in famiglia. La nonna, senza lasciarsi andare a smancerie inutili e senza mai osare un benché minimo gesto tenero, aveva comunque compreso i sentimenti di stima della bambina e, come si fa in genere tra adulti, ricambiava silenziosamente quella stima, stimandola a sua volta ma senza mai dirglielo, però. A differenza di tutto il resto del nipotame, più volte, gratificò la “Marinella” imponendole il suo sacro sigillo di severa nobildonna, attraverso piccoli doni simbolici e merende solitarie, offerti in tutta segretezza e con incredibile fierezza, nel mistero occulto del suo antro magico, a chiunque negato. Mai, una carezza.
La piccola antica quercia, eternamente abbigliata di lunghissime vestaglie azzurre o grigie, sotto il cui orlo non le si scorgevano mai i piedi, era solita cingersi del crudele cilicio d’una catena alla cui estremità annodata sul fianco era attaccato un gran cerchio di ferro dal quale un trionfo di decine di chiavi e chiavistelli pendeva dondolando ad ogni suo movimento. Quel cilicio era il simbolo del suo potere, della sua indiscussa signoria. Chissà quanti lividi ogni chiave e chiavistello avrà impresso a quelle scarne coscette di nonna! Ma il potere è sofferenza e bisogna conquistarselo giorno dopo giorno, rinunciando alla godereccia libertà dell’agiatezza, per rispetto all’agiatezza stessa. E quel mazzo di chiavi e chiavistelli erano l’emblema del potere della Nonna del Corsaro Nero.
Nell’antro segreto della antica cumana, disseminati alla rinfusa giacevano immensi tesori. V’erano tutti i profumi, le primizie, le bontà partorite da Campania Felix; v’erano le costose e raffinate spezie e gli olii santi e i fiori e i frutti e il grano e i pani provenienti dal feudo delle Calabrie; gli “ori e splendori” dell’antica civiltà di censo della nonna, ch’ella non soleva condividere con alcuno, tantomeno nell’abbondanza degli altrui sguardi golosi. Nonna Agata Maria Sofia, baronessa delle pitonesse delle greche Calabrie, ogni giorno spariva da sola in quell’antro e, non vista, probabilmente ad occhi chiusi come un segugio annusava le piste di quegli aromi e di quelle antiche pozioni e filtri che le parlavano della sua giovinezza, della sua Patria confinante - come ne aveva detto un grande Re - con l’acqua santa e l’acqua salata. Si sarà mai lasciata andare al pianto, indisturbata, in quei momenti?
Capitò qualche volta che dal banco guizzante di tutto il mercuriale nipotame ella ne traesse, con un semplice ordine muto impartito dagli occhi ferini, la piccola eppoi adolescente Marina di Megaride. Questa, scattava immediatamente fuori dalla vasca naturale della spiaggia dei giochi, si asciugava il riso dal volto e come un soldato seguiva la nonna, mute entrambi. Oh! Quei silenzi imbarazzanti le pesavano, sì, perché si sentiva nuda e ridicola al cospetto indagatore ed ermetico di quegli occhietti che tagliavano come coltelli ma l’onore di ricevere, ogni tanto, l’imprimatur regale della Grande Madre, era un piacere sottile; un piacere dell’anima. La consapevolezza d’essere lei e lei sola l’erede dell’antica genìa, la custode della Magia. La sacerdotessa della stirpe.
Nell’antro occulto, ospitato nel ventre del più grande segreto di quella immensa avita dimora lanciata a picco sul Golfo di Partenope, alla bambina veniva imposto, sempre con ordine muto impartito dallo sguardo severo, di accomodarsi su una seggiola. Seguiva l’ispezione ortopedica : schiena eretta, osso sacro in impatto ortogonale con la seggiola, gambe strette e mani a palmi aperti posate sulle ginocchia, nella classica posizione della Sfinge. Eh già! Non era forse un rito iniziatico  quella sacra minuta libagione, ogni volta? Non v’era forse da sottoporvisi in seria e totale predisposizione d’animo e corpo?..... La nonna, preparava nel silenzio impostole dall’avo Pitagora quella eucaristia pagana, senza sprechi di sorta quindi, come durante la celebrazione di una  messa, nella sua veste di officiante si poneva eretta dinanzi alla piccola sfinge e la “comunicava” con piccole dosi di filtri e pozioni e frutti di madre terra, mescolati alla fragranza di tocchi di pane che ancora sapevano di legna e aghi di pini marittimi. In quelle celebrazioni segrete, Marina di Megaride, imparò a conoscere ed a distinguere, a dosare ed a mescolare preziose e potenti erbe, spezie, farine ed olii . Imparò anche a ringraziare Dio, per quelle sante cose. Ad altri occhi, sarebbero sembrate essenze e cibi semplici, quei tesori della nonna, ma il mistero delle loro peculiarità e della loro intrinseca magia affiorava, svelato e mai rivelato, attraverso il sapiente esercizio del rito, partorito dal silenzio e dalla estrema lentezza, dove ogni gesto propiziatorio richiamava un simbolo magico, un significato arcano, un piccolo prodigio. Un’evocazione di spiriti elementali.
Quasi cento primavere premevano sul petto della Grande Madre quando in una notte che precedeva di poco la fausta ricorrenza della sua nascita, il misericordioso alato angelo della pace le si presentò in sogno, dicendole di prepararsi al grande evento : alla sua rinascita in quel lontano altrove del quale ella, come buona parte della sua genìa, aveva sempre avvertito una struggente malinconia, circonfusa di ricordi sbiaditi che si frantumavano in schegge di soffuse sensazioni... che svanivano non appena ferite dalla luce di questo nostro sole.
Per tre giorni, non si levò dal suo giaciglio, pur non essendo affetta da malanno alcuno. Attendeva impaziente l’onore supremo dell’imposizione delle mani del suo Sovrano sul suo capo obbediente, granitica come sempre, forse solo un po’ addolcita nei lineamenti  dalla certezza dell’immediato commiato da questo mondo in cui non aveva più nulla da dare più nulla da prendere.
La grande famiglia si alternava in numerosi gruppi al suo capezzale. Lei, seduta in mezzo al letto, nel giorno del suo ennesimo genetliaco, finalmente sorrideva, incoraggiando alla letizia. Infine, uscì dal suo solito silenzio ma solo per profetare terribilmente: “Me ne vado serena, mi spiace solo di lasciare questi miei otto figli”.... Otto figli? Cribbio, la Nonna del Corsaro Nero aveva smarrito la sua lucidità, non ricordava di avere NOVE figli, tutti viventi. Qualcuno, le scandì uno per uno i nomi dei nove figli...Ida, Clelia, Pietro...Laura, Elvira, Olga, Giovanni Battista....Ottavia...Vincenzo, sottolineando il fatto che ne fossero nove e non otto. La nonna sorrise enigmatica e aggiunse “Sì, lascio otto figli!”. Quindi reclinò umilmente il capo sul petto come una rondine stanca del volo e si lasciò imporre le mani dal suo Sovrano ch’era lì giunto ad accoglierla sotto il suo ampio mantello di luce.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

immagine

A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

ULTIMI COMMENTI

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

NAPOLI NON è SOLO MONNEZZA

Napoli era la terza capitale europea


video Napoli Capitale

***


Antimo Ceparano interpreta
'o surdato 'e Gaeta
di Ferdinando Russo

***


Napoli e la sua provincia
di Mauro Caiano

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

immagine

vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
per le foto:
http://www.vocedimegaride.it/html/Articoli/Immagini.htm
per i video:
http://www.vocedimegaride.it/html/nostrivideo.htm

 

VISITA I NOSTRI SITI

 

I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!

Il libro del mese:

Guida geoarcheologica della costa campana ad uso dei naviganti
Editore: Valtrend  Argomento:  archeologia, coste, campania-guide
Genere: storia del mondo antico. archeologia data publ.: 2005  - corredato da numerose immagini fotografiche; molte, di Mauro Caiano