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Salute e sicurezza sul lavoro, troppo ignorate, volutamente, per occultarne le cause e nascondere i responsabili

Post n°8548 pubblicato il 04 Febbraio 2014 da cile54

In Italia si continua a morire sul lavoro. Ma si parla d’altro

Nonostante l’Inail ci dica ogni anno, che le morti e gli infortuni sul lavoro sono in costante calo, io non mi rassegno al rispondergli che le cose non stanno assolutamente così. E come me non si rassegna neanche l’amico Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro.

Dio solo sa quante volte ci siamo chiesti chi c’è lo fa fare di portare avanti questa battaglia per più sicurezza sul lavoro nell’indifferenza generale, tanto che, diverse volte, presi dallo sconforto, volevamo pure mollare, ma anche se, con molta fatica, abbiamo continuato questa battaglia, perchè qualcuno deve portarla avanti, perchè è importante! E anche se sui mezzi d’informazione se ne parla raramente delle stragi sul lavoro, vi posso assicurare che le morti sul lavoro non sono in calo, anzi aumentano, nonostante la crisi economica, che pur che se ne dica, ancora è lontana da essersi conclusa o quanto meno l’Italia di sicuro non ne è ancora uscita.

Nel 2013, secondo i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna: ( http://www.cadutisullavoro.blogspot.it/ ) sono morti sul lavoro oltre 1300 lavoratori, mentre per l’Inail solo 790. Non mi stancherò mai di dire che i dati Inail sono sottostimati, e che l’Inail considera morti sul lavoro solo i suoi assicurati, che poi io vorrei che qualcuno mi spiegasse come sul 1296 denunce per infortunio mortale nel 2013, l’Inail ne ha riconosciuti solo 790. E gli altri 500? Con quale criterio non sono stati considerati morti sul lavoro?

Quasi 20 miliardi di euro di “tesoretto Inail”, depositati presso un conto infruttifero della Tesoreria dello Stato, non vengono utilizzati per aumentare le rendite da fame agli invalidi sul lavoro e ai familiari delle vittime sul lavoro, ma sono bloccati li, e vengono spesi solo per ripianare i debiti dello Stato Italiano: è una vergogna!

Un tema quello della salute e sicurezza sul lavoro, troppo spesso ignorato e su cui c’è poca sensibilità.

Vorrei inoltre rispondere all’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, che parla solo di 1500 vittime sul lavoro in 3 anni. A me risulta invece, che dal 2011 al 2013 siano almeno 3580 i lavoratori che sono morti sul lavoro.

A livello politico non sento tutta questa sensibilità sulla sicurezza sul lavoro, e non mi sembra che questo tema sia assolutamente al primo posto nell’agenda politica di ogni partito politico: che tristezza! E anche il sindacato avrebbe il dovere di fare molto di più!

Vorrei far capire a chi ci legge, che io e Carlo Soricelli, sarebbe giusto che non fossimo considerati dei rompiscatole come si considerano in molti, ma delle risorse per questo Paese.

Inoltre, possibile che le mie denunce ottengano più ascolto a livello Europeo, mentre in Italia nessuno mi prende in considerazione? Sono anni che vado chiedendo che vengano aumentati i controlli per la sicurezza, il personale Asl è ridotto all’osso e le aziende da controllare sono troppe, che vengano ripristinate le sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti e preposti dal Dlgs 106/09 (abbiamo una procedura d’infrazione aperta), che la sicurezza sul lavoro venga insegnata fin dalle scuole elementari come si fa in Francia, che vengano aumentate le pene per responsabili delle morti sul lavoro, che venga rivisto il TU 1124/65, che regola i risarcimenti Inail per gli infortuni e le morti sul lavoro, peccato che nessuno mi stia ad ascoltare.

Quando muore un lavoratore, dietro a lui c’è una moglie, un padre, un figlio, un fratello, una sorella, che si ritrovano molto spesso abbandonati a se stessi a piangere il proprio caro ammazzato sul lavoro, abbandonati da tutti e da tutto.

Molto spesso costretti a lottare anche per avere un risarcimento e verità e giustizia per la morte del proprio caro, con processi che spesso si concludono con pene irrisorie per i responsabili dell’accaduto o peggio ancora con la prescrizione, e con risarcimenti che spesso hanno il sapore della beffa!

Chi di dovere dovrebbe avrebbe il dovere morale di fare qualcosa per cambiare tutto cio, ma purtroppo questo non accadrà!

Marco Bazzoni  

operaio metalmeccanico e Rsl-Firenze

03/02/2014 www.liberazione.it

 
 
 
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