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« Lo Stato di abbandono ne...Antiscientifica e discri... »

Riflessione sulle parole inconsulte dell'ultimo bamboccio di casa Agnelli. Forse un pò di lavoro in fabbrica lo aiuterebbe

Post n°8600 pubblicato il 17 Febbraio 2014 da cile54

CHE FAMIGLIA!

Appartengo a una generazione che ha goduto della possibilità di leggere - quando era ancora “di sinistra” - un quotidiano (fondato da Antonio Gramsci) cui collaborava, con velenosissimi “corsivi”, un certo Mario Melloni, transfuga dall’allora Dc al Pci.

“Fortebraccio” - questo lo pseudonimo con il quale il Melloni esercitava (quotidianamente) la nobile arte della satira - amava alludere a Gianni Agnelli come a quello con “la faccia da vacanziere” o, più prosaicamente - stante (forse) l’insolito “vezzo” dell’orologio da polso sul polsino della camicia, se non del pullover - definendolo “la fotocopia di un vero signore”!

Non avrei, però, mai immaginato di dover essere anche testimone di ben altre “cadute di stile”!

In particolare, da parte di quel Lapo Elkann, tanto irresponsabile da pretendere di assorbire, con fatua “nonchalance”, un micidiale cocktail (di oppio, eroina e cocaina) e, soprattutto, così esigente - stando alle cronache del tempo - da esercitare le sue “particolari” fantasie sessuali con - addirittura - quattro partner d’indefinito genere.

Ciò nonostante, m’illudevo che il trascorrere degli anni e un sopraggiunto sussulto di sobrietà (mi verrebbe da dire: di “dignità”), contribuissero a rendere uno sbiadito ricordo le numerose “performance” di un giovane rampollo di casa Agnelli.

Purtroppo, però, al peggio non c’è mai fine!

Alludo al recente exploit di quello che, giustamente, Marco Palombi - attraverso le colonne de ”Il fatto quotidiano” - definisce: ”La fotocopia di un vero imprenditore”.

L’altro Elkann (John), che - “determinato” ad accettare qualsiasi lavoro - non ebbe alcuna esitazione, come lui stesso ha la bontà di confermare, ad accettare l’offerta di “andare a lavorare” entrando a far parte, ad appena 21 anni, del CdA della Fiat!

Un’evidentissima conferma di quella “disponibilità” al lavoro che - secondo quanto da lui sostenuto nel corso di un incontro con un gruppo di studenti delle scuole superori della provincia di Sondrio - manca ai giovani disoccupati italiani.

Infatti, a parere di “Jaki”, “molti ragazzi non colgono le tante opportunità che ci sono perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione”!

A questo punto - in nome e per conto di oltre un milione di giovani disoccupati - non resta che aggiornare la speciale classifica tra quelli che “Parlano, ma non sanno quel che dicono”. Tra “bamboccioni” di Padoa-Schioppa, “schizzinosi” di Elsa Fornero e “l’incapacità, di cogliere le offerte” - secondo il giudizio dell’ultimo arrivato - c’è ampia facoltà di scelta.

Tra l’altro, è opportuno evidenziare che a esprimere tali insulse considerazioni non è solo un giovane (incidentalmente, per nascita) “baciato dalla fortuna”, ma, soprattutto, il rappresentante di un gruppo che - mentre ha più lavoratori in Cassa  integrazione che non addetti alle linee di montaggio - continua a dedicare sempre più energie alle “delocalizzazioni”, spostando all’estero anche la Sede legale, che non alla ripresa delle attività produttive nel nostro Paese.

Renato Fioretti

collaboratore redazionale lavoro e Salute

15/2/2014

 
 
 
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Giorgiana Masi

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