Community
 
cile54
   
 
Blog
Un blog creato da cile54 il 09/01/2007

RACCONTI & OPINIONI

Pagine di Lavoro, Salute, Politica, Cultura, Relazioni sociali - a cura di franco cilenti

 
 

E' in distribuzione in Piemonte il nuovo numero

  

Tutti i numeri in pdf www.lavoroesalute.org

leggi, scrivi, distribuisci il periodico cartaceo

Chi è interessato a distribuire la rivìsta nel suo posto di lavoro, o pubblicare una propria edizione territoriale di Lavoro e Salute, può contattare la redazione su: info@lavoroesalute.org

Distribuito gratuitamente da 28 anni. A cura di operatori e operatrici della sanità. Finanziato dai promotori con il contributo dei lettori.

---------------------------------------

LA RIVISTA DI MEDICINA DEMOCRATICA

l'indice su

www.medicinademocratica.org

 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 171
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

MAPPA LETTORI

 

ULTIME VISITE AL BLOG

cile54Harlock500ra946eric65vdyno1966ochidea.blu2airina1268maresogno67psicologiaforensepattylavispa1hellendomingo25etta.03ormaliberaassia.ksilvia_2010
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« Domenica e lunedì andrà ...SOMMARIO SETTIMANALE 1/7... »

Storie italiche di vita disabile: le aziende che rifiutano di assumere un disabile pagano duramente: 14 euro al giorno!!!

Post n°3034 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da cile54

E poi dite che non gli conviene

 

Qualche mese fa, grazie ai soliti parola passa di blog in un forum, lessi un articolo che riguardava la discriminazione delle donne disabili. Mi colpi enormemente perché è davvero difficile trovare un articolo che ammetta una discriminazione non solo lavorativa ma anche emotiva ed affettiva relativa soprattutto a noi donne.

 

Per chi si fosse perso la parte prima, mi ripresento: ho 27 anni, sono malata di sclerosi multipla, Nell'ultimo anno ho sviluppato una disabilità secondo ASL e INPS pari a 2 / 3. E non vorrei dirlo troppo a voce alta, ma la mia disabilità sta regredendo piano piano. Per Quanto si Possa vedere Dall'esterno, ormai sembro quasi una persona normale. Quasi, ho detto.

 

Da quando ho iniziato ad avere problemi di salute, c’è stata un'evoluzione più che comprensibile nel mio modo di vedere il mondo. Ora, per esempio, mi incazzo molto più spesso. Vedo le barriere architettoniche, il menefreghismo di certificazione di fronte alle altrui limitazioni fisiche, il pietismo ipocrita di altri; vedo molte più discriminazioni di quante non ne vedessi già prima.

 

E non ho iniziato uno vederle quando mi fu detto "Sei malata, e lo sarai tendenzialmente per tutto il resto della tua vita, da che ora sarà all'insegna dell'incertezza più totale dell'oggi sul domani" - Come se non fosse così normalmente già, ma di solito uno non ci fa caso é da qualsiasi cosa per scontata. Ho iniziato uno vederle quando ho cominciato ad ascoltare i racconti degli altri. E poi loro quando il racconto è divenuto anche il mio.

 

In principio la cosa più che mi salto all'occhio fu la quantità di donne che, neo spose, conviventi, sposate da più di un decennio o causa, letteralmente venivano abbandonate dai compagni con cui magari condividevano un percorso di vita da 5, 10, 20 anni. con cui magari avevano Figl *, se non nipoti. Alla diagnosi non, parlando di sclerosi Perché è davvero difficile - Nonostante Ciò che dicono in tv o sui giornali Quando è ora dei vari Telethon e raccolte fondi - Che la disabilità che si sviluppa all'esordio poi non rientri totalmente. Ma è una malattia totalmente imprevedibile, puoi conviverci senza grossi Problemi per 20 anni e poi nel giro di un anno sei in sedia a rotelle, ipovedente o, se non completamente dipendente da qualcuno che ti deve aiutare anche a fare Pipì o lavarti i denti.

 

Ma dettagli a parte, mi sono sentita terribilmente sessista quando ho iniziato a formulare nella mia testa l'ipotesi che i maschi sono molto meno propensi delle donne di fronte alle difficoltà che una malattia qualsiasi comporta. In fondo, il giuramento matrimoniale non recita forse "in salute e in malattia"? E quella dannata formula matrimoniale non è forse la base che dovrebbe avere ogni coppia? Ma col tempo mi sono resa conto che la mia impressione non era sbagliata così. Ad un certo punto persino la mia giustificazione più solida, Quella secondo cui i maschi in genere non parlano Di queste cose, è andata frantumandosi. Perché li sento parlare di mogli, di compagne, che si sono magari stanche, sfiancate, ma restano comunque al loro fianco.

 

Non solo gli uomini sono meno propensi delle donne ad affrontare una disabilità che non riguarda loro in prima persona, ma per una disabile trovare un unico compagno che non la veda come una malata ma come una persona è peggio che riuscire a trovare e tenersi un lavoro. Conti facendo, in base alle persone che ho conosciuto io personalmente, siamo a 1 Ogni uomo 4 donne che se ne fregano se la persona verso cui hanno interesse è disabile o malata perchè la vedono come una persona, appunto, e non come una tragica vittima di un destino crudele. Ad un certo punto penso sia anche normale che noi donne malate ci mettiamo addosso una corazza che a penetrarla non basta nemmeno una trivella. Perché magari mi freghi la prima volta, forse anche la seconda, ma alla terza parto già prevenuta. Qualcun * può forse biasimarci?

 

E non ho parlato di lavoro a caso. L'INAIL verso Quella definisce le donne disabili una "Discriminazione multipla"(Non vogliatemene, ma ho apprezzato l'ironia di questa definizione per la patologia che ho). Parlando di donne sane, lavorano meno del 50%. Parlando di quelle disabili, in riferimento per lo più alle categorie protette, la percentuale del 2003 scende uno drammatico delle Nazioni Unite del 25%. che immagino e, nonostante il blocco delle assunzioni dello scorso anno non riguardi anche i disabili, a causa della "crisi" la percentuale riguardante il 2009 SIA ancora più bassa. Non sono, purtroppo, riuscita a trovare dati più recenti. Di mio, sono iscritta alle categorie protette da poco meno di un anno. E 'un anno esatto in questo periodo che cerco ossessivamente un impiego, ma la situazione dalle mie parti è completamente immobile, probabilmente già attaccata al respiratore, forse stanno già parlando se staccare la spina. Se voglio lavorare dovrò inventarmi con tutta probabilità un lavoro. Essere dipendente di me stessa, il che a dirla tutta non mi fa nemmeno così tanto schifo.

 

Quella percentuale mi ha fatta sentire sollevata solo per un breve momento, come a dire che allora non è colpa mia. Perché è questo un altro argomento spinoso. Già le donne vengono relegate in ruoli complementari nelle aziende, ruoli che normalmente sono i primi a venire silurati in tempo di crisi, hanno il doppio delle difficoltà rispetto agli uomini ad avere aumenti di stipendio e a  fare carriera. Vengono assunte con molta cautela Perché potrebbero sposarsi e di conseguenza decidere di fare le casalinghe, potrebbero avere un figlio da un momento all'altro, potrebbero volersi sacrificare per qualsiasi motivo e far passare il lavoro in secondo piano, è questo perché le donne fanno poco secondo il comune modo di vedere (in un altro articolo, l'INAIL la definisce "scarsa propensione per il lavoro"!!!). Per le donne il lavoro è un passatempo più che una necessità, Sembrano dire. E quindi quando tu vuoi Lavorare, vuoi impegnarti, vuoi osare il meglio per raggiungere un obiettivo e non ci riesci, finisci per sentirti in colpa. perchè la natura ti ha dotata di un doppio cromosoma X, di un paio di tette, a causa di ovaie, di un utero e di una vagina. Ti senti in colpa per essere nata donna, per essere una casalinga potenziale nonchè incubatrice, levatrice e crocerossina per vocazione naturale. Se non una scansafatiche.

 

Quando sei anche disabile o malata, il senso di colpa è quadruplicato. Non solo perché mettono il carico sul fatto che tu sia donna, ma ti fanno pesare anche un problema che di solito non ti sei andata cercare uno. E oltretutto ad una donna disabile,, non puoi sfruttare molto il corpo come una merce. Una paraplegica o un'ipovedente non è quel che si può definire il sogno erotico del maschio italico. A una donna che sta in carrozzina o che usa delle stampelle non puoi imporre il tacco a spillo perché è più sexy, o la minigonna, o qualsiasi altro orpello per farlo rizzare ai clienti piuttosto che al capo, perché una donna disabile deve badare prima di tutto alla propria comodità. Non può per Definizione essere un oggetto da mettere in bella mostra. La mercificazione del corpo va a farsi benedire. Il che da un lato sarebbe anche un bene, se non fosse Che all'atto dell'assunzione è una cosa di cui tengono conto. Come se una donna senza problemi psichici ma esclusivamente fisici fosse ¾ ¼ corpo e cervello, e se non puoi sfruttare i ¾ te ne fai davvero poco del rimanente.

 

L'altro problema e che se assumi un disabile * normalmente devi aspettarti che si metta in malattia più spesso che non una persona sana. Qua sta il problema del tenersi un lavoro. Vero e che le aziende e gli enti pubblici per poter usufruire degli sgravi fiscali sono obbligati uno certe modalità contrattuali, ovvero niente contratti atipici ma esclusivamente uno da tempo determinato un minimo di 6 mesi alla scadenza che se viene rinnovato deve esserlo necessariamente a tempo indeterminato ( Per i più fortunati, periodo di prova e poi indeterminato), ma non metti caso che in quel lasso di tempo la meta lo passi a casa in malattia - vera, uno shopping tariffa - non penserai mica che te lo rinnovino? Ufficialmente non possono non rinnovare il contratto per i troppi giorni di malattia, ma ufficiosamente lo fanno uno mezzo di altre scuse. E tu lo sai, ma non puoi farci molto.

 

È altrettanto vero che i furbi sono ovunque. Non avete idea delle volte che mi è stato detto di lavorare di una settimana e stare a casa le altre tre facendomi i fatti miei, e poi una multa mese portarmi a casa il mio stipendio. Alcuni disabili, pochissimi comunque, lo fanno effettivamente, gettando fango su un'intera categoria di persone che quando hanno diritto all'assegno di assistenza (una quota ragguardevole, 260 € al mese se il tuo reddito personale non supera i € 4,300 l'anno ) sicuramente non gli basta per campare. E mi incazzo, perchè io ho una dignità, perché io ho voglia di fare, di osare, di impegnarmi.

 

E mi sento anche abbandonata dallo Stato, perché le aziende che preferiscono pagare la penale per il rifiuto di assumere un disabile devono tirar fuori 14 miserissimi euro al giorno. Quando lavoravo a tempo pieno ne prendevo 35, poi dite che non gli conviene?

 

Questa panoramica, che sicuramente scenderà più nello specifico anche con guida alla sopravvivenza nel prossimo futuro, ha volutamente incentrato i problemi solo su donne con handicap fisico e non mentale. Principalmente perchè la mia conoscenza in ambito è limitata e non mi va di fornire astrazioni soliste, cifre e statistiche senza metterci del personale. Ma anche e soprattutto perché vorrei evitare di essere io a provocare conati di vomito degni de "L'Esorcista". Potete comunque Iniziare uno farvi un'idea leggendovi qualche articolo, sempre targato INAIL, una questo indirizzo. Consiglio davvero un antiemetico prima di cimentarvi nella lettura.

 

À bientôt!

 

Agnes Nutter

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

CILE54 SU FB

MEDICINA DEMOCRATICA

movimento di lotta per la salute

 TUTTO IL PROGRAMMA SU

www.medicinademocratica.org

 

Stanno provando ad ammazzare Liberazione (quotidiano di Rifondazione Comunista). Con cinica determinazione. Ogni giornale critico che chiude ci rende tutte e tutti meno liberi.

Per salvare Liberazione

Una grande sottoscrizione popolare per salvare Liberazione. Una lotta strenua contro il governo che ci nega i finanziamenti dovuti. I garanti del Fondo sono: Marco Bersani, Sergio Cofferati, Alessandro Dal Lago, Gianni Ferrara, Carla Ravaioli, Annamaria Rivera, Mario Tronti.

Il conto corrente per sottoscrivere in favore di Liberazione: Banca Popolare Etica IBAN IT11S0501803200000000333333

 

l'informazione dipendente, dai fatti

www.liberazione.it

"nel paese della bugia la verità è una malattia" Gianni Rodari

 

LOTTE

INSERTO DI Liberazione

dai luoghi del conflitto

SUL WEB

 

www.controlacrisi.org/

 

Per avere l’audio clicca qui

--------------------------

www.smemoranda.it

 ------------------------

www.caffezapatista.it

-----------------------------

Di Zen Art by Stefano Cannone (album)

Lamps (12 foto)

 

CERCA E TROVA LAVORO

Jooble  offre la sua assistenza - una ricerca comoda e facile attraverso il motore di ricerca del lavoro. Jooble è consigliato sopratutto per la ricerca del lavoro ad ampio raggio d'azione, sia nella città che nelle zone limitrofe.  Jooble Italia utilizza nei suoi risultati circa 100 siti web con le proposte più aggiornate disponibili sul mercato del lavoro! Jooble può aiutarti a classificare il tipo del lavoro che cerchi e le regioni in cui puoi trovare l’impiego. Oltre a ciò puoi ricevere tutte le proposte, di cui sei interessato, filtrate secondo delle parole chiave, mediante la sottoscrizione via e-mail.

Questo vi da la possibilità di ricevere le offerte più aggiornate disponibili sul mercato del lavoro.

Per questa ragione, se volete trovare l'impiego che desiderate ed inviare il vostro Curriculum alle migliori offerte di lavoro nel mercato delle proposte – potete utilizzare

www.joobleit.com un motore di ricerca che vi aiuta a trovare un lavoro, facendo solo qualche click! Jooble si trova in diversi punti del mondo, perciò potete cercare un posto di lavoro in Italia e in tantissimi altri paesi, tra cui: Francia http://jooble-uk.com/  Germania http://jooble-de.com/ Spagna http://jooble.com.es/  Austria http://jooble-at.com/  Svizzera http://jooble-ch.com/  Regno Unito http://jooble-uk.com/