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Messaggi del 16/05/2012

SOMMARIO SETTIMANALE 9/16 MAGGIO 2012 Clicca sul titolo del post

Post n°6377 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cile54

INSERIMENTI MAGGIO

16- Stato di agitazione Lavoratori Ospedale San Paolo di Milano. Solidarietà con i nostri colleghi in lotta

16- La satira e il sarcasmo contro il potere aiuta a scordare che siamo comunuqe coinvolti anche se ci crediamo assolti?

16- Storie di nuovo precariato.Iintervista sulle dinamiche particolari di sfruttamento dnetro un supermeercato

16- Donna migrante muore in commissariato a Trieste. La tragedia pone ancora una volta il tema dei suicidi e degli atti di autolesionismo nelle carceri, nei CIE e nelle caserme

15- La ristrutturazione postmoderna del capitalismo ci ributta a in un sitema piramidale di poteri faraonici assoluti e violenti

15- A Torino ogni anno la rassegna cinematografica che fa il punto sulla salute del pianeta sottoposto alle violenze del mercato

15- Libri & Conflitti Lavoro vivo. Storie dal mondo del lavoro, quel mondo che il potere ha represso rendendolo clandestino

15- Si pensa all'esercito contro il dissenso di massa? Scarso autocontrollo da parte di un potere arrogante ma traballante

14- Bisogna ammettere che il signore delle banche è riuscito benissimo a spalmare i cumuli di schifezze di buffone di corte

14- Diciannove leggi degli anni ’70 che hanno dato forma al nostro stato democratico. oggi maltrattato e in via di distruzione bipartisan

14- Aborto: aumenta le immigrate mentre cala drasticamente da anni tra le italiane, ma aumentano gli obiettori tra i ginecologi e gli anestesisti

14- Marcia antiabortista. Con gli integralisti della violenza contro le donne e i fascisti sfila anche Alemanno, senza rispetto per le Istituzioni

13- Un popolo sottosposto da invasori a sevizie di massa, metà imprigionato e metà alla fame. Il "mondo libero" acconsente!

13- Migranti in europa occidentale. Uno studio condotto in Francia, attraverso un gioco, legge anche la realtà italiana

13- Dimostrata la correlazione tra bisfenolo e tumore del seno. Il business delle acque minerali minaccia la salute

13- Ieri al corteo della Federazione della Sinistra contro il governo Monti anche chi sostiene i disabili e le loro famiglie

12- Monti è un sobrio killer contro il diritto al benessere di massa. Bada al sodo, non come Silvio la pecora nera della famiglia

12- Questa è l'Italia oggi. Rastrellamento di in fabbrica, un fatto gravissimo e del tutto illegale perché dentro l’Alfa vi sono i locali del Consiglio di Fabbrica

12- Un libro rilegge l’immigrazione eritrea e le condizioni di vita – nonché i vissuti – delle immigrate eritree in Italia

12- Dal fascismo al berlusconismo, coadiuvato dal leghismo, pare che siamo un popolo di creduloni senza soluzione di continuità

11- Crisi o non crisi, i pesci piccoli, quelli senza potere o coperture di potere economico e militare, resteranno sempre creduloni?

11- Intervista a Ugo Mattei, uno dei molti intellettuali per i beni comuni alla manifestazione della Federazione della Sinistra

11- Il sistema degli affari non prevede il dissenso. Gli negano il permesso di lavoro, un No Tav da oggi in sciopero della fame

11- Giovani vite precarie, usa e getta, appaltate al sistema capitalista "Merce giusta". Storia di una visual merchandiser

10- Le banche al governo? Come se consorzi di usurai e bande di taglieggiatori uscissero dai covi per sostituire un sindaco eletto

10- Sabato in piazza contro il Governo delle banche, per costruire quel movimento sovra - nazionale che manca in Europa

10- In un libro "Un super tecnico indaga su Seveso e la sua eredità di bugie". Vale la pena leggerlo e diffonderlo.

10- Tassa su chi non produce. Centocinquant'anni dopo rieccola comparire, questa volta contro la disabilità

9- Il terrorismo mediatico dei media, asseviti ai poteri politici ed economici, contro il dissenso spara alla democrazia

9- Aborto e legge 194, quando un tema di salute e di dignità della donna viene visto come un'affare. Lo pensa il 77% degli italiani

9- Animali operati con dosi insufficienti di anestesia, lasciati nelle gabbie, denutriti e picchiati.

9- Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi): i Cittadini con disabilità hanno visto crollare i loro punti fermi

9- No TAV. Giorgio Rossetto dal carcere di Saluzzo. Le parole della ragione contro i fatti degli affari

9- Addio a un compagno, intellettuale comunista, E’ morto Stefano Tassinari, Scrittore e giornalista.

9- Oggi sedersi dalla parte del torto, senza conoscerlo, è uno sport di tanti novelli cavalieri. Dopo Bossi, ecco Grillo

SOMMARIO SETTIMANALE 9/16 MAGGIO 2012 

SOMMARIO SETTIMANALE 1/8 MAGGIO 2012

 
 
 

Stato di agitazione Lavoratori Ospedale San Paolo di Milano. Solidarietà con i nostri colleghi in lotta

Post n°6376 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cile54

OSPEDALE SAN PAOLO: UNA DIREZIONE FORTE COI DEBOLI E DEBOLE COI FORTI

 

Tempi di attesa. Tre cittadini su quattro che si rivolgono al Poliambulatorio dell’Ospedale San Paolo hanno tempi di attesa di oltre un mese.

Questo è quanto emerge da un’inchiesta condotta recentemente dal nostro Comitato.

Molto più lunga è l’attesa di chi prenota un intervento che prevede il ricovero: in certi casi oltre un anno!

Ben diverso è il trattamento riservato a chi è disposto a pagare: per lui l’attesa si riduce a meno di una settimana!

 

Spese necessarie e spese inutili. Esiste dunque un doppio canale per chi utilizza il servizio ma, da parte della Direzione dell’Ospedale, esiste anche un doppio criterio di utilizzo delle risorse pubbliche (che, non dimentichiamolo, sono soldi nostri). I cordoni della borsa si allargano per pagare cifre astronomiche di affitto al proprietario della palazzina che ospita il Dental Building in via Beldiletto, quando non sarebbe difficile trovare posto per quella struttura all’interno dell’Ospedale che ha molti spazi inutilizzati. Non si bada a spese nemmeno per assumere guardie armate: ci piacerebbe sapere che cosa queste guardie devono difendere e da chi.

Sono solo due esempi ma ne potremmo citare molti altri.

Impegni trascurati, scelte discutibili. I soldi vengono improvvisamente a mancare quando si tratta di mantenere in efficienza le apparecchiature e i macchinari o quando si devono completare i lavori nei locali di via Ovada donati all’Ospedale dal Comune e destinati al Centro per la cura dei bambini autistici. Mentre invece 80 mila euro si sono trovati e spesi per due posti letto per ospitare detenuti in regime di 41bis militarizzando un intero settore dell’ospedale con conseguenze gravi per il funzionamento della struttura.

 

E dove si va a risparmiare? I soldi non ci sono per ridurre i tempi di attesa scandalosamente lunghi e nemmeno per garantire un’equa retribuzione ai dipendenti. Per i quali, trascurando persino il minimo di rapporto con i loro rappresentanti, si tagliano competenze già concordate.

Noi cittadini utenti condividiamo le ragioni dei lavoratori dell’ospedale che sono in stato di agitazione. La loro lotta coincide con la nostra per la difesa della sanità pubblica, e contribuisce alla difesa della sanità pubblica perché la malattia non diventi un lucroso affare per pochi furbi.

Questa vertenza è anche la nostra!

 

E inoltre, una sordità inquietante. La nuova direzione ha inoltre preso un brutto vizio, quello di non rispondere neppure alle lettere con cui abbiamo denunciato altri inconvenienti e altre disfunzioni, alcune delle quali di notevole gravità. Questo ci sembra un atteggiamento preoccupante che non siamo disposti a tollerare e che, del resto, fa il paio con l’atteggiamento di chiusura manifestato nei confronti delle Organizzazioni sindacali che sono così costrette a proclamare l’attuale stato di agitazione.

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Evoluzione situazione San Paolo dopo intervento RSU Ospedale  alla seduta del Consiglio di Zona 6

Venerdì 11 maggio, l'assemblea generale dei lavoratori del San Paolo ha votato lo sciopero generale aziendale, per il quale nella stessa giornata  sono state avviate  le previste procedure, dopo l'esito negativo delle trattative.

Nelle prossime settimane, che precederanno lo sciopero, è stata decisa  la prosecuzione del presidio in ospedale a partire da lunedì 14/5 ed altre  iniziative all'esterno, con invito alla partecipazione a cittadini e realtà  della zona.

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COMITATO PER LA DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA SUD MILANO

Via Ovada 1 c/o Migrazione Uguaglianza

Per chi volesse mettersi in contatto con il Comitato può contattarci a: e-mail :v sanitasudmilano@libero.it cell. 339.2485076 -

346.7860754

 
 
 

La satira e il sarcasmo contro il potere aiuta a scordare che siamo comunuqe coinvolti anche se ci crediamo assolti?

Post n°6375 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cile54

Tutti zitti... e con gli ombrelli chiusi!

 

 

Storia semiseria di un Paese che un giorno potrebbe decidere di tassare anche le parole - unico patrimonio rimasto - e in particolare parole come "persone con disabilità", categoria "di lusso", perché, come scrive Giorgio Genta con il consueto sarcasmo, «oggi è davvero un lusso essere Cittadini con disabilità»! In altre parole, di fronte all'attuale situazione del nostro Paese, ove lo Stato Sociale sembra ormai vicino allo smantellamento, è meglio provare almeno a sorridere

 

Scaricare su chi comanda la responsabilità di ogni misfatto è un'antichissima tradizione ben connaturata nella natura umana. Dal Faraone d'Egitto agli Imperatori Romani, dal Granduca di Toscana ai Governi Piemontesi dell'Ottocento, tutti i potenti di turno sono stati destinatari dell'amaro sfogo del popolo oppresso che li ha ritenuti - talvolta a ragione - responsabili delle loro sciagure, comprese quelle meteorologiche.

Oggi - alla disperata ricerca di nuovi introiti atti a placare l'insaziabile fame del dio Moloch "Bilancio in Pareggio" - il "Governo dei banchieri" (pardon, dei tecnici) è alla famelica ricerca di nuovi cespiti occulti da colpire con un'"iperadeguata tassazione" e dicono abbia avuto una degna pensata: perché non tassare le parole, unico patrimonio rimasto agli italiani?

Sarà una tassazione progressiva, nel senso che colpirà secondo l'età: assai poco i giovanissimi, che si dice abbiano un vocabolario di 2-300 parole buone ad ogni uso, molto di più gli attempati amanti del bel linguaggio prolisso, che spaziano sui 3-5.000 vocaboli. Verrà poi introdotto un coefficiente di moltiplicazione (pare il vetusto "pigreco"), che farà lievitare il balzello in relazione alla citazione di detti o proverbi famosi.

Un esempio ? Il celeberrimo «Piove, governo ladro!» sarà soggetto all'aliquota base del 33%, maggiorata del 75% per la tassa sugli atteggiamenti ostili al Governo e gravato di un'accisa di sette centesimi, parzialmente a favore dei terremotati di Messina del 1908...

 

Ma c'è di meglio, cioè di peggio: "persona con disabilità". Il termine "persona", infatti, comporterà un'aliquota del 52% (quella media attuale!), mentre l'appellativo "con disabilità" - che indica una categoria di particolare distinzione (direi quasi "di lusso", perché oggi essere Cittadini con disabilità è davvero un "lusso" che non tutti si possono permettere!) - sarà oggetto di una sovrimposta del 98%, pagabile in dodici rate.

Dimenticavo: ci sarebbe - il condizionale è d'obbligo, essendo ancora aperta la discussione sul caso specifico - un contributo di solidarietà del 33% a favore delle "persone senza disabilità" (Consiglieri Regionali e Parlamentari compresi), che un sì bell'appellativo non se lo possono permettere...

E se poi oltre a dire «piove, governo ladro!» aprirete davvero l'ombrello, sarete colpiti dall'"Una tantum sull'apertura delle apparecchiature atte a contrastare gli effetti degli agenti atmosferici", nonché dalla speculare tassazione "di chiusura"...

E quindi, tutti zitti e con gli ombrelli chiusi!

 

Giorgio Genta

15 maggio 2012 www.superando.it

 
 
 

Storie di nuovo precariato.Iintervista sulle dinamiche particolari di sfruttamento dnetro un supermeercato

Post n°6374 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cile54

Sfruttamento e ricatti tra banchi e carrelli

 

Si chiama Giulia ed è una visual marchandiser di Roma.

Lavora nei supermercati e ogni giorno si adopera per ottimizzare tutte le possibilità offerte dalla vendita visiva in qualsiasi spazio vendita, grande o piccolo che sia. Deve valorizzare al meglio i prodotti dell’azienda per cui lavora e di conseguenza il reparto, i punti vendita facendo in modo che gli articoli dell’azienda per cui è lì siano esattamente nel posto giusto e al momento giusto. E, questione da non sottovalutare, anche al prezzo corretto. Deve fare in modo che le merci siano collocate in modo adeguato all’interno del punto vendita perché questo serve ad avvicinare il cliente al prodotto soddisfacendo il suo bisogno di acquisto e consentendogli, inoltre, di trovare con facilità quello che cerca in un luogo ricco di prodotti che rischia, molto spesso, di diventare un posto di puro caos. Gli acquirenti in questo modo vengono aiutati, si destreggiano bene perché diventano autosufficienti attraverso la facilità di lettura dello spazio visivo. E il personale di vendita, inoltre, grazie a questo lavoro è minore e quindi le spese vengono ridotte.

Come sei diventata visual marchindiser?

Ho una laurea in Scienze della Comunicazione. Per anni ho lavorato come hostess, nei settori commerciali di varie aziende. Attualmente sono le posizioni più semplici da trovare perché sono attività che portano direttamente denaro alle aziende. Così il lavoro non te lo leva nessuno.

Con quale forma di contratto lavori?

Ho un contratto a tempo determinato per un anno, la cui retribuzione risulta pari a quella di un part time: 1000 euro nette.

E la realtà?

La realtà è che dal lunedì al venerdì lavoro dalle 6-8 ore al giorno. Talvolta mi trovo anche costretta a recuperare il sabato. Il mio è un part time che non tiene conto e nel modo più assoluto degli spostamenti quotidiani legati al mio impiego, ma solo ed esclusivamente delle ore che trascorro nei punti vendita.

Altre complicazioni?

Il rimborso spese per la benzina che mi spetta secondo contratto è pari a 0, 24 centesimi al litro. Di questa quantità 0,12 centesimi sono destinati al km per la benzina e le restanti 0, 12 sono invece la cifra stabilita per l’usura della macchina. Ma la benzina è arrivata a 1,800 euro al litro, a 1,900 euro al litro e questi, a quanto pare, tuttavia sembrano particolari, seppur non indifferenti, che devono interessare solo me, il mio povero portafogli e la mia utilitaria.Secondo contratto a me e ai miei colleghi non è prevista né la tredicesima, né la quattordicesima. Comunque, per utilizzare l’espressione dei miei capi, sono state spalmate nel nostro stipendio mensile.

Che tipo di legame esiste tra agenzia interinale multinazionale? Come vi permette di lavorare? Esistono dinamiche particolari di sfruttamento a vostro danno? Che favoriscono l’agenzia interinale, intendo, contro il vostro interesse.

Sono pagata dall’azienda e anche le note spesa finiscono alla multinazionale. Per questo l’agenzia non si fa scrupoli se vengono pompate. Ci danno un massimo di budget per le chiamate al cellulare, perché pagano loro, ma per la benzina, non battono ciglio: la nota spesa, del resto, ribadisco, va all’azienda. Secondo le disposizioni dell’agenzia interinale quando ci ritroviamo alle riunioni con l’azienda non dobbiamo mai parlare del nostro compenso né di altro che abbia attinenza con il nostro contratto. Mi è sembrato curioso all’inizio. Ma solo in principio. Poco dopo infatti non sono mancate le occasioni in cui, da diverse affermazioni rilasciate dai capi della multinazionale che ci vengono a trovare ai briefing, abbiamo dedotto che ci spetterebbero non solo i buoni pasto, ma anche un corrispettivo che, comprensivo di note spesa, si dovrebbe aggirare intorno ai 2600 euro. Ben 1600 euro di quanto recepisco ogni mese.Spesso l’agenzia interinale “ci chiede dei favori”.

Ovvero?

Chiama noi visual marchandiser che abbiamo contratti esclusivi con la multinazionale e ci chiede altre prestazioni remunerate sottraendoci così tempo al nostro impiego. Chiaramente lo chiede specificando l’assoluta discrezione verso la multinazionale con cui abbiamo il contratto. Ci chiede di eseguire altre prestazioni senza dirlo all’azienda. Noi, tuttavia, ci sentiamo sempre quasi costretti a soddisfare la loro richiesta.

Perché?

Perché quello con l’agenzia interinale è un rapporto di lavoro che occorre mantenere saldo per il futuro. È lei difatti a trovarci l’impiego. Ma questa sfaccettatura del mio lavoro, nonostante tutto, è un gran rischio e una scocciatura non indifferente: ogni volta che eseguo altre prestazioni per l’agenzia interinale vivo nel timore di incontrare qualche capo dell’azienda per cui lavoro e, nel caso in cui inciampassi in questo, la catastrofe sarebbe immediata: lui difatti mi troverebbe a fare altro e non a lavorare per l’azienda. La scocciatura tuttavia resta nell’impossibilità di rifiutare un piacere all’agenzia.

Perché? A cosa andresti incontro?

Farlo significherebbe compromettere la possibilità di lavori futuri e dunque l’unico comportamento che riesco ad assumere rispecchia quello di una donna che vive nella volontà di non perdere un contatto di lavoro che possa esserle utile a lungo termine.

Isabella Borghese

15/05/2012

 
 
 

La tragedia pone ancora una volta il tema dei suicidi e degli atti di autolesionismo nelle carceri, nei CIE e nelle caserme

Post n°6373 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cile54

A Trieste mele marce e cuori neri, come si muore in un commissariato

 

C'è di tutto in questa storia orrenda: il razzismo e la violenza delle istituzioni e delle leggi, lo spirito di corpo e la normalità con cui una morte passa in secondo piano, i sequestri di persona istituzionalizzati, la nostalgia mussoliniana e l'indifferenza di fronte ad una lenta agonia. Oggi a Trieste il movimento antirazzista, la società civile, le forze sociali e politiche che non accettano questa logica, chiedono verità e giustizia.

 

È accaduto un mese fa, il 16 aprile ma evidentemente la notizia non meritava sufficiente attenzione da parte degli organi di informazione nazionali. È accaduto a Opicina, provincia di Trieste in una stanza del commissariato. Alina Bonar aveva 32 anni, era stata scarcerata 2 giorni prima, dopo una sentenza di patteggiamento per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione “clandestina”. Per la legge risultava libera ma era stata prelevata da una volante e, su disposizione del responsabile dell’ufficio immigrazione Carlo Baffi e reclusa nella stanza di controllo del commissariato, in attesa di provvedimenti del questore e dell’udienza davanti al giudice di pace, peraltro né fissata né tantomeno richiesta. Si era ritrovata ancora in un carcere, probabilmente con il timore di venire portata in un Cie, secondo i primi rilievi avrebbe utilizzato una cordicella per impiccarsi ad un termosifone. È morta dopo quaranta minuti di agonia, ripresa da una telecamera di sorveglianza che dava su un monitor a cui nessun piantone ha trovato il tempo di dare un’occhiata. «Eppure – racconta Gianfranco Schiavone, (Asgi e ICS) – che Alina fosse in condizioni di particolare vulnerabilità era noto a tutti. Durante la detenzione aveva compiuto numerosi atti di autolesionismo. Le autorità competenti compreso il prefetto e il questore, avrebbero dovuto verificare attentamente la situazione, sottoporre la donna a visite mediche, magari sospendere o dilazionare l’eventuale allontanamento. Non in base ad una discrezionalità ma nel rispetto della normativa. Ciò che stupisce è l’automatismo cieco del provvedimento». Ma non basta, quando ieri mattina il pm Massimo De Bortoli si è presentato al commissariato con una decina di finanzieri e due agenti di polizia per perquisire gli uffici, per effettuare una perquisizione e comunicare al funzionario che era stata aperta a suo carico un indagine per sequestro di persona e omicidio colposo, il quadro si è fatto ancora più fosco. Sono stati rinvenuti 49 fascicoli originali relativi a cittadini immigrati che sono stati illegalmente trattenuti in una cella, chiusi a chiave, anche per 4 giorni, in attesa che venisse convalidata una udienza davanti al giudice di pace per definire l’allontanamento o l’espulsione, ovviamente forzata e spesso con trattenimento in un Cie. Tanto l’ufficio quanto l’abitazione del funzionario sono stati perquisiti e il materiale ritrovato offre un chiaro spaccato della sua personalità: un fermacarte con il fascio littorio, un cartello con l’immagine del “duce” e la scritta “Ufficio epurazione”, busti e manifesti raffiguranti Mussolini, materiale variegato di propaganda fascista, antisemita e razzista, volumi come il “Mein kampf”, “Come riconoscere e spiegare l’ebreo”, “La difesa della razza” persino “La questione ebraica” di Marx, libro probabilmente acquistato unicamente per il titolo. «Fare piena luce sulle circostanze connesse alla tragica morte di una cittadina ucraina avvenuta nel Commissariato di Opicina». Questo il titolo dell’interrogazione rivolta il 20 aprile al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia dai consiglieri regionali di Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, Roberto Antonaz e  Igor Kocijancic, secondo cui: «Visto che dalle informazioni riportate sulla stampa emerge che la cittadina straniera morta in circostanze misteriose sia stata condotta al Commissariato  di Opicina per essere portata al CIE di Bologna, in attesa di essere rimpatriata in Ucraina, nonostante i suoi familiari vivessero a Milano;    appreso che uno stato di grave depressione aveva già spinto la donna ad un tentativo di suicidio in carcere; sottolineato che la tragedia pone ancora una volta il tema dei suicidi e degli atti di autolesionismo nelle carceri, nei CIE e  nelle caserme di cittadini italiani e stranieri; nella convinzione che la morte della giovane donna pone interrogativi ai quali è necessario dare una risposta,chiarendo quali siano le condizioni nelle quali viene effettuato il rimpatrio forzoso dei cittadini stranieri e quali siano in concreto i diritti garantiti agli stranieri trattenuti, i sottoscritti consiglieri regionali interrogano il Presidente Tondo per conoscere se durante il trattenimento siano stati messe in atto tutte le misure atte ad evitare atti di autolesionismo da parte di una donna segnalata  come soggetto a rischio; se l’interessata avesse manifestato il timore di incorrere in gravi pericoli una volta rientrata in patria; se fosse stata messa nelle condizioni  di chiedere eventualmente diritto di asilo, garantendo una informazione adeguata ed una mediazione linguistica». La vicenda sta in questi giorni animando il dibattito a Trieste, via via che emergono particolari sulle modalità di trattenimento in questura che difficilmente possono essere scaricate su un unico funzionario. Oggi alle 17 davanti alla questura del capoluogo giuliano, si tiene un presidio di protesta indetto da alcune realtà di movimento e in cui sarà presente anche il Prc. Nella lettera di richiesta di adesione alla manifestazione si invita la cittadinanza a partecipare per:«Esprimere questa repulsione, per porre delle domande precise al questore dal quale pretendere delle risposte precise, per pretendere che Baffi non resti a dirigere l’ufficio immigrazione. Per dire forte che questo “sistema” deve cessare immediatamente, che ci ripugna essere i guardiani armati della Fortezza Europa, nessun essere umano è illegale, che banditi debbono essere il razzismo, i sequestri, la ferocia […] Noi restiamo umani. Già restiamo umani in un tempo dalla viva disumanità».

Stefano Galieni

15/05/2012 www.controlacrisi.org

 
 
 
 

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Giorgiana Masi

Roma, 12 maggio 1977

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