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Creato da radi.o il 03/10/2008

le due anime

la coabitazione

 

 

La Nazionale multietnica e i vaneggiamenti razzisti

Post n°19 pubblicato il 18 Novembre 2010 da radi.o

 
di Mauro Evangelisti

C'è parecchia confusione nelle teste dei cretini. Per Italia-Romania si è prodotto

un ingorgo di vaneggiamenti razzisti: i romeni, spesso vittime di odio xenofobo,

fanno buu a Ballotelli per poi passare a uno generalizzato per tutti gli azzurri;

una piccola rappresentanza dei tifosi della Nazionale bueggiano - fanno buu

e sembrano buoi - contro Ballotelli e contro l'idea di una Italia multietnica e

poco importa se, come è normale, in Italia vi sono da anni servitori della

Patria di colore, che rappresentano il nostro Paese con la divisa dei Carabinieri

o dell'Esercito: la maglia di quella che è pur sempre una squadra di calcio,

secondo loro, non la dovrebbero indossare. E mentre si deve inseguire un

ripetitivo dibattito dettato da pochi ci si ricorda di Italia-Serbia, di quello che

combinarono i gruppi organizzati dei tifosi serbi, ai legami fra il calcio e violenza

razziale e politica. Ci sono un recente passato e le tragedie causate dall'odio

etnico e razziale che ci spiegano come il problema non sia davvero una Nazionale

dai molti colori e dalle molte origini.

www.il messaggero.it novembre 18 2010

 
 
 

La insultavano, ragazzina romena tenta il suicidio

Post n°18 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da radi.o

padovaSi butta dal primo piano. Il rappresentante della comunità:«Le dicevano che puzzava»

 

PADOVA - Una ragazzina romena finisce all’ospedale dopo un volo dalla finestra del primo piano della sua abitazione e il presidente dell’associazione Alleanza Romena, Adiran Teodorescu, punta il dito contro l’ambiente scolastico dove la tredicenne sarebbe stata al centro di battute e umiliazioni da parte dei compagni. Nei suoi confronti, dice il presidente, sarebbe stata usata anche la frase «tu puzzi da romena» È una storia dai contorni ancora incerti, accaduta una settimana fa e che sarà al centro di accertamenti da parte della dirigenza scolastica, a cui non sarebbero mai arrivate notizie di discriminazione dei confronti della giovane, ma a renderla nota è stato lo stesso Teodorescu che, sulla base di colloqui avuti con i genitori della studentessa, parla di una ragazzina che da una settimana è ricoverata all’ospedale e di possibili esposti alle autorità scolastiche e alla stessa procura della Repubblica. Secondo quanto riferito dal presidente dell’associazione romena, le possibili ragioni del suo gesto potrebbero essere legate al fatto che fin dall’inizio dell’anno scolastico nella nuova classe, in un paese del padovano, la giovane sarebbe stata trattata male.


27 gennaio 2010

www.corriere.it  - veneto

 
 
 

mad world

Post n°17 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da radi.o

 
 
 

Non siate così rapidi a condannare l’Italia

Post n°16 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da radi.o

Articolo di Società cultura e religione, pubblicato lunedì 4 gennaio 2010 in Gran Bretagna.

[The Guardian]

Mi dispiace molto che Martin Kettle abbia cambiato idea sull’Italia e abbia quasi deciso “di non metterci più piede”. Temo che così facendo negherà a se stesso l’opportunità di andare oltre quella sindrome del “vedere solo ciò che vogliono vedere” che giustamente condanna nel suo articolo.

Credo che egli dovrebbe, invece, visitare l’Italia più spesso perché la sua riflessione era piena degli stereotipi più comuni sul mio paese. Si renderebbe conto velocemente di quanto sia inappropriato trarre conclusioni tanto drastiche basandosi su resoconti di racconti altrui. Troverebbe altre storie da raccontare. Adotterebbe probabilmente un linguaggio più sfumato. Per lo meno, avrebbe evitato riferimenti inutili a grandi italiani come Dante e Verdi, che sono completamente fuori luogo nel suo articolo.

Sottolineo questo punto perché credo che questioni complesse e delicate come immigrazione e razzismo richiedano un’analisi più sobria ed attenta. In Italia c’è un dibattito acceso su questi argomenti. Molti italiani hanno sofferto nel non troppo lontano passato il dolore di vivere all’estero, non sempre nelle migliori condizioni, quindi sappiamo di cosa stiamo parlando.

Oggi, invece di esportare manodopera, ne abbiamo bisogno. Probabilmente non abbiamo ancora afferrato in pieno tutte le conseguenze di un tale repentino cambiamento di direzione. Ci vuole tempo e dev’essere completamente accettato da tutta la popolazione, ad ogni livello. Credo che sitamo facendo del nostro meglio per rispondere a queste sfide in maniera completa, affrontandone tutti gli aspetti ma, soprattutto, rispettando i diritti umani e lo stato di diritto.

Non nego che stiamo incontrando dei problemi, ma aggiungerei “come chiunque altro”. Stiamo cercando il supporto dei nostri partner nell’affrontare i flussi di immigrazione clandestina che prendono di mira l’Italia come punto d’accesso più vicino all’Europa. Sarebbe bene essere prudenti prima di giudicare l’Italia nella sua interezza. Insultare un intero paese (”corrotto, depravato, razzista e anarchico”) rappresenta un’azione eccessivamente emotiva e, mi dispiace dirlo, piuttosto deplorevole.

Sono fiducioso che Martin Kettle, rileggendo il suo articolo, si pentirà del suo brusco atteggiamento da “fine di una storia d’amore”. Meritiamo più rispetto.

[Articolo originale "Don't be so ready to damn Italy" di Giovanni Brauzzi]

 
 
 

L'INFORMAZIONE

Post n°15 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da radi.o

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