ROSSO DI SERA
FARO' IL GIRO DELLE INNUMEREVOLI STANZE, E IN OGNUNA DI ESSE... APRIRO' UNA FINESTRA
BE YOURSELF
Perchè voler sembrare straordinari, quando si può essere se stessi?

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Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
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Come Salvarsi La Vita
1. Eliminare i sensi di colpa. 2. Non fare della sofferenza un culto. 3. Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro). 4. Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo. 5. Fidarsi della gioia. 6. Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte. 7. Prepararsi ad avere ottantasette anni.
Erica Jong
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Scommetto che lo sapevi! IhIhIhIhIh… Ma se proprio non lo sapevi… SALLO!!!
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La realtà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va. Vivo per mangiare questa bestiaccia altrimenti muoio di inutilità. La realtà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va. Noi ci liberiamo, ci buttiamo nell'amore senza falsi moralismi la realtà è più avanti. La realtà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va. Noi ci critichiamo, ci guardiamo dentro lucidi e coscienti la realtà è più avanti. La realtà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va. Noi analizziamo, noi mangiamo Storia, siamo militanti la realtà è più avanti. Noi scendiamo in piazza siamo democratici, siamo antifascisti la realtà è più avanti. Siamo sempre indietro, la realtà è più avanti siamo sempre indietro. La realtà è un uccello che non ha memoria devi immaginare da che parte va.
Giorgio Gaber |
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…e si inizia con il tempo benedetto e creduto eterno dell’Amore, dell’appartenenza quale stato emotivo preponderante, di una quasi ingenua dedizione totale, di un coinvolgimento che tocca prevalentemente il cuore. Segue il tempo possente e fiammeggiante della Passione, quasi un’esplosiva rivelazione portatrice di energia, e di conferma della propria sessuale maturità. Poi… forse quasi incredibile e inaspettato arriva il tempo più contratto della Trasgressione, di quel riconoscersi e accettarsi nella piena totalità delle proprie fantasie, comprese le punte di qualche esaltante follia. Tra un tempo e l’altro, un’alternanza di periodi spenti. Tempi di dolore e di buio, o di una neutra e smorta e difensiva anaffettività. Alla fine del percorso, in quella mescolanza di Bianco, di Colore, di Nero, l'arrivo a una compiuta identità sentimentale e sessuale. Un Io consapevole e rafforzato che, avendo assorbito emozioni sia positive sia negative, ha acquisito la capacità di poter diventare cangiante nell’assecondare qualsiasi luce futura lo dovesse illuminare. Poiché i colori dei cieli e degli inferni – quel grandioso e difficile senso della vita - si possono intensamente comprendere, e assorbire o neutralizzare, solo accettando d’attraversarli.
(Giulia_live)
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Post n°1020 pubblicato il 15 Maggio 2013 da Giulia_live
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Questa volta non c’è due senza tre. La prima volta “Il grande Gatsby” lo incontrai al cinema, tra gli anni ’80 e ’90, con il magnifico film interpretato da Robert Redford e Mia Farrow. La seconda volta lo incontrai qualche anno fa leggendo il libro con cui Francis Scott Fitzgerald mise in luce i costumi, le virtù e i vizi della rampante società dell’epoca: tra il 1920 e il 1930, anni del jazz e dell’Art Déco. Un tuffo, quindi, nell’epoca d’oro di un’America che riversava nella magnificenza e nello sfarzo degli abiti, delle auto, dei gioielli, delle memorabili feste, delle principesche residenze, il benessere dato da un nuovo straordinario sviluppo economico. Da domani, al cinema potrò nuovamente vedere “Il grande Gatsby”, questa volta interpretato da Leonardo Di Caprio e da Carey Mulligan. La magnificenza degli abiti di questo nuovo film… sarà interpretata da due prestigiosissime griffes italiane.
(Giulia_live)
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Essere altro. Essere un’essenza immersa in un universo fluidamente dilatabile, liberamente immaginario, stupendamente onirico. Nessun limite spazio-temporale. Per involucro, una cangiante e incorporea immagine, fluttuante nel vento. Nell’assenza di ogni voce umana, nella realtà naturale ed essenziale di una perfetta solitudine. Attorno, la straordinaria musica del Creato.
(Giulia_live)
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Si può fare un upgrade al cervello? O magari potenziare un po’ la memoria, come con la RAM del PC? Giusto quel che serve per non continuare a perdere di vista che… arriva il giorno in cui mi scade la presentazione del 730, l’assicurazione casa, il bollo dell’auto… e simili voci varie! Sgrunfffff!!!!
(Giulia_live)
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Amo le comodità, eppure in me vive anche uno spirito gitano. Amo vivere in una città in perpetuo movimento, ma ho bisogno anche di tuffarmi nel rallentato silenzio del mare, di un bosco, di una cima innevata. Amo stare in compagnia, tuttavia ho bisogno anche della solitudine. Amo essere felice, ma proprio attraversando una lunga totale infelicità imparai come si fa a non farsene schiacciare. Amo in particolare le persone sagge, allegre e generose di sé, ciò non toglie che serenamente accetto non tutti possano essere esattamente come piace a me. Nel tempo anche il mio apparato emozionale ha mostrato le sue punte più estreme, e ciò mi permette, ora, di trovare una sintonia sia con chi corre sia con chi va lento, sia con chi è colorato sia con chi è cupo, rispettando l’altrui libertà d’essere se stessi anche mostrandosi nei loro peggiori momenti. Il mio equilibrio sta dentro questo mix… in quest'essere consapevole che non c’è mai soltanto luce, oppure soltanto buio. Equilibrio in cui posso trovare interessanti e colorate vie di fuga, per sfuggire a volte a una greve malinconia. Poichè sempre ho presente che attorno a me c’è un mondo intero: vivo e pulsante, e le sue meraviglie - una divina benedizione - sono infinite.
(Giulia_live)
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*** Si ha bisogno di felicità, per vivere. Che sia poca, che sia tanta: o che di essa vi sia almeno la speranza. Ognuno la cerca in oggettività assai diverse tra loro: le più comuni sono bellezza, successo, ricchezza, salute, potere, amore. Credo, tuttavia, che sia sbagliato aspettarsi che solo altri, o esterne oggettività, possano esserne la fonte. Perché la felicità sta dentro di sé, deriva dall’avere grandi valori. È la congenita e coltivata capacità di cercare e di apprezzare solo ciò che dà senso e compiutezza alla propria vita, e di saper accettare anche le più dure condizioni che la vita stessa può riservare. È la congenita e coltivata tendenza a essere aperti, senza pregiudizio, a tutto ciò che esiste al di fuori di sé. (Giulia_live)
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*** . Amatissimo Leopardi. Ma pur amando la poesia, praticamente da sempre... ...ad amare la sua poesia ci giunsi tardi. Come molti, incontrai "L'Infinito" a scuola. A quel tempo non solo non mi emozionò, non fece esplodere in me alcuna visione, nulla sentii che andasse oltre il dovere di studiarla, piuttosto ebbi quasi in uggia sia Giacomo Leopardi sia la sua malinconia. Altri erano, allora, i miei gusti poetici: amavo J. Prevert, P. Neruda, G. Ungaretti, U. Saba, S. Quasimodo, F.G. Lorca... ...e, vista l'età, il mondo che cercavo era quasi tutto al di fuori di me mentre ancora ero poco avvezza a cercare un dialgo con la mia interiorità. Oggi desidero riproporla qui, questa meravigliosa poesia. Perchè negli anni, rileggendola e rileggendola, i suoi versi sono diventati pura emozione... . (Giulia_live) *** . L'Infinito . Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.
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Sperare poter essere visti come veramente siamo da chi ci vive accanto: dopo esserci espressi con molteplici comportamenti e gesti perfino eclatanti, dopo aver profuso innumerevoli chiarissime parole. Che emerita cretinata. Non si giungerà a capirsi vicendevolmente, in un modo che sia vicino a una completezza, neppure dopo essersi baciati mille volte, neppure dopo aver vissuto un’intera vita assieme.
(Giulia_live)
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Post n°1012 pubblicato il 29 Aprile 2013 da Giulia_live
Omar Borkan al-Gala cacciato dall’Arabia Saudita perché ‘troppo bello’
* “Troppo affascinanti e sexy, potrebbero indurre in tentazione le donne”. Questo il motivo per cui tre ragazzi degli Emirati, tra cui il fotografo di moda e attore Omar Borkan al-Gala, sono stati espulsi dall’Arabia Saudita. Allontanati di forza dalla polizia di Riyad dal Jenadrivah Heritage & Cultural Festival (una kermesse annuale che si tiene nella Capitale saudita, dove stavano allestendo un padiglione), i tre giovani sono stati poi riconosciuti dalle autorità religiose come ‘rei’ di essere troppo belli ed espulsi dal Paese con sentenza della Commissione per la prevenzione del vizio. Fonte: frontierenews.it
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Ho voglia di cambiare pianeta. Ho voglia di un mondo pulito. Via da questa Babele! Via da questo paese dove ormai da gran tempo le infinite parole zampillanti nei discorsi, negli scritti, nelle urla delle piazze sono diventate quasi prevalentemente voce di egocentrismi e d’interessi di parte, seminando incomprensione e rifiuto dall’uno all’altro, dalle istituzioni ai cittadini, e rigidezze di posizione che paralizzano il Paese! Quali sono, oggi, nel nostro nuovo Parlamento, i fondamentali e urgenti e condivisi pensieri guida per il bene comune? Quali gli intenti collaborativi a formare e a salvaguardare un governo saggio, lungimirante, e del tutto irreprensibile?
(Giulia_live)
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Cuore nuovo G. Lorca
Il mio cuore come una serpe
si è spogliato della sua pelle
e la tengo fra le mie dita
piena di ferite e di miele.
I pensieri annidati
nelle tue rughe, dove sono?
Dove le rose che profumavano
di Gesucristo e di Satana?
Povero involucro che opprimevi
la mia stella fantastica!
Grigia pergamena indolenzita
di ciò che volli e ora non amo più.
Ti appenderò ai muri
del mio museo sentimentale,
vicino ai gelidi e oscuri
gigli dormienti del mio male?
O ti metterò sopra I pini
-libro dolente del mio amore-
perché tu conosca I trilli
dell'usignolo all'alba?
















































Inviato da: angelorosa2010
il 21/05/2013 alle 09:30
Inviato da: Giulia_live
il 20/05/2013 alle 19:02
Inviato da: Giulia_live
il 20/05/2013 alle 18:59
Inviato da: Giulia_live
il 20/05/2013 alle 18:54
Inviato da: Giulia_live
il 20/05/2013 alle 18:49