ROSSO DI SERA
FARO' IL GIRO DELLE INNUMEREVOLI STANZE, E IN OGNUNA DI ESSE... APRIRO' UNA FINESTRA
BE YOURSELF
Perchè voler sembrare straordinari, quando si può essere se stessi?

MENU
TAG
ULTIMI COMMENTI
I MIEI BLOG AMICI
- equilibrio instabile
- è dura, ma...
- Il Caos Regna
- Versi
- ELFI DRAGHI STREGHE
- Anima on line
- una luce nel buio
- Reghion
- stile bucoliche
- tradizione
- Osservando...
- Per Aspera Ad Astra
- GIORNIN GIALLO
- LARABA FENICE
- Origami
- come la brezza......
- wal59
- così come sono
- forneno
- Spasmodica Afonia
- Comunicare e vivere
- The_Last_Hurrah
- Enough!
- Channelfy
- FUORI SERIE
- JAMBOREE
- Pensieri spersi
- FOTOGRAFIA
- PlanetRock
- pensieri
- Rolling word
- luxio73
- Repersempre
- Attimi e Respiri
- Altromondo17
- Kanty
- IN BILICO
CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG
CERCA IN QUESTO BLOG
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
| « La donna prevaricatrice,... | Incapaci alla riscossa! » |
Gelo, clochard, e l’infranta regola della carità
Post n°599 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da Giulia_live
Tag: amore, attualità, cronaca, cronaca: commenti, NEWS, notizie, riflessioni, verità e menzogna, vivere Ho letto con stupore l’articolo pubblicato da Corriere del Veneto.it in cui si parla di una clochard 60enne che a Treviso, dopo essere stata respinta presso i centri di accoglienza della città per mancanza di posto, verso le 19.30 del 3 febbraio armata di cartoni e coperte entrò nel cortile del convento dei Carmelitani Scalzi, intenzionata a passarvi la notte. Come in tutto il nord attanagliato dal gelo, anche a Treviso le temperature non avrebbero consentito ad anima viva di superare la notte all’aperto: a quell’ora il termometro già segnava -7, e nella notte si sarebbe ulteriormente abbassato. I padri Carmelitani, pare impossibilitati secondo la loro Regola a ospitare la signora senzatetto, chiamarono la Polizia. Gli agenti accompagnarono la clochard nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria. Per l’emergenza gelo, la sala era stata messa a disposizione con apertura notturna da Trenitalia, e dotata di cinque posti letto. Certo, è lo Stato che ha l’obbligo di prendersi cura dei suoi cittadini che vivono da clochard, quand’essi si trovano in condizioni ambientali talmente precarie da rischiare la vita. Ciò che mi stupisce è il frate che professa la Regola Carmelitana, e, nonostante l’evoluzione della civiltà, nonostante il lento e costante distacco della gente dalla religione Cattolica, ancora non è disposto a prenderne atto e a spingersi a ignorare certe regole quando si tratta di dare aiuto in un caso d’emergenza, salvando una persona. Ciò che mi stupisce è la regola adottata della non accoglienza, che va in netto contrasto con una delle basilari regole dell’ordine: trattarsi come fratelli, con piena carità. Certo, le regole religiose sono molto rigide e tassative. È impensabile e inaccettabile che una donna trascorra una notte nel convento dei pardi Carmelitani, e forse, chissà, non può neppure entrarci. Tuttavia, non sarebbe forse stato in piena osservanza alla loro regola chiamare, piuttosto che la Polizia, la superiora di un convento femminile, per poter dare ospitalità alla signora senzatetto? Se invece il clochard fosse stato un uomo, avrebbero forse agito diversamente? E, tristemente, penso: di anno in anno, aumenta il numero dei clochard morti per assideramento.
La Regola Carmelitana è la norma di vita di Sant'Alberto, data ai Carmelitani tra il 1206 e il 1214 mentre era Patriarca di Gerusalemme, che fu approvata definitivamente come vera e propria Regola del Carmelo da Innocenzo IV nel 1247. La Regola carmelitana afferma che è fondamentale: "vivere nell'ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e con buona coscienza". Per vivere sulle orme di Gesù Cristo i Carmelitani si impegnano, tra l’altro, a:
. |

TAG CLOUD
Cuore nuovo G. Lorca
Il mio cuore come una serpe
si è spogliato della sua pelle
e la tengo fra le mie dita
piena di ferite e di miele.
I pensieri annidati
nelle tue rughe, dove sono?
Dove le rose che profumavano
di Gesucristo e di Satana?
Povero involucro che opprimevi
la mia stella fantastica!
Grigia pergamena indolenzita
di ciò che volli e ora non amo più.
Ti appenderò ai muri
del mio museo sentimentale,
vicino ai gelidi e oscuri
gigli dormienti del mio male?
O ti metterò sopra I pini
-libro dolente del mio amore-
perché tu conosca I trilli
dell'usignolo all'alba?






































Inviato da: maresogno67
il 28/05/2012 alle 22:21
Inviato da: Giulia_live
il 28/05/2012 alle 20:16
Inviato da: rocknet2.0
il 28/05/2012 alle 19:01
Inviato da: Giulia_live
il 28/05/2012 alle 13:09
Inviato da: Giulia_live
il 28/05/2012 alle 13:05