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maddi42
   
 
Creato da maddi42 il 16/08/2008
Un luogo di incontro per le tante donne che sono innamorate di un sacerdote, per i sacerdoti che vogliano esprimere la loro opinione o raccontare la propria storia, per chiunque voglia dire la sua sul rapporto tra donne e sacerdoti, sull'affettività del clero.
 

 

IO LIBERA FINALMENTE VOLO!

Post n°75 pubblicato il 21 Febbraio 2013 da maddi42

Ciao a tutte e a tutti...

Questa notte ho aperto il blog convinta di trovarlo deserto di interventi...con l'intenzione di cancellarlo. Invece mi sono trovata subissata di messaggi ed i commenti sono fioccati dall'ultima volta che mi sono affacciata a queste pagine.

Non chiuderò il blog...perciò...perchè leggo che ci sono ancora tante tante persone coinvolte in storie che logorano e lacerano...

Leggere il mio ultimo post mi ha fatto un certo effetto perchè mi sono tornate alla mente vividissime tante e tante sensazioni ed emozioni e sentimenti...e mi sono ricordata molto molto bene quanto coinvolgimento ci fosse per Bruno.

Bruno sta per andare in pensione, tornerà al suo paesello, casto e puro, per quel che ne so io perchè da quanto vi ho raccontato l'ultima volta nn ho avuto più alcuna sua notizia...

L'ossessione continuava mentre decidevo consapevolmente di assumere un comportamento libertino alla ricerca di emozioni che seppur nella loro fugacità mi mostrassero quanto la realtà potesse essere in grado con la sua varietà di ridimensionare la mia onirica passione...

Ad un certo punto è arrivato LUI. Tutto si è fermato. Ho capito che Bruno ha sempre e solo perseguito il suo interesse personale, che mai e poi mai avrebbe lasciato tutto il suo rassicurante mondo per me, che ha giocato con me e quando il gioco gli è sfuggito di mano è battuto in ritirata mancando di rispetto ai miei genitori e a me, soprattutto a me. No, nn sono arrabbiata con lui. Gliene ho combinate di cotte e di crude e credo di avergli riempito la vita...come lui ha dato significato alla mia per così tanti anni.

Ma c'è LUI ora. C'è da due anni oramai e ci sposiamo l'anno prossimo. Naturalmente ha pagato e paga ancora i danni che la mia anima ha subito ma è paziente. Sa che in me Amore nn esiste che per LUI. Bruno è un ricordo meraviglioso e nulla più. Bruno è la finestra che guardo meccanicamente quando passo sotto casa sua, ma, appunto, lo faccio meccanicamente, come riflesso condizionato da anni e anni di dipendenza totale dalle imposte, dalle tendine, dalle piantine, dalle luci spente o accese che di lui mi dicevano tutto visto che conoscevo ogni sua abitudine di vita...

LUI ed io ci sposeremo ed è successo ciò che mai più volevo: amare. Ho provato a fuggire impaurita ma poi mi sono resa conto che in LUI risiede la fonte di un Amore che cerca il mio benessere, la sua felicità si nutre della mia, nn ostacola favorisce, nn impedisce incoraggia, nn chiude apre. Non nega AFFERMA.

Lascio aperto il blog, glielo dirò, lo farò perchè vedo che come auspicavo alla sua apertura è diventato davvero luogo di incontro per chi è in difficoltà e si sente solo ed impaurito.

NN posso più occuparmi di voi...nn mi sento più all'altezza. Percepisco il mondo in cui ancora siete immersi come un oceano di indicibile sofferenza ed incredibile costrizione, esattamente il contrario di ciò che l'Amore è, di ciò che sto vivendo.

Mi auguro che arrivi per tutti e tutte il momento del riscatto...solo una cosa ancora: se è NO è NO. La vita è e deve essere un SI. E' giusto lottare con ogni mezzo ma se il NO è NO....negare la negazione relega l'essere in una tautologia pericolosissima che attanaglia l'anima mentre gli anni passano...

Mi sono svegliata veramente solo quando LUI mi ha preso tra le braccia cullandomi nella sua continua AFFERMAZIONE...

Bruno è salvo.

Salvatevi anche voi se potete. Riappropriatevi dei SI.

E se nn doveste riuscirci, se foste all'inizio o nel bel mezzo di quel processo che è per me concluso...ritrovatevi qui e parlate...confrontatevi...

Eh, Don che intervenite, basta con le prediche, andate a farle in Chiesa per favore...nn è con le prediche, negazioni dei sentimenti e delle sensazioni anche fisiche di queste donne (sensazioni che peraltro vivono con preti uomini che ricambiano e nn stanno lì a subire pateticamente come voi volete credere e peggio ancora far credere) che salverete le anime dannate di donne che inseguiranno pure solo un sogno, una negazione, un errore, ma che in questo mettono se stesse con tutta la loro SINCERITA'. Parola questa che per moltissimi preti nn ha alcun significato visto che è la Chiesa stessa che attraverso i Padri Spirituali obbliga alla lacerazione interiore, alla eterna dicotomia: ami? nn amare! ama solo Dio!....

In bocca al lupo a tutte e GRAZIE GRAZIE GRAZIE di cuore.

 
 
 

AIUTATEMI IO NON CI POSSO CREDERE!!!!

Post n°74 pubblicato il 01 Ottobre 2010 da maddi42

Aiutatemi vi prego.

Oggi è successa una cosa che non doveva succedere.

Eppure è successa e ora io ho il cuore che scoppia di felicità e che allo stesso tempo è gonfio di dolore.

Tante tante volte in questi giorni sempre più frequentemente mi sono trovata a scansare con violenza il pensiero ossessivo di Bruno...a nulla valevano i numerosi impegni di lavoro e gli stressanti ritmi della mia famiglia d'origine piuttosto in stato di agitazione per una questione che richiede la nostra massima attenzione...niente...Roma odora di Bruno, trasuda Bruno.

La mia casa è colma di ricordi. In ogni angolo lui è stato, in ogni angolo della mia stanza lui impera.

Quante volte dal mio rientro sono passata sotto casa sua sperando di intravederlo almeno per un attimo dalle finestre...nulla.

E mentre in questi giorni metto in discussione ancora una volta tutto alla ricerca di me, perchè non so chi io sia, mi cerco un'identità senza riuscire a trovarla, mi manca qualcosa e non so cosa, sono depressa e ansiosa oggi, oggi, all'improvviso, capisco tutto e tremo, TREMO.

Ero sotto casa sua alla ricerca di un parcheggio per andare a piazza navona a fare una commissione e...semplicemente spunta lui, camminava lungo il bordo della strada...

Ho inchiodato, mi sono attaccata al clacson mentre mio padre seduto accanto a me attonito mi guardava sulle prime senza capire...

Ho fatto una inversione ai limiti del ritiro patente e sgommando ho preso il viale di casa sua...ho accostato e sono scesa dalla macchina lasciando persino lo sportello aperto...

Ho provato a chiamarlo ma la voce non mi usciva...mio padre allora lo ha chiamato per me e lui finalmente si è fermato. E si è girato. L'ho raggiunto e ho visto lui e mio padre che si stringevano la mano. Poi lui ha teso la sua mano cercando la mia...e ho capito che non gli importava del mare di gente che c'era lì intorno, voleva un bacio di saluto...ma io non sono nemmeno riuscita ad avvicinarmi a lui.

I suoi occhi verdi mi hanno catturata e lui si è incastrato nella maglia fitta dei miei...E HO CAPITO.

PERFEZIONE.

Non mancava nulla, tutto era perfetto, io e lui l'uno di fronte all'altra che parlavamo fitti ignorando visibilmente mio padre che spostava lo sguardo dall'uno all'altro con l'aria interrogativa di chi avverte di stare assistendo a qualcosa di strano, di molto strano.

Non ci vedevamo da un anno. Io ero lì, lui era lì. Ci aggiornavamo sulle cose trascorse...ed io sapevo esattamente chi ero, cosa volevo...nessuna depressione, nessuno stato ansioso, nessun dubbio alla ricerca di una identità.

Io sono la sua donna, lui è il mio uomo. E' inutile che cerchi altrove la mia identità. Io sono io accanto a lui. Lui che mi frugava negli occhi. Lui che faticava a tenermi gli occhi lontani dal seno...io che non riuscivo a smettere di toccarlo, di togliergli inesistenti puntini dal soprabito...

E l'ho fatto. Gli ho fatto sapere che sono sola, che non c'è nessuno accanto a me perchè niente è cambiato.

Ho approfittato dell'allontanamento momentaneo di mio padre che si preoccupava della mia macchina lasciata praticamente in mezzo alla strada e cavalcando la storia di me che presto sarò madrina di battesimo di un figlio di mio cugino gli ho raccontato che il prete della mia parrocchia mi avrebbe chiesto come mai non solo non fossi sposata ma non fossi nemmeno fidanzata...gli ho detto che questo prete ha sostenuto che è strano visto che (a suo dire) sono una bella ragazza...e io: " Bruno gli ho detto che non doveva sembrargli strano, che c'era un motivo alla base di questa che non è nemmeno una scelta ma un'esigenza della mia anima, che io so perchè sono da sola, che conosco da anni il motivo, un motivo che non cambia e che mi permea".

Lui mi ascoltava con una espressione indecifrabile ma felice perchè stavo rispondendo alla domanda che lui non aveva osato fare, che non sapeva come farmi...

Così sa che sono ancora sua, che sono e sarò per sempre sua.

LA TRAGEDIA è che ora so anche io da dove realmente venga la mia depressione, la mia ricerca continua di qualcosa che mi faccia sentire completa sentendomi come sempre mi sento una strana formazione corporea senza identità precisa....è Bruno la mia identità. Io lo amo lo amo lo amo e non vorrei sembrare delirante in questo mio sfogo fiume ma è così.

IO sono io quando sono con lui, mi sostanzio del nostro rapporto, non desidero altro...

Lui ha detto che gli dispiaceva da morire ma doveva andare...

LA TRAGEDIA è che sentivo chiaramente che anche lui in quel momento interrompeva tutto il flusso della sua auto insoddisfazione perchè stare lì con me era perfetto.

LA TRAGEDIA è che non me lo dirà mai.

LA TRAGEDIA è che Bruno è di nuovo dietro quelle maledette mura e che io non solo non so cosa fare ma nutro il fondatissimo dubbio che non ci sia proprio nulla che io possa fare.

Eppure Bruno è l'uomo della mia vita, il pezzo che manca per completare il puzzle, il vero autentico motivo per cui non mi va di vedere nessun uomo, per cui non esco con nessuno e se anche provo a distrarmi non mi importa proprio nulla di nessun altro...

Io sono innamorata persa di lui e ho proprio tanta paura che per me non esista nessun altro uomo al mondo, che lui fosse l'uomo che Dio o il destino avevano preparato per me...

COSA DEVO FARE ADESSO?

Ho negli occhi la piega dei suoi pantaloni subito sotto la cintura, cavolo ma gli anni non passano per lui, non diventa vecchio lui? E' dimagrito è bellissimo è sexy...

Ora capisco perchè rimandavo indefinitamente il momento di chiamarlo...in fondo sapevo che la risposta di tutto era in lui ma così come in lui risiede la mia realizzazione nel suo rifiuto praticamente abita la condanna inappellabile. Se solo sapessi come recuperare un'amicizia..almeno potrei guardarlo...e pensare che addirittura era perplesso quando gli ho detto che lo avrei tenuto aggiornato di una questione che riguarda la mia famiglia...

Lui sta bene così e io sono una grossa grana per lui.

AIUTO

AIUTO

Eppure che bello rendermi conto davvero che la mia ricerca è finita che la radice di tutto il mio immenso malessere è stata scoperta!

 
 
 

W LA LIBERTA' DI PENSIERO E DI ESPRESSIONE

Post n°73 pubblicato il 22 Settembre 2010 da maddi42

Mi è arrivata una lettera piuttosto indignata da parte di un sacerdote che lamentava un fatto che mi auguro vi farà sorridere quanto ha fatto sorridere me.

Il sacerdote in questione ha detto che era arrivato nel nostro blog seguendo le tracce nel computer di un suo figlio spirituale all'ultimo anno di seminario maggiore. In sostanza il tale sacerdote ha frugato nel computer di un'altra persona, evidentemente in seminario sono abolite anche le libertà personali più elementari.

Il sacerdote ha subito chiesto spiegazione al giovane che avrebbe confessato di aver condiviso la lettura del nostro blog con altri compagni di corso, cosa che avrebbe ancor più accresciuto l'indignazione di questo difensore della virtù ecclesiale.

Don F., perdonatemi se non divulgo il suo nome sebbene lui si sia firmato debbo dire con coraggio, mi ha accusato di aver fondato un blog che non solo fa male ai sacerdoti che dovessero incorrervi (cosa che dubitava mi interessasse) ma anche alle donne che io dico di difendere e sostenere nella comune situazione.

Vi farei del male per aver fondato il blog, vi farei del male per incoraggiarvi nelle vostre intenzioni addirittura suggerendovi di farlo in modo " turpe", cioè seducendo i sacerdoti di cui siete innamorate, vi farei del male perchè vi impedirei di leggere le vostre vite con obiettività.

Gli ho risposto che sfortunatamente per lui in questo paese non so ancora per quanto ma ancora vige l'assoluto diritto di esprimere le proprie opinioni liberamente e alla luce del sole senza accettare ricatti nè intimidazioni.

Non mi curo oltre di lui perchè non credo ne valga la pena.

Voglio pubblicare qui però in modo visibile di fronte a tutte e tutti quella che è la verità assoluta.

E' vero o non è vero che nelle nostre lettere private io vi chiedo sempre di riflettere bene sulla natura dei vostri reali sentimenti, che vi chiedo di pensare bene a quello che fate, se è davvero quello che volete, se è davvero quello che sentite perchè questa situazione è difficile, è insostenibile, per chi crede è anche contraria alla legge di Dio. E' vero o non è vero?

E' vero o non è vero che a qualcuna di voi ho suggerito di fuggire prima che la situazione si rivelasse troppo complicata, di allontanarsi da lui prima di scoprirsi innamorate, di lasciar perdere prima che il sentimento si facesse un pò troppo denso, come dice Battisti.

Io sono una persona che ha sempre fatto del bene e lo dico vantandomene come di un merito personale, mio e della mia famiglia. Non siamo ricchi noi, non lo siamo mai stati e siamo sempre stati dalla parte dei più deboli di noi. Ho cambiato lavoro anche per riuscire a fare meglio quello che prima mi occupava solo poco tempo. Non faccio male a nessuno io, non ho fatto male nemmeno a Bruno, accusa più vergognosa di tutte perchè l'ho sempre tutelato.

Ecco forse se lo avessi tutelato meno saremmo sposati da una vita e non di nuovo separati.

Perchè nonostante tutto la lettera di questo sacerdote mi ha fatta sorridere?

Perchè hanno paura care mie, hanno il terrore di noi donne innamorate più forte delle mura salde della loro fede spesso fabbricata per trincerare paure, hanno paura del calo delle vocazioni, hanno paura perchè non ci sono più preti italiani per coprire le parrocchie del nostro bel Paese e devono ricorrere sempre più a preti stranieri, e non è un fatto di integrazione è un fatto di calo di crediti. Non solo sempre meno uomini si fanno preti ma sempre più preti mollano e si sposano.

Hanno paura signore.

E allora se siete innamorate, se intravedete una possibilità, se davvero siete convinte allora prendetevi quello che volete.

In barba ad ogni divieto, anche al divieto divino, perchè nessun Dio chiederebbe mai ad una sua creatura di rinunciare a quell'amore in difesa del quale ha fatto incarnare e morire il suo unico figlio. "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi".

 
 
 

SERVE O NON SERVE FARLI INGELOSIRE???

Post n°72 pubblicato il 13 Settembre 2010 da maddi42

Ho letto i vostri commenti...quanto sono felice non smetterò mai di dirlo, felice di tutto questo scambio di storie e pensieri!!!

LA GELOSIA.

Hanno scritto poeti e prosatori da sempre.

La gelosia e gli effetti benefici che essa può apportare...

Beh io la penso così:

Credo fermamente che seguire una strategia in un rapporto personale, un qualcosa di preconfezionato, una pedissequa applicazione di un piano congeniato a tavolino, sia un abominevole errore.

Lo credo perchè molto spesso una strategia, anche se prodotta dalla nostra stessa mente malata, ci obbliga, ci auto-forza ad un atteggiamento che in genere non si risolve con un unico intervento ma prevede un lento sciogliersi nel tempo...così magari in talune situazioni nello specifico vorremmo poter agire in un modo ma...stiamo seguendo una strategia che ci siamo convinte essere vincente....

Le cose quando vanno bene siamo state brave, quando vanno male abbiamo sbagliato.

Ecco credo che occorrerebbe volta per volta agire secondo il proprio personalissimo ed istantaneo impulso...e se anche così il risultato dovesse deluderci almeno non avremmo rimpianti..

La gelosia rientra nel discorso suffatto: possiamo decidere di fare ingelosire un sacerdote...non è difficile e in genere se gli piacciamo non è così complicato come con un laico..basta buttare lì un'insinuazione, un commento su uno che passa o che frequenta la chiesa o anche su un ipotetico ed inesistente collega di lavoro...ci cascano come pigne secche. A mio avviso è un modo geniale per cogliere al volo l'espressione della più viva gelosia e se fatto bene può produrre i risultati che tante compagne qui per fortuna raccontano. Certo ci sono delle controindicazioni, qualcuna di noi dice che teme di allontanarlo ancor più da sè facendogli credere conclusa la vicenda...in effetti il rischio c'è QUINDI

QUINDI vale la pena fare quello che una sente tanto per riallacciarmi a quanto scritto sopra...

Io con Bruno l'ho fatto e lui si stava quasi per strozzare a tavola...annaspava, gli mancava l'aria ed è lì che si è un tantino scoperto direi. Ma Bruno è furbo, ha il vantaggio di non stare in una parrocchia dove io posso raggiungerlo e condividere una quasi quotidianità...sa bene che al riparo in vaticano dove vive e lavora è al sicuro....Solo quando officia fuori gli può capitare, come di fatto è successo, di vedermi spuntare all'improvviso producendo gran fragore di arredi sacri sbattuti e preghiere sbagliate...ma sa anche che l'orario in cui officia è difficile per me ... per cui tutto bene per lui, lui mette mesi di distanza tra noi, ciccia fuori dopo sei mesi, anche un anno. Stiamo insieme ai miei per qualche ora in cui si si compromette magari ma poi si può nascondere di nuovo.

Visto che molte di voi invece vivono la realtà parrocchiale con questi uomini...beh...io un tentativo lo farei.

IMPERATIVO CATEGORICO secondo me: mettere tanta carne al fuoco, voi che potete, che da qualche parte una falla dovrà pur crearsi all'interno della quale infilarsi per fare breccia.

FORZA.

 
 
 

Contro Bruno nulla tiene

Post n°71 pubblicato il 09 Settembre 2010 da maddi42

E c'è un ragazzo che passa di qui e lascia scritte delle considerazioni molto interessanti.

Sono rimasta colpitissima da tutto quello che tutte qui vi siete raccontate quando ero via, e sono felicissima perchè vedo realizzarsi il mio sogno di un luogo in cui sia possibile per tutte ritrovarsi e parlare senza il timore di essere giudicate.

Non credo corriamo mai il rischio di parlarci addosso come un sacerdote in privato ha avuto voglia di scrivermi, non ci parliamo addosso nemmeno quando ci sfoghiamo e basta.

Il fatto è che nel nostro blog gli uomini mancano. I sacerdoti intervengono assai di rado e solo in privato pregandomi vivamente di non pubblicare quanto scrivono anche se in forma anonima. Non vogliono aiutare vogliono solo criticare.

Una considerazione tuttavia accomuna questi interventi a quelli del nostro amico che invece si scrive con decisione nostro sostenitore: aiutare gli uomini a decidere e poi decidere noi stesse per nostro conto in qualche maniera indipendentemente dalla loro di decisione. Perchè noi donne siamo forti e lo sappiamo fare. Perchè sempre noi in fondo aiutiamo gli uomini a "decidere".

Io stessa in fondo senza neppure rendermene conto ho aiutato Bruno a decidere: avrei potuto saltargli addosso in tantissime occasioni, non avrebbe retto ad un assalto del genere. Ma non mi interessava segnare un punto che poi ci si sarebbe ritorto contro.

Anche in questi mesi che sono stata via, lontano, e in mezzo c'è stato il suo compleanno, e non ci siamo sentiti, io l'ho fatto soprattutto nella convinzione che oramai arrivati al punto in cui siamo sentirci è pure peggio.

L'ultima volta che ci siamo visti l'anno scorso alla fine piangevamo tutti e due in silenzio, preoccupati che l'altro non se ne accorgesse.

Non serve a niente sostituirlo. Non serve a niente il brasiliano, il cubano, Mauro, le seduzioni. Bruno è ancora quello che voglio. I miei sentimenti vivono indipendentemente dalla sua decisione. Ho deciso anche io. Ho deciso di non oppormi più al sentimento che porto dentro. Vivo in sua compagnia sperando di svegliarmi una mattina e di sentire che qualcosa è cambiato, che qualcuno mi sta facendo veramente battere forte il cuore. Godo tuttavia della libertà di essere single, di aver potuto cambiare vita e quasi nazione per due volte nello stesso anno.

Lui neppure lo sa cosa faccia io ora, cosa mi sia inventata.

Siamo donne con tutta la vita davanti eppure ci siamo impantanate, siamo inciampate in questo rapporto che anche quando è concreto offre talmente tanti margini di incertezza che con la realtà delle storie d'amore da vivere alla luce del sole non ha molto a che fare.

Quasi nessuna di noi sa come sarebbe veramente la vita di tutti i giorni con l'uomo che amiamo, senza chiesa nè beghine, senza tonache nè permessi per entrare in vaticano, senza gente intorno che guarda incuriosita, così solo due persone che provano a stare insieme per vedere se funziona.

Noi lo sapremo mai se funzionerebbe, se avrebbe funzionato, se funzionerà?

Io mai.

Eppure vedi com'è strana la vita, sono ingrassata e sono più femminile ancora, sono biondissima, so quali critiche mi muoverebbe lui, e voglio andare a sentirle queste critiche, voglio fargli di nuovo sbagliare la preghiera che sta leggendo entrandogli in chiesa all'improvviso, voglio ancora che gli cadano le cose dalle mani e che il sangue consacrato gli macchi la tonaca così come il suo di sangue ha macchiato la mia anima in modo indelebile.

Ragazze dovremmo organizzare un incontro "nazionale" per noi  a Roma, una mattina di domenica...appuntamento a piazza San Pietro...quasi quasi ci penso, lo dovremmo fare...siamo un'organizzazione oramai, siamo tante...siamo una forza..

Sapete cosa avrebbe veramente senso? Provare ad incidere seriamente cambiando le cose, rendendo il celibato ecclesiastico un'opzione e non più un obbligo.

La Chiesa Cattolica dei peccatori di Don Sante Sguotti lo sta facendo anche se è più concentrata sugli aspetti relativi alla comunione per i divorziati e i separati...

Dovremmo ingegnarci...conoscere i meccanismi...

Lo facciamo?

 

 
 
 

UN EURO PER OGNI VOLTA CHE ALZO GLI OCCHI ALLE SUE FINESTRE...

Post n°70 pubblicato il 03 Luglio 2010 da maddi42

Se qualcuno mi pagasse un euro per tutte le volte che in questi 14 anni me ne sono stata con gli occhi alzati a guardare le sue finestre potrei tranquillamente smettere di lavorare...

Stasera mi stavo concedendo uno dei miei rarissimi momenti di relax in compagnia di un vecchio amico davanti ad un rassicurante enorme cono gelato quando di colpo vedo la luce delle sue finestre accendersi..

Mi chiederete perchè mai mi ostini a passare sotto casa sua...che ci posso fare siamo così vicini...

La sua ombra mi mette in imbarazzo ogni volta per il potente stimolo che essa costituisce a prendere in mano il telefono, chiamarlo e dirgli che sono sotto casa sua...mollando lì amico e gelato...

Raccontatemi delle vostre veglie sotto casa dei vostri preti così mi sentirò meno malata di mente, meno maniaca...

E intanto nemmeno Mauro sembra voler perdere tempo con me visto che mi ha dedicato oggi un saluto distratto condito con due baci sulle guance che sono stata io ad esigere...

Certo Mauro è molto diverso da Bruno ma mi sa che come carattere sono più simili del previsto...

Domani parto, proverò a collegarmi dove sarò...se non doveste sentirmi mettete per favore in conto la mia buonissima fede...la chiavetta è pronta qui accanto al portatile, mi impegnerò a cercare un punto in cui sia possibile prendere la linea..

Attendo con ansia i racconti delle vostre manie nei confronti dei vostri sacerdoti!!!

 
 
 

MARIO VERSUS BRUNO

Post n°69 pubblicato il 01 Luglio 2010 da maddi42

E insomma eccoci qui.

Al lavoro ho conosciuto un uomo davvero interessante.

Dopo tanto tempo in vita mia qualcuno che mi faccia venire voglia di vedere se per caso esiste un uomo che non sia Bruno con cui stare bene per avere una relazione autentica.

Abbiamo parlato molto poco io e Mauro e ci conosciamo dunque quasi per nulla. Per il momento ci siamo scambiati sguardi, considerazioni sulla bellezza di lavorare insieme e sulla simpatia reciproca.

E' ancora molto presto.

Ma io avrei fretta di bruciare tutte le tappe, vorrei che mi invitasse ad uscire per poter dividre con lui tempo lontani dagli occhi indiscreti dei colleghi...

Stanotte ho fatto fatica a prendere sonno dopo aver lavorato con lui fino a tardi...e l'ho sognato anche...ma nel sogno lui diventava Bruno, mi stringeva forte, mi diceva che finalmente si era liberato da ogni impedimento, che con il trascorrere degli anni si accorgeva della menzogna in cui si era costretto a vivere, che finalmente era mio e solo mio.

E stamattina ho provato a chiamarlo Bruno, dopo tanto tempo, fingendo di non ricordarmi i numeri di telefono me li sono andati a controllare, pregavo che non rispondesse nè al lavoro nè a casa e così PER FORTUNA è stato.

Riproverò?

Penso di si.

CHIUNQUE SARA' SEMPRE UNA SCELTA DI RIPIEGO.

Non è triste?

In fondo spero che se avessi davvero una storia importante con un uomo e lui lo venisse a sapere mi verrebbe a cercare...

Ho creduto in tutti questi anni che tante situazioni estreme della nostra vita potessero condurci ad unirci di più: la morte di sua madre è stata un potente catalizzatore e quasi quasi ci siamo arrivati...ma nulla...poi il mio tornare a cercarlo dopo tanto silenzio seguito alla mia dichiarazione, il mio andarlo a cercare in chiesa...anche lì c'eravamo vicinissimi...eppure niente...

AVVISO IMPORTANTE

Nei prossimi giorni probabilmente sarò fuori casa per lavoro...porterò con me il necessario per essere collegata ma non so se nella zona in questione ci sarà copertura sufficiente...ma sono qui, sono tornata e non voglio più raccontarmi bugie tanto non serve a niente.

Speriamo che questo Mauro possa fare il miracolo, che possa essere un'alternativa.

A me piace moltissimo e questo già è un buon segno.

Bruno è il principe azzurro dal colletto bianco.

Mauro potrebbe essere la realtà che merito.

.....venderei tutti i Mauro del mondo per un giorno intero con Bruno....uno solo...

 
 
 

E SONO CONDANNATA A PENSARTI PER SEMPRE...

Post n°68 pubblicato il 29 Giugno 2010 da maddi42

Sono condannata a pensarlo per sempre.

In fondo l'ho sempre saputo ma speravo che riempiendo la mia vita di esperienze concrete con gli altri e con altri uomini anche tutto si sarebbe sgonfiato alla fine, o ridimensionato almeno.

D'impulso vorrei scrivere solo un messaggio a lettere cubitali, dalla padrona di casa a tutte quante coloro che si trovassero a leggere, allo scopo di mettere in guardia tutte e ciascuna da un sentimento simile.

Vorrei consigliare di fuggire come fanno loro, i preti, non appena nella pancia parte lo sfarfallio allo stomaco non appena loro si materializzano, non importa come, se per telefono, mail, chiesa o apparizione isterica...fuggire lontano quando le mani si congiungono la prima volta e le dita si intrecciano...quando ci si accorge che il pensiero resta incastrato nelle maglie maliziose del cervello...

Fuggire come fanno loro.

Ma le donne non sono come gli uomini e meno ancora sono come i preti.

Le donne hanno il coraggio dei sentimenti.

Le donne riconoscono l'amore e provano la gioia del dono che esso rappresenta persino nella più totale problematicità.

Quindi ridimensiono il mio ragionamento.

Io qui non sono certo la padrona di casa ma solo il muratore che ha costruito le mura di questo nostro virtuale - neppure troppo virtuale - luogo di incontro al crocevia di mille vite.

Una di voi. E lo sarò sempre.

Bruno è dentro di me e mi sono resa conto mentre rileggevo anche i miei interventi oltre ai vostri che anche per lui è esattamente la stessa cosa.

I periodi di separazione tra noi, sebbene a volte lunghissimi, sono a-temporali, sono cioè solo sospensioni del tempo in cui tutto scorre, anche gli anni, ma non i nostri due imperituri sentimenti.

Certo lui nasconde meglio di me.

Lo chiamerò in questi giorni.

Vi racconterò se avrete la pazienza e la voglia di leggere.

Mi sono anche prefissata di leggere meglio e con maggiore attenzione le storie di ciascuna che intervenendo nel blog chiedeva aiuto e consiglio...proverò a dire la mia.

Intanto vi abbraccio tutte dal mio angolino di donna fortissima e fragilissima incappata nell'amore della sua vita che però vive dietro le mura del Vaticano, nascosto e al sicuro.

Una volta lui mi disse che non esiste un posto per quanto lontanissimo in cui si possa fuggire da se stessi. Andando in Brasile avevo pensato di essere riuscita a smentire con i fatti questa sua considerazione. Ma è bastato il suo nome in bocca ad altri per mettermi di fronte alla autentica realtà...

Ho 35 anni, non sono fidanzata...e non ci sono reali impedimenti, non sono brutta, non sono antipatica...anzi sono carina e mi ritrovo molti corteggiatori ma NESSUNO E' BRUNO.

Sono condannata a pensarlo per sempre...

 
 
 

GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!

Post n°67 pubblicato il 28 Giugno 2010 da maddi42

GRAZIE INFINITE A TUTTE!!!

Avete realizzato il mio sogno, quello di fare in modo che questo blog divenisse un luogo di incontro e di scambio di esperienze, un pò un circolo di ritrovo per quante non sanno dove andare a raccontare una storia compromettente, scottante e molto frustrante che talvolta fa sentire stupide e incomprese e "illuse" per usare un termine caro al mio Bruno.

IO invece, io, avevo aperto oggi il blog dopo tantissimo tempo, un tempo infinito, nella convinzione che avrei trovato qualche commento dispiaciuto per la mia defezione che aveva il sapore del tradimento e per il resto il deserto...e invece no, ho avuto questa meravigliosissima SORPRESA: il blog ha vita propria, voi ve ne siete appropriate anzi per trasformarlo nel salotto di tutte....

Qualcuna mi ha chiesto di cancellare dei commenti che aveva lasciato nel timore sempre presente (e comprensibilissimo) di essere riconosciuta..sto tentando finora senza successo perchè confesso di non riuscire a capire come si faccia a cancellare...

I FATTI.

Con Bruno da ottobre è sceso il silenzio...è passato tanto di quel tempo dall'ultima volta che ho scritto che non mi ricordo neppure se vi avevo aggiornate sul nostro ultimo incontro...uno dei solito...sofferenza negli occhi di tutti e due, malinconia appena incontrati perchè assaporavamo già l'amaro distacco che di lì a poco avremmo vissuto...

Bruno vive oramai senza di me tranquillo.

Io le ho provate davvero tutte.

Mi sono allontanata dal blog e da tutte voi per fingere di non aver mai vissuto questa storia.

Sono stata a fare volontariato in Africa in mezzo a bambini dagli occhi immensi che mi hanno prima straziato l'anima e me l'hanno poi ricomposta con la legge semplice del loro amore gratuito di creature fantastiche.

Sono stata in Brasile e ho scopato a destra e a manca tutta contenta di poter avere sotto alle mani quei corpi fantastici di ragazzi pieni di vita, semplici da capire perchè volevano divertirsi e te lo dicevano, così senza sotterfugi e ansie e trabocchetti...uomini molto molto più belli di Bruno...senza paragone con lui...

Ho cambiato lavoro.

Ho cambiato colore di capelli, taglio, vita...mi sono messa a dieta e poi sono ingrassata di nuovo.

Non sono più andata in Chiesa a sbirciarlo di nascosto.

Non l'ho più chiamato.

Non ho più ascoltato musica italiana...per non pensare alle storie d'amore.

Ho avuto problemi familiari e finanziari, ancora in corso, che mi hanno tolto le energie per avere una vita cerebrale.

E poi ieri sono andata ad un compleanno in famiglia e ho incontrato persone che non vedevo dal giorno che l'ho conosciuto tantissimi anni fa, mi hanno parlato di lui, delle sue condizioni di salute, dei suoi affari privati giacchè lo sentono spessissimo e lo vedono altrettanto spesso. Mi hanno raccontato come lui parli della mia famiglia, e di me.

E ho pianto. Ho vomitato. Mi è venuta la febbre.

Tutto insieme.

IO SONO ANCORA INNAMORATA DI LUI.

Ma lui è un fantasma, una fantasia.

Sto leggendo un libro della Allende e c'è una frase che vorrei riportare prima di chiudere questo sfogo liberatorio da cui mi sto facendo letteralmente travolgere certa di atterrare tra le braccia di tutte voi...

"Quella donna pratica e con i piedi in terra sotto ogni aspetto della sua esistenza sublimò la sua passione dell'infanzia, vivendola tragicamente. La nutrì di fantasie, la idealizzò, la difese con fierezza, la depurò delle verità prosaiche e riuscì a trasformarla in un amore da romanzo".

Non vi sembro io?

Che faccio lo chiamo?

AIUTO.

 
 
 

QUANDO UN PRETE LASCIA E' UNA VITTORIA DAVVERO?

Post n°66 pubblicato il 07 Dicembre 2009 da maddi42

Sono molto molto felice di comunicare a tutti e a tutte che una nostra compagna di avventura, dopo anni di lotta e di tira e molla, ha vinto.

Lui non solo ha ceduto e alla fine ha ammesso di provare gli stessi sentimenti di lei ma si è spinto fino a chiedere un allontanamento in un ritiro spirituale per provare la sua vocazione e verifcare il sussistere delle condizioni per mantenersi nello stato sacerdotale.

Al suo ritorno dopo sei mesi di isolamento l'ha convocata in canonica e le ha chiesto quali realmente fossero le sue intenzioni, se cioè intendesse semplicemente togliersi lo sfizio di frugare nel proibito o se il suo amore avesse solo in minima parte a che fare con il gusto del proibito...

Onestamente lei ha risposto che non le era possibile quantificare tutte le componenti del suo sentimento per lui e quindi lui si è fatto sospendere per qualche tempo iniziando una relazione con lei.

Una relazione culminante dopo un mese circa nella rinuncia di lui allo stato sacerdotale e nell'avvio delle pratiche per la riduzione allo stato laicale.

Sono davvero contenta per lei. Credo che lei si sia sempre comportata il più correttamente possibile nonostante il dissidio interiore che lei stessa viveva essendo credente e praticante.

Sono felice anche per lui anche se so con matematica certezza che ora inizierà un altro tipo di calvario per lui. Dovrà spiegare a quanti gli chiederanno. Dovrà raccontare di non essere più in grado di confessare a chi lungi dal giudicarlo vorrà fidarsi ancora di lui quale guida. Dovrà accusare il colpo se non della sconfitta, certo dell'errore di aver creduto di essere stato un prescelto. Io sono atea. Tutti questi dissidi per me non hanno alcun senso ma il fatto che per me essi rappresentino un'assurdità non fa sì che essi non esistano....l'intelligenza consiste nel provare a conoscere quello che non comprendiamo...cosa che sto facendo oramai da anni...

Ho letto moltissime storie di sacerdoti che rinunciavano...molti di loro continuano ad "esercitare"...perchè l'ordinazione sacerdotale è per sempre. La chiesa non approva.

In conclusione: se si concedesse ai sacerdoti il diritto all'amore terreno oltre che l'accesso al mistero divino allo sbocciare dell'amore, cosa rarissima, tra un uomo e una donna non si determinerebbero sofferenze ma solo adempimenti: adempimenti della missione del genere umano sulla terra di autoconservarsi e di moltiplicarsi, adempimento della missione che Dio avrebbe affidato all'uomo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi...Amatevi non "nascondetevi e reprimetevi e ferite e umiliate".

 
 
 

I PRETI CHE SI INNAMORANO SONO PEGGIORI DI COSTUI?

Post n°65 pubblicato il 26 Novembre 2009 da maddi42

 

La prima volta che ho visto questo filmato sono rimasta scioccata.

No, non perchè l'esistenza di uomini del genere sia una novità scandalosa, nè dentro nè fuori Santa Madre Chiesa.

No.

Sono rimasta colpita dal fatto che costui non fosse stato sospeso e allontanato, come accade ad ogni altro sacerdote che solo dichiari al suo superiore, padre spirituale, di essersi innamorato di una donna, come accade ad ogni altro sacerdote "beccato" in atteggiamenti affettuosi con una donna, come accade ad ogni altro sacerdote le cui conversazioni basate SOLO su un'amicizia particolare, espressamente vietata dal codice interno di condotta, siano intercettate con mezzi lecito o illeciti.

Questo sacerdote continua ad operare nello stesso luogo. 

I preti che si innamorano sono peggiori di costui?

Vorrei tanto che fosse un sacerdote a rispondere...

 
 
 

TUTTO PASSA...TRANNE LUI!

Post n°64 pubblicato il 10 Novembre 2009 da maddi42

Ho ricevuto una lettera troppo lunga per essere contenuta in un messaggio solo...

Una donna non più giovanissima mi ha raccontato la sua storia e mi ha autorizzato a riportarne qui i termini omettendo ovviamente i particolari personali...

Lei conosce lui, un sacerdote della diocesi venuto in visita alla piccola comunità di appartenenza di lei, quando era molto giovane...si innamora, lui se ne accorge, la convoca, la invita a crescere, la allontana e poi richiamato al suo "lavoro" nella diocesi scompare.

Trascorrono nove anni circa, lei è catechista ora e di lui ha sentito parlare distrattamente negli anni. E' fidanzata ed in procinto di sposarsi. Va a Roma per un incontro di catechisti a livello nazionale e si ritrova lui come referente diretto. Lui la riconosce, le si avvicina, parlano e vanno a cena fuori quella sera stessa. Su uno dei ponti di Roma più famosi si baciano. Il giorno dopo prima della partenza lui la convoca e fanno l'amore in un luogo assai improbabile...

Lei torna al paese, gli telefona, si parlano per un anno senza vedersi.

La data del matrimonio si avvicina ed i suoi famigliari, ed il suo fidanzato, conoscendo l'amicizia tra lei e questo sacerdote divenuto "qualcuno" nell'ambito ecclesiastico, spingono perchè lei gli chieda di celebrare il matrimonio. Cosa che avviene. Lei sull'altare, come in un romanzo d'appendice, fa vagare lo sguardo su quei due uomini tanto diversi tra loro, dice "si" in modo meccanico...lui, il sacerdote, riparte subito dopo la cerimonia senza trattenersi al pranzo di nozze e sparisce. Quando lei torna a contattarlo trova un uomo freddissimo che scoraggia ogni ulteriore rapporto anche se solo di amicizia.

Il matrimonio procede male ma la vita va avanti e lei rimane incinta due volte. Di lui non sa più nulla. Continua a fare la catechista e ancora una volta si reca a Roma per lo stesso motivo che la condusse lì anni prima. Di lui nessuna traccia. Lo cerca e lo trova, spostato ad altro e più prestigioso incarico. Lui la riceve con gentilezza come se mai nulla fosse accaduto. Lei prova sentimenti fortissimi al solo suono della sua voce ma da donna colta, intelligente, matura e razionale motiva le sue sensazioni con la magia del non compiuto, con il fascino legato all'uomo con cui ebbe il primo rapporto sessuale. Eppure la spinta verso lui è fortissima. Sullo stesso ponte di tanti anni prima tornano a baciarsi. Al ritorno al paese lei lo cerca e tra loro inizia un rapporto telefonico molto intenso.

La faccio breve perchè i passaggi intermedi sono troppo indicativi e ho promesso di tenermi sul vago.

I figli sono ormai grandi e hanno la loro vita. Lei a Roma ha delle amiche e con delle scuse continue raggiunge la capitale e si incontra con lui 4-5 volte l'anno, fanno l'amore e ognuno torna alla sua vita.

Tutto questo va avanti da quattro anni.

E' uno scandalo?

E' amore?

E' una storia di comodo?

E' vigliaccheria?

E' una storia assurda perchè se i preti potessero vivere l'amore per una donna come coronamento per l'amore per Dio e per il prossimo queste due persone avrebbero avuto vite diverse e molto più convergenti e meno ipocrite?

 
 
 

E COME SEMPRE SONO SOLA

Post n°63 pubblicato il 02 Novembre 2009 da maddi42

E come sempre resto sola.

Sola davvero. Senza di lui posso stare in mezzo a oceani interi di persone ma sono sola.

Quando c'è lui non manca niente. Mi sostanzio di lui. E non lo scrivo per fare poesia. Solo quando poi si chiude lo sportello della mia macchina e lui resta un'immagine che si rimpicciolisce sempre di più nello specchietto retrovisore mi accorgo di essere sola.

Durante il pranzo non ha fatto che sottrarsi ad ogni mio tentativo, seppur castissimo, di contatto. Ho provato a prendergli la mano e lui lì per lì c'è stato, poi si è ricordato di essersi imposto un altro comportamento e l'ha sottratta a me quella volta e tutte le altre a seguire. Gli ho accarezzato e stretto il braccio e lui ha accampato la periartrite che guarda caso gli era passata ma oggi gli è tornata. Ho passato le mani sulla sua testa, tra i suoi capelli, suo punto delicatissimo e infatti era solo con la fronte imperlata di sudore che mi scuoteva via. Gli ho toccato la gamba con il piede e mi ha dato un'occhiataccia eloquente. Gli ho accarezzato i fianchi facendogi presente che lo trovavo ingrassato e lui per tutta risposta mi ha detto:

Perchè non ti tocchi le cose tue?

Ed io ho risposto:

Lo sto facendo infatti. Toccare te, toccare me, è la stessa cosa.

Colpito e affondato. E' stato zitto cinque minuti buoni.

Poi al ritorno il miracolo...imbarazzo mortale tra noi per la pioggia che scrosciava ed il traffico che ci inchiodava lì, vicini. Qualche chiacchiera e poi qualche chilometro ancora e lui si è un pò sciolto. Ci siamo scambiati qualche battuta equivoca e vagamente piccante...qualche sguardo intenso...e poi gli ho chiesto se ci saremmo visti prima di natale...mi ha risposto di si, che tanto dobbiamo sentirci per la macchina. Cioè ha fornito ad entrambi un alibi dietro il quale nasconderci per tornare a chiamarci. Solo che l'unico ad avere bisogno di alibi è lui, con sè stesso.

Io infatti ora più che mai mi rendo conto che non c'è nulla che possa fare. Bruno sta invecchiando. Gli anni passano sul suo corpo e me lo cambiano. Fa fatica a salire e scendere dalla macchina persino. Ed io nonostante tutto avverto chiara la consapevolezza che con lui io sto bene come mai...cosa triste visto che con lui sto veramente molto poco.

So che non ci sarà mai più nulla che questo niente tra noi. So che se anche un tempo lui è stato innamorato di me ora gli resta dentro una vaga tenerezza e la consapevolezza che se mi avesse lasciato fare, se si fosse concesso me, io sarei stata sua moglie. L'ha anche fatto capire chiaramente durante il pranzo. Si parlava di chiese e ha detto ad un tratto:

Se io mi sposassi...

IO:

Prego?

Lui:

Se io mi sposassi...

IO:

Facciamolo.

Ha fatto finta di non sentire ma è stato un lapsus froidiano. Lui sa perfettamente di avere questa opportunità nella sua vita. Lo sa. Ma non la vuole. Lui sa che ha la donna pronta per sposarsi, che ha avuto la fortuna / sfortuna di aver incontrato la donna che se le cose non stessero come stessero sarebbe diventata sua moglie e la madre dei suoi figli. Il tutto mentre mi sente ripetere davanti ai miei che io non mi sposerò mai. Stava per chiedermi da dove mi venisse tanta sicurezza ma poi si è reso conto che la risposta la conosceva molto bene.

Ora lui è a casa sua. Ha detto che ci sentiamo e ci vediamo. Meglio sarebbe se fosse inghiottito nel suo paese sperduto del nord...

E di sicuro ora solo a me starà mancando la terra sotto ai piedi. Lui ha tutto sotto controllo. Sono io quella giovane e stupida che potrebbe benissimo avere una vita normale mentre resta ancorata a questo impossibile che lui rappresenta.

Scusate per lo sfogo malscritto e malpensato...ma io ora vorrei solo essere lì con lui stretto tra le braccia...mentre lui starà bene così.

 
 
 

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIù?!?

Post n°62 pubblicato il 31 Ottobre 2009 da maddi42

RIECCOCI!

LUI VIVE UNA BRUTTA AVVENTURA E CHIAMA CASA MIA.

Io lo vengo a sapere al lavoro e ovviamente mi precipito a chiamarlo.

Parliamo per 12 minuti, un'eternità rispetto ai trend degli ultimi anni.

All'inizio è talmente turbato nel sentirmi che non riesce a parlare, incespica nelle sue stesse parole, fa confusione nel racconto.

Poi si scioglie ed inizia a parlarmi come faceva un tempo, come ai temi d'oro intendo, quelli in cui Maddi era una confidente, anzi LA confidente.

Io perplessa e molto molto diffidente lo lascio parlare e più che fargli domande mi limito ad ascoltare la sua bellissima voce e quell'accento che adoro per una volta ancora uscire dalla sua bocca e non dal surrogato di qualche cliente del lavoro.

Mi racconta quello che gli è successo, tiene conto delle mie brevi considerazioni, mostra palese la delusione nel sentirmi dire che sarà possibile vederci solo tra un paio di settimane.

Lo sento escogitare un modo per farmi ancora più tenerezza, per aumentare il mio grado di coinvolgimento, come fosse in Chiesa a fare una predica e volesse ridestare l'attenzione di un auditorio spento e distratto...e con me è molto semplice visto che io sono io, lui non può non ricordarselo, io corro sempre per lui, io ci sono sempre, perchè io sono innamorata di lui...mi dice:

Ti faccio una confidenza, solo a te, perchè sei tu, non l'ho detto ad altri che a te...

e giù a raccontarmi di una debolezza emotiva di fronte al suo recente vissuto.

Naturalmente il risultato è stato che mi sono sentita rispondere:

Ho bisogno di vederti, io ti devo vedere.

Potevo materialmente sentirlo gongolare ma con una nota di sorpresa che quasi gli toglieva il fiato.

Gli ho chiesto di cenare insieme lunedi o martedi...e alla fine ci siamo accordati per vederci lunedi a pranzo, insieme ai miei.

Per conferma mi sono detta disposta a lasciare un messaggio in segreteria.

Lui:

No, scusa, hai il cellulare, usalo, chiamami lì, è sempre acceso, puoi chiamarmi lì, lo sai, quando vuoi.

Si, certo, posso chiamarlo lì quando voglio. Forse allora devo essermi sbagliata...non era lui che in un sms storico mi scrisse: non ti permettere più di mandarmi messaggi, mi hai stufato. E forse non era lui neppure quello che mi disse che non avrei dovuto chiamarlo al cellulare perchè in definitiva io non posso sapere mai dove lui esattamente si trovi...e per rafforzare il concetto lo teneva perennemente spento.

Ad ogni modo pochi minuti fa l'ho chiamato si, al cellulare.

Ha risposto con quella sua voce meravigliosa che, non c'è niente da fare, mi rigira dentro tutte le viscere...e quanto mi fa rabbia che continui ad avere su di me questo effetto...

Ciao Bruno sono Maddi

Ciao Maddi.

Il mio nome detto da lui non lo sentivo da una vita. Se fino a quel momento era riuscita sia con lui che senza di lui, stanotte, mentre inventavo scuse che non fosse la mia eccitazione a farmi restare insonne, a mantenere un aspetto formalmente tranquillo, nel sentire il mio nome così, con un tono caldo, il suo di sempre, niente, ho perso il controllo. L'ho preso un pò in giro e tutto era come una volta.

Solo che ancora e per sempre non cambierà nulla tra me e lui.

Trascorrerò oggi e domani nell'ansia di rivederlo, con la sua voce nelle orecchie, nella speranza che nessuno più pronunci il mio nome oltre lui al mondo.

Mi verrà il panico, penserò a cosa mettere, a cosa fare, a cosa dire, in un modo che speravo di non fare più.

La verità è che purtroppo la fantasia vola ed i desideri ancora più in alto della stessa fantasia.

E sogno un bacio. Uno solo. Solo uno.

Naturalmente non succederà.

Naturalmente mi starà alla larga attento a non creare alcuna situazione fisica compromettente.

Il tutto avrà avuto, lunedì sera, l'unico effetto di incatenarmi a lui ancora una volta.

Pagherò io, come sempre.

Ma stavolta non c'entro.

Io non lo volevo vedere nè sentire.

Ha deciso lui. E starà bene dopo, lui.

 
 
 

L'ALTRO LATO DEL CUORE

Post n°61 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da maddi42

Ho ricevuto una lettera...molto particolare...da un sacerdote di sessant'anni in una posizione gerarchica di medio livello che in pochissime efficacissime parole mi ha descritto la sua posizione rispetto all'argomento che trattiamo qui, mi ha raccontato la sua esperienza con ciò ritenendo di fornirmi abbastanza materiale da comprendere i comportamenti di Bruno.

Non mi ha autorizzata a rendere pubblica la sua lettera ma ha acconsentito a che vi facessi qualche riferimento al contenuto della stessa.

Ha conosciuto Eva (un nome un programma direi) quando non era più giovanissimo e dopo una vita trascorsa senza avvertire mai particolarmente il peso della continenza e quello che lui ritiene essere ancor più complicato dell'assenza dell'affetto esclusivo di una persona.

Sin dai primi istanti trascorsi insieme, da uomo abituato a riflettere con onestà su se stesso e sulle proprie intime esperienza nella sincerità che solo sa trovare nella preghiera, si è reso conto di trovarsi di fronte ad un "grosso problema" come l'ha definito lui stesso.

Lei era nei suoi pensieri, lei aveva un profumo definito mentre fino ad allora non aveva mai sentito il profumo di nessuna, lei portava sempre i capelli raccolti e d'un tratto il mondo era pieno di donne con i capelli acconciati nello stesso modo...insomma Eva "lo aveva invaso" per usare un'altra sua espressione.

Finchè non ha capito che anche lei provava un interesse speciale nei suoi riguardi tale da indurla a chiamarlo con le scuse più disparate, fino a quando lei un giorno non ha usato un epiteto affettuoso per lui "passerotto"...lui di punto in bianco, senza dare nessuna spiegazione, in modo persino maleducato l'ha allontanata, è sparito, si è dileguato.

Lei ha provato a cercarlo, lui si è fatto negare al telefono e quando l'ha trovata sotto casa l'ha trattata talmente male da vederla dallo specchietto retrovisore della sua auto scoppiare in lacrime.

Lui la spia ora, di tanto in tanto, conoscendone gli orari.

Qualche volta la scorge tra le colonne della chiesa.

Tutto qui.

Fuga per la vittoria? Gli ho chiesto io.

Certamente, ha risposto lui.

Ha concluso dicendo che si, lei era quella giusta arrivata tardi o per una sorta di equivoco...che la ama ma che non vuole assolutamente sapere più nulla di lei...e ha pregato anche me di interrompre la nostra seppur breve corrispondenza perchè l'unico scopo per il quale lui l'aveva inziata era stato l'imbattersi fortuito nel mio blog...ed il volermi aiutare a capire.

Quest'uomo parla come Bruno.

Forse tutti sono Bruno.

E noi siamo quasi tutte Eva.

 
 
 

DONARSI A TUTTI NON APPARTENENDO A NESSUNO

Post n°60 pubblicato il 22 Ottobre 2009 da maddi42

Questo è il titolo di uno dei capitoli del libro di Andreoli di cui vi ho parlato nel post precedente...ho continuato la lettura che procede lentamente, a dispetto delle mie consuete abitudini di lettrice-divoratrice, perchè ogni tanto mi imbatto in concetti che mi danno parecchio da pensare....leggete qui:

"Il sacerdote deve amare tutti non appartenendo a nessuno. Un modo di sentire chenon rientra nella perceszione comune. Si tratta di un amore che prevede di darsi senza ricevere un amore simmetrico, perchè la mercede egli la ottiene non dall'amore umano ma da quello divino. Sembra una scissione innaturale dell'amore, che prevede nella dinamica umana la partecipazione simultanea. Io ti amo perchè mi ami, e senti di doverti amare sempre più, perchè tu mi possa volere bene ancora di più.

Quello del sacerdote è invece un amore gratuito, che manca della parte che proviene dall'altro. E per questo egli giunge ad amare anche chi non lo ama, chi lo ignora, persino chi lo detesta.

Il sacerdote dunque si pone lontano dalle consuetudini della persona non consacrata, e non gli è concesso di unirsi anima e corpo con una donna e di amarla come accade per ogni altro cristiano, che propriamente trova stimoli a unirsi, a rimanterle fedele e a fare in modo che di due persone si formi un unico corpo e un'unica anima: ut unum sint.

Il sacerdote non ha accesso all'amore di coppia e non diventa genitore. Il sacerdote dunque non si sposa.

E' indubbio che storicamente gli apostoli, che costituiscono la chiesa in fieri, non avevano imposto questo limite e che la decisione del cellibato si radica nel medioevo. La chiesa, dunque, per alcuni secoli ha ammesso il matrimonio dei presbiteri, ma la decisione di impedirlo si fonda su  un'esperienza che globalmente aveva mostrato sul piano empirico molte difficoltà nel compimento della missione evangelica. Un legame di natura familiare condizionava i comportamenti del pastore e poneva delle evidenti differenziazioni che non permettevano di corrispondere ai mandati principali della missione.

In teoria per essere un buon pastore potrebbe non essere richiesto il celibato, ma di fatto si creano o si possoo creare avvenimenti limite che emarginano il sacerdote dalla comunità o lo pongono in una luce di conflitti, di decisioni e di comportamenti inadeguati.

Sul piano delle motivazioni storiche si fa riferimento agli aspetti economici: sovente nella successione ereditaria il sacerdote distribuiva ai figli beni che non sempre erano personali, inoltre generando propri figli era portato a prepararne il futuro utilizzando il suo lavoro dentro la chiesa come una missione che tendeva a farsi ereditaria. Tutto ciò andava e va contro la gestione strategica della ecclesia.

Che ciò possa accadere è del tutto naturale, perchè è nella natura del padre e della madre difendere i propri figli ed è indubitabile che si usano per i propri figli pesi e misure diversi rispetto ai loro amici e a chiunque altro; questo atteggiamento rientra antropologicamente nei processi di difesa del gruppo di appartenenza per sangue.

E' probabile dunque che il sacerdote sposato sia una figura che con il tempo si è dimostrata incompatibile a seguito del mutamento della società e che pertanto si sia imposta questa regola che poi venne fissata addirittura con una promessa.

Ma più che nell'aspetto economico è opportuno guardare ai problemi psicologici che l'essere padre e marito comportano: un attaccamento alle figure familiari che è diverso da quello di tutti gli altri, e questo induce anche inconsapevolmente a un diverso rapporto nella comunità: può allontanare alcuni invece che avvicinarli. Allontanarli dalla via del Signore per conflitti umanissimi ma improduttivi.

Il legame con una donna poi finisce per far sentire l'appartenenza forte ed esclusiva, con momenti che si fanno totali, e dunque comportano il disinteresse o l'allontanamento dal bisogno di tutti gli altri componenti la comunità a cui il sacerdote si deve dedicare.

Queste considerazioni che hanno un carattere generale, mostrano ancora degli strascichi dal momento che un sacerdote pur non generando figli e non potendo avere discendenti diretti, tuttavia è legato alla famiglia naturale con padre e madre, fratelli e dunque nipoti e pronipoti. E accade che nei loro riguardi talora il sacerdote usi attenzioni di particolare generosità, anche economica, e dunque utilizzando averi e poteri che invece devono essere destinati alla comunità. Si creano evidenti relazioni di favore che condizionano il suo operato, e nulla è più deleterio delle preferenze evidenti e dunque delle differenziazioni ingiuste, per allontanare i fedeli.

E i legami naturali, quelli che si chiamano di sangue, non possono essere condannati, perchè costituiscono la base stessa del legame matrimoniale che il sacerdote non solo accetta ma benedice nella celebrazione delle unioni.

A rappresentare l'eccezione è proprio lui nell'ambito della condizione esistenziale che si lega alla sua missione. Deve dunque amare tutti e non essere amato, almeno nella maniera espressa o nella forma dell'amore umano, da nessuno. E deve essre attento che il suo amore sia rivolto alle persone che gli sono affidate senza distinzione e senza ingiustizie. E il matrimonio già di fato le porrebbe come inevitabili."

L'autore continua ancora per qualche paragrafo ma io vorrei, ve ne prego, sinceramente, sapere cosa ne pensate....

Io avrei tanto da dire e da commentare ma aspetterei prima qualche cenno da parte vostra.

Una considerazione per tutte: io ero l'eletta, quella con cui lui aveva un rapporto stretto, a volte telepatico per usare una sua espressione riferita al nostro modo contemporaneo di cercarci e trovarci...eppure, anzi, soprattutto per questo, si è sempre rifiutato di aiutarmi in qualunque momento io glielo abbia chiesto, anche quando ne avevo bisogno, sia per questioni personali che per questioni materiali.

Il dissidio interno che naturalmente insorge in chi, pur sostenuto dalla fede più forte, perchè è naturale si innamora e sa di contravvenire...beh...mi sembra la conseguenza più forte dell'infelicità dell'uomo ed il motivo principale per cui la chiesa rischia di diventare un esercito senza soldati, una enorme stalla ricca senza pastori e con tante pecore sperdute....

 
 
 

VIAGGIO DENTRO IL PRETE

Post n°59 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da maddi42

Sto leggendo da pochissimo un libro di Vitorino Andreoli attirata dal titolo che non poteva non catturarmi:

PRETI-Viaggio fra gli uomini del sacro

Il suo punto di vista è quello di un non credente che ci tiene a sottilineare come il non credente sia colui il quale non ha ancora incontrato il Signore, con ciò differenziandosi dall'ateo che è colui che ironizza con disprezzo sulla fede altrui.

Ora...io sono attualmente atea dopo essere stata molto più che credente. Ero praticamente e partecipavo attivamente all'attività della mia parrocchia. Come ho già avuto modo di precisare in questa sede il mio ateismo non ha nulla a che vedere con il mio incontro-innamoramento con Bruno essendo un fatto che precede questa esperienza. Da atea non mi è mai lontanamente passato per la testa di prendere in giro chi crede. So perfettamente che gli uomini necessitano il sacro ed il trascendente ed ho fatto studi che ritengo essere di buon livello sull'argomento.

Il mio punto di vista è solo volto il più possibile a mettere in evidenza le differenze tra una scelta professionale qualunque e quella sacerdotale che non risiedono evidentemente solo nel differente datore di lavoro ma nell'età in cui tale scelta viene fatta. Andreoli molto validamente parla di talenti e propensioni personali e si rammarica di come nella sua esperienza diretta molte persone finiscano con lo svolgere attività per necessità molto più che per scelta in relazione all'attuale disastratissimo mercato del lavoro...ma i sacerdoti iniziano il loro percorso a 11 anni, quando è loro consentito entrare nel seminario minore...vi stanno fino a 19 trascorrendo tutti gli anni dell'adolescenza ad inquadrare il problema adolescenziale più forte, quello sessuale, entro l'alveo di risposte pre-confezionate in gran parte volte a demonizzare la donna e la sessualità in generale...a 19 anni se tutto procede bene hanno da affrontare ancora un anno e poi possono entrare nel seminario maggiore dove li attendono tre diversi bienni che conducono al proferimento delle sacre promesse...

Sto leggendo con molta attenzione perchè trovo le sue considerazioni, anche quelle che non condivido, frutto di grande approfondimento...l'autore è nell'ambito psicologico psichiatrico da molti anni...credo di poter sin d'ora consigliare questo libro...

Quanto a Bruno...è sempre sul podio delle mie emotività per me, nonostante le esperienze di diverso tipo con cui sto riempiendo la mia esistenza alla perenne ricerca di un arricchimento interiore certo, ma soprattutto nella eterna speranza che un giorno i miei occhi possano sprofondare in altri che mi attirino irrimediabilmente senza ricordarmi i suoi...

Quanto vorrei urargli che lo amo ancora.

So per certo che si sta chiedendo dove sia finita, a metà tra il sollevato ed il dispiaciuto.

Piomberò tra poco ancora nella sua vita, anche se solo con una telefonata.

Vi terrò informati e informate, come sempre.

 

 
 
 

NON SONO SPARITA PER SEMPRE...NON LO FAREI MAI!

Post n°58 pubblicato il 23 Settembre 2009 da maddi42

NOVITA'!!!

Rieccomi...

Ero solo relegata in un posto bello ma complesso per tante ragioni e quindi impossibilitata a collegarmi alla rete....

Ma la questione con Bruno è proceduta...perchè tanto ogni tanto (scusate la cacofonia) succede sempre qualcosa di abbastanza inutile e abbastanza devastante in grado di farmi stare con lo stomaco sotto sopra per una settimana...

Ad agosto il mio Bruno compie gli anni.

Troppi anni.

Altro problema grossissimo che si frappone tra lui e me.

Buon compleanno! Ma certo io gli telefono....figuriamoci se non gli telefono.

Prima ovviamente invio tramite sms auguri di ferragosto cui lui, sorpresona, risponde immediatamente così:

Grazie ricambio di cuore con cari saluti

e aggiunge:

A PRESTO

Espressione che mi è sembrata vagamente ironica a giudicare dal fatto che è da marzo che non lo vedo...e che non lo sento...

Arriva il giorno del suo compleanno ed io lo chiamo.

Stiamo al telefono per degli inutili minuti in cui io tento di stabilire un dialogo che possa essere un attimo più intimo del "come stai io bene pure te bene ciao"...ironizzo anche un pò e lui sta al gioco...imbarazzato...

Poi gli passo mamma e la musica cambia totalmente...

a lei infatti racconta tutti i guai avuti in questa estate che lui ha definito "da dimenticare"...con dovizia di particolari...a lei non a me, cosa che in modo del tutto infantile mi ha fatto venire le bolle da attacco di gelosia presto rientrate per tramutarsi in gastrite acuta da rabbia....

Subito, appena sentito il resoconto di mamma, gli mando un sms di pseudo-solidarietà e vicinanza cui lui risponde in questo modo:

GRAZIE PER LA VICINANZA E' STATA UN ESTATE CERTO DA DIMENTICARE MA POTEVA ANDARE PEGGIO.

....Senza parole...

Fine.

Fine per lui perchè io subito dopo gli scrivo che non appena fossi tornata lo avrei cercato per farlo sfogare raccontandomi tutto..infatti lui non ha neppure risposto al messaggio.

Ora...sono tornata da poco è vero e la settimana prossima partirò ancora per una settimana....al termine della quale lo cercherò e lo inviterò a casa e quanto è vero che il suo Dio non esiste (e per questa mia colorita espressione di parte chiedo scusa a quanti in Dio credono) lo sbatterò da qualche parte, magari allo sportello della macchina e vedremo di definire questa farsa di rapporto....

A PRESTO!!!

 
 
 

IL PAPA DICE....

Post n°57 pubblicato il 02 Agosto 2009 da maddi42

IL PAPA DICE IN QUESTO ANNO SACERDOTALE L'IMPORTANTE E' CHE I SACERDOTI SI SCOPRANO SEMPRE PIU' ED ESCLUSIVAMENTE INNAMORATI DI CRISTO.

Ok, va bene, che bisogno c'è di ribadire che i preti debbano amare solo Cristo?

Forse il Santo Padre si riferisce alle "dolorose defezioni" che sempre più come una piaga purulenta colpiscono il cuore sacro della Chiesa strappandole membra a più non posso?

E' vero tanti sacerdoti, più di frequente giovani, lasciano il sacerdozio.

Un fenomeno che si è incrementato a dismisura negli ultimi dieci anni e che cresce di anno in anno.

Come mai?

Visto che sono coinvolti soprattutto i preti giovani si dà la colpa alla formazione, originaria e perpetua, ad una cattiva indagine vocazionale...

So con assoluta certezza che molti padri spirituali e direttori di seminario sono i primi a non reggere non solo il peso della continenza fisica ma quello credo ancor più gravoso della continenza emotiva.

Io rivendico il diritto per questi sacerdoti di poter avere una famiglia.

Non chiederei mai di concedere loro di andarsene in giro di fiore in fiore e neppure di abolire il celibato ecclesiastico in generale...solo di lasciarlo come opzione...

Il mio sacerdote non è certo un giovincello e con il trascorrere del tempo mi sono convinta che se anche avesse potuto scegliere non si sarebbe mai sposato,  neppure con me...

Ma non tutti sono come lui, non tutti sono nella sua posizione gerarchica...

Il Santo Padre farebbe bene ad occuparsi veramente, senza ipocrisie, delle fila del suo esercito o rischierà di ritrovarsi generale solo senza gendarmi, se non quelli mercenari del corpo delle guardie svizzere.

Vado in giro a cercare articoli in tal senso. Riporterò qui quelli più rilevanti non appena possibile.

Quanto dolore in meno ci sarebbe...quante scenate in meno sarebbero costretti a fare questi uomini cui viene insegnato a vivere in un modo contro natura, quello in cui non debbono neppure esistere amicizie particolari, quello in cui alla fine di una giornata faticosa non si può dire a qualcuno: "buonanotte amore".

 

 
 
 

SONO TORNATA!

Post n°56 pubblicato il 26 Luglio 2009 da maddi42

Ebbene si, alla fine sono tornata.

Mi è costato davvero tanto stare, per quanto?, mesi?, lontana da questo luogo di rifugio e di sfogo...e di contatto...l'ho fatto nel tentativo di mettere tra me ed il solo pensiero di lui una ragionevole distanza.

Ragionevole.

Per anni ho infatti ritenuto che il grosso problema di questa storia mia e di Bruno consistesse nella scarsa razionalità dell'intera vicenda e dell'emotività del vissuto di ognuno.

Sono arrivata alla conclusione che mi sbagliavo.

Si, ho sempre sbagliato.

E' bastato rivedere a ritroso come in un film, un remake di Uccelli di Rovo, tutta la storia...quanta razionalità sia io che lui abbiamo provato a  mettere.

La razionalità vince ancora adesso che siamo per nostra stessa volontà sufficientemente lontani...ma sempre in contatto con una scusa o con l'altra.

Il suo importante anniversario di sacerdozio è stato l'ultimo spunto per ritrovarci...divertente la sua sorpresa...come se potessi non ricordarmi di una data che mi ha cambiato la vita ancora prima che la mia vita avesse inizio...visto che lui è sacerdote da prima che io nascessi.

Mi scuso con quante mi hanno cercato invano per tutto questo tempo...ho pensato spesso a tutte voi, al fatto che molto probabilmente alcune si saranno sentite tradite. Ma io non ho affatto abbandonato questo blog, nè ho intenzione di farlo.

Bruno è una strana presenza nella mia vita e mi accorgo di quanto ancora essa sia permeata di lui dall'atteggiamento che del tutto inconsapevolmente assumo ogni volta che ho a che fare con un rappresentante della sua categoria...vivo immersa in quel mondo di mia spontanea volontà irrimediabilmente attratta...sempre alla ricerca di qualche elemento che senza volere posso aver trascurato ma in grado in qualche misteriosa maniera di mettermi in contatto con qualche parte di Bruno inesplorata su cui far leva, ANCORA.

Spero perciò di continuare  a ricevere commenti, positivi e negativi, e storie, e sfoghi, e tutto quanto mi venga da chi per un motivo o per un altro sia relazionato a questo mondo un pò parallelo a quello ufficiale di Santa Madre Chiesa.

Vorrei ringraziare qualche sacerdote che ci ha tenuto in privato a farmi conoscere la sua opinione, ho fatto tesoro di ogni singola parola anche di quelle da me niente affatto condivisibili.

A presto!

 
 
 
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LA DONNA DEL PRETE

Questa mattina non è venuta in Chiesa.
Perchè?
L'ultima volta...
Che cos'hai da spartire con quella femmina, prete?
Rispondi.
E' una qualunque, una come tante.
Maledetto bugiardo. Si perde forse la tranquillità, il sonno, il proprio equilibrio per una femmina qualunque, una come tante?
Allora perchè in attesa di Lei, la notte non dormi e il mattino hai fretta di correre in Chiesa?
Perchè dimagri e ti disperdi?
"Puoi mentiri all'autri ma non a te stesso, preti"
E' vero, da ragazzo sei caduto, ti sei rialzato, e hai chiesto perdono davanti a Dio. Dopo hai saputo anche resistere ma ora che l'attesa di Lei ti opprime il petto e soffoca il respiro, ora sei tu che le vai incontro.
Vuoi negarlo?
Non puoi.
Di qualcosa.
A occhi chiusi "camminate sullo stesso ramo" e la distanza fra di Voi quasi non esiste.
Le tue ore scorrono confuse senza di Lei.
Mentre vivi, tu scompari e Lei rimane.
Solamente Lei, non mentire.
Sei vuoto, se Lei non c'è.
Spesso le sue labbra affiorano sulle tue. Allora sei più calmo, generoso. Più ragionevole.
E ancora ti domandi, quasi allo sfinimento: " E' proprio vero che Dio condanna l'amore di un prete?"
"Smittila, con le tue bizzarrie, preti. E' tutto farsu."
Mi accusa la ragione.
"Ti sbagli".
Interviene la voce.
"Vincerai fino al giorno in cui non incontrerai la donna fatta per te. Allora cadranno corazza elmo e spada e ti mostrerai senza difesa."
"Ma io e la voluntà che ci stamu a fari?" dice la ragione.
"Voi non siete che candelabri accesi davanti all'Amore"
Risponde la voce.
Queste parole sono divenute la mia disperazione.
La paura mi mozza il respiro, il terrore di minacce decise nei concili plenari regionali e diocesani, mi serra la bocca. L'ipocrisia corrode la mia vita e mi rende spieacente a Dio.

 

NOTRE-DAME DE PARIS

Oh- disse il prete, - fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi infelice, ahimè! tu non sai cosa sia l'infelicità. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! Amarla con tutto il furore dell'anima, sentire che per il suo minimo sorriso daresti il tuo sangue, le tue viscere, la tua reputazione, la tua salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e quell'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio perchè avesse ai suoi piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni e con i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e non avere da offrirle che una lurida tonaca da prete della quale avrà paura e disgusto! Essere presente, con la propria rabbia e gelosia, mente lei prodiga a un miserabile fanfarone imbecille tesori d'amore e di bellezza! Vedere quel corpo che vi fa ardere, quel seno così dolce, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! Oh cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, pensare alle sue vene blu, alla sua pelle bruna, fino a torcersi intere notti per essi sul pavimento della propria cella e vedere tutte le carezza sognate per lei finire in tortura! Non essere riuscito che a stenderla sul letto di cuoio! Oh! quelle sono le vere tenaglie roventi del fuoco dell'inferno! Oh! felice colui che è segato vivo tra due assi, che viene squartato da quattro cavalli! - Sai qual'è il supplizio che vi fanno subire, durante lunghe notti, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che esplode, i denti che mordono le mani; accaniti aguzzini che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione! Fanciulla di grazia! un momento di tregua! un pò di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che cola a rivoli dalla mia fronte! Bambina ! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà di me!

 

Lettera di Padre Filiberto a se stesso.

E così. mio caro vecchio Berto, ti sei innamorato. Proprio tu che al liceo eri l'unico dispari tra tante coppiette, ora ti trovi proprio inguaiato vecchio mio! Adesso sei prete, non sei più un ragazzino. Da come ti conosco, per un pò tenterai di razionalizzare, facendo discorsi sull'amore, sulla bellezza, sull'arte sublime del corpo umano, sulla fantasia del Creatore. Poi ti imbranerai un pò e diventerai rosso come un peperone appena Loredana ricomparirà e vorrà parlarti. Poi ti veràà voglia di scappare, perchè non sai che cosa fare, ti senti sulle spine, pensi che non ti sei ancora fatto la barba e che i tuoi pantaloni non conoscono una piega da una generazione. Però, siccome lei ti piace vorresti starle più vicino con più frequenza; più vicino. E questo miscuglio di sentimenti ti porterà verso la paralisi più assoluta. E magari farai quella faccia un pòebete, da quoziente di intelligenza sotto il 70. Vecchio mio guardiamoci dritto negli occhi. Ascolta me, che sono la parte più saggia di te. Il segreto per imparare è l'esercizio. Per disimbranarti hai bisogno di esercitarti un pò. Fai funzionare il buonsenso. Dunque: 1- Quello che ti succede non è niente di peccaminoso. 2- Stando a quello che dice la Bibbia la donna è il miglior regalo che Dio abbia fatto all'uomo, e viceversa. Fatti per essere di aiuto reciproco. Quindi Loredana non è un inciampo, ma una presenza positiva da vivere correttamente e con gratitudine.

 

Lettera di Padre Filiberto a se stesso "2"

3- Amare il Signore sopra ogni cosa non significa non amare più nessun altro. Significa che egli occupa il primo posto. Un pò come nell'episodio di Gesù adolescente al tempio: non ha smesso di voler bene ai suoi, ma ha solo detto che la disponibilità per gli interessi del padreveniva prima. 4-Sai bene che se concentri tutta la tua attenzione sull'aspetto fisico dell'amore, quello ti diventa un'ossessione, e arrivi a credere che se non fai l'amore almeno una volta non sarai un uomo: ma dove sta scritto? Allenati invece a vivere tutti gli aspetti dell'amore, come il dialogo, l'empatia, il complimento, lo scambio, il lavorare insieme. Smettila di pensare sempre solo a te, alle tue esigenze e mettiti ad ascoltare gli altri. 5-Come sta scritto sul tuo tavolo di lavoro, offriti la libertà di avere occhi puri e di contemplare la bellezza del corpo umano dando lode a Dio.

A conclusione, con una grafia un pò diversa, una annotazione probabilmente di qualche anno dopo:
Ma bravo, Vecchio Berto.

(Danieli)

 

CONCEDERSI IL PERMESSO DI AVERE DEI SENTIMENTI

I sentimenti. Quanta paura si condensa attorno ai sentimenti dei religiosi! Eppure, accolta o disprezzata, consapevole o nascosta, la realtà dei sentimenti è operante in tutte le persone, in continuazione. E' energia che possiamo imparare a gestire e, prima di tutto, a riconoscere. Ignorarla sarebbe innanzi tutto inutile, e poi dannoso.

La percezione dei sentimenti è selettiva. Significa che una persona vive una molteplicità di stati d'animo e di sentimenti, ma in un determinato istante ne percepisce e ne porta alla coscienza uno soltanto. Questo può voler dire che anche se non è possibile comandare ai propri sentimenti, farli sorgere o soffocarli, è però possibile orientarne l'energia verso esiti più produttivi. Un modesto itinerario per arrivare a vivere correttamente i propri sentimenti può prevedere tre passi successivi: darsi il permesso di viverli, giudicarne l'opportunità, orientarne positivamente l'energia.

Il permesso di vivere dei sentimenti lo dobbiamo chiedere a noi stessi, non ad altri. Siamo noi che ci costruiamo vincoli e divieti. Sono dovuti, certo, alla sedimentazione di messaggi remoti, a paure, ad insuccessi. Sono dovuti al nostro passato. Ma rispetto a ciò che gli altri hanno fatto della nostra vita fino ad oggi, è molto più importante ciò che noi vogliamo fare della nostra vita d'ora in avanti. Una delle prime e più sane decisioni sarà quella di permettersi di vivere dei sentimenti e di nominarli.

(P. Danieli)

 

DA DONNA A DONNE

Voglio riportare alcune considerazioni su esperienze con sacerdoti di donne, come me, magari come te che leggi. Se vuoi saperne di più leggi “Da donna a donne” un libro di Ausilia Riggi Pignata.

Aurora

Lui aveva, secondo me, come altri preti, un atteggiamento di superiorità quasi di infallibilità a riguardo delle altre persone, nonostante le sentisse come fratelli. Sovente aveva un atteggiamento assolutamente negativo nei miei confronti, e nei confronti delle donne in genere, quasi che le donne dovessero agire e pensare come pensava lui con la sua testa.

Lina

Intanto, già cinquantenne, autonoma e realizzata, soffre le pene dell’inferno perché da un bel po’ il prete, a cui è rimasta legata da amicizia, le nega ogni segno concreto di essa. “E’ mai possibile, si chiede Lina, che lui, sessantenne e intellettuale, non riesca ad agire da uomo maturo, date le sue paure a mostrarsi amico?” Lina non gli chiede molto. Le basterebbe che si facesse vivo con una telefonata, con un biglietto di auguri nelle feste, con un avviso quando ritorna dall’Africa. Lina vuole tutto alla luce del sole, senza sotterfugi. E il cuore le gorgoglia dentro di stizza nel vedersi negare il minimo di manifestazione dell’amicizia, che in realtà c’è per entrambi, leale e duratura. Ricordo di averli visti un giorno insieme, a questa benedetta luce del sole, appartati nel loro colloquiare davanti a tutti: tipica modalità non censurabile nell’amicizia tra un padre spirituale e una figlia spirituale. Vedo lei paga, quasi trasfigurata dalla gioia. Le bastava davvero questo poco per farla felice; si era assestata psicologicamente nel limbo del rapporto amicale e individualizzato, “tu-a-tu” senza equivoci di sorta. Diverso il contegno di lui: erano simultaneamente presenti disinvoltura ed impaccio, semplicità studiata ed espansività controllata. E tanta radiosità nel viso; e tanta insolita spigliatezza nei modi normalmente schivi e incolori.

 

 

 

 

 

DA DONNA A DONNE 2

Rosanna

Lei amava sinceramente quel prete, anche se sapeva di esserne corrisposta in modo relativo. Le bastava aiutarlo a rendersi libero dagli asfissianti impegni di routine, dall’inquadramento mentale e materiale propri della categoria.

Margherita

La delusione derivava dalla stima per lui che ora veniva ad appannarsi. Come se fosse crollato il sogno di un rapporto sincero, fondato su basi serie, di impegno nel bene. O l’essere donna è un handicap che provoca del disturbo ad un prete, inesperto in fatto di genere? E allora perché non parlarne insieme?

Sebastiana

Le butto davanti la verità: è inutile insistere su quel tasto; non si può imporre a nessuno l’amicizia; è chiaro che lui si era lasciato andare, ma è altrettanto chiaro che ora non vuole continuare il rapporto. Nessuno potrà toglierle dalla testa che lui si era staccato da lei per motivi esterni, di pressione istituzionale. Nella sua fuga Sebastiana vede il segno della debolezza; nella sua incapacità di darle una semplice risposta, la paura di ricadere: proprio per questo egli vuole scomparire senza lasciare traccia di sé. Se fugge ed ha paura, è segno che lei conta ancora per lui. Concediamo a Sebastiana che la sua ricerca insistente di un incontro vis a vis non è voglia di distruggere la di lui reputazione per vendetta: è rimpianto, rammarico, dolore, stizza. Soprattutto rancore contro l’Istituzione che misconosce l’amore e ne fa una colpa più della donna che dell’uomo. Questa fragile donna ossessionata nell’inseguimento di un sogno d’amore, che difende, sia pure in maniera assurda, la sua dignità, è l’unica persona che in questo psicodramma conserva i tratti umani.

 

 

 

 

DA DONNA A DONNE 3

Gemma

Nel prete c’è una così grande paura del sesso che se ne difende col disprezzo per la donna.

Dora

Come se qualcuno lo avesse plagiato contro di me rifiutava di parlarmi, rifiutava la mia esistenza. Amare qualcuno non è un buon motivo per essere cancellati dalla faccia della terra. Troncare ogni rapporto quando si profila l’ombra lunga di una svolta di vita non tiene in alcun conto l’esistenza del soggetto femminile. La decisione piomba dall’alto, improvvisa ed intransigente. Una vera offesa della donna, allontanata di brutto. Una donna, Dora, in grado di aiutare, se gliene fosse data l’opportunità, un prete rimasto in collegio per tutta la vita, a diventare uomo invece di restare in balia delle incertezze adolescenziali. Protetto da tutori senza volto e senz’anima per cui lei nutre disprezzo.

Argentina

Il ministero presbiteriale forgia identità solitarie ed assolute.

Anna

Mentre Cristo fece dell’infedele rinnegatore Pietro il suo pilastro.

 

 

 

 

 
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MAI PIU' NOI DUE?

Davvero

mi chiedo

in questa sera in cui piove

come sempre quando vieni qui tu

se mai più noi due

avremo quei minuti mano nella mano

quegli sguardi lunghi una vita

se riavrò il tuo coraggio di guardarmi negli occhi

i miei occhi

si i miei occhi

quelli che oggi hai evitato per quasi tutto il tempo

che persino in macchina vicini

li dirigevi altrove.

Quanta paura

l'ho letta sai?

di essere ancora noi due

e quanto desolante incanto

quando poi invece si sono incastrati gli occhi

e tu avevi l'aria di pensare:

Dio come ci sto bene qui!

Ma più noi due?

IO non voglio smettere di sperare.

 

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU'?

E così il tempo trascorre

eppure nei tuoi passi sembra fermo

la goccia scava la pietra

e lo fa nel flusso del tempo

le maree salgono e scendono

e lo fanno nel flusso del tempo

le stelle ruotano ed il sole con loro

nel flusso del tempo

solo io sono immobile

in assenza di tempo

un timer fermo

che riprende a contare

solo quando tu schiacci "play"

e si va in scena.

 

Non tentarmi, dai!

Per avermi fatto conoscere questa canzone ringrazio la piccola

dolcissima Cassi.

Il "non tentarmi, dai!" della canzone in questione mi ha fatto tornare alla mente

come fosse successo ieri

e invece è più di un anno che non vedo Bruno

ogni suo più piccolo sguardo ad ogni nostro contatto

per ogni bacio sulla guancia

per ogni volta che le nostre dita si intrecciavano

per ogni mattina in chiesa che non riusciva ad andare avanti dopo avermi scorta

e riconosciuta

e soprattutto quella gelida mattina di ottobre in cui con il mio cappottino rosso in piedi davanti a lui

lui mi tirò a sè

per lasciarmi andare un secondo dopo.

Non tentarmi, dai.

Già.

Ma non posso smettere di farlo

perchè sono follemente innamorata di lui

non da un anno

da sempre

e per sempre.

 

A UN PASSO DAL TUO CUORE SENZA ARRIVARE MAI

Che donna sarò se non sei con me

e se ti amerò ancora di più.

Io non ti perderò

oltre il tempo e le distanze andrò

più vicino a te

nell'esercizio di una strategia continua per raggiungere ciò che alla mia mente di consueto così razionale sembra del tutto impossibile

per raggiungere ciò che il mio cuore non può fare a meno di continuare a cercare.

E' chiaro il mio destino

che mi porta sempre qui a un passo dal tuo cuore

senza arrivare mai

nella speranza folle

malata

che ad un tratto tu possa fermarti

e cedere ad un abbraccio interminabile

in cui consolare le nostre due anime esauste.

 

NON C'E' PIU' TEMPO?

L'autorità è chiamata a sviluppare una pedagogia del perdono e della misericordia, ad essere cioè strumento dell'amore di Dio che accoglie, corregge e rilanci sempre una nuova possibilità per coloro che sbagliano e cadono nel peccato.

SOPRATTUTTO DOVRA' RICORDARE CHE SENZA LA SPERANZA DEL PERDONO LA PERSONA STENTA A RIPRENDERE IL SUO CAMMINO E TENDE INEVITABILMENTE AD AGGIUNGERE MALE A MALE E CADUTA A CADUTE.

(Il servizio dell'autorità e l'obbedienza, congregazione per gli istituti di vita consacrata).

In una nostra memorabile telefonata

mi hai detto che avevo rovinato tutto

dicendoti

ti amo.

Me lo urlavi contro

con un tono disperato nella voce

che non riuscivo a capire

non potevo sapere

che soffrivi terribilmente

perchè da quel momento in poi

avresti dovuto adottare

misure precauzionali

di enorme distanza

di " prudenza" tra noi.

Scusa.

Scusa.

Ma ti amo

ti amo ancora

ti amo da sempre

e per sempre.

Da quella sera

entrambi abbiamo fatto

molti tentativi

per riprendere una parvenza di amicizia

tutti falliti

per colpa

del mio non riuscire a stare al mio posto

(ma tu provochi però

tu mi tratti come cosa tua però)

vorrei sapere

se è troppo tardi

per tentare ancora.

 

E TI VENGO ANCORA A CERCARE...

E ti vengo a cercare

anche solo per vederti o parlare

perchè ho bisogno della tua presenza

per capire meglio la mia essenza.

So che lo farò

spero di riuscire ad evitare di farlo.

Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri

ma dovrei trasformarmi nell'eremita che rinuncia a sè.

Ti vengo a cercare

perchè in te vedo le mie radici.

Perchè mi ostino

a vedere in te

la chiave di volta della mia vita

il segreto per la famiglia che vorrei avere.

Emanciparti dall'incubo delle passioni

cercare l'Uno al di sopra del bene e del male

essere immagine divina di questa realtà.

E' questo che vuoi?

Per questo mi temi?

Vorrei solo che mi guardassi negli occhi

un'ultima volta

e mi dicessi che vivi meglio senza di me.

Ci riusciresti?

Ci riuscirai?

 

SO CHE NON RIESCI A DIMENTICARMI

So che pensi spesso a tutte le cose che abbiamo fatto insieme.

So che ti ricordi di quella sera sotto casa tua, buffissimi tu con la tua tanica di olio in mano ed io vestita come a capodanno a chiederti un altro bacio, come al solito. So che pensi sempre a quei due baci rubati, infantili ma sensuali ed intimi.

So che ti ricordi di quando hai lasciato che il dorso della tua mano indugiasse sul mio seno.

So che ti ricordi delle mie dita che giocavano con la tua bocca.

So che ti ricordi di me contro di te mentre toglievo le molliche dal tavolo.

So che ti ricordi di quando in bagno ti mettevo la crema sul viso ed eravamo così vicini.

So che ti ricordi delle eternità trascorse a tenerci per mano.

So che ti ricordi di quando non hai voluto lasciarmi andar via, non hai voluto dirmi che sarebbe stato  meglio non conoscermi mai.

So che ti ricordi quando al telefono mi hai urlato : "stupida, stupida, stupida" e "sincerità, sincerità, sincerità".

Non ti scordar mai di me.

Così quando verrò a cercarti ancora, con gli occhi languidi di poesia, di amore, di attrazione, di dolore, di nostalgia, ti dimenticherai di sfoggiare quel tuo sguardo gelido recitato e finto che  non mette paura a nessuno, solo a me, e magari mi regalerai un sorriso imbarazzato dalla felicità, di quelli che ti riescono tanto bene quando mi guardi.

Spero.

 

LUI NON PUO' RIUSCIRE A METTERE VIA NOI

Questa canzone mi fa pensare ad un pomeriggio in macchina con Bruno, l'ultima volta che abbiamo pranzato insieme, mentre lo riaccompagnavo in quel mondo che me lo cela, che me ne priva, che ci fa stare l'uno senza l'altra.

Mi fa pensare a quel nostro starcene seduti l'uno accanto all'altra, mentre io sceglievo guidando le vie più trafficate, al solo scopo di procrastinare il più possibile il momento fatidico della separazione.

Mi fa pensare a quella sua espressione tranquilla, di beata sorpresa, perchè davvero non si ricordava più per quali motivi mi tenesse sempre così tanto lontana se in quel preciso istante anche lui non avrebbe voluto separarsi da me. Quella sua frase:

NON HO FRETTA, GUARDA CHE NON HO FRETTA, NON TI PREOCCUPARE. STO BENE. NON MI ASPETTA NESSUNO.

E poi io sotto casa sua:

"Dove vai? Bacio! Non mi saluti?..."

Si avvicinò offrendomi la guancia...lo baciai appoggiando la mia mano sulla sua testa e quando passai a baciargli l'altra guancia feci scivolare la mano lungo il suo torace. E' sceso sorridendo. Non si decideva a chiudere lo sportello. Avrei dato tutto, mi sarei venduta ogni cosa pur di trovare il modo di assecondare quel suo desiderio a non lasciarmi andar via.

Succedeva un anno fa.

 

PREGHEREI...

Pregherei

se avessi un Dio in cui credere

un Dio che pure un tempo ho adorato.

E' arrivato il tempo della maturazione

dello studio

dell'approfondimento

e Dio è scomparso...

ma è arrivato Lui

Bruno

come una vendetta divina

lasci la Chiesa

e ti ritrovi schiava di altre catene

ti innamori di un ministro di Dio

di un uomo integerrimo

che tutto sacrifica a te

quando sente che il sacrificio vero

è stare lontano da te.

Bruno che mi telefonava per ogni sciocchezza

trovando scuse su scuse

Bruno che aveva bisogno della mia opinione

del mio conforto.

Pregherei

pregherei se mi sentisse Lui

gli direi

prendi ciò che vuoi

ma dammi Lui

è tutto quel che ho.

Perso nel silenzio di un muro

che non divide solo fisicamente

che funge da barriera ai suoni

ai sentimenti persino.

Bruno non fugge da me

solo per le regole imposte

per la promessa estortagli

ma perchè ha paura dei sentimenti

delle loro intime implicazioni

ha paura del colore dei miei cappotti

del rumore dei miei tacchi

quando la domenica mattina entro in Chiesa

in una Chiesa con sempre meno persone

persone però

che a messa finita stanno lì pronte

a baciare la mano al Monsignore.

Ha paura di guardare solo me

di benedire distrattamente

di sorridere fintamente

gli occhi fissi sui miei capelli sempre diversi

sulla mia bocca carnosa

che quel giorno ha tentato di baciare

prima di leggere

il mio stupido messaggio di allarme

per chi poteva vedere

e giudicare.

Pregherei

pregherei se mi sentisse Lui

gli darei tutto quello che ho

andrei a Messa anche

anche alla sua di Messa

per un solo giorno tutto nostro.

Cosa prego a fare

nessun Dio mi sente.

Nessun Dio esaudirà la mia preghiera

più sentita.

 

SE NOI....

Se io

se tu

ci ho pensato su tante di quelle volte

che non mi sembra di aver fatto altro per anni.

Ora

seduta al margine di un pozzo al centro del cuore

le gambe penzoloni

e tuttavia serena

mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa

se io

se tu

fossimo stati diversi

fossimo stati davvero innamorati

e non persi io dietro alla mia voglia di dimostrarti che mi amavi

tu dietro alla tua voglia di dimostrarmi che mi sbagliavo.

Forse il risultato non sarebbe cambiato.

Tu resti inflessibile.

Io resto testarda.

Lo siamo sempre stati

lo saremmo stati comunque.

Tu prete

io atea.

Tu giù in quel pozzo

dove io forse non ho più voglia di calarmi.

 

LE CONTRADDIZIONI SONO IL SALE DELLA VITA...

Forse se ne potrebbe anche fare a meno

forse si potrebbero trovare cieli non equivoci

braccia sicure

parole ferme

presenze in luogo di assenze

o presenze più vive

ma che fare

se a mancare è  proprio la voglia di cercare?

Se tutto va bene così

semplice e lineare

se gli uomini sono solo amici

e lui che neppure amico si mostra più

il primo fra tutti gli uomini

ed io

per lui

sua moglie

come lui stesso ha affermato?

 

PER NOI