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Creato da maddi42 il 16/08/2008
Un luogo di incontro per le tante donne che sono innamorate di un sacerdote, per i sacerdoti che vogliano esprimere la loro opinione o raccontare la propria storia, per chiunque voglia dire la sua sul rapporto tra donne e sacerdoti, sull'affettività del clero.
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LA MIA STORIA
L'ho conosciuto 12 anni fa. Tra noi è nata una bellissima amicizia voluta da entrambi. Mi cercava soprattutto lui all'inizio. Se a farlo ero io lui parlava di "telepatia" affermando di pensare a me proprio in quel preciso istante. Fortissima l'attrazione fisica mai chiaramente espressa. Solo mani allacciate e sorrisi complici, per lo più sotto gli occhi di tutti. La complicità sempre crescente tra noi ad un certo punto gli fece scoprire la reale entità dei suoi sentimenti per me, forse prima ancora di comprendere la vera natura dei miei. Da allora ad impossessarsi di lui la paura dell'ambiguità tra noi, il terrore della consapevolezza di esserne spesso stato il fautore, io credo. Per superare l'empasse in cui stava facendo precipitare il nostro rapporto coprendolo progressivamente di oblio una sera gli ho raccontato tutto. "Mi sono innamorata di te" gli ho rivelato. Ha reagito in mille modi diversi contemporaneamente, in fondo lo sapeva già, forse pensava però per me fosse un gioco. Poi il "gioco" non è più finito con lui sorpreso di constatarlo ogni rara volta che da allora mi ha accordato il beneficio della sua presenza. Allontanamenti ed avvicinamenti. Un ritrovarsi voluto da entrambi, anche se creato spesso da me. "Questo amore non vuole morire".
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AIUTATEMI IO NON CI POSSO CREDERE!!!!
Post n°74 pubblicato il 01 Ottobre 2010 da maddi42
Aiutatemi vi prego. Oggi è successa una cosa che non doveva succedere. Eppure è successa e ora io ho il cuore che scoppia di felicità e che allo stesso tempo è gonfio di dolore. Tante tante volte in questi giorni sempre più frequentemente mi sono trovata a scansare con violenza il pensiero ossessivo di Bruno...a nulla valevano i numerosi impegni di lavoro e gli stressanti ritmi della mia famiglia d'origine piuttosto in stato di agitazione per una questione che richiede la nostra massima attenzione...niente...Roma odora di Bruno, trasuda Bruno. La mia casa è colma di ricordi. In ogni angolo lui è stato, in ogni angolo della mia stanza lui impera. Quante volte dal mio rientro sono passata sotto casa sua sperando di intravederlo almeno per un attimo dalle finestre...nulla. E mentre in questi giorni metto in discussione ancora una volta tutto alla ricerca di me, perchè non so chi io sia, mi cerco un'identità senza riuscire a trovarla, mi manca qualcosa e non so cosa, sono depressa e ansiosa oggi, oggi, all'improvviso, capisco tutto e tremo, TREMO. Ero sotto casa sua alla ricerca di un parcheggio per andare a piazza navona a fare una commissione e...semplicemente spunta lui, camminava lungo il bordo della strada... Ho inchiodato, mi sono attaccata al clacson mentre mio padre seduto accanto a me attonito mi guardava sulle prime senza capire... Ho fatto una inversione ai limiti del ritiro patente e sgommando ho preso il viale di casa sua...ho accostato e sono scesa dalla macchina lasciando persino lo sportello aperto... Ho provato a chiamarlo ma la voce non mi usciva...mio padre allora lo ha chiamato per me e lui finalmente si è fermato. E si è girato. L'ho raggiunto e ho visto lui e mio padre che si stringevano la mano. Poi lui ha teso la sua mano cercando la mia...e ho capito che non gli importava del mare di gente che c'era lì intorno, voleva un bacio di saluto...ma io non sono nemmeno riuscita ad avvicinarmi a lui. I suoi occhi verdi mi hanno catturata e lui si è incastrato nella maglia fitta dei miei...E HO CAPITO. PERFEZIONE. Non mancava nulla, tutto era perfetto, io e lui l'uno di fronte all'altra che parlavamo fitti ignorando visibilmente mio padre che spostava lo sguardo dall'uno all'altro con l'aria interrogativa di chi avverte di stare assistendo a qualcosa di strano, di molto strano. Non ci vedevamo da un anno. Io ero lì, lui era lì. Ci aggiornavamo sulle cose trascorse...ed io sapevo esattamente chi ero, cosa volevo...nessuna depressione, nessuno stato ansioso, nessun dubbio alla ricerca di una identità. Io sono la sua donna, lui è il mio uomo. E' inutile che cerchi altrove la mia identità. Io sono io accanto a lui. Lui che mi frugava negli occhi. Lui che faticava a tenermi gli occhi lontani dal seno...io che non riuscivo a smettere di toccarlo, di togliergli inesistenti puntini dal soprabito... E l'ho fatto. Gli ho fatto sapere che sono sola, che non c'è nessuno accanto a me perchè niente è cambiato. Ho approfittato dell'allontanamento momentaneo di mio padre che si preoccupava della mia macchina lasciata praticamente in mezzo alla strada e cavalcando la storia di me che presto sarò madrina di battesimo di un figlio di mio cugino gli ho raccontato che il prete della mia parrocchia mi avrebbe chiesto come mai non solo non fossi sposata ma non fossi nemmeno fidanzata...gli ho detto che questo prete ha sostenuto che è strano visto che (a suo dire) sono una bella ragazza...e io: " Bruno gli ho detto che non doveva sembrargli strano, che c'era un motivo alla base di questa che non è nemmeno una scelta ma un'esigenza della mia anima, che io so perchè sono da sola, che conosco da anni il motivo, un motivo che non cambia e che mi permea". Lui mi ascoltava con una espressione indecifrabile ma felice perchè stavo rispondendo alla domanda che lui non aveva osato fare, che non sapeva come farmi... Così sa che sono ancora sua, che sono e sarò per sempre sua. LA TRAGEDIA è che ora so anche io da dove realmente venga la mia depressione, la mia ricerca continua di qualcosa che mi faccia sentire completa sentendomi come sempre mi sento una strana formazione corporea senza identità precisa....è Bruno la mia identità. Io lo amo lo amo lo amo e non vorrei sembrare delirante in questo mio sfogo fiume ma è così. IO sono io quando sono con lui, mi sostanzio del nostro rapporto, non desidero altro... Lui ha detto che gli dispiaceva da morire ma doveva andare... LA TRAGEDIA è che sentivo chiaramente che anche lui in quel momento interrompeva tutto il flusso della sua auto insoddisfazione perchè stare lì con me era perfetto. LA TRAGEDIA è che non me lo dirà mai. LA TRAGEDIA è che Bruno è di nuovo dietro quelle maledette mura e che io non solo non so cosa fare ma nutro il fondatissimo dubbio che non ci sia proprio nulla che io possa fare. Eppure Bruno è l'uomo della mia vita, il pezzo che manca per completare il puzzle, il vero autentico motivo per cui non mi va di vedere nessun uomo, per cui non esco con nessuno e se anche provo a distrarmi non mi importa proprio nulla di nessun altro... Io sono innamorata persa di lui e ho proprio tanta paura che per me non esista nessun altro uomo al mondo, che lui fosse l'uomo che Dio o il destino avevano preparato per me... COSA DEVO FARE ADESSO? Ho negli occhi la piega dei suoi pantaloni subito sotto la cintura, cavolo ma gli anni non passano per lui, non diventa vecchio lui? E' dimagrito è bellissimo è sexy... Ora capisco perchè rimandavo indefinitamente il momento di chiamarlo...in fondo sapevo che la risposta di tutto era in lui ma così come in lui risiede la mia realizzazione nel suo rifiuto praticamente abita la condanna inappellabile. Se solo sapessi come recuperare un'amicizia..almeno potrei guardarlo...e pensare che addirittura era perplesso quando gli ho detto che lo avrei tenuto aggiornato di una questione che riguarda la mia famiglia... Lui sta bene così e io sono una grossa grana per lui. AIUTO AIUTO Eppure che bello rendermi conto davvero che la mia ricerca è finita che la radice di tutto il mio immenso malessere è stata scoperta! |
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LA DONNA DEL PRETE
Questa mattina non è venuta in Chiesa.
Perchè?
L'ultima volta...
Che cos'hai da spartire con quella femmina, prete?
Rispondi.
E' una qualunque, una come tante.
Maledetto bugiardo. Si perde forse la tranquillità, il sonno, il proprio equilibrio per una femmina qualunque, una come tante?
Allora perchè in attesa di Lei, la notte non dormi e il mattino hai fretta di correre in Chiesa?
Perchè dimagri e ti disperdi?
"Puoi mentiri all'autri ma non a te stesso, preti"
E' vero, da ragazzo sei caduto, ti sei rialzato, e hai chiesto perdono davanti a Dio. Dopo hai saputo anche resistere ma ora che l'attesa di Lei ti opprime il petto e soffoca il respiro, ora sei tu che le vai incontro.
Vuoi negarlo?
Non puoi.
Di qualcosa.
A occhi chiusi "camminate sullo stesso ramo" e la distanza fra di Voi quasi non esiste.
Le tue ore scorrono confuse senza di Lei.
Mentre vivi, tu scompari e Lei rimane.
Solamente Lei, non mentire.
Sei vuoto, se Lei non c'è.
Spesso le sue labbra affiorano sulle tue. Allora sei più calmo, generoso. Più ragionevole.
E ancora ti domandi, quasi allo sfinimento: " E' proprio vero che Dio condanna l'amore di un prete?"
"Smittila, con le tue bizzarrie, preti. E' tutto farsu."
Mi accusa la ragione.
"Ti sbagli".
Interviene la voce.
"Vincerai fino al giorno in cui non incontrerai la donna fatta per te. Allora cadranno corazza elmo e spada e ti mostrerai senza difesa."
"Ma io e la voluntà che ci stamu a fari?" dice la ragione.
"Voi non siete che candelabri accesi davanti all'Amore"
Risponde la voce.
Queste parole sono divenute la mia disperazione.
La paura mi mozza il respiro, il terrore di minacce decise nei concili plenari regionali e diocesani, mi serra la bocca. L'ipocrisia corrode la mia vita e mi rende spieacente a Dio.
NOTRE-DAME DE PARIS
Oh- disse il prete, - fanciulla, abbi pietà di me! Tu ti credi infelice, ahimè! tu non sai cosa sia l'infelicità. Oh! amare una donna! essere prete! essere odiato! Amarla con tutto il furore dell'anima, sentire che per il suo minimo sorriso daresti il tuo sangue, le tue viscere, la tua reputazione, la tua salvezza, l'immortalità e l'eternità, questa vita e quell'altra; rimpiangere di non essere re, genio, imperatore, arcangelo, dio perchè avesse ai suoi piedi un più grande schiavo; stringerla giorno e notte con i propri sogni e con i propri pensieri; e vederla innamorata di un'uniforme da soldato! e non avere da offrirle che una lurida tonaca da prete della quale avrà paura e disgusto! Essere presente, con la propria rabbia e gelosia, mente lei prodiga a un miserabile fanfarone imbecille tesori d'amore e di bellezza! Vedere quel corpo che vi fa ardere, quel seno così dolce, quella carne palpitare e arrossire sotto i baci di un altro! Oh cielo! amare il suo piede, il suo braccio, la sua spalla, pensare alle sue vene blu, alla sua pelle bruna, fino a torcersi intere notti per essi sul pavimento della propria cella e vedere tutte le carezza sognate per lei finire in tortura! Non essere riuscito che a stenderla sul letto di cuoio! Oh! quelle sono le vere tenaglie roventi del fuoco dell'inferno! Oh! felice colui che è segato vivo tra due assi, che viene squartato da quattro cavalli! - Sai qual'è il supplizio che vi fanno subire, durante lunghe notti, le arterie che ribollono, il cuore che scoppia, la testa che esplode, i denti che mordono le mani; accaniti aguzzini che vi rivoltano senza posa, come su una griglia ardente, su un pensiero d'amore, di gelosia e di disperazione! Fanciulla di grazia! un momento di tregua! un pò di cenere su questa brace! Asciuga, te ne scongiuro, il sudore che cola a rivoli dalla mia fronte! Bambina ! torturami con una mano, ma accarezzami con l'altra! Abbi pietà di me!
Lettera di Padre Filiberto a se stesso.
E così. mio caro vecchio Berto, ti sei innamorato. Proprio tu che al liceo eri l'unico dispari tra tante coppiette, ora ti trovi proprio inguaiato vecchio mio! Adesso sei prete, non sei più un ragazzino. Da come ti conosco, per un pò tenterai di razionalizzare, facendo discorsi sull'amore, sulla bellezza, sull'arte sublime del corpo umano, sulla fantasia del Creatore. Poi ti imbranerai un pò e diventerai rosso come un peperone appena Loredana ricomparirà e vorrà parlarti. Poi ti veràà voglia di scappare, perchè non sai che cosa fare, ti senti sulle spine, pensi che non ti sei ancora fatto la barba e che i tuoi pantaloni non conoscono una piega da una generazione. Però, siccome lei ti piace vorresti starle più vicino con più frequenza; più vicino. E questo miscuglio di sentimenti ti porterà verso la paralisi più assoluta. E magari farai quella faccia un pòebete, da quoziente di intelligenza sotto il 70. Vecchio mio guardiamoci dritto negli occhi. Ascolta me, che sono la parte più saggia di te. Il segreto per imparare è l'esercizio. Per disimbranarti hai bisogno di esercitarti un pò. Fai funzionare il buonsenso. Dunque: 1- Quello che ti succede non è niente di peccaminoso. 2- Stando a quello che dice la Bibbia la donna è il miglior regalo che Dio abbia fatto all'uomo, e viceversa. Fatti per essere di aiuto reciproco. Quindi Loredana non è un inciampo, ma una presenza positiva da vivere correttamente e con gratitudine.
Lettera di Padre Filiberto a se stesso "2"
3- Amare il Signore sopra ogni cosa non significa non amare più nessun altro. Significa che egli occupa il primo posto. Un pò come nell'episodio di Gesù adolescente al tempio: non ha smesso di voler bene ai suoi, ma ha solo detto che la disponibilità per gli interessi del padreveniva prima. 4-Sai bene che se concentri tutta la tua attenzione sull'aspetto fisico dell'amore, quello ti diventa un'ossessione, e arrivi a credere che se non fai l'amore almeno una volta non sarai un uomo: ma dove sta scritto? Allenati invece a vivere tutti gli aspetti dell'amore, come il dialogo, l'empatia, il complimento, lo scambio, il lavorare insieme. Smettila di pensare sempre solo a te, alle tue esigenze e mettiti ad ascoltare gli altri. 5-Come sta scritto sul tuo tavolo di lavoro, offriti la libertà di avere occhi puri e di contemplare la bellezza del corpo umano dando lode a Dio.
A conclusione, con una grafia un pò diversa, una annotazione probabilmente di qualche anno dopo:
Ma bravo, Vecchio Berto.
(Danieli)
CONCEDERSI IL PERMESSO DI AVERE DEI SENTIMENTI
I sentimenti. Quanta paura si condensa attorno ai sentimenti dei religiosi! Eppure, accolta o disprezzata, consapevole o nascosta, la realtà dei sentimenti è operante in tutte le persone, in continuazione. E' energia che possiamo imparare a gestire e, prima di tutto, a riconoscere. Ignorarla sarebbe innanzi tutto inutile, e poi dannoso.
La percezione dei sentimenti è selettiva. Significa che una persona vive una molteplicità di stati d'animo e di sentimenti, ma in un determinato istante ne percepisce e ne porta alla coscienza uno soltanto. Questo può voler dire che anche se non è possibile comandare ai propri sentimenti, farli sorgere o soffocarli, è però possibile orientarne l'energia verso esiti più produttivi. Un modesto itinerario per arrivare a vivere correttamente i propri sentimenti può prevedere tre passi successivi: darsi il permesso di viverli, giudicarne l'opportunità, orientarne positivamente l'energia.
Il permesso di vivere dei sentimenti lo dobbiamo chiedere a noi stessi, non ad altri. Siamo noi che ci costruiamo vincoli e divieti. Sono dovuti, certo, alla sedimentazione di messaggi remoti, a paure, ad insuccessi. Sono dovuti al nostro passato. Ma rispetto a ciò che gli altri hanno fatto della nostra vita fino ad oggi, è molto più importante ciò che noi vogliamo fare della nostra vita d'ora in avanti. Una delle prime e più sane decisioni sarà quella di permettersi di vivere dei sentimenti e di nominarli.
(P. Danieli)
DA DONNA A DONNE
Voglio riportare alcune considerazioni su esperienze con sacerdoti di donne, come me, magari come te che leggi. Se vuoi saperne di più leggi “Da donna a donne” un libro di Ausilia Riggi Pignata.
Aurora
Lui aveva, secondo me, come altri preti, un atteggiamento di superiorità quasi di infallibilità a riguardo delle altre persone, nonostante le sentisse come fratelli. Sovente aveva un atteggiamento assolutamente negativo nei miei confronti, e nei confronti delle donne in genere, quasi che le donne dovessero agire e pensare come pensava lui con la sua testa.
Lina
Intanto, già cinquantenne, autonoma e realizzata, soffre le pene dell’inferno perché da un bel po’ il prete, a cui è rimasta legata da amicizia, le nega ogni segno concreto di essa. “E’ mai possibile, si chiede Lina, che lui, sessantenne e intellettuale, non riesca ad agire da uomo maturo, date le sue paure a mostrarsi amico?” Lina non gli chiede molto. Le basterebbe che si facesse vivo con una telefonata, con un biglietto di auguri nelle feste, con un avviso quando ritorna dall’Africa. Lina vuole tutto alla luce del sole, senza sotterfugi. E il cuore le gorgoglia dentro di stizza nel vedersi negare il minimo di manifestazione dell’amicizia, che in realtà c’è per entrambi, leale e duratura. Ricordo di averli visti un giorno insieme, a questa benedetta luce del sole, appartati nel loro colloquiare davanti a tutti: tipica modalità non censurabile nell’amicizia tra un padre spirituale e una figlia spirituale. Vedo lei paga, quasi trasfigurata dalla gioia. Le bastava davvero questo poco per farla felice; si era assestata psicologicamente nel limbo del rapporto amicale e individualizzato, “tu-a-tu” senza equivoci di sorta. Diverso il contegno di lui: erano simultaneamente presenti disinvoltura ed impaccio, semplicità studiata ed espansività controllata. E tanta radiosità nel viso; e tanta insolita spigliatezza nei modi normalmente schivi e incolori.
DA DONNA A DONNE 2
Rosanna
Lei amava sinceramente quel prete, anche se sapeva di esserne corrisposta in modo relativo. Le bastava aiutarlo a rendersi libero dagli asfissianti impegni di routine, dall’inquadramento mentale e materiale propri della categoria.
Margherita
La delusione derivava dalla stima per lui che ora veniva ad appannarsi. Come se fosse crollato il sogno di un rapporto sincero, fondato su basi serie, di impegno nel bene. O l’essere donna è un handicap che provoca del disturbo ad un prete, inesperto in fatto di genere? E allora perché non parlarne insieme?
Sebastiana
Le butto davanti la verità: è inutile insistere su quel tasto; non si può imporre a nessuno l’amicizia; è chiaro che lui si era lasciato andare, ma è altrettanto chiaro che ora non vuole continuare il rapporto. Nessuno potrà toglierle dalla testa che lui si era staccato da lei per motivi esterni, di pressione istituzionale. Nella sua fuga Sebastiana vede il segno della debolezza; nella sua incapacità di darle una semplice risposta, la paura di ricadere: proprio per questo egli vuole scomparire senza lasciare traccia di sé. Se fugge ed ha paura, è segno che lei conta ancora per lui. Concediamo a Sebastiana che la sua ricerca insistente di un incontro vis a vis non è voglia di distruggere la di lui reputazione per vendetta: è rimpianto, rammarico, dolore, stizza. Soprattutto rancore contro l’Istituzione che misconosce l’amore e ne fa una colpa più della donna che dell’uomo. Questa fragile donna ossessionata nell’inseguimento di un sogno d’amore, che difende, sia pure in maniera assurda, la sua dignità, è l’unica persona che in questo psicodramma conserva i tratti umani.
DA DONNA A DONNE 3
Gemma
Nel prete c’è una così grande paura del sesso che se ne difende col disprezzo per la donna.
Dora
Come se qualcuno lo avesse plagiato contro di me rifiutava di parlarmi, rifiutava la mia esistenza. Amare qualcuno non è un buon motivo per essere cancellati dalla faccia della terra. Troncare ogni rapporto quando si profila l’ombra lunga di una svolta di vita non tiene in alcun conto l’esistenza del soggetto femminile. La decisione piomba dall’alto, improvvisa ed intransigente. Una vera offesa della donna, allontanata di brutto. Una donna, Dora, in grado di aiutare, se gliene fosse data l’opportunità, un prete rimasto in collegio per tutta la vita, a diventare uomo invece di restare in balia delle incertezze adolescenziali. Protetto da tutori senza volto e senz’anima per cui lei nutre disprezzo.
Argentina
Il ministero presbiteriale forgia identità solitarie ed assolute.
Anna
Mentre Cristo fece dell’infedele rinnegatore Pietro il suo pilastro.
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MAI PIU' NOI DUE?
Davvero
mi chiedo
in questa sera in cui piove
come sempre quando vieni qui tu
se mai più noi due
avremo quei minuti mano nella mano
quegli sguardi lunghi una vita
se riavrò il tuo coraggio di guardarmi negli occhi
i miei occhi
si i miei occhi
quelli che oggi hai evitato per quasi tutto il tempo
che persino in macchina vicini
li dirigevi altrove.
Quanta paura
l'ho letta sai?
di essere ancora noi due
e quanto desolante incanto
quando poi invece si sono incastrati gli occhi
e tu avevi l'aria di pensare:
Dio come ci sto bene qui!
Ma più noi due?
IO non voglio smettere di sperare.
ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU'?
E così il tempo trascorre
eppure nei tuoi passi sembra fermo
la goccia scava la pietra
e lo fa nel flusso del tempo
le maree salgono e scendono
e lo fanno nel flusso del tempo
le stelle ruotano ed il sole con loro
nel flusso del tempo
solo io sono immobile
in assenza di tempo
un timer fermo
che riprende a contare
solo quando tu schiacci "play"
e si va in scena.
Non tentarmi, dai!
Per avermi fatto conoscere questa canzone ringrazio la piccola
dolcissima Cassi.
Il "non tentarmi, dai!" della canzone in questione mi ha fatto tornare alla mente
come fosse successo ieri
e invece è più di un anno che non vedo Bruno
ogni suo più piccolo sguardo ad ogni nostro contatto
per ogni bacio sulla guancia
per ogni volta che le nostre dita si intrecciavano
per ogni mattina in chiesa che non riusciva ad andare avanti dopo avermi scorta
e riconosciuta
e soprattutto quella gelida mattina di ottobre in cui con il mio cappottino rosso in piedi davanti a lui
lui mi tirò a sè
per lasciarmi andare un secondo dopo.
Non tentarmi, dai.
Già.
Ma non posso smettere di farlo
perchè sono follemente innamorata di lui
non da un anno
da sempre
e per sempre.
A UN PASSO DAL TUO CUORE SENZA ARRIVARE MAI
Che donna sarò se non sei con me
e se ti amerò ancora di più.
Io non ti perderò
oltre il tempo e le distanze andrò
più vicino a te
nell'esercizio di una strategia continua per raggiungere ciò che alla mia mente di consueto così razionale sembra del tutto impossibile
per raggiungere ciò che il mio cuore non può fare a meno di continuare a cercare.
E' chiaro il mio destino
che mi porta sempre qui a un passo dal tuo cuore
senza arrivare mai
nella speranza folle
malata
che ad un tratto tu possa fermarti
e cedere ad un abbraccio interminabile
in cui consolare le nostre due anime esauste.
NON C'E' PIU' TEMPO?
L'autorità è chiamata a sviluppare una pedagogia del perdono e della misericordia, ad essere cioè strumento dell'amore di Dio che accoglie, corregge e rilanci sempre una nuova possibilità per coloro che sbagliano e cadono nel peccato.
SOPRATTUTTO DOVRA' RICORDARE CHE SENZA LA SPERANZA DEL PERDONO LA PERSONA STENTA A RIPRENDERE IL SUO CAMMINO E TENDE INEVITABILMENTE AD AGGIUNGERE MALE A MALE E CADUTA A CADUTE.
(Il servizio dell'autorità e l'obbedienza, congregazione per gli istituti di vita consacrata).
In una nostra memorabile telefonata
mi hai detto che avevo rovinato tutto
dicendoti
ti amo.
Me lo urlavi contro
con un tono disperato nella voce
che non riuscivo a capire
non potevo sapere
che soffrivi terribilmente
perchè da quel momento in poi
avresti dovuto adottare
misure precauzionali
di enorme distanza
di " prudenza" tra noi.
Scusa.
Scusa.
Ma ti amo
ti amo ancora
ti amo da sempre
e per sempre.
Da quella sera
entrambi abbiamo fatto
molti tentativi
per riprendere una parvenza di amicizia
tutti falliti
per colpa
del mio non riuscire a stare al mio posto
(ma tu provochi però
tu mi tratti come cosa tua però)
vorrei sapere
se è troppo tardi
per tentare ancora.
E TI VENGO ANCORA A CERCARE...
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perchè ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
So che lo farò
spero di riuscire ad evitare di farlo.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
ma dovrei trasformarmi nell'eremita che rinuncia a sè.
Ti vengo a cercare
perchè in te vedo le mie radici.
Perchè mi ostino
a vedere in te
la chiave di volta della mia vita
il segreto per la famiglia che vorrei avere.
Emanciparti dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del bene e del male
essere immagine divina di questa realtà.
E' questo che vuoi?
Per questo mi temi?
Vorrei solo che mi guardassi negli occhi
un'ultima volta
e mi dicessi che vivi meglio senza di me.
Ci riusciresti?
Ci riuscirai?
SO CHE NON RIESCI A DIMENTICARMI
So che pensi spesso a tutte le cose che abbiamo fatto insieme.
So che ti ricordi di quella sera sotto casa tua, buffissimi tu con la tua tanica di olio in mano ed io vestita come a capodanno a chiederti un altro bacio, come al solito. So che pensi sempre a quei due baci rubati, infantili ma sensuali ed intimi.
So che ti ricordi di quando hai lasciato che il dorso della tua mano indugiasse sul mio seno.
So che ti ricordi delle mie dita che giocavano con la tua bocca.
So che ti ricordi di me contro di te mentre toglievo le molliche dal tavolo.
So che ti ricordi di quando in bagno ti mettevo la crema sul viso ed eravamo così vicini.
So che ti ricordi delle eternità trascorse a tenerci per mano.
So che ti ricordi di quando non hai voluto lasciarmi andar via, non hai voluto dirmi che sarebbe stato meglio non conoscermi mai.
So che ti ricordi quando al telefono mi hai urlato : "stupida, stupida, stupida" e "sincerità, sincerità, sincerità".
Non ti scordar mai di me.
Così quando verrò a cercarti ancora, con gli occhi languidi di poesia, di amore, di attrazione, di dolore, di nostalgia, ti dimenticherai di sfoggiare quel tuo sguardo gelido recitato e finto che non mette paura a nessuno, solo a me, e magari mi regalerai un sorriso imbarazzato dalla felicità, di quelli che ti riescono tanto bene quando mi guardi.
Spero.
LUI NON PUO' RIUSCIRE A METTERE VIA NOI
Questa canzone mi fa pensare ad un pomeriggio in macchina con Bruno, l'ultima volta che abbiamo pranzato insieme, mentre lo riaccompagnavo in quel mondo che me lo cela, che me ne priva, che ci fa stare l'uno senza l'altra.
Mi fa pensare a quel nostro starcene seduti l'uno accanto all'altra, mentre io sceglievo guidando le vie più trafficate, al solo scopo di procrastinare il più possibile il momento fatidico della separazione.
Mi fa pensare a quella sua espressione tranquilla, di beata sorpresa, perchè davvero non si ricordava più per quali motivi mi tenesse sempre così tanto lontana se in quel preciso istante anche lui non avrebbe voluto separarsi da me. Quella sua frase:
NON HO FRETTA, GUARDA CHE NON HO FRETTA, NON TI PREOCCUPARE. STO BENE. NON MI ASPETTA NESSUNO.
E poi io sotto casa sua:
"Dove vai? Bacio! Non mi saluti?..."
Si avvicinò offrendomi la guancia...lo baciai appoggiando la mia mano sulla sua testa e quando passai a baciargli l'altra guancia feci scivolare la mano lungo il suo torace. E' sceso sorridendo. Non si decideva a chiudere lo sportello. Avrei dato tutto, mi sarei venduta ogni cosa pur di trovare il modo di assecondare quel suo desiderio a non lasciarmi andar via.
Succedeva un anno fa.
PREGHEREI...
Pregherei
se avessi un Dio in cui credere
un Dio che pure un tempo ho adorato.
E' arrivato il tempo della maturazione
dello studio
dell'approfondimento
e Dio è scomparso...
ma è arrivato Lui
Bruno
come una vendetta divina
lasci la Chiesa
e ti ritrovi schiava di altre catene
ti innamori di un ministro di Dio
di un uomo integerrimo
che tutto sacrifica a te
quando sente che il sacrificio vero
è stare lontano da te.
Bruno che mi telefonava per ogni sciocchezza
trovando scuse su scuse
Bruno che aveva bisogno della mia opinione
del mio conforto.
Pregherei
pregherei se mi sentisse Lui
gli direi
prendi ciò che vuoi
ma dammi Lui
è tutto quel che ho.
Perso nel silenzio di un muro
che non divide solo fisicamente
che funge da barriera ai suoni
ai sentimenti persino.
Bruno non fugge da me
solo per le regole imposte
per la promessa estortagli
ma perchè ha paura dei sentimenti
delle loro intime implicazioni
ha paura del colore dei miei cappotti
del rumore dei miei tacchi
quando la domenica mattina entro in Chiesa
in una Chiesa con sempre meno persone
persone però
che a messa finita stanno lì pronte
a baciare la mano al Monsignore.
Ha paura di guardare solo me
di benedire distrattamente
di sorridere fintamente
gli occhi fissi sui miei capelli sempre diversi
sulla mia bocca carnosa
che quel giorno ha tentato di baciare
prima di leggere
il mio stupido messaggio di allarme
per chi poteva vedere
e giudicare.
Pregherei
pregherei se mi sentisse Lui
gli darei tutto quello che ho
andrei a Messa anche
anche alla sua di Messa
per un solo giorno tutto nostro.
Cosa prego a fare
nessun Dio mi sente.
Nessun Dio esaudirà la mia preghiera
più sentita.
SE NOI....
Se io
se tu
ci ho pensato su tante di quelle volte
che non mi sembra di aver fatto altro per anni.
Ora
seduta al margine di un pozzo al centro del cuore
le gambe penzoloni
e tuttavia serena
mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa
se io
se tu
fossimo stati diversi
fossimo stati davvero innamorati
e non persi io dietro alla mia voglia di dimostrarti che mi amavi
tu dietro alla tua voglia di dimostrarmi che mi sbagliavo.
Forse il risultato non sarebbe cambiato.
Tu resti inflessibile.
Io resto testarda.
Lo siamo sempre stati
lo saremmo stati comunque.
Tu prete
io atea.
Tu giù in quel pozzo
dove io forse non ho più voglia di calarmi.
LE CONTRADDIZIONI SONO IL SALE DELLA VITA...
Forse se ne potrebbe anche fare a meno
forse si potrebbero trovare cieli non equivoci
braccia sicure
parole ferme
presenze in luogo di assenze
o presenze più vive
ma che fare
se a mancare è proprio la voglia di cercare?
Se tutto va bene così
semplice e lineare
se gli uomini sono solo amici
e lui che neppure amico si mostra più
il primo fra tutti gli uomini
ed io
per lui
sua moglie
come lui stesso ha affermato?
Inviato da: nuvolettalacrimante
il 28/05/2012 alle 13:43
Inviato da: albadangeli
il 28/05/2012 alle 10:18
Inviato da: sorrideepensa
il 27/05/2012 alle 23:39
Inviato da: piccimia
il 27/05/2012 alle 23:19
Inviato da: albadangeli
il 27/05/2012 alle 21:13