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...fini la comédie

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Non solo vacanze...

Post n°823 pubblicato il 06 Luglio 2015 da picciro


Buonasera amici cari..

Siamo arrivati al mese di luglio..e il caldo si fa sentire!
E pensando che siamo nel periodo prettamente estivo, mi viene da pensare alle vacanze. Freneticamente si son sfogliati cataloghi, immersi in scenari e spettacoli paesaggistici meravigliosi. Immagini da tutte le parti del mondo e che siano vicino o tanto lontano da noi, che sia al mare o in  montagna, in collina o al lago, poco importa! L'attenzione è attratta e al massimo grado, il desiderio è forte, la voglia di libertà tanta....ma c'è qualcuno che
se pensa alle vacanze..si sente morire..

 

Si era appena destato da un sonno incosciente, causato da un forte volo al di là della corsia, scaraventato fuori dall'auto. Accidenti che dolore..tutto il corpo ne era pervaso. Aveva tentato di rimettersi in piedi ma invano!  Le zampe non lo sorreggevano. Così aveva pensato d'aspettare ancora un po'. Il cielo si stava schiarendo, quel buio infernale stava scomparendo, quello che poco prima sembrava volesse inghiottirlo nel silenzio più assoluto, rotto solo da qualche pneumatico che percorreva la statale. Lentamente, cominciò a sollevarsi, s'era stancato di rimanere immobile in quella posizione strana.
Pregava il suo Dio, mentre con sofferenza atroce, tentava di issarsi sulle zampe e alla fine ci riuscì. Peccato però, si sentiva squilibrato, una di esse non rispondeva al comando d'andare. Cominciò a trascinarla pesantemente sul terreno, mentre ogni fibra del suo corpo era dolorante.

Gettò uno sguardo tutt'intorno, non vedeva nessun "disumano" nei paraggi, eppure, era proprio di uno di essi che aveva bisogno. Ora la sua vita era legata maggiormente a qualcuno di buon cuore. Ma non ci sperava tanto, visto come era andata. Eppure era stato sempre prodigo di attenzioni e fedeltà, aveva sempre cercato di proteggere i piccoli di casa, lasciandosi fare ogni sorta di angheria. Non aveva mai sporcato in casa, avevo obbedito sempre agli ordini che gli venivano impartiti. S'era trasformato anche in giullare, quando c'erano gli ospiti in casa e doveva mostrare la sua bravura. No..non la sua ma quella dei padroni nell'averlo saputo addestrare. Manco questo merito spettava a lui, che scodinzolando aveva accettato quella condizione, pur d'essere amato.
Aveva fatto tutto quello che avevano voluto loro e non riusciva proprio a capire! Amaramente si chiedeva: "Ma dove ho sbagliato?"
Una risposta non sapeva darsela.
Aveva sempre creduto in un mondo buono, semplice, che credesse ancora nei caldi sentimenti, come quello di devozione e cura verso
gli "amici" a quattro zampe!



Pensava e ripensava, mentre continuava a vagare..aveva anche tanta fame ora che il sole era  allo zenit. Perlustrava ogni più piccolo segno che incontrava e che potesse masticare..ma trovava giusto qualcosa di poca importanza, un verme, un pezzetto di legno, qualche foglia ancora non del tutto secca. Anche la sete ora incombeva nella sua gola, rendendogliela arida e dolente. Poco oltre, vide una pozzanghera d'acqua putrida, si avvicinò e riuscì a prelevarne qualche goccia con la lingua ormai secca.
Non era nulla..solo qualche goccia in un mare d'arsura..ma andava bene lo stesso..un po' rinfrescato, pensava..e ripensava..
Quanto s'era sentito addolorato .. quando aveva ascoltato quello stralcio di conversazione della sua padrona, mentre parlava al telefono con l'addetto dell'agenzia di viaggi e i suoi occhi s'erano riempiti di lacrime:
"Come?" aveva chiesto la donna.
"Si signora, purtroppo devo dirle che nella struttura che lei ha scelto, non c'è possibilità di introdurre animali!" le rispose con voce professionale, l'impiegato. La signora c'era stata un po' su a pensare, rimanendo in silenzio e poi aveva ripreso: "Vabbè, poco importa, a noi piace tanto..troveremo una soluzione..alternativa".

E ora si rendeva conto di quale fosse l'alternativa!!



Le ossa gli dolevano tanto di più ora, le sentiva tutte rotte, dopo il lungo vagare. Si voleva arrendere a quel destino crudele, ora che stava conoscendo la sofferenza e poi si consolò anche al pensiero di quanti neonati vengono abbandonati nei cartoni, vicino ai bidoni della spazzatura, gettati dai ponti, venduti..come carne da macello. L'egoismo e l'irresponsabilità sono dilaganti...pensò, mentre gli passavano per la mente tutti quegli episodi sentiti al telegiornale e cominciava a non meravigliarsi più di tanta cattiveria nei suoi confronti. Quasi arrivava a giustificare la tremenda punizione a lui inflitta, rispetto a tutto il male che i disumani fanno agli umani indifesi!
Nella sua breve vita non se ne era accorto prima e ora invece sbatteva il muso contro l'amara realtà. Era giunto il momento per lui di dire addio a questa terra; l' aveva conosciuta, vi aveva vissuto tranquillamente per un po', poi più niente. Le forze stavano per abbandonarlo, ma aveva ancora un briciolo di tempo, per ripensare a quella leggenda sentita un giorno, mentre la mamma la leggeva ai suoi figli e, a lui piacque molto. Ora però, non era tanto lucido per ricordare esattamente quella storia; ricordava... un ponte ecco si..Il ponte dell'arcobaleno!


Confusamente ricordava.. Era il luogo dove gli animali vanno dopo la morte e che si trova alla fine di  un arcobaleno. Un posto dove non manca né acqua né cibo, con un prato immenso dove poter correre in allegria e gioiosa spensieratezza. Dove tutti gli animali stanno bene, anche quelli a cui sulla terra, è stato fatto del male. Lì trovano la guarigione e la felicità.
Faceva fatica a ricordare ancora i particolari di quella leggenda..sentiva che stava per spegnersi in lui, l'ultimo barlume di vita..ormai solo una flebile fiammella vacillante ancora lo stava animando. E con tutta la forza che gli derivava da quella debolissima fonte di vita..ricordò la parte più bella..Mentre gli animali giocano felici, può essere che qualcuno di essi ad un tratto si fermi, volga lo sguardo e incominci a correre verso un punto lontano, dove scorge la sagoma di qualcuno che sulla terra lo ha voluto bene e che gli è mancato tanto.
Il suo ultimo pensiero fu..che per lui non sarebbe stato così lì, sul ponte dell'arcobaleno..stava abbandonando un malvagio mondo, in cui non c'era nessuno a cui lui mancava!

                                      Ma che succedeva ora?

Si sentiva stranamente bene ed era molto stupito, non si rendeva conto se fosse vivo o morto..
Dopo un po' capì che era stato tratto in salvo..ancora poteva pensare alla bellezza del mondo! Alla bellezza di quei signori che avevano fermato la loro auto, rischiando di farsi male e lo avevano portato di corsa da un veterinario..alla bellezza dei medici che lo avevano prontamente soccorso e dato le prime cure.



E sono ancora su questo mondo che, nonostante tutto, contiene ancora il germe del bene..innocuo e prolificatore di buone azioni. Sono in un ricovero per cani abbandonati..e sono qui, libero di andare in spiaggia e ogni giorno osservo il sole e a lui elevo la mia speranza..mi hanno fatto del male, vero, ma attendo che ritornino a prendermi..che stupida speranza..lo so!

 

Perchè  penso anche che: Se è vero che non tutto è bene..è pur vero che non tutto è male ed è in quest'ultima parte di sentimento che risiede la speranza per poter ancora continuare a vivere e credo che questo, non valga solo per me che son un semplice cane..!


 

Siano davvero spensierate le vostre vacanze, ché ritemprino le vostre fibre serbando i ricordi più belli di esse, nel cuore..
Abbrabasorrisi per voi dal mio....rosa


 
 
 
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