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Creato da lafarmaciadepoca il 13/10/2010

La farmacia d'epoca

Raccolta di scatole e scatoline di farmaci di ieri - di Giulia B.

Messaggi di Maggio 2012

Limonata magnesiaca no brand

Post n°234 pubblicato il 30 Maggio 2012 da lafarmaciadepoca
 

Oggi un post veloce, su una scatoletta no – brand in alluminio, che conteneva della limonata magnesiaca purgativa aromatizzata alla frutta.

In parole povere, questo prodotto era un derivato della Limonata Rogé, solo ad un gusto differente.

Ecco la foto della scatola:


Misura 4,5 cm x 4,5 cm, ed è interamente di alluminio anni Cinquanta o Sessanta. Non sono presenti indicazioni del produttore o della farmacia che utilizzava queste scatole. Come al solito, se l’avete già vista e volete dire la vostra, siete bene accetti.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Citofer

Post n°233 pubblicato il 28 Maggio 2012 da lafarmaciadepoca
 

Dal momento che qualche tempo fa vi avevo mostrato la scatola della Iodamina, penso sia il momento di presentarvi anche un altro prodotto della trimurti ricostituente della Boniscontro e Gazzone: il Citofer.

Il Citofer erano delle fiale da iniezione a base di fosfometilcitratoferroso, ovvero una molecola impiegata nei primi anni del Novecento per combattere la carenza di ferro.

L’assunzione di ferro da parte del nostro organismo è legata alla presenza di acido ascorbico, quest’ultimo, infatti riduce gli ioni ferro e li rende assimilabili dall’organismo. In sostanza se c’è acido ascorbico il corpo assorbe ferro, in assenza fatica ad approvvigionarsi degli ioni ferro dissociatisi con la cottura.
Ma il problema non è solo quello: esattamente come gli altri ioni presenti nel nostro organismo, non sono sempre assorbiti, se c’è un surplus di ioni ferro, questi verranno secreti e non assorbiti.
C’è ancora dell’altro, purtroppo, molte bevande molto amate, come per esempio il caffè o il tè, limitano l’assunzione di ferro.
Alla fine, assorbire del ferro è un’impresa titanica, soprattutto per noi signore, che tendiamo naturalmente all’anemia, una condizione che si accentua molto in caso di gravidanza.

Premesso che io non ho nulla contro i vegani e i vegetariani, ma mi fanno sorridere le mamme vegan che si lamentano per la quantità di integratori di ferro che devono assumere per avere dei livelli accettabili.
Signore, ahimè non c’è nessun integratore alimentare che possa sostituire una bistecca con il limone, senza contare che in rapporto i vegetali contengono pochissimo ferro, rispetto ai prodotti di origine animale e qualunque insegnante di fisiologia della nutrizione vi dirà che durante la gravidanza è bene sospendere eventuali diete e iniziare a mangiare un po’ di tutto, compresa la carne.

Ecco la foto della scatola:


Misura 9,3 cm x 7,3 cm x 1,6 cm e risale ai primissimi anni del Novecento. La scatola è piuttosto laconica, infatti non è indicato né la percentuale di fosfometilcitratoferroso, né il numero delle fiale contenute. Sembrava che volessero dire ai loro acquirenti: “Vuoi conoscere il numero delle fiale? Compra una scatola di Citofer! Potrai contarle con le tue dita!”. Non male come operazione pubblicitaria.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Cotone Idrofilo del Doctor Bruns

Post n°231 pubblicato il 25 Maggio 2012 da lafarmaciadepoca
 

Per la giornata di oggi vorrei proporvi un oggetto piuttosto insolito: un pacchetto di cotone asettico.

Il nostro cotone risale agli anni Dieci / Venti del secolo scorso, ed era confezionato e sterilizzato dal fantomatico Doctor Bruns, che nonostante il cognome e le etichette in francese, non veniva venduto in Francia.

Par bleu! Ce n’est pas possible! Invece, fino agli anni Trenta, l’Italia era dipendente dai preparati galenici esteri. Spesso, infatti, mi capita di avere a che fare con scatole di latta dei primi anni del Novecento, destinate al mercato italiano, con scritte in lingue dei loro Paesi d’origine.

Così cari collezionisti, non lasciatevi ingannare: prima di catalogare come francese una latta, è sempre bene fare una ricerca e chiedersi se poteva esistere quella italiana.

Ecco la foto:


Il pacchetto di cotone misura 21 cm x 4cm x 5 cm e non è mai stato aperto. In questo caso le dimensioni non sono determinanti come per le scatole di latta, è solo per darvi un’idea di quanto sia grande l’oggetto.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

Cloridrato di chinino Pointet & Girard

Post n°230 pubblicato il 23 Maggio 2012 da lafarmaciadepoca
 

Oggi vi voglio presentare la scatola di un composto farmaceutico che sicuramente conoscerete: il chinino cloridrato.
Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, tutti lo chiedevano, tutti lo volevano, era quasi come Figaro! Un vero factotum dell’armadietto dei medicinali, che sta lentamente scomparendo: ad oggi sopravvive solo nel trattamento delle febbri malariche e per dare il caratteristico aroma alla Schweppes.

Ogni volta che mi capita di sfogliare il Formulario Terapeutico Ragionato del Professor Berruti del 1874, mi sorprendo davanti all’uso illimitato che si faceva del chinino nell’Ottocento. Il pupo ha le coliche? Chinino. La moglie ha la febbre? Chinino. Tu hai la dissenteria? Chinino. Malaria? Più chinino!

Ma chi è stato a far conoscere il chinino agli Europei? Non Ana de Osorio Chinchòn come vorrebbe il mito, ma Bernabé Cobo. Costui faceva parte dei Gesuiti, un ordine monastico molto attivo nel processo di evangelizzazione dell’America del Sud durante il Seicento.
Bernabé Cobo, non era né un medico, né un farmacista, e la sua cultura generale lasciava un po’ a desiderare, ma nonostante tutto rimase affascinato dai mille usi terapeutici che aveva la pianta della china, così decise di portare alcune bacche in Spagna.
Prima dell’Ottocento, il chinino era utilizzato grezzo, sotto forma di quella che veniva chiamata pulvis gesuiticus, ovvero la polvere del Gesuita. I primi a isolarlo furono due francesi: Joseph Caventou e Pierre Pelletier, che decisero di battezzare la loro scoperta “Quina”, utilizzando la parola inca originale.

Il chinino è stato utilizzato in maniera diffusa per tutto l’Ottocento, solo nei primi anni del Novecento, vennero condotti degli studi più precisi che permisero di scoprire che anche questa “panacea” aveva qualche limite.
Infatti, il chinino può dare luogo a reazioni allergiche, ad intossicazioni e dà problemi nei pazienti che soffrono di disturbi cardiaci.

Ecco la foto della scatola:

Misura 5,5 cm x 9 cm di altezza e conteneva 100 cachets di chinino cloridrato.
I cachets erano prodotti da un’industria francese la Pointet & Girard di Parigi, che ha visto il suo momento di maggior auge proprio negli anni Cinquanta, esattamente come questo barattolo.

Grazie per aver letto il post!


 

 
 
 

La Limonata Purgativa Rogé

Post n°229 pubblicato il 21 Maggio 2012 da lafarmaciadepoca
 

Buongiorno, mi scuso per la settimana di assenza, ma non sono proprio riuscita a trovare un attimo per scrivere: gestire la farmacia d’epoca non è semplice, e per preparare un post ci metto un po’ di tempo.

Ho riflettuto a lungo sull’imprevisto accaduto la settimana scorsa e spero di aver trovato una soluzione efficace per evitare altri eventi simili in futuro: o questa settimana o la prossima, scoprirò le mie carte, state pronti ad una sorpresa!

Ritorniamo ora a noi, oggi vi vorrei parlare di un prodotto degli anni Sessanta / Settanta: la Limonata Rogè.
Dietro a questo nome innocuo si nascondeva un purgante alla magnesia al gusto di limone, che scommetto molti di voi avranno preso da bambini.

Le compresse purgative di limonata Rogè erano prodotte dalla Farmaco Merano, che aveva sede a Milano in via Zanella 5.

Come avevo detto anche negli altri post riguardanti la ditta, la Farmaco Merano non ha nulla a che vedere con la cittadina trentina, ma era il cognome del fondatore.

Ecco la foto del barattolo:


Misura 4,5 cm di diametro per 5,2 di altezza.
La posologia raccomandava una pastiglia per i bambini e due per gli adulti da sciogliersi in acqua calda.

Grazie per aver letto il post!

 
 
 

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