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« quasi l'una di nottequasi l'una di notte »

mezzanotte e mezza

Post n°558 pubblicato il 25 Aprile 2012 da liberante

.

Immagino ci fosse il sole chè dalle foto le ombre risultano nitide e mi sembra di sentire il tepore sui vestiti e sulla pelle del viso e il piacere dopo il freddo degli inverni in montagna senza altro da scaldarsi che un fuoco dietro una roccia.

Immagino ci fosse quella brezza lieve, appena un soffio a trasportare l’aroma aspro e ferroso della giacca indossata per troppo tempo e sempre con il fucile a tracolla ed un sentore di muschio per le tante notti trascorse sulla terra sotto gli alberi. E sotto a tutti gli altri odori quello cattivo e dolciastro della morte.

Immagino il passo leggero con cui camminavano per il corso così diverso dal passo rude e forzato tra forre e scoscesi sentieri rocciosi e così facile dopo la neve e il ghiaccio e la pioggia e il fango.

Immagino lo sguardo spalancato a rivedere luoghi lasciati in un tempo remoto e dimenticato, quando non si poteva sapere che l’ideale sarebbe diventato lotta.

Immagino il sorriso. Il sorriso. Il sorriso che non è sulla bocca, ma negli occhi e da lì si estende a tutto il corpo e lo riempie di un sentimento che forse sarebbe felicità totale e assoluta se non ci fosse il ricordo del sangue che era stato il primo e l’ultimo pensiero di tutti quei giorni su in montagna. E se non ci fosse il ricordo straziato di quelli che non avrebbero più camminato in quelle belle strade asfaltate, tra le grida della gente sui bordi, con le bandiere e le mani rilassate lungo i fianchi.

Immagino le voci che si sovrappongono in un impasto sonoro che non ha senso eppure significa riuscire finalmente a parlare senza avere paura che la paura era stata compagna fedele e messaggera di quel coraggio per cui anche le azioni più rischiose erano affrontate a testa alta e con la temerarietà che solo la consapevolezza di essere nel giusto sa dare.

Immagino il senso di Liberazione.

(avrei voluto esserci)

.

.

.

.

 
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Commenti al Post:
ventodamare
ventodamare il 25/04/12 alle 17:51 via WEB
Immagino i sorrisi dei palazzi, degli alberi ed anche dei lampioni. perfino gli uccelli ricominciarono a cinguettare oiu' allegri. Si, sono sicuro che fu cosi'.
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:46 via WEB
Sai, ho provato a esserci quel giorno e forse quest'anno ne ho provato la nostalgia, anche senza averlo mai vissuto, perchè in questi tempi di buio assoluto vorrei avere la forza che ebbero loro di lottare, lottare con la convinzione delle idee e degli ideali. Ecco perchè provo questa voglia di esserci stata.
(Rispondi)
 
mpt2003
mpt2003 il 28/04/12 alle 09:19 via WEB
finalmente leggeri....
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:46 via WEB
...finalmente liberi e ricchi di speranza...
(Rispondi)
 
eccomiqui4
eccomiqui4 il 29/04/12 alle 22:39 via WEB
Non immagino ma ricordo i racconti .. certo non di aprile 45 ma com'era per noi il 26 ottobre
(Rispondi)
 
eccomiqui4
eccomiqui4 il 29/04/12 alle 22:41 via WEB
Anzi .. ricordo quanto per noi era importante il 15.5.1955 che ormai pare non sia che .. fama, cosa di niente valore. Una tristezza.
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:50 via WEB
Ciao Helga con un sorriso. Sono contenta che tu mi abbia insegnato qualcosa. Sono andata su wikipedia e ho trovato il "Trattato di Stato per la re-istituzione di un'Austria indipendente e democratica, firmato a Vienna il 15 maggio 1955" e credo sia molto importante per l'Austria ed è triste se adesso si ricorda appena. Credo che il presente ed il futuro per essere completi debbano avere memoria del passato.
(Rispondi)
 
INSURMOUNTABLE3
INSURMOUNTABLE3 il 29/06/12 alle 16:59 via WEB
Con un tocco quasi mistico hai descritto quei giorni scrivendo un gran bel post . Ma forse anche a noi , volenti o nolenti , sara' dato il destino di vivere altri giorni importanti . Forse ci caschiamo a cavallo , come si suol dire . Ripeto , volenti o nolenti . Che mi sbagli ? Ciao
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 30/06/12 alle 15:00 via WEB
Vorrei non sbagliassi, perchè vorrebbe dire alzare la testa e ribellarsi e "resistere", ma ho seri dubbi che la mia stanca e delusa generazione possa vedere quei giorni.
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DA LEGGERE

 

Antonio Gramsci "La Città Futura" (1917)   

 

" Odio gli indifferenti: credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il rinnovatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che circonda la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall’impresa “eroica”. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. ".......

..... continua qui  

 

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