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Creato da gatto_libertario il 24/09/2009

IL LIBERTARIO

Spazio del Gruppo Comunista Libertario "F.lli Cervi" di Reggio Emilia

 

 

12 dicembre....

http://www.fdca.it/AL/al-12-09/dicembre09.pdf

FOGLIO TELEMATICO DELLA FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI

LA BOMBA DEL 12 DICEMBRE DEL '69?
A PIAZZA FONTANA, A MILANO?
NO VERAMENTE NON MI RICORDO, NON C'ERO, FORSE NON ERO NEANCHE NATO...


Quar
ant'anni dal quel 12 dicembre 1969 in cui una bomba fece tremare Piazza Fontana a Milano.
Quarant'anni dal quel 15 dicembre in cui Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, fu spinto alle spalle da una forza di gravità che lo fece precipitare dal quarto piano della questura di Milano.
Bombe, vittime casuali, voli dalle finestre, rimasti senza una spiegazione, senza condanne, senza colpevoli. E il presunto colpevole era allora, è stato per 40 anni, ed è ancora oggi così forte e legittimato da poter opporre se stesso alla sua condanna.... STRAGE DI STATO. Così si disse, senza smentita. Ma nemmeno senza attendersi giustizia, da chi la la giustizia la amministra e le condanne -anche a morte- le fa eseguire nell'ombra.
Strage di Stato, allora. Per fermare le lotte operaie, le lotte studentesche, per diffondere il terrore, per prevenire una trasformazione sociale che appariva riluttante a farsi incanalare nell'alveo delle istituzioni borghesi. Contro una temuta rottura rivoluzionaria, fu strage di Stato come rottura preventiva dei rapporti di forza tra le classi. La strategia della tensione, la si definì.

Cominciò così la cultura dell'emergenza, che ci accompagna da allora, passando per le varie stagioni degli opposti estremismi, del terrorismo e degli anni di piombo, del pentitismo e della repressione che nel XXI secolo si fa spettacolo. Ogni dissenso è criminalizzabile; definita come terrorista ogni opposizione sociale che esprima critiche alle politiche delle istituzioni statuali e capitaliste, dei sindacati che si fanno complici e dei media asserviti.
Cominciò la cultura del non ricordo, con cui i fedeli servitori dello Stato si sono sottratti in questi 40 anni a rispondere delle loro responsabilità, fino a Genova 2001, fino alla recente morte di Stefano Cucchi, fino alle prossime amnesie.
Cominciò la cultura del sospetto, nutrita di stragi, tutta orientata a sinistra. A cominciare dal movimento anarchico. Una cultura del sospetto infida e liberticida, strumentale alla conservazione degli assetti politico-sociali costituiti. Una cultura che tendeva e tende a salvare i servizi segreti, i gruppi della destra fascista, facendo ricorso sistematico al segreto di...Stato.

Quaranta  anni in cui il neofascismo è stato protetto e nutrito, pronto a schiudersi come l'uovo del serpente di Ingmar Bergman, per riprodurre razzismo e totalitarismo, obbedienza cieca allo Stato ed al capo.

Chi cerca di opporsi non può che essere... sospetto!
Forse è un pericoloso anarchico!!
Non è un caso che oggi il movimento anarchico e tutti i movimenti che esprimono valenze e valori libertari siano oggetto di controlli e di repressione preventiva. Cominciò così il vuoto collettivo di memoria e la moderna vocazione ad eludere.

Quarant'anni anni in cui la carica di indignazione e di contestazione si è come stemperata nel rito dei processi senza colpevoli eppure rivelatori delle connivenze edi tutto lo spessore e la gravità del disegno stragista.
Ogni frammento di quella bomba di 40 anni fa, ogni vittima, ci porta all'orrore dell'insieme che abbiamo alle nostre spalle e davanti ai nostri occhi.
Ogni definitivo documento di Stato sulla morte di Pinelli quella sera del 15 dicembre del 1969 ci porta a rinnovare il nostro impegno perchè la memoria mantenga viva la consapevolezza di un'altra verità: quella di una classe operaia e di una generazione rivoluzionaria fatta saltare in aria a Piazza Fontana, fatta volare giù da una finestra di Via Fatebenefratelli. Sì, ci ricordiamo di quella bomba del 12 dicembre 1969.
Di quella di Milano e di quelle di Roma. E di tutte quelle messe nelle piazze e sui treni per oltre 10 anni. Sì, ci ricordiamo di tutti i proletari uccisi nelle lotte di quegli anni.
Sì, c'eravamo, anche se forse non eravamo ancora nati.

I comunisti anarchici non rimuovono, non dimenticano.

 
 
 

Comunicato FdCA: Un Crocifisso da 5000 euro

Post n°4 pubblicato il 10 Novembre 2009 da gatto_libertario

9 Nov 2009

Niente scandali! Dalle reazioni scomposte di questa settimana da parte di
schieramenti parlamentari, di giornali, di opinionisti si nota che il funzionamento
delle istituzioni europee è sempre sconosciuto nell'Italietta delle chiacchiere e
del qualunquismo. Cosa è successo? La Corte Europea dei Diritti Umani che fa capo al
Consiglio d'Europa la più antica istituzione europea che conta l'adesione di 46
paesi, ed è collegata alla Convenzione Europea per i Diritti Umani 1950 ha
sentenziato che riferibile lo Stato italiano deve risarcire una signora querelante
in base ad una violazione di un diritto di libertà di esprimere liberamente le
proprie posizioni religiose o ideologiche, collegato alla liberta' di educazione dei
figli, considerato violato dalla mancata rimozione del crocefisso a scuola, che ha
suscitato il ricorso alla Corte. Lo Stato italiano dovrà rifondere 5000 euro alla
richiedente per le offese morali, il caso non costituisce precedente di
giurisprudenza in Italia, ma precedente rispetto alle sentenze della Corte.

Nessuno metterà in discussione le radici culturali di nessun altro, e in caso di
controversia vince il principio pluralista, almeno in Europa, e almeno in casi
simili a livello tecnico/giurdico. Secondo l'Art.2 del protocollo addizionale 1 sul
Diritto all'istruzione: lo Stato non può imporre un simbolo religioso o un altro
simbolo ideologico se i genitori non lo trovano corrispondente all'educazione dei
loro figli - ma attenzione quello che è stato ribadito è che un principio del tutto
liberale.

Quindi la Corte Europea ha esposto una sentenza in base ad una Carta dei Diritti
Umani dove sono espressi i veri fondamenti giuridici e politici in termini di
cittadinanza politica liberale e democratica dell'Europa. Gli articoli esaminati
sono semplicemente il portato di un comune cemento giuridico-politico
giusnaturalista e liberale che sancisce il pluralismo in seno alla
democrazia liberale.

Ma perché non veniamo a sapere sulla stampa di tante sentenze della Corte che
condannano l'Italia per abusi in caso di equo processo, o in caso di tortura? E
perché non appellarsi alle violazioni dei diritti umani in caso di espulsioni o di
impedimento di libera circolazione delle persone? Che sono diritti umani alla stessa
stregua di quelli liberali? Le democrazie liberali non accettano diritti umani che
non siano la fotocopia dei propri atti fondativi, quindi in Europa, chi è fuori è
fuori, chi è dentro è dentro.

FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
09 novembre 2009

http://www.fdca.it

Traduzione italiana della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo
(Seconda Sezione), Strasburgo 3 novembre 2009 - Lautsi contro Italia:
http://setiitalia.altervista.org/sentenza.html


 
 
 

CONTRO FASCISMO E RAZZISMO CHIUDERE CASA POUND i

CONTRO FASCISMO E RAZZISMO CHIUDERE CASA POUND

 

Reggio Emilia antifascista si mobilita, dopo i danneggiamenti subiti dal Centro Sociale AQ16 e di fatto firmati da blocco studentesco, dopo le minacce verbali subite da studenti attivi nell’associazionismo antirazzista anche la nostra città entra nel novero di quei luoghi dove il fascismo ed il razzismo sempre più evidenziano espressioni e pratiche squadriste.

In una città, modificata nei suoi aspetti urbani, dove la speculazione edilizia e la bolla immobiliare hanno indebitato migliaia di famiglie, dove i migranti ne sono la parte più consistente, e dove si scarica con maggiore ferocia la crisi capitalista, le politiche di esclusione emanate dal governo non fanno altro che amplificare follie neocomunitarie , trasformando il territorio in un campo di esclusione sociale.

Un razzismo istituzionale che trova nella paura e nell’atomizzazione sociale un vasto campo di sperimentazione, che attraversa i partiti razzisti e fascisti come la Lega Nord o Casa Pound, per assestarsi come modello amministrativo di risposta ai crescenti bisogni sociali della parte più sofferente dei ceti colpiti dalla crisi, e ciò che è accaduto a Luzzara, dove è stata istituita una sezione di una scuola materna per soli stranieri, dove si è voluto disporre di argomentazioni burocratiche per nascondere un reale fatto di separazione razziale è lì a dimostrarci che è il senso comune che viene drammaticamente investito da tematiche razziste e fascistoidi.

A questa crisi, classica e tremendamente reale, i poteri forti di questo paese, mafie comprese, tentano in modo autoritario l’uscita, scaricandone l’intero costo, sociale, economico, e politico sui ceti subalterni e sul proletariato, non pensiamo che siano slegati i finanziamenti che riceve Casa Pound dal decreto sicurezza di Maroni, il golpe sindacale di CISL,UIL,UGL;FISMIC, dal libro bianco di Sacconi e  la persecuzione liberticida di Brunetta sui lavoratori del Pubblico Impiego.

Ciò che si vuole ridisegnare sono i rapporti sociali e politici in questo paese, dove i proletari non abbiano più alcuna tutela collettiva e generale, dove la democrazia non può essere esercitata al di fuori di grigie aule parlamentari , dove una dittatura mediatica  consapevolmente elaborata e praticata toglie libertà d’informazione ai cittadini ed ai lavoratori.

Opponiamoci a questo disegno ed a questa deriva culturale e politica, come un tempo fascismo e resistenze erano termini antitetici, che solo qualche neofascista cerca di accostare in nome di una nuova italianità, così nettamente oggi bisogna ricollocare il significato delle parole, il nostro antifascismo, la nostra opposizione al razzismo ed ai sistemi autoritari non sono mediabili, la libertà, la dignità il diritto ad una vita decorosa appartengono a tutti, e da tutti vanno difesi e praticati, nelle strade nei luoghi di lavoro e  nelle scuole.

 

 

Federazione dei Comunisti Anarchici sez. Reggio Emilia

Gr. Comunista Libertario F.lli Cervi Reggio Emilia

 

 

 

Manifestazione provinciale antifascista,  REGGIO EMILIA

SABATO 7 NOVEMBRE, ORE 14.30

concentramento Porta Santa Croce

Arrivo presso il monumento ai caduti della Resistenza

 
 
 

Manifestazione contro fascismo e razzismo. Chiudere Casa Pound Reggio Emilia

Post n°2 pubblicato il 06 Novembre 2009 da gatto_libertario
 

Manifestazione contro fascismo e razzismo.

Chiudere Casa Pound


R
eggio Emilia - Manifestazione antifascista sabato 7 novembre
Concentramento porta S.Croce ore 14.30


Il 20 dicembre 2008 apre anche a Reggio Emilia la sede locale
dell’organizzazione neofascista Casa Pound, situata in città in via
Montefiorino 10. L’organizzazione, nata a Roma nel 2003, apre oggi sedi
in moltissime città italiane forte degli appoggi finanziari e politici
provenienti dal PDL.

Chiara è subito l’intenzione dei poundisti, arruolare nuovi camerati
nelle scuole medie superiori attraverso il ramo studentesco “Blocco
Studentesco” per diventare in città ed in provincia il covo che potesse
fungere da punto di riferimento per tutta la feccia fascista locale.

Nella prima metà dell’anno si intensifica l’attività propagandistica di
blocco studentesco davanti alle scuole, si segnalano le prime
provocazioni contro studenti antifascisti. Il clima si surriscalda e si
arriva a minacce a sfondo sessista nei confronti di studentesse attive
nel movimento antirazzista.

Le scuole situate nel polo scolastico Makallè vengono a questo punto
presidiate costantemente da agenti digos, questa rimane ad oggi l’unica
risposta educativa dei dirigenti scolastici nei confronti di tensioni
che dalla società si riflettono nelle scuole.

Nel frattempo in tutto il paese si susseguono pestaggi, aggressioni e
violenze nei confronti di omosessuali, cittadini stranieri ed attivisti
di sinistra, la matrice è prevalentemente una: fascista. Per tutta
l’estate si procede alla politica dei respingimenti in mare dei barconi
carichi di migranti, entra in vigore il pacchetto sicurezza, centinaia
di persone affogano in mare, la responsabilità è del governo italiano,
in particolare del ministro degli interni leghista Maroni. Nella città
di Reggio Emilia, travolta da una crisi economica senza precedenti, si
tenta inutilmente di togliere a suon di ordinanze l’agibilità politica
dei movimenti antirazzisti dalle piazze del centro storico. L’ordinanza
verrà per ben tre volte sospesa.

Si registra nella notte tra il 23 ed il 24 ottobre un escalation:
durante un attacchinaggio militanti di blocco studentesco danneggiano le
strutture del Laboratorio Sociale AQ16. Il giorno seguente, i primi
attivisti del centro sociale giunti per aprire trovano vetri sfasciati,
grondaie divelte, bottiglie fracassate e i materiale esposti nella
bacheca dell’associazione Città Migrante strappati. La matrice è
palesemente rivendicata nei manifesti di blocco studentesco affissi sui
muri.

Viene organizzata nel pomeriggio una conferenza stampa per denunciare
pubblicamente l’aggressione. Nel giro di poche ore giungono sul posto un
centinaio di attivisti e simpatizzanti antifascisti. Si decide che la
risposta non può solo essere quella della denuncia ma è importante dare
un segnale forte. Un corteo di un centinaio di persone raggiunge la sede
di Casa Pound per restituire un po’ del frutto della politica fascista
seminata in città negli ultimi mesi, cioè: MERDA!

Nella nostra città si respira da troppi mesi aria pesante intrisa di
paura, odio e razzismo accompagnata dall’ascesa di forze politiche
xenofobe come la Lega Nord e la nascita di gruppi neofascisti come Casa
Pound. Si sta facendo di tutto per infangare la memoria antifascista
della nostra provincia partendo da un pericoloso revisionismo storico
della Resistenza Partigiana fino ad arrivare all’erosione dei più
elementari diritti del lavoro e di cittadinanza. Imprenditori politici
della paura stanno ipotecando il futuro della nostra città creando muri
ed apartheid che altro non faranno che alimentare la spirale
dell’insicurezza e della violenza.

 Diamo un segnale forte e chiaro da parte di quella città che non
 accetta supinamente leggi fasciste come il pacchetto sicurezza ed è
 disposta a disobbedirle. Reclamiamo il diritto di vivere liberi in una
 città libera da ronde e bande nere.

FACCIAMOCI SENTIRE, LA MISURA E’ COLMA! GUAI A CHI CI TOCCA.

                                                                      Laboratorio
                                                                      sociale
                                                                      AQ16

Manifestazione provinciale antifascista,  REGGIO EMILIA

SABATO 7 NOVEMBRE, ORE 14.30

concentramento Porta Santa Croce
Arrivo presso il monumento ai caduti della Resistenza

 
 
 
 
 

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