La Fiera Letteraria
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere
Ci sono crimini peggiori del bruciare libri...

...uno di questi è non leggerli.
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Post n°38 pubblicato il 16 Aprile 2012 da Greta_Swanson
Narra le vicende di vari personaggi nella Parigi post Restaurazione, in un arco di tempo di circa 20 anni (dal 1815 al 1833, con alcune digressioni alle vicende della Rivoluzione francese, delle Guerre napoleoniche, con particolare riguardo alla battaglia di Waterloo, e alle vicende politiche della Monarchia di luglio). I suoi personaggi appartengono agli strati più bassi della società, i cosiddetti "miserabili": persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà. È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Hugo racconta a 360° i suoi personaggi, rendendoli sublimi, e aggiunge al racconto capitoli di grande rilevanza storica (come ad esempio la battaglia di Waterloo, la struttura della città di Parigi, la visione sul clero e i monasteri dell'epoca, le opinioni sulla società e i suoi mali, il quadro della Francia post-restaurazione) che permettono al lettore di collocare i personaggi in un determinato contesto storico-sociale.E' un libro immenso e splendido, difficile da recensire per la trama abbastanza lunga ma costellata di meravigliosi stati d'animo messi sotto la luce brillante dello scrittore. Personaggi veri, sublimi che lasciano qualcosa di davvero profondo.
Victor Hugo - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°37 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da Greta_Swanson
«Di tutti i miei libri» confessò Charles Dickens «amo soprattutto David Copperfield. Nessuono potrà mai, leggendola, credere in questa narrazione più di quanto non vi abbia creduto io mentre la scrivevo.» E in effetti ben pochi scrittori hanno saputo catturare in modo più efficace le emozioni dell'infanzia e la sorpresa, la magia e il terrore del mondo quali li vedono gli occhi di un bambino.In realtà le avventurose esperienze di David Copperfield adombrano le vicende che hanno contrassegnato la vita dell'autore, che tuttavia riesce ad andare ben oltre il banale autobiografismo.Dickens descrive con rara incisività tutta una galleria di personaggi raccolti attorno alla figura del giovane protagonista, sino a formare una delle "commedie umane" più lette di ogni tempo. E il favore con il quale il romanzo fu accolto fin dal suo primo apparire nel 1850 non è mai venuto meno. Un bel libro.Un po' lento ma molto bello. Personaggi così buoni che probabilmente non potresti incontrare nella vita reale. Consigliato a chi crede nell'amore.
Charles Dickens - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°36 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da Greta_Swanson
Lev Tolstoj - Ed.Classici Mondadori *****
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Post n°35 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da Greta_Swanson
Oscar Wilde - Ed. Classici Mondadori giudizio ***** |
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Post n°34 pubblicato il 20 Novembre 2011 da Greta_Swanson
Scritto nel 1859 da un Tolstòj trentaduenne, La felicità domestica affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equilibri di coppia, del mutare dei rapporti coniugali, dalla piena, passionale sintonia di affetti agli equivoci, alle incrinature sempre più profonde, al distacco e all'indifferenza reciproca. Protagonisti sono una delicata fanciulla di diciassette anni, orfana, e il suo ben più maturo tutore, di cui lei s'innamora e che sposa. I primi anni di vita famigliare sono felici, allietati dalla nascita di due figli. Ma quando la moglie, ormai donna, scopre gli allettamenti della vita mondana, si allontana dal marito; per accorgersi poi, una volta superata la crisi, che lo sposo ha perso ogni interesse per lei. Con tocchi leggeri che ricordano la prosa di Turgenev e un fondo di ispirazione autobiografica - la storia giovanile con una ragazza sua vicina di casa in campagna, Valerija Arsèn'eva, che lo scrittore pensò effettivamente di chiedere in moglie -, Tolstòj tratta in queste pagine il delicato argomento dei rapporti coniugali con una finezza e un senso di inquietudine decisamente moderni, preparando la strada ai romanzi maggiori, da Guerra e pace a Anna Karenina.
Lev Tolstoj - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°33 pubblicato il 22 Giugno 2011 da Greta_Swanson
Victor Hugo - Ed.Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°32 pubblicato il 11 Maggio 2011 da Greta_Swanson
Henry James - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°31 pubblicato il 29 Aprile 2011 da Greta_Swanson
Pierre Louys - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°30 pubblicato il 09 Marzo 2011 da Greta_Swanson
Con "I Viceré" De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a "I Buddenbrook" di Thomas Mann, l'autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del "decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta" e le vicende dell'unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d'altra parte, la storia della Sicilia e dell'Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare.
Domenico De Roberto - Ed. Classici Mondadori giudizio *****
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Post n°29 pubblicato il 02 Marzo 2011 da Greta_Swanson
Emily Bronte - Ed. Classici Mondadori giudizio ***** |
LUCI DELLA RIBALTA - CHAPLIN

Franz Kafka

Fedor Dostoevskij
Artur Conan Doyle

Enrik Ibsen

Virginia Woolf

Agatha Christie

Oscar Wilde


Centro della vicenda è la tragica passione della bellissima aristocratica Anna per il brillante ma superficiale Vronskij. E' una donna che ha sfidato le regole, i precetti, le abitudini del suo tempo; è andata oltre il periodo storico in cui la mente di Tolstoj l'ha creata, arrivando fino ai giorni nostri e riuscendo a farci trovare in lei molti aspetti della vita di una donna moderna. Anna Karenina non invecchierà mai. È combattuta tra la fedeltà imposta dal sacro vincolo del matrimonio e la passione struggente per un uomo molto più giovane di lei. In un'epoca ottocentesca in cui regna omologazione e ristrettezza sentimentale, Anna rappresenta un vento a dir poco rivoluzionario. Una storia di sentimenti forti, come l'amore materno, l'attrazione o l'infatuazione, la gelosia e la paura. E soprattutto la consapevolezza e la volontà di sfidare le convenzioni del proprio mondo che Anna finisce per non sentire più suo sono rappresentate dal geniale Tolstoj con straordinaria profondità psicologica. Tolstoj ha la capacità di farti vivere le sensazioni, di sentire gli odori, di vedere con gli occhi di Anna, di gioire e soffrire con lei. Parallelamente si svolge la storia dell'amore pulito e a lieto fine tra Levin e Kitti, due giovani che dopo alcune esitazioni, coronano il loro sogno d'amore e vivono un sentimento scevro da contaminazioni.
Nelle tenebre illuminate da candele, da più di tre secoli, il fantasma di Sir Simon si aggira tra le antiche stanze del castello di Canterville. Da buon fantasma usa tutte le armi in suo possesso per terrorizzare gli inquilini del castello fino a quando arriva un'audace famigliola americana che lo sconfiggerà a colpi di fionda e scetticismo. Il fantasma, ormai stanco e sconsolato, verrà aiutato dalla dolce Virginia che cambierà per sempre il suo destino. All'interno del libro anche la più celebre storia de "Il principe felice" e "Il pescatore e la sua anima". Come sempre Wilde non delude anche se si tratta di racconti ch'egli scrisse per i suoi figli... La sua mano si sente in ogni riga letta.Teneri e inquietanti, elegantissimi nel loro stile raffi nato e studiatissimo e, nel contempo, inaspettatamente pervasi di un'ingenua sincerità, i racconti brevi di Oscar Wilde raccolti in questo volume con testo originale a fronte sono quattro piccoli capolavori della letteratura di tutti i tempi. Nel Fantasma di Canterville Wilde riesce a mescolare magistralmente l¿ironia e l¿orrore, il patetico e il sublime, in una storia originalissima che testimonia lo sconcertante impatto tra il razionalismo del Nuovo Mondo e il pathos romantico dei castelli inglesi.
Nell'Inghilterra di inizio Settecento un bizzarro vagabondo, Ursus, poeta e filosofo di strada, raccoglie due orfani e li educa all'avventurosa vita dei girovaghi. Insieme formano una compagnia di mimi e vanno alla scoperta della splendida e miserabile società inglese dell'epoca.Ma il ragazzo, deformato nel volto da un continuo ghigno, nasconde un segreto. E quando scopre per caso la sua vera origine, vede il proprio destino incrinarsi...L'uomo che ride, percorso da un brivido di inquietudine e mistero, è non solo uno dei capolavori assoluti dell'autore dei Miserabili ma senz'altro la sua opera più notturna, onirica e visionaria.
La trama de L'altra casa risale al 1893, quando James era strenuamente impegnato nel tentativo di realizzarsi come drammaturgo. Tre anni dopo questo romanzo di morte e violenza - che porta evidenti tracce della sua primigenia ispirazione drammatica - vide la luce a puntate su "The Illustrated London News" e fu quindi pubblicato in volume. Sul letto di morte Julia strappa al marito, Tony Bream, una promessa: la loro Effie non dovrà mai soffrire le angherie di una matrigna e quindi egli non potrà risposarsi, almeno fino a che la figlia sarà viva. Questa assurda promessa segna le vicende dei protagonisti del romanzo, due uomini e due donne, e l'intersecarsi dei loro legami affettivi. Intorno alla silenziosa figura della bambina, James mette a fuoco le passioni inespresse, l'ordito dei sentimenti, i sotterranei conflitti dell'animo dei suoi personaggi. Narrazione serrata e avvincente di una tragedia basata sul denaro, la gelosia, l'ossessione amorosa, L'altra casa si rivela una costruzione perfetta e spietata e svela, ancora una volta, il male annidato sotto una superficie rassicurante.
Nell'antica Alessandria d'Egitto lo scultore Demetrio, amante della regina Berenice, è l'uomo più desiderato. Ma lui vuole solo la cortigiana Criside e per conquistarla compie un triplice delitto rubando per lei tre oggetti sacri alla dea Aphrodite. Un sacrilegio che non potrà non essere punito... Erotismo ed esotismo uniti a una scrittura dolce e velenosa, dal ritmo rapinoso: questi gli ingredienti che decretarono lo straordinario successo di pubblico e di critica di Aphrodite (1896), vero e proprio bestseller con il quale si chiuse l'Ottocento letterario. «Un'opera di beltà» lo definì d'Annunzio, «perfettamente riuscito» lo descrisse Valéry, mentre di «un'arte prodigiosa» parlò Debussy. Minuzioso affresco storico, duello d'amore e di morte, amalgama di immaginazione ed erudizione costruito sul tema tipicamente decadentista del rapporto tra arte e vita, Aphrodite è considerato il migliore dei romanzi parnassiani. Incentrato su quello che Poe considerava il più poetico dei soggetti, la morte di una bella donna, colpisce ancora oggi per la licenziosità e la sensualità delle sue scene così come per l'estrema ricercatezza dello stile e la ricchezza delle descrizioni, in una prosa sempre preziosa, raffinata, sottilmente ammiccante.
Heathcliff, figlio di ignoti, è stato allevato da Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heathcliff che trova conforto in Catherine, sorella di Hindley, di cui si innamora. Rifiutato dalla ragazza, fugge. Tornato dopo tre anni, trova Catherine sposata a Edgar Linton di cui sposa la sorella che, per vendicarsi, maltratta. Catherine intanto muore, tormentata dal rinato amore per Heathcliff, dopo aver avuto una bambina. La rabbia di Heathcliff si scatena anche contro Hareton, il figlio di Hindley, ormai ridotto in suo potere. Heathcliff muore distrutto dal suo stesso odio. Infine la figlia di Catherine, Cathy, e Hareton potranno vivere felicemente insieme.
Inviato da: briccone2005
il 03/05/2012 alle 15:00
Inviato da: animalacerata0606
il 11/02/2012 alle 23:02
Inviato da: The_Painted_Veil
il 30/01/2012 alle 19:07
Inviato da: briccone2005
il 13/01/2012 alle 12:01
Inviato da: briccone2005
il 06/01/2012 alle 19:19