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"Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi

Post n°269 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da bibliofilis
 
Foto di bibliofilis

Non è un libro facile. Affronta temi forti di dura realtà alternati a bellissime lezioni di letteratura che invogliano a leggere o rileggere capolavori come Lolita,  Il grande Gatsby od Orgoglio e pregiudizio. Dopo Persepolis mi è servito per approfondire alcuni aspetti della cultura iraniana (o meglio persiana) che continuo a ritenere sorprendente nella sua saggezza e profondità.

Continua a lasciarmi perplessa il "come" la popolazione si sia abituata e adattata alle leggi sempre più discriminanti che si sono riversate sul paese. Come si passa da un paese civile e occidentale a un paese arretrato e integralista? Non riesco a spiegarmelo. Se avessi dovuto vivere alcune situazioni narrate nel libro credo che mi sarei suicidata o... sarei scappata.

Il romanzo racconta la storia vera della protagonista, insegnante di letteratura inglese all'università di Theran, che si vede costretta a dimettersi e decide di coinvolgere un gruppo di studentesse in seminari settimanali di letteratura tenuti in casa propria. Via via che il velo e le maschere di facciata cadono si conoscono le vite, le paure, e le insicurezze delle ragazze.

Indimenticabile e forte.

"Le sarebbe mai stato possibile passeggiare mano nella mano con chi le piaceva? Non lo sapeva. Era come il velo. Per lei non significava più nulla, eppure senza si sarebbe sentita persa. Lo aveva sempre portato. Ma era lei a volerlo?"

"Tornai dunque la bambina che ero stata quando prendevo il primo libro che mi capitava sottomano e mi buttavo in un angolo a leggerlo per ore. Assassinio sull'Orient Express, Ragione e sentimento, Il maestro e Margherita, Herzog, Il dono, Il conte di Montecristo, Tutti gli uomini di Smiley - i libri della biblioteca di mio padre, delle librerie di seconda mano, delle case degli amici. Li leggevo tutti, come un alcolizzato che annega il suo dolore inespresso. Se mi rivolsi ai libri fu perché erano l'unico rifugio che conoscevo, ciò di cui avevo bisogno per sopravvivere, per proteggere una parte di me stessa che sentivo sempre più in pericolo."

"C'è un altro modo di dire persiano che si usa spesso nei momenti di difficoltà e smarrimento. Se un uomo riversa tutti i suoi problemi sulla pietra, questa lo ascolterà. A volte però la pietra non riesce più a sopportare il peso e si spacca."

 
 
 

Niki de Saint Phalle

Post n°268 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da bibliofilis
 
Foto di bibliofilis

http://nikidesaintphalle.org/

Bellissima mostra allestita al Museo del Corso su questa scultrice-architetta di ispirazione gaudiana.

Ne avevo già parlato qui dopo aver visitato il suo Giardino dei Tarocchi http://blog.libero.it/librincontri/7615851.html  e la mostra me l'ha fatto apprezzare di più. Alcune opere erano veramente pacchiane ma altre molto carine: mi sono piaciuti i piccoli  animali colorati e poi un quadro che rappresentava la sua storia d'amore. In stile fumetto, in questo quadro c'erano tanti disegni di situazioni vissute insieme  al suo compagno, che una volta che lei fosse morta non avrebbero più potuto vivere...  

E poi adoro la "nana" nera: raffigurazione di una donna cicciona tutta nera!!! Con vestiti coloratissimi e l'aria di divertirsi un mondo. Senza contare che il "Nana power" è tutto un programma.

Scoprire che molte sue opere sono a San Diego mi ha fatto pensare a chi si è trasferito a vivere lì...e gliel'ho fatto sapere! Buon divertimento!

 
 
 

Causa di forza maggiore di Amelie Nothomb

Post n°267 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da bibliofilis
 
Foto di bibliofilis

Le prime pagine fanno sorridere e catturano il lettore in un vortice senza ritorno di equivoci, supposizioni e salti nel buio. La parte centrale è un pochino ripetitiva ma nel finale, a sorpresa come sempre, l'autrice si riprende come al suo solito. Il nodo centrale della trama è un cambio di identità e una melodia prodotta da un numero di telefono ottenuta digitando i tasti di un apparecchio con questa funzione... io non credo proprio che sarei in grado di memorizzarla e riprodurla ma magari è solo questione di allenamento.

"Le banche tengono ai propri clienti prodigiosamente indebitati tanto quanto ai loro miliardari, soprattutto se il loro passivo viene dopo una fortuna: i banchieri si convincono che se un uomo è stato ricco è capace di rifarsi. Se resta indebitato è perché ha investito"

Rapinare una banca é sbagliato, aprirne una.... é criminale! (Paolo Rossi, comico)

 
 
 

Racconti satirici e umoristici di Heinrich Boll

Post n°266 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da bibliofilis
 
Foto di bibliofilis

Scoprii questo scrittore grazie a una delle mie migliori amiche che aveva molto amato "Le opinioni di un clown". In quel libro il protagonista è un clown fallito, accanito bevitore, che si ritrova completamente solo a riflettere di politica e vita con un cinismo acuto e deprimente.  Premio Nobel per la letteratura meritatissimo. In questo libro il tono è molto diverso, giocosamente ironico e ho riso di gusto tanto da volerlo regalare alla mia amica che spero lo apprezzerà quanto me. Il mio racconto preferito, anche in virtù della mia ricca collezione di tazze, è il seguente:

Da "Il destino di una tazza senza manico"
Riflessioni della tazza:
Walter mezz'ora fa, prima che iniziasse la festa coi regali, ha fatto le bolle di sapone e ora mi indica col dito. Suo padre scuote il capo, accenna col dito al trenino nuovo fiammante che Walter ha avuto in regalo ma Walter scuote la testa e io so, mentre il vetro si appanna di nuovo, che al più tardi fra mezz'ora sarò di nuovo dentro nella stanza...

 
 
 

Suite francese di Irene Nemirovsky

Post n°265 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da bibliofilis
 
Foto di bibliofilis

Di sicuro uno dei più bei libri di questa scrittrice...

Un giorno vorrei amare anch'io la mia nuova casetta con tutti i suoi pregi e i suoi difetti come la sig.ra Michaud che rientra in casa dopo essere scappata a causa della guerra e aver temuto di non ritrovarla più:

“Mentre il marito saliva lento la scala, lei si slanciava avanti, ritrovando le gambe e il fiato di quand’era ragazza. Mio Dio, quante volte aveva imprecato contro quella scala buia, contro quell’appartamento che mancava di armadi a muro, che non disponeva di un bagno (tanto che avevano dovuto mettere una tinozza in cucina), per non parlare dei termosifoni che si guastavano regolarmente in pieno inverno! E ora quel piccolo universo chiuso, ovattato, dove lei era vissuta per quindici anni e che racchiudeva fra le sue pareti ricordi così dolci, così caldi, le veniva restituito…”

Lucile, protagonista della seconda parte, è apparentemente docile e insignificante ma dimostra coraggio, caparbietà, forza e dignità! Mi piace. La sento vicina:

Dai pensieri di Lucile sulla suocera: “Le creature passionali sono semplici, lei lo odia, punto e basta. Beati quelli che possono amare e odiare davvero, senza tante storie, senza sfumature, senza incertezze.”

Sull'affascinante ufficiale tedesco....

“L’anello dalla pietra rosso scuro che l’ufficiale portava al dito lo intralciava; se lo levò e, meccanicamente, lo porse a Lucile. Lei lo prese e lo tenne un attimo in mano, tiepido ancora delle sue dita, e lo fece scintillare alla pallida luce grigia che cadeva dalla finestra…”

“Quando parlava in tedesco, specie con quel tono di comando, la sua voce assumeva una sonorità vibrante e metallica che procurava all’udito di Lucile un piacere simile a quello di un bacio un po’ brutale che finisce in un morso. Si portò piano le mani alle guance brucianti e disse a se stessa: Fermati! Allontana i tuoi pensieri da lui, sei su una china pericolosa…”

E ora la dura realtà. In appendice a questo meraviglioso libro c'è il carteggio del marito della Nemirovsky con vari personaggi influenti che spera possano far tornare a casa la donna finita in un campo di concentramento. Scriverà lettere per molti mesi non sapendo che già dopo tre settimane dalla sua cattura la moglie era finita nella camera a gas...  e proprio la sua insistenza porterà presto anche alla sua cattura! Dopo aver letto questa lettera ho pianto per la commozione e per l'emozione: un uomo che ama alla follia:

Lettera di Michel epstein 19 settembre 1942

“Cerchi di sapere se sarebbe possibile che io e mia moglie ci scambiamo i posti. Io potrei forse essere più utile al posto suo e lei starebbe meglio qui. Se questo è impossibile, mi portino almeno vicino a lei, insieme staremmo meglio.” Irene era morta il 17 agosto precedente.

 
 
 
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Data di creazione: 21/10/2007
 

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