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FRASI SPARSE.
«Per sopravvivere agli assalti degli atei come dei veri credenti mi sono tenuto nascosto nelle biblioteche, tra pile di volumi pieni di polvere, per nutrirmi di miti e cimiteriali leggende. Ho fatto festini di panico e terrore di cavalli imbizzarriti, di cani latranti, di gatti impazziti... briciole scosse da lapidi tombali. Col passare degli anni, i miei compatrioti del mondo invisibile svanirono uno a uno, mentre i castelli crollavano o i nobili affittavano i loro giardini visitati dagli spiriti a club femminili o a tenutari di tavole calde con alloggio. Privati delle nostre dimore, noi, spettrali errabondi dell'universo, siamo sprofondati nel catrame, nelle latrine, in sfere di incredulità, di dubbio, di mortificazione, o di assoluta derisione.»
Ray Bradbury, Sull'Orient, direzione nord.
FRASI SPARSE
«… nella carrozza entrò un uomo che cominciò a suonare un violino che sembrava fatto con una vecchia scatola di lucido da scarpe e, nonostante io non abbia proprio senso musicale, quei suoni mi colmarono delle più strane emozioni. Mi pareva di udire una voce di lamento provenire dall’Età dell’Oro. Mi diceva che noi siamo imperfetti, incompleti, non più simili ad una bella tela intessuta, ma piuttosto come un fascio di corde annodate insieme e gettate in un angolo. Diceva che il mondo era un tempo interamente perfetto e generoso e che quel mondo perfetto e generoso esisteva ancora, ma sepolto come un cumulo di rose sotto tante palate di terra. Gli esseri fatati e i più innocenti tra gli spiriti vi avevano dimora e si dolevano del nostro mondo caduto nel lamento delle canne mosse dal vento, nel canto degli uccelli, nel gemito delle onde e nel soave pianto del violino. Diceva che presso di noi i belli non hanno senno e gli assennati non sono belli e che i nostri momenti migliori sono offuscati da qualche volgarità, o dalla trafittura di un triste ricordo, e che il violino deve rinnovarne sempre il lamento. Diceva che soltanto se coloro che vivono nell’Età dell’Oro potessero morire per noi sarebbe possibile essere felici perché quelle voci tristi si acquieterebbero, ma loro debbono cantare e noi lacrimare finché le porte eterne non si spalancheranno.»
William Butler Yeats, Il crepuscolo celtico.
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“La donna è mobile. Viaggio attraverso un topos letterario."
Post n°98 pubblicato il 15 Giugno 2011 da CarloBajaGuarienti
“La donna è mobile”. Viaggio attraverso un topos letterario con Renzo Tosi Reggio Emilia, 16 giugno 2011 ore 21.00.
Dopo il successo della serata inaugurale con lo storico Valerio Massimo Manfredi, dedicata a “Narrazione storica e narrazione letteraria”, e al secondo convegno con Marcello Colitti, l’Associazione Amici del Liceo Classico Ariosto - Accademia dei Furiosi propone un nuovo incontro con il grecista Renzo Tosi. L’appuntamento, dedicato al tema “La donna è mobile: viaggio attraverso un topos letterario”, è fissato per Giovedì 16 Giugno alle ore 21.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto “G. Garibaldi”, Via Franchetti 7. Moderatore dell’incontro sarà il presidente dell’Associazione, il prof. Luciano Lanzi.
Renzo Tosi si è laureato in Letteratura Greca all'Università di Bologna, dove dal 2000 è professore ordinario di Lingua e letteratura greca. I suoi principali interessi riguardano l'esegesi antica e la tradizione indiretta dei classici: si è occupato dei meccanismi interni di lessicografia e scoliografia, delle loro relazioni con la letteratura bizantina, della loro funzione interpretativa nei confronti dei classici. È autore di numerose pubblicazioni su letteratura, lessicografia e filologia. Si è inoltre occupato della tradizione dei proverbi, pubblicando fra gli altri studi un Dizionario delle sentenze latine e greche. Ulteriori interessi sono rivolti a Eschilo, al mondo bizantino, a Tucidide e agli studi classici alla fine del diciottesimo secolo.
L’associazione culturale “Amici del liceo classico Ariosto – Accademia dei Furiosi” nasce nel 2011 per iniziativa di un gruppo di ex allievi e professori appartenenti a diverse generazioni e diverse esperienze professionali proponendosi – come afferma lo statuto – quattro obiettivi: mantenere viva la tradizione culturale di cui il Liceo Classico “L. Ariosto” è espressione, organizzare e promuovere - anche in collaborazione con altri enti - attività culturali rivolte alla comunità scolastica e alla cittadinanza, rinsaldare i rapporti di amicizia tra gli ex alunni dell'Istituto creando nuove occasioni di incontro fra le generazioni, promuovere forme di sostegno alla comunità scolastica.
Ingresso libero. Per informazioni: amicidellariosto@libero.it |
AUTOPROMOZIONE
Carlo Baja Guarienti, La guerra dei montanari. Guelfi e ghibellini fra Reggio, il Frignano e la Garfagnana, Antiche Porte 2010, pp. IX+130, 10€. 
“Se nelle strade cittadine si scontrano quotidianamente compagnie di giovani legate alle principali famiglie nobiliari, fra i valichi montani si combatte una guerra fatta di rapide incursioni e saccheggi nei territori nemici”: è quella che sarà chiamata “Guerra dei montanari”, i cui protagonisti e capi carismatici – un po' condottieri e un po' banditi – transiteranno poi dalla storia alle leggende e al folklore della montagna.
Carlo Baja Guarienti (Università di Ferrara) ricostruisce sulle fonti originali i particolari – luoghi, personaggi, moventi politici e umani – di uno scontro che insanguina per anni i due versanti dell'Appennino: uno studio che intreccia le vicende del territorio reggiano e modenese a quelle dei grandi Stati europei mostrando il ruolo giocato da individui all'apparenza marginali sullo scacchiere della Storia.
Info:
Antiche Porte editrice, tel. 0522.433326, info@anticheporte.it
AUTOPROMOZIONE

G. Bebbi, Reggio nel Cinquecento, a cura di C. Baja Guarienti, Reggio Emilia, Antiche Porte 2007.
www.anticheporte.it
Le Guerre civili di Reggio tra Bebij e Scaioli di Giambattista Bebbi, opera conservata in cinque copie manoscritte presso la Biblioteca «A. Panizzi» di Reggio Emilia, rappresentano l’affresco di vent’anni di vita della Reggio rinascimentale: dall’inizio del XVI secolo attraverso la conquista da parte delle truppe papali, avvenuta nel 1512, e fino al rientro di Alfonso I nella città recuperata al plurisecolare dominio estense, le vicende reggiane sono ricostruite intorno alla sanguinosa faida fra guelfi e ghibellini.
Le strade e le chiese sono teatro di una spirale di vendette destinata ad allargarsi e a celebrare il proprio culmine nella strage del luglio 1517, che vede il duomo trasformato dai guelfi in un mattatoio in cui perdono la vita il governatore Giovanni Gozzadini e i capi della parte ghibellina. In primo piano, dunque, le vicende reggiane e il governo di Francesco Guicciardini, successore di Gozzadini, sullo sfondo i grandi avvenimenti del tempo: le Guerre d’Italia, il transito delle truppe europee - francesi, spagnole, estensi, papali, imperiali – e il susseguirsi di Giulio II della Rovere, Leone X de’ Medici e Adriano VI di Utrecht al soglio pontificio.
Il tutto è rappresentato da un punto di vista unico, insieme viziato e privilegiato: Giambattista Bebbi, che scrive trent’anni dopo la conclusione della faida, è figlio e nipote dei capi della parte guelfa e, pur scrivendo in una Reggio ormai pacificata, consegna alla storia la propria versione della rivalità che per più di una generazione ha dominato la storia cittadina.
BLOG AMICI.
Davide Bianchini http://davidebianchini.blogspot.com/
Pier Francesco Grasselli http://ultimocubalibre.blogspot.com/
Ciro Andrea Piccinini www.ciropiccinini.com

Inviato da: puzzle bubble
il 09/05/2012 alle 22:23
Inviato da: Davide
il 01/06/2010 alle 06:44
Inviato da: mondi
il 21/06/2009 alle 15:49
Inviato da: CarloBajaGuarienti
il 20/04/2009 alle 10:33
Inviato da: giane
il 09/04/2009 alle 00:26