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licsi35pe
   
 
Creato da licsi35pe il 09/03/2012

SENZA PRETESE

...secondo la giornata...

 

una cartolina da Scorzč..

Post n°227 pubblicato il 18 Luglio 2014 da licsi35pe

 

Sono ospite, come sempre, di mia nipote e da qui scrivo.
Sto bene, in ottima compagnia..i. miei quattro pronipoti, ormai grandicelli, mi coccolano ed io ne sono felice. E' una compagnia "viva"  e ne gusto ogni momento così come mi beo in quest'angolo di mondo sereno e fuori dal caos cittadino.
L'idea di ritornare mi crea ansia ma dovrò farlo...vediamo come si mettono le cose. Vi ricordo e saluto tutti con affetto...licia

 
 
 

campagna..

Post n°226 pubblicato il 14 Luglio 2014 da licsi35pe

AMICI CARISSIMI, VADO UN PO' IN VACANZA,
GIUSTO UN PO'!

ARRIVEDERCI PRESTO!

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Tre ragioni per essere felice

La prima ragione è quando mi sveglio, perchè ho tutta una giornata davanti a me per fare bene tutto ciò che non ho potuto fare ieri, e quindi sono felice. La seconda ragione è a mezza giornata, perchè, se non sono riuscito a fare molto, ho ancora davanti a me una mezza giornata per migliorare e me ne rallegro.
La terza ragione è alla sera, perchè la giornata è finita e se è andata bene sono felice, se invece è andata male sono felice che sia finita
(detto cinese)
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Grazie, cari amici!

Post n°225 pubblicato il 12 Luglio 2014 da licsi35pe



grazie, Antonio!
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grazie, Tina!

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grazie, Giuilia!

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grazie, Giovanni!

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GRAZIE DI CUORE ANCHE AGLI AMICI CHE MI HANNO
FESTEGGIATO CON I LORO MESSAGGI E TELEFONATE:
MARCO...DOLCE...PINO...RENZO...ENRICO...GIORGIO
LIDIA...MIMMO...CARLO

UN FORTE ABBRACCIO A TUTTI/E

licia

 

 
 
 

dilemma

Post n°224 pubblicato il 09 Luglio 2014 da licsi35pe

Ridere ècorrere il rischio...
di passare per stupido!
Piangere ècorrere il rischio...
di passare per sentimentale!
Pretendere da qualcuno 
è correre il rischio... di impegnarsi!
Esternare i propri sentimenti
è correre il rischio... di essere rifiutato!
Esporre i tuoi sogni davanti alla gente
è correre il rischio... di essere ridicoli!
Amare è correre il rischio...
di non essere corrisposto!
Darsi da fare nelle avversità 
è correre il rischio... di sbagliare!
Però i rischi si devono prendere,
perché il pericolo più grande nella vita
è quello di non rischiare mai.
La persona che non rischia niente, non fa niente,
non possiede niente, non è... niente!
Deve evitare di soffrire e di penare...
Però non può imparare, sentire, cambiare, crescere o amare...
È uno schiavo incatenato dalle sue incertezze...
Solo la persona che sa rischiare... è libera!
Che la tua vita
sia sempre.......A COLORI

 

 

 
 
 

il bacio

Post n°223 pubblicato il 02 Luglio 2014 da licsi35pe

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Foto: A nessuno mai potrai spiegare l'incredibile sensazione del primo bacio, di ogni primo bacio che hai dato.  C'è una serie di secondi in cui la prossemica impazzisce e anche lei smette di dar definizioni.  Quando tra le labbra non restano che millimetri.  Si, proprio in quell'infinitamente breve lasso di tempo e di spazio. E ci pensi adesso e quella distanza appare colmarsi così lentamente nel ricordo... sono nanosecondi di piacere estremo, culminati infine dall'incontro della labbra.  Ed ogni volta, ad ogni primo bacio, quell'emozione  ti riempie di brividi dentro e ti suggerisce due piccole parole ma di una carica emotiva eccezionale:
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 A nessuno mai potrai spiegare l'incredibile sensazione del primo bacio,
di ogni primo bacio che hai dato.
C'è una serie di secondi in cui la prossemica impazzisce
e anche lei smette di dar definizioni.
Quando tra le labbra non restano che millimetri.
Si, proprio in quell'infinitamente breve lasso di tempo e di spazio.
E ci pensi adesso e quella distanza appare colmarsi
così lentamente nel ricordo...
sono nanosecondi di piacere estremo,
culminati infine dall'incontro della labbra.
Ed ogni volta, ad ogni primo bacio, q
uell'emozione ti riempie di brividi dentro
e ti suggerisce due piccole parole
ma di una carica emotiva eccezionale:
"Siamo Uno"!

Anton Vanligt
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sarebbe bello...

Post n°222 pubblicato il 26 Giugno 2014 da licsi35pe

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Prendere Tutto il Bello della Vita.

Ruba tutti i colori del mondo
e dipingi la tela della tua vita
eliminando il grigio delle paure e delle ansie.
Abbandona i tuoi vecchi abiti mentali
e vestiti di allegria.

Omar Falworth

 
 
 

Ts: parco Revoltella

Post n°221 pubblicato il 20 Giugno 2014 da licsi35pe

Il parco di villa Revoltella fa parte delle bellezze di Trieste...è immerso in una zona di vaste aree boschive che si estendono per circa 50.000 mq. ed è per la quasi totalità costruito in pendenza con un'unica entrata per il pubblico. L'ingresso si apre con un cancello di ferro battuto e come si entra ci si trova immediatamente in un parco che nulla ha a che fare con qualcosa di "solito"...c'è la Portineria, chiamiamola casetta del custode con tanto di tappeto che, se l'avessimo per caso dimenticato, ci dice giorno, mese anno...ma proseguiamo! La vista si apre sul laghetto dei pesci rossi e tartarughine mentre un bel zampillo ne rinfresca le acque in continuità. Colpisce, subito dietro, la chiesa: quella superiore e quella inferiore, piccolina ma molto accogliente. E' dedicata a San Pasquale Baylon, dove nella cripta riposano le salme del Barone Pasquale Revoltella a fianco della madre. Dovunque si giri lo sguardo, secolari alberi ci vengono incontro e incamminandosi, ecco le vecchie scuderie! Un tempo cavalli di razza ne vivevano la storia, oggi vengono usate ancora ma per usi meno "nobili". Notevoli sono le serre di vetro e ghisa che si affacciano sul tipico giardino all'italiana. L’area della scalinata, con la statua di Pinocchio sulla fontana e il sottostante campo di basket, una pista di pattinaggio per la gioia dei bambini. La bellissima villa ottocentesca che fu del barone Pasquale Revoltella, ricco, colto e illuminato mecenate, votato per propria scelta ad essere single, è posta in fondo a viali e vialetti che si intersecano tra di loro, ma ti danno pure il tempo di riposare perchè le panchine fanno parte del paesaggio. Ancora oggi, la villa conserva quel tono dignitoso e di semplicità austera del tempo. Statue ed aiuole ne danno colore e gioia e da lì si gode un panorama stupendo. Il barone Pasquale Revoltella, nato a Venezia da umile famiglia e poi trasferitosi a Trieste, seppe costruirsi una notevole fama di imprenditore ed economista. Legatissimo alla sua città d'adozione, ne lasciò tutte le ricchezze che aveva accumulato nella sua vita.

 


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       laghetto all'ingresso           chiesa S.Pasquale                      davanti la villa   


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                         dal parco                                    viale ombreggiato  

 
 
 

tanto per gradire

Post n°220 pubblicato il 13 Giugno 2014 da licsi35pe

Un contadino dello stato indiano di Ahjana è diventato nuovamente padre all'età di 96 anni. Il primo figlio l'ha avuto a 94 anni conseguendo il primato di padre più vecchio del mondo. Il suo segreto? Svegliarsi presto al mattino, castità giovanile e una dieta vegetariana e niente alcool

Quando un milionario passa a miglior vita...anche i suoi eredi

La donna più prolifica al mondo è stata la russa Valentina Vassilyeva che nel '700 ha dato alla luce 69 figli. Ha partorito 27 volte: 16 gemellari, 7 tri-gemellari e 4 quatri-gemellari.

L'amore è cieco...solo il matrimonio può ridarti la vista

Il primato sessuale più "interesante" lo detiene un 42enne americano, l'uomo con il pene più lungo al mondo. In particolari  momenti di passione  raggiunge la misura di  34 cm. E' diventato famoso quando all'aeroporto di S.Francisco è stato permato dalla Polizia per un sospetto rigonfiamento ai pantaloni. Si può immaginare la sorpresa dei poliziotti al momento della "perquisizione"!!

La cosa triste non è andare al cimitero ..ma rimanerci

Un nuovo arrivato si presenta alle soglie del Paradiso e viene accolto da San Pietro:
"Guarda, vedrai che ti troverai bene. Qui ci sono tutti i comfort. Ora ti porto in giro per i gironi del Paradiso, cosi' scegli dove vuoi stare".
San Pietro lo porta nel primo girone, dove man mano si sentono delle urla strazianti sempre piu' crescenti.
"Eccellenza, cosa sono queste urla cosi' strazianti? Non siamo in Paradiso, qui?"
"Si', si', non ti devi preoccupare. Sono i nuovi arrivati e gli stanno facendo i buchi sulla schiena per mettere le ali".
Allibito, il neo arrivato non profferisce parola, e il giro prosegue.
Arrivano al secondo girone e, nuovamente, si sentono delle urla strazianti.
"Eccellenza, e qui cosa succede?"
"Oh, nessun problema. Sono i nuovi arrivati, e gli stanno facendo dei buchi in testa per metterci le aureole"
"Eccellenza, a questo punto ho deciso. Vado all'Inferno"
"All'Inferno? Pensaci bene. Guarda che non ti conviene: li' ti mettono la coda"
E il tizio: "Si', pero' il buco c'e' gia'..."

Il dentista: Da che parte mangia di solito?
Il paziente: Nei paraggi della stazione!

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osmizza

Post n°219 pubblicato il 06 Giugno 2014 da licsi35pe


Le osmizze sono un luogo di ritrovo e di antica tradizione  di Trieste (in particolar modo sul Carso). L'osmiza è un locale, a conduzione familiare,  ricavato nelle cantine o nei cortili delle case stesse dei proprietari in cui vengono venduti alimenti e bevande prodotti esclusivamente con quanto a loro disposizione,  come ad esempio salumi, uova, formaggi, radichio e, naturalmente, vino.
I vini a disposizione sono generalmente il rosso e il bianco della casa, serviti in brocche da litro; sono vini dal carattere deciso e, di frequente, un po' asprigno, decisamente non dal gusto "amabile". Non è raro che, a fine pasto, si possa scegliere di ordinare anche una grappa digestiva, sempre di produzione casalinga: le grappe che è più facile trovare sono quelle alle erbe, dalla gradazione alcolica abbastanza elevata (sopra i 40°). Il servizio
Storicamente le osmize sono nate sotto l'Austria, ma  diversi documenti attestano la loro esistenza in periodo medioevale. Nel 1784 l'Imperatrice  Maria Teresa 
autorizzava i contadini carsici a vendere agli avventori vino, mosto di frutta e generi alimentari vari, purché prodotti da loro stessi; la vendita poteva avvenire per periodi di otto giorni consecutivi (la parola osmiza in effetti deriva dalla parola slovena osmen, che significa otto) o multipli di otto durante tutto l'arco dell'anno, anche più volte nel corso dello stesso anno, lasciando alla discrezione dei proprietari la scelta di orari e prezzi. L'unica condizione che si imponeva di rispettare (oltre, naturalmente, a quella della produzione casalinga) era che l'osmiza venisse indicata con una frasca in bella vista lungo la strada e sulla casa dove si vendevano i prodotti, pena la confisca dell'attività. Ancora oggi si continua la tradizione di indicare le osmize con una frasca, generalmente accompagnata da una freccia che indica la direzione da seguire per raggiungere il luogo desiderato. Ci sono circa una quarantina di osmize, sparse per tutto il Carso  L'orario delle osmize e la loro apertura è fortemente variabile: per non avere brutte sorprese è sempre bene chiamare per controllarne l'apertura.

 
 

 
 
 

la Pulzella..

Post n°218 pubblicato il 30 Maggio 2014 da licsi35pe

Rientro con la vicenda terrena della Pulzella d'Orleans, che tutti conosciamo ma che oggi ce la ricorda tra i santi. Trovo la sua vita interessante e perciò....

Giovanna d'Arco,  la cui vicenda terrena è comprensibile solo nel tragico contesto degli anni finali della guerra dei cent'anni tra Francia e Inghilterra, nacque a Domremy in Lorena da famiglia contadina. Non frequentò la scuola  e non ebbe una particolare formazione. Fin da bambina, tuttavia, mostrò un interesse sorprendente per le vicende politiche  e nel 1425, quando la Francia sconfitta, aveva dovuto accettare una pace umiliante, cominciò a sentire delle voci che la invitavano alla corte di Francia  per fare incoronare il successore al trono e procedere alla liberazione del paese. Il messaggio sembrava incredibile, lei non sapeva da dove incominciare ma aveva una fede viva e un abbandono assoluto alla volontà divina insieme con una grande prudenza umana.
Dopo varie traversie che sembrano inverosimili, riuscì ad arrivare al Delfino, successore al trono di Francia, e a convincerlo della sua missione. E' solo il primo passo, il prossimo è liberare dagli inglesi la città di Orleans di grande importanza strategica.  Giovanna riesce anche in questa impresa...è ferità ma rompe l'assedio, libera la città e il Delfino può essere finalmente  incoronato re nella vicina Remis con il nome di Crlo VII. Ella ha progetti ancora più estesi, vuole risanare l'esercito, convincere i comandanti a riportare entusiasmo e disciplina  tra la truppa. Il re è tuttavia titubante  e Giovanna cade in un'imboscata a lei tesa da Giovanni di Lussemburgo. Ceduta agli inglesi è rinchiusa in carcere e trattata con grande severità. Viene accusata  di stregoneria  per screditarla agli occhi del popolo...infine è condannata a morte e bruciata sul rogo nella piazza del mercato di Ruen il 30 maggio del 1431. ...aveva 19 anni.  II seme della riscossa diffuso dal cuore di Giovanna  portò tuttavia  frutto e la guerra dei cent'anni  si concluse con la sconfitta degli inglesi e la loro espulsione dalla Francia. Venne dunque rivisto il suo processo ed ella venne riabilitata, tanto davanti alle autorità politiche  che a quelle religiose.  Divenuta simbolo di fede  e di eroismo e di amore per la Patria, venne proclamata santa  nel 1920 alla conclusione del primo conflitto mondiale.

                                           

                                      Giovanna d'Arco all'incoronazione di Carlo VII in un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingres nel Museo del Louvre a Parigi

 
 
 
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