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Durante L’Angelus di ieri, a piazza San Pietro, non è stato pronunciato il nome di Emanuela quando invece sono stati ringraziati persino quelli della Federazione tiri con l’arco. La folla gridava “vergogna” e, per quanto possa sembrare doloroso, si assiste sempre di più a una forma di scollamento fra i fedeli e gli alti prelati. Erano circa un migliaio le persone presenti a Roma durante la marcia per la verità organizzata dal fratello di Emanuela, Pietro; tutti uomini che non accettano di vivere senza che siano svelati dei misteri lunghi ventinove anni. La Chiesa non mi sembra che stia attraversando un momento eccezionale: prima lo scandalo delle carte segrete del Pontefice, appena svelate nel libro-inchiesta di Nuzzi, fino ad arrivare al licenziamento di Ettore Gotti Tedeschi dallo Ior, la banca del Vaticano. Ratzinger - che di errori ne ha fatti davvero tanti all’epoca in cui era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – sembra un uomo sempre più solo, e tra intrighi, interessi e veleni, pochi sono coloro che cercheranno di salvare il salvabile. Ma come ci ricorda Guido Vecchi dalle colonne del Corriere, lo stesso Consalvi – segretario di stato di Pio VII – rispose a Napoleone che voleva distruggere la Chiesa: “Non ci riuscirà, maestà! Non ci siamo riusciti anche noi”. Oggi, sembra più difficile crederlo!
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Trovo inadeguato l’atteggiamento del Papa e dell’intero Vaticano riguardo al caso di Emanuela Orlandi.
Inviato da: Pascal1083
il 15/11/2012 alle 10:03
Inviato da: massimocoppa
il 13/11/2012 alle 19:20
Inviato da: Pascal1083
il 29/05/2012 alle 19:39
Inviato da: massimocoppa
il 29/05/2012 alle 12:48
Inviato da: Pascal1083
il 15/05/2012 alle 14:16