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Post n°63 pubblicato il 29 Maggio 2012 da Pascal1083
La politica, con le sue istituzioni e i partiti, è rimasta a galla sospirando e rastrellando – grazie all’indifferenza di tutti – un po’ di fiducia qua e là, per poi affogare di nuovo in un vortice senza fine. Così, oggi, il calcio cerca invano di ricominciare senza mezzi, strutture e speranze. Una tangentopoli calcistica, che non può arrestarsi ora e ha il dovere di andare fino in fondo. Al di là delle responsabilità penali, che sono tutte da confutare, emerge uno scenario triste che colpisce al cuore di chi, come il sottoscritto, è cresciuto rincorrendo un pallone per strada, nei cortili e persino nelle scuole. Verrebbe voglia di smetterla, chiudere la porta e dire basta! Perché il pallone non è un gruppo di zingari e calciatori comprati che barattano una partita per poche migliaia di euro, ma è quello praticato – con passione, fatica e sudore - per le strade, nei campetti in terra battuta, fra i vicoli delle case; il pallone è quello discusso e seguito negli stadi, nei bar, o a cena con gli amici. Il calcio è Baggio, Zanetti, Del Piero, Maldini, e non le combine che emergono dai fascicoli delle procure. Stanno e stiamo uccidendo un sogno. Perché un domani, anche grazie a noi e al nostro immobilismo, tutto ricomincerà daccapo: “Show must go on”, che lo schifo abbia inizio!
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Sembra incredibile, ma anche il mondo del calcio, come la politica molti anni fa, appare affetto da una grave malattia incurabile.
Inviato da: Pascal1083
il 15/11/2012 alle 10:03
Inviato da: massimocoppa
il 13/11/2012 alle 19:20
Inviato da: Pascal1083
il 29/05/2012 alle 19:39
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il 29/05/2012 alle 12:48
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il 15/05/2012 alle 14:16