LILA'S INFERNO
«Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può soppravvivere. Di certo non ero nata per una vita da blogger.»
Santo?

DUBITO
(MARCO TRAVAGLIO citando INDRO MONTANELLI)
Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.
Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».
(Stefano Benni)
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Post n°139 pubblicato il 12 Maggio 2008 da LilaCulpepper
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Post n°138 pubblicato il 15 Aprile 2008 da LilaCulpepper
Io G. G. sono nato e vivo a Milano Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Questo bel Paese Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Questo bel Paese Mi scusi Presidente Io non mi sento italiano Io non mi sento italiano |
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Post n°137 pubblicato il 06 Aprile 2008 da LilaCulpepper
...nella forma e nel cooooolore......è in trasformaaazione...... |
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Post n°136 pubblicato il 23 Gennaio 2008 da LilaCulpepper
Stamattina ho appreso della morte dell'attore Australiano Heath Ledger:
Heath Ledger is now in Hell, and has begun serving his eternal
Ecco.... una persona del genere, per quanto mi riguarda, merita MORIRE. Merita le peggiori e durature sofferenze, merita il peggio che questa vita può riservare ad un essere umano. E' IGNOBILE non avere rispetto di fronte alla morte, il dolore delle persone che hanno perso un figlio, un fratello, un papà. La morte fa già schifo, e il dolore che porta è devastante, e questa gente non si rende conto di acutizzare questa sofferenza, non si rendono conto che lo stanno uccidendo due volte. Spero di tutto cuore che capiti loro qualcosa di BRUTTO, spero che capiti a tutte le persone che infliggono dolore a persone che non hanno alcuna colpa. Questi pregiudizi sentenziosi e schifosi devono morire assieme a questi personaggi ignobili. |
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Post n°135 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da LilaCulpepper
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Post n°134 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da LilaCulpepper
Mi conosco. Quando mi arrabbio divento un mostro in preda alla furia. |
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Post n°133 pubblicato il 06 Dicembre 2007 da LilaCulpepper
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Post n°132 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da LilaCulpepper
Giornale inglese: griffati i mocassini rossi. L'azienda non conferma
![]() Papa Benedetto XVI CITTÀ DEL VATICANO - Occhiali da sole dal design moderno e giovanile, dotati di lenti ampie e fascianti, portati anche durante udienze particolarmente assolate; cappello da baseball di colore bianco con la visiera calata sulla fronte usato la scorsa estate durante le prime vacanze trascorse ai piedi delle Alpi, nel corso delle quali era solito indossare anche una giacca sportiva da montagna portata con disinvoltura sulla lunga veste bianca. Ma, il particolare estetico che colpisce di più è un paio di mocassini rossi firmati Prada, casa di moda tra le più esclusive. È il look che Benedetto XVI sfoggia nei momenti di relax e, qualche volta, anche nel corso di pubbliche cerimonie. Un modo di vestire che non disdegna di farsi "contagiare" da proposte casual e persino firmate. Altro che papa tradizionalista. Non è poco, per un anziano di 78 anni, anche se ben portati. Ne parla, con una certa sorpresa e con grande evidenza, nelle edizione di ieri il quotidiano di Londra Independent, che riprende il Tablet, giornale cattolico britannico. L'Independent racconta le recenti polemiche esplose nei palazzi pontifici per il cambio dei sarti papali, incarico assolto fino a papa Wojtyla dalla storica sartoria Gammarelli, ma che Benedetto XVI ha preferito affidare al negozio Euroclero, dove si è sempre servito da cardinale. La stampa internazionale, in sostanza, scopre un modo di vestire di Benedetto XVI che, per alcuni aspetti, smentisce l'immagine che per anni hanno avuto quanti non lo hanno potuto conoscere bene, o non lo hanno mai visto da vicino, meno che mai nella sua quotidianità, limitandosi a scorgere in Ratzinger solo il severo custode dell'ortodossia, essendo stato per circa 24 anni prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'ex Sant'Uffizio. Anni vissuti nel rigore e nella riservatezza, durante i quali spesso e volentieri l'allora cardinale Ratzinger amava indossare vesti nere e coprirsi il capo con un basco - nero anch'esso -, quando andava al lavoro o durante la consueta passeggiata pomeridiana che - tempo permettendo - era solito fare nel vicino Borgo Pio, vestendo sempre come un prete "qualsiasi". La stessa tonaca nera e lo stesso basco nero, indossati dal cardinale Ratzinger anche il 17 aprile, la vigilia del Conclave, quando nel pomeriggio uscì furtivamente dalla casa per entrare in Vaticano attraverso la porta di S. Anna. Anche quel giorno, Ratzinger vestiva come un prete e, certamente, non immaginava che il giorno dopo sarebbe riapparso in pubblico vestito con i bianchi paramenti papali. L'esordio, però, dal punto di vista estetico non fu dei più felici, e non per colpa di Benedetto XVII. Alla prima udienza pubblica, il nuovo Papa si presentò, infatti, con una veste piuttosto corta. È stato questo il motivo che ha indotto l'entourage papale a cambiare sartoria? Una cosa è certa: da allora Ratzinger non ha avuto più problemi in materia di look. Come sembra dimostrare l'uso dei mocassini Prada, anche se la nota casa di moda ha espresso sulla scelta dell'augusto cliente sorpresa ma anche soddisfazione, pur celate dietro un rigoroso riserbo. |
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Post n°131 pubblicato il 23 Novembre 2007 da LilaCulpepper
"Gente comune" è un film che desideravo vedere da tempo, in quanto fan di Timothy Hutton.
![]() Non penso di poterlo descrivere, né di poter rendere a parole tutte le emozioni che mi ha trasmesso. Posso solo dire che se siete alla ricerca di un film vero, sincero, lucido, per niente disincantato pur se difficilissimo, toccante, molto duro e molto, molto triste, ma soprattutto VERO. Volete un film lontano da inutili stereotipi e sentimentalismi? Ma dico DAVVERO privo di sentimentalismi, lagne, scene madri. Un film che nonostante si allontani da tutti questi trucchetti fin troppo furbi, riesce sinceramente a commuovere. Non risparmia una punta di amarezza, ma quella è inevitabile. Vi consiglio, se potete, di procurarvelo. Ne vale veramente la pena. |
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Post n°130 pubblicato il 20 Novembre 2007 da LilaCulpepper
![]() Indagato don Di Noto Perquisita dalla GdF la sede di Avola dell’associazione antipedofilia Meter e indagato per falso il presidente don Fortunato di Noto. Secondo la Procura di Catania il sacerdote il 6 novembre, dopo un furto di 100 euro nella sede di Meter, avrebbe diffuso la ‘falsa e tendenziosa notizia’ che era stato un raid vandalico, un grave gesto intimidatorio ai danni di un’associazione fortemente esposta nella lotta contro la pedofilia. E aveva incassato immediata solidarietà da politici e istituzioni. Dal sito ANSA ...Nel caso qualcuno non lo conoscesse, don di Noto mesi fa è stato ospite della puntata di Anno Zero dedicata alle pedofilia nel clero. Già a suo tempo non sembrò una garanzia di fiducia o credibilità, basti ricordare lo sguardo spiritato da cannarolo che sfoggiò durante tutta la puntata, e certe uscite veramente poco felici. Inutile dire che da quando ho letto questa notizia, sono in preda ad attacchi di orgasmi multipli e involontari che potrebbero andare avanti fino a stasera.... |
I FURBETTI DEL PRELATINO

L'UOMO CANNONE
Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò
e oltre il viola della veste
nel viola io volerò
quando il pastore tedesco
puro e sincero diventerà
senza passare per il prelato
l'ultimo treno prenderà
in faccia ai bigotti
e ai cristiani
il mio nome scintillerà
dalle porte della basilica
il giorno si bloccherà
EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA.
CANTAMI, O DIVA
CONOSCI IL TUO NEMICO
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PAROLE DI BURRO
Mia madre non riuscì a dire <<Ti amo>>.
[...]<<Non dirmi che tu non la vedi>>.
Lei si lasciò andare.
<<Io la vedo dappertutto>>. disse respirando di sollievo.
<<Anche in California era dappertutto: sugli autobus o per strada , davanti alle scuole, quando passavo in macchina. Vedevo i capelli, ma la faccia non era la sua, oppure vedevo il fisico o le sue mosse. Vedevo sorelle grandi con i fratelli piccoli o due ragazzine che sembravano sorelle e pensavo a quello che Lindsay avrebbe avuto, un rapporto completamente perso, sia per lei che per Buckley, e lì restavo folgorata perché anch'io me ne ero andata[...]
<<Insomma, se ti dicessi che dieci minuti fa Susie era in questa stanza, cosa diresti?>>.
<<Che sei pazzo, e che probabilmente è vero>>.
Papà seguì col dito il profilo di mamma e si fermò alle labbra. Le labbra si dischiusero appena appena.
<<Ti devi chinare>> le disse. <<Sono pur sempre un malato>>.
E guardai i miei genitori che si baciavano. Tennero gli occhi aperti e mia madre fu la prima a piangere, le lacrime caddero sulle guance di mio padre finché non pianse anche lui."
(Amabili resti - Alice Sebold)
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