Creato da LilaCulpepper il 08/10/2006
LILA'S INFERNO
«Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può soppravvivere. Di certo non ero nata per una vita da blogger.»
Santo?

DUBITO
“Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti. Quando qualcuno mi dice che stiamo andando
verso il fascismo, vorrei quasi rispondere:magari! Il fascismo è brutto, ma passa. Invece andiamo
incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiam saputo amministrare il
nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al prete. Ecco dove
nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Non siamo
religiosi: siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di
Dio gli italiani non se lo pongono. Perciò non siamo mai stati una Nazione: l’unico Stato che
conosciamo è quello Pontificio”.
.
(MARCO TRAVAGLIO citando INDRO MONTANELLI)
(MARCO TRAVAGLIO citando INDRO MONTANELLI)
«Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca, per inchinarsi a un cristo di legno.
Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.
Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».
(Stefano Benni)
Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.
Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».
(Stefano Benni)
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LA CASTA
Post n°129 pubblicato il 15 Novembre 2007 da LilaCulpepper
Finalmente si scopre di cosa stavano parlando Rizzo e Stella....
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I FURBETTI DEL PRELATINO

L'UOMO CANNONE
Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò
e oltre il viola della veste
nel viola io volerò
quando il pastore tedesco
puro e sincero diventerà
senza passare per il prelato
l'ultimo treno prenderà
in faccia ai bigotti
e ai cristiani
il mio nome scintillerà
dalle porte della basilica
il giorno si bloccherà
EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato con periodicità ma solo con stronzate. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
CANTAMI, O DIVA
...del pelìde blogger l'ira funesta!
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Citazioni nei Blog Amici: 6
PAROLE DI BURRO
"Lì mi resi conto di quanto
desiderassi trovarmi dov'era mia madre. L'amore che papà aveva per lei
non stava nel guardarsi indietro e amare qualcosa che non sarebbe mai cambiato.
Era amare mia madre per tutto: per il suo cuore spezzato e la sua fuga, per il
suo essere lì in quel momento prima che il sole sorgesse e il personale
dell'ospedale entrasse nella stanza. Era sfiorare quei capelli col dorso di un
dito e conoscere ma sondare lo stesso senza paura la profondità dei suoi
occhi d'oceano.
Mia madre non riuscì a dire <<Ti amo>>.
[...]<<Non dirmi che tu non la vedi>>.
Lei si lasciò andare.
<<Io la vedo dappertutto>>. disse respirando di sollievo.
<<Anche in California era dappertutto: sugli autobus o per strada , davanti alle scuole, quando passavo in macchina. Vedevo i capelli, ma la faccia non era la sua, oppure vedevo il fisico o le sue mosse. Vedevo sorelle grandi con i fratelli piccoli o due ragazzine che sembravano sorelle e pensavo a quello che Lindsay avrebbe avuto, un rapporto completamente perso, sia per lei che per Buckley, e lì restavo folgorata perché anch'io me ne ero andata[...]
<<Insomma, se ti dicessi che dieci minuti fa Susie era in questa stanza, cosa diresti?>>.
<<Che sei pazzo, e che probabilmente è vero>>.
Papà seguì col dito il profilo di mamma e si fermò alle labbra. Le labbra si dischiusero appena appena.
<<Ti devi chinare>> le disse. <<Sono pur sempre un malato>>.
E guardai i miei genitori che si baciavano. Tennero gli occhi aperti e mia madre fu la prima a piangere, le lacrime caddero sulle guance di mio padre finché non pianse anche lui."
(Amabili resti - Alice Sebold)
ARCHIVIO
Mia madre non riuscì a dire <<Ti amo>>.
[...]<<Non dirmi che tu non la vedi>>.
Lei si lasciò andare.
<<Io la vedo dappertutto>>. disse respirando di sollievo.
<<Anche in California era dappertutto: sugli autobus o per strada , davanti alle scuole, quando passavo in macchina. Vedevo i capelli, ma la faccia non era la sua, oppure vedevo il fisico o le sue mosse. Vedevo sorelle grandi con i fratelli piccoli o due ragazzine che sembravano sorelle e pensavo a quello che Lindsay avrebbe avuto, un rapporto completamente perso, sia per lei che per Buckley, e lì restavo folgorata perché anch'io me ne ero andata[...]
<<Insomma, se ti dicessi che dieci minuti fa Susie era in questa stanza, cosa diresti?>>.
<<Che sei pazzo, e che probabilmente è vero>>.
Papà seguì col dito il profilo di mamma e si fermò alle labbra. Le labbra si dischiusero appena appena.
<<Ti devi chinare>> le disse. <<Sono pur sempre un malato>>.
E guardai i miei genitori che si baciavano. Tennero gli occhi aperti e mia madre fu la prima a piangere, le lacrime caddero sulle guance di mio padre finché non pianse anche lui."
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