LILA'S INFERNO
«Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può soppravvivere. Di certo non ero nata per una vita da blogger.»
Santo?

DUBITO
(MARCO TRAVAGLIO citando INDRO MONTANELLI)
Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno.
Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro».
(Stefano Benni)
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Gente comune
Post n°131 pubblicato il 23 Novembre 2007 da LilaCulpepper
"Gente comune" è un film che desideravo vedere da tempo, in quanto fan di Timothy Hutton.
![]() Non penso di poterlo descrivere, né di poter rendere a parole tutte le emozioni che mi ha trasmesso. Posso solo dire che se siete alla ricerca di un film vero, sincero, lucido, per niente disincantato pur se difficilissimo, toccante, molto duro e molto, molto triste, ma soprattutto VERO. Volete un film lontano da inutili stereotipi e sentimentalismi? Ma dico DAVVERO privo di sentimentalismi, lagne, scene madri. Un film che nonostante si allontani da tutti questi trucchetti fin troppo furbi, riesce sinceramente a commuovere. Non risparmia una punta di amarezza, ma quella è inevitabile. Vi consiglio, se potete, di procurarvelo. Ne vale veramente la pena. |
I FURBETTI DEL PRELATINO

L'UOMO CANNONE
Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò
e oltre il viola della veste
nel viola io volerò
quando il pastore tedesco
puro e sincero diventerà
senza passare per il prelato
l'ultimo treno prenderà
in faccia ai bigotti
e ai cristiani
il mio nome scintillerà
dalle porte della basilica
il giorno si bloccherà
EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA.
CANTAMI, O DIVA
CONOSCI IL TUO NEMICO
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PAROLE DI BURRO
Mia madre non riuscì a dire <<Ti amo>>.
[...]<<Non dirmi che tu non la vedi>>.
Lei si lasciò andare.
<<Io la vedo dappertutto>>. disse respirando di sollievo.
<<Anche in California era dappertutto: sugli autobus o per strada , davanti alle scuole, quando passavo in macchina. Vedevo i capelli, ma la faccia non era la sua, oppure vedevo il fisico o le sue mosse. Vedevo sorelle grandi con i fratelli piccoli o due ragazzine che sembravano sorelle e pensavo a quello che Lindsay avrebbe avuto, un rapporto completamente perso, sia per lei che per Buckley, e lì restavo folgorata perché anch'io me ne ero andata[...]
<<Insomma, se ti dicessi che dieci minuti fa Susie era in questa stanza, cosa diresti?>>.
<<Che sei pazzo, e che probabilmente è vero>>.
Papà seguì col dito il profilo di mamma e si fermò alle labbra. Le labbra si dischiusero appena appena.
<<Ti devi chinare>> le disse. <<Sono pur sempre un malato>>.
E guardai i miei genitori che si baciavano. Tennero gli occhi aperti e mia madre fu la prima a piangere, le lacrime caddero sulle guance di mio padre finché non pianse anche lui."
(Amabili resti - Alice Sebold)
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