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Creato da LilaCulpepper il 08/10/2006

LILA'S INFERNO

«Una storia come la mia non andrebbe mai raccontata, perché il mio mondo è tanto proibito quanto fragile, senza i suoi misteri non può soppravvivere. Di certo non ero nata per una vita da blogger.»

 

 

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Il diavolo veste Prada

Post n°132 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da LilaCulpepper

Giornale inglese: griffati i mocassini rossi. L'azienda non conferma
Tra le novità estetiche, gli occhiali da sole, anche durante incontri pubblici
Il look di Papa Ratzinger
spuntano le scarpe Prada

di ORAZIO LA ROCCA

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Papa Benedetto XVI

CITTÀ DEL VATICANO - Occhiali da sole dal design moderno e giovanile, dotati di lenti ampie e fascianti, portati anche durante udienze particolarmente assolate; cappello da baseball di colore bianco con la visiera calata sulla fronte usato la scorsa estate durante le prime vacanze trascorse ai piedi delle Alpi, nel corso delle quali era solito indossare anche una giacca sportiva da montagna portata con disinvoltura sulla lunga veste bianca. Ma, il particolare estetico che colpisce di più è un paio di mocassini rossi firmati Prada, casa di moda tra le più esclusive. È il look che Benedetto XVI sfoggia nei momenti di relax e, qualche volta, anche nel corso di pubbliche cerimonie. Un modo di vestire che non disdegna di farsi "contagiare" da proposte casual e persino firmate. Altro che papa tradizionalista. Non è poco, per un anziano di 78 anni, anche se ben portati.

Ne parla, con una certa sorpresa e con grande evidenza, nelle edizione di ieri il quotidiano di Londra Independent, che riprende il Tablet, giornale cattolico britannico. L'Independent racconta le recenti polemiche esplose nei palazzi pontifici per il cambio dei sarti papali, incarico assolto fino a papa Wojtyla dalla storica sartoria Gammarelli, ma che Benedetto XVI ha preferito affidare al negozio Euroclero, dove si è sempre servito da cardinale.

La stampa internazionale, in sostanza, scopre un modo di vestire di Benedetto XVI che, per alcuni aspetti, smentisce l'immagine che per anni hanno avuto quanti non lo hanno potuto conoscere bene, o non lo hanno mai visto da vicino, meno che mai nella sua quotidianità, limitandosi a scorgere in Ratzinger solo il severo custode dell'ortodossia, essendo stato per circa 24 anni prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'ex Sant'Uffizio.

Anni vissuti nel rigore e nella riservatezza, durante i quali spesso e volentieri l'allora cardinale Ratzinger amava indossare vesti nere e coprirsi il capo con un basco - nero anch'esso -, quando andava al lavoro o durante la consueta passeggiata pomeridiana che - tempo permettendo - era solito fare nel vicino Borgo Pio, vestendo sempre come un prete "qualsiasi". La stessa tonaca nera e lo stesso basco nero, indossati dal cardinale Ratzinger anche il 17 aprile, la vigilia del Conclave, quando nel pomeriggio uscì furtivamente dalla casa per entrare in Vaticano attraverso la porta di S. Anna.

Anche quel giorno, Ratzinger vestiva come un prete e, certamente, non immaginava che il giorno dopo sarebbe riapparso in pubblico vestito con i bianchi paramenti papali. L'esordio, però, dal punto di vista estetico non fu dei più felici, e non per colpa di Benedetto XVII. Alla prima udienza pubblica, il nuovo Papa si presentò, infatti, con una veste piuttosto corta.

È stato questo il motivo che ha indotto l'entourage papale a cambiare sartoria? Una cosa è certa: da allora Ratzinger non ha avuto più problemi in materia di look. Come sembra dimostrare l'uso dei mocassini Prada, anche se la nota casa di moda ha espresso sulla scelta dell'augusto cliente sorpresa ma anche soddisfazione, pur celate dietro un rigoroso riserbo.

 
 
 
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I FURBETTI DEL PRELATINO

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L'UOMO CANNONE

L'assalto di Florian Sperling

Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò
e oltre il viola della veste
nel viola io volerò
quando il pastore tedesco
puro e sincero diventerà
senza passare per il prelato
l'ultimo treno prenderà
in faccia ai bigotti
e ai cristiani
il mio nome scintillerà
dalle porte della basilica
il giorno si bloccherà

 

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA.

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PAROLE DI BURRO

"Lì mi resi conto di quanto desiderassi trovarmi dov'era mia madre. L'amore che papà aveva per lei non stava nel guardarsi indietro e amare qualcosa che non sarebbe mai cambiato. Era amare mia madre per tutto: per il suo cuore spezzato e la sua fuga, per il suo essere lì in quel momento prima che il sole sorgesse e il personale dell'ospedale entrasse nella stanza. Era sfiorare quei capelli col dorso di un dito e conoscere ma sondare lo stesso senza paura la profondità dei suoi occhi d'oceano.
Mia madre non riuscì a dire <<Ti amo>>.
[...]<<Non dirmi che tu non la vedi>>.
Lei si lasciò andare.
<<Io la vedo dappertutto>>. disse respirando di sollievo.
<<Anche in California era dappertutto: sugli autobus o per strada , davanti alle scuole, quando passavo in macchina. Vedevo i capelli, ma la faccia non era la sua, oppure vedevo il fisico o le sue mosse. Vedevo sorelle grandi con i fratelli piccoli o due ragazzine che sembravano sorelle e pensavo a quello che Lindsay avrebbe avuto, un rapporto completamente perso, sia per lei che per Buckley, e lì restavo folgorata perché anch'io me ne ero andata[...]
<<Insomma, se ti dicessi che dieci minuti fa Susie era in questa stanza, cosa diresti?>>.
<<Che sei pazzo, e che probabilmente è vero>>.
Papà seguì col dito il profilo di mamma e si fermò alle labbra. Le labbra si dischiusero appena appena.
<<Ti devi chinare>> le disse. <<Sono pur sempre un malato>>.
E guardai i miei genitori che si baciavano. Tennero gli occhi aperti e mia madre fu la prima a piangere, le lacrime caddero sulle guance di mio padre finché non pianse anche lui."


(Amabili resti - Alice Sebold)


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