Creato da lilith_0404 il 20/02/2005

A Room of One's Own

This is my letter to the world, That never wrote to me, The simple news that Nature told, With tender majesty. Her message is committed To hands I cannot see; For love of her, sweet countrymen, Judge tenderly of me!

 

 

Itaca

Post n°350 pubblicato il 04 Agosto 2009 da lilith_0404

- Quando partite?

- Domenica prossima. Andremo prima a San Benedetto dai nostri amici, poi insieme, da Bari, ci imbarcheremo  per la Grecia.

- Dove, in Grecia?

- Abbiamo preso un appartamento, a Itaca… sai, quella dell’Odissea…

 (Il nome basta a evocare tante immagini, di scene lette nei libri e viste nei film… non so se vorrei confrontare questi ‘ricordi’ letterari con la realtà, ma questo problema non si pone, non sarò io ad andare a Itaca.)

- Oh, certo, l’Odissea… c'é anche quella poesia di Kavafis, la conosci?  No?  Te la cercherò, è bella, parla dello spirito con cui vivere il viaggio…

- Ok, allora ciao, ti chiamo quando arriviamo…

- Ciao, fate buon viaggio ...

- A  proposito, e tu, dove andrai in ferie?

- Oh, io… al parco dell’Oglio :-)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

     

 
 
 

Beato tra le donne

Post n°349 pubblicato il 26 Luglio 2009 da lilith_0404

Pare un gineceo.

Il commento è di una collega anziana, ma il tono è tollerante, senza riprovazione.

In effetti, da un mese a questa parte, l’universo femminile dell’ufficio ha cominciato a ruotare intorno a un nuovo centro di gravità,  il piccolo della collega,  a turno  indaffarate a cullarlo, cambiarlo, nutrirlo, vezzeggiarlo.

In questo  nuovo equilibrio che si è creato, la componente maschile adulta dell’universo ufficio è come scomparsa, relegata, almeno per ora, ai margini del microcosmo  che ruota intorno all’ultimo nato.  Magari più avanti verrà anche il loro momento, ma per ora va bene così.

Lui, il bambino che la mamma chiama folletto, sgrana sul mondo intorno i suoi occhi grigio scuro, incurante che a cullarlo sia una o l’altra delle tante donne che gli ruotano intorno.

 

 
 
 

La ginestra

Post n°348 pubblicato il 12 Luglio 2009 da lilith_0404

Nei giorni scorsi  il senato ha approvato  in via definitiva il Ddl con cui viene cancellato il referendum di 22 anni fa che aveva  bandito dall’Italia le centrali nucleari. Entro sei mesi  il governo dovrà localizzare i siti dove costruire le centrali e smaltire le scorie radioattive.   

L’hanno chiamata ‘Legge sviluppo’ .

Per associazione di idee,  leggendo che  durante i lavori del G8 le first ladies sono state accompagnate a visitare i luoghi del terremoto in Abruzzo, mi sono tornati in mente i versi di una poesia studiata a scuola, tanti anni fa:: 

A queste piagge venga colui che d'esaltar con lode il nostro stato ha in uso,
e vegga quanto è il gener nostro in cura all'amante natura.
E la possanza , qui, con giusta misura, anco estimar potrà dell'uman seme,
cui la dura nutrice, ov'ei men teme,
con liève moto, in un momento annulla in parte,
e può con moti poco men lièvi, ancor subitamente annichilare in tutto.
Dipinte in queste rive
son dell'umana gènte
Le magnifiche sorti e progressive.

(g.leopardi - La ginestra)

 

 
 
 

Cavie

Post n°347 pubblicato il 09 Luglio 2009 da lilith_0404

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

I versi della poesia di Saba mi salgono alle labbra mentre leggo incredula ed inorridita su una rivista un articolo che racconta come si arrivò a praticare il primo trapianto di cuore ad opera del chirurgo sudafricano Christiaan Barnard.

A suscitare il mio raccapriccio una fotografia che mostra un cane, a cui fu ‘trapiantata’ una seconda testa, allo scopo di affinare e mettere a punto le tecniche chirurgiche che sarebbero state in seguito  applicate nei trapianti di organi sugli esseri umani.

Leggendo la descrizione dei fatti riportata nell'articolo, non posso evitare di pensare a quanto ho letto tempo fa circa gli esperimenti che i medici nazisti e giapponesi compivano usando come cavie i prigionieri dei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Non riesco a vedere una sostanziale differenza tra il comportamento degli scienziati di allora e il comportamento dei medici che hanno impiantato la seconda testa al povero animale.

La mia esperienza col passare degli anni mi ha portato a convincermi che ci sia un fondamento di verità nell’affermazione che tempo fa mi è capitato di sentire, secondo la quale chi non ama gli animali, non ama neppure le persone, e quello che leggo nell’articolo riguardo al medico che compì la memorabile impresa del primo trapianto di cuore  non fa che confermarmi nella  mia convinzione.

Una volta di più, più conosco gli uomini, più apprezzo gli animali.

  

  

 
 
 

germogli

Post n°346 pubblicato il 24 Maggio 2009 da lilith_0404

E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;

 

L’altro giorno mentre con la mia Alita facevamo la solita passeggiata siamo passate per una strada che avevano asfaltato da pochi giorni. Il catrame era ancora di un bel nero scuro e lucido, la segnaletica pavimentale ancora da fare, ma in alcuni punti l’asfalto era sollevato e sconnesso, e dalle fessure uscivano dei germogli verdi.

 

Questo episodio mi è tornato in mente stamattina, mentre vedevo in televisione una trasmissione in cui parlavano del Brasile e delle condizioni di vita degli schiavi che venivano impiegati nelle miniere d’oro nei secoli scorsi. Condizioni inumane, da starci male a sentirle raccontare...   

La storia è piena di queste situazioni, e il presente non è diverso dal passato sotto questo aspetto. Ma nonostante questo, quei germogli che uscivano dall’asfalto stavano lì a dirmi che la vita è più forte. E ho pensato alla mia collega, che tra pochi giorni avrà il suo primo  bambino, nonostante che a ottobre compia quarantasette anni. 


la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire".

  

 

 
 
 

Basta il pensiero

Post n°345 pubblicato il 26 Aprile 2009 da lilith_0404

È troppo carina, e la devo raccontare. Riguarda ancora il bambino del post 340.  Voleva anche lui  farmi gli auguri e portarmi un regalo di compleanno, e aveva pensato ad una cosa che ai suoi occhi era sicuramente preziosa: una scatoletta contenente i dentini caduti di suo fratello più grande ( lui ha solo quattro anni e ha ancora i denti da latte) .

"Ma cosa se ne fa la zia dei dentini di tuo fratello?" gli ha chiesto la mamma.

"Li mette sotto il cuscino e la fata dei dentini sai quanti soldi le porta?" è stata la risposta  del piccolo.

Ai suoi occhi quella scatoletta contiene un vero e proprio tesoro.

E mentre ascoltavo mia sorella raccontarmi questo episodio, mi è tornata in mente una poesia di Jairo Anibal Nino che ho letto tempo fa:

 

 

Per il tuo onomastico
ti hanno fatto regali molto costosi:
un profumo di marca, un anello,
un portamine d’oro, dei pattini,
delle scarpe Nike e una bicicletta. 

Io ti ho portato solo
un mucchio di semi: d’arancio,
di pino, di cedro, d’araucaria,
di rampicanti, di mogano e di quercia,
in una scatola antica color tabacco. 

I semi sono pazienti
e aspettano il loro luogo e il loro momento. 

Non avevo i soldi per comprarti cose di lusso.
Volevo solo regalarti un bosco

   

 

 
 
 

Et moi, dans mon coin...

Post n°344 pubblicato il 21 Aprile 2009 da lilith_0404

Mi è capitato di leggere in questi giorni un articolo in cui si parlava di Rita Levi Montalcini, che festeggerà domani il suo centesimo compleanno.

Io  ne faccio oggi cinquanta, e sarà che  questo numero è così tondo, che ispira riflessioni, bilanci e ripensamenti,  mi era venuto in mente di intitolare questo post ‘I miei primi cinquant’anni’, parafrasando il titolo di un libro che non ho letto.

Poi nei giorni scorsi sono stata  a trovare una zia ottantenne, la sorella di mia mamma, che dopo avermi resa edotta dei dolori che l’affliggono e della depressione da cui si sente risucchiata, (benché apparentemente  non abbia di che lamentarsi, poiché ricordo bene come mia mamma mi parlasse di lei, e di come sia servita e riverita dalla figlia con cui abita, con tono di velato rimprovero, a sottintendere che io non trattavo lei con gli stessi riguardi), nel salutarmi mi ha detto: ‘sarebbe stato meglio che morissi io al posto di tua mamma, non avrei voluto una vecchiaia a queste condizioni’.

E mentre ritornavo verso casa  mi tornavano in mente i versi della poesia di Gozzano :

[...]Benedetto il sopore che m'addormenterà
[...]Poiché non ha ritorno il riso mattutino
La bellezza del giorno é tutta nel mattino.

E ripensando a quello che mi aveva detto mia zia,  mi  chiedevo che tipo di vita io abbia vissuto fin qui, e cosa augurarmi per gli anni a venire, e mi é tornato in mente  il post 497  di Quotidiana_mente :

‘Mi guardo indietro e mi accorgo che non c’è niente che io abbia fatto che meriti di passare alla storia.[…] Sono una persona tra miliardi di persone e nemmeno la più sfortunata. Seguo il fiume che è la vita e, forse, mi accontento'. 

Così scrive Helena, e mi son detta che neppure io, come lei,  mi sono mai sentita di avere la stoffa per compiere imprese eclatanti, ma semplicemente credo che il mio compito si limiti a cercare di  vivere ‘il più possibilmente da essere umano, un essere umano il più umano possibile’ come dice Helena.  

E allora, per questo compleanno l’augurio che mi sento di farmi é quello che Gaber scriveva, poco prima di andarsene:  ‘ Coltivate voi stessi, il cuore e la mente. Date fiducia all’amore, il resto é niente’.

  

 
 
 

A Pasqua

Post n°343 pubblicato il 12 Aprile 2009 da lilith_0404

Quando ero piccola il giorno di Pasqua era caratterizzato da una serie di riti che gli conferivano un’atmosfera particolare, e un po’ magica. 

La sera della vigilia, mia mamma non ci permetteva di accendere il televisore, perché non sarebbe riuscita a sentire quando fossero state ‘slegate’ le campane.

Quell' espressione, ‘desligà le campane’, aveva un che di liberatorio, e  ce ne stavamo lì, con le orecchie tese, ad aspettare di sentirle suonare a stormo, e appena ne sentivamo il suono, mamma correva a prendere un po’ d’acqua in una scodella, e dovevamo bagnarci gli occhi, perché era acqua benedetta e ci avrebbe protetto la vista. Poi  faceva il giro della casa, e bagnando la mano nell’acqua, aspergeva ogni stanza perché non vi succedesse nulla di male per tutto l’anno a seguire.

La mattina di Pasqua, poi, si mangiavano le uova. Non le uova di cioccolato, le uova sode.

Quelle deposte dalle galline nella settimana santa  mia madre le contrassegnava con una  croce, per poterle riconoscere, e la mattina di Pasqua, quando noi ragazzi ci svegliavamo sul tavolo della cucina c’era già il piatto con le uova  cotte. 

Le uova  venivano mangiate così, solo con un po’ di sale, per colazione, ed era consuetudine offrirle anche ad eventuali parenti che fossero arrivati in visita. Anche in seguito, quando mamma smise di allevare le galline e le uova doveva prenderle al negozio, il rito di mangiar le uova sode la mattina di Pasqua sopravvisse, e solo dopo la morte di papà, questa tradizione andò persa.

Ma in qualche anfratto del mio subconscio deve aver agito la reminiscenza di quella consuetudine, se ieri al supermercato ho comperato, senza una necessità apparente, una confezione da dieci uova.

    

      Buona Pasqua a tutti.

  

 

 

 
 
 

Just another brick in the wall...

Post n°342 pubblicato il 02 Aprile 2009 da lilith_0404

E' uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
bilancio che non ho quadrato mai
posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
ma con che risultati non saprei
e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
e se ho promesso non lo faccio più.
Ho sempre detto in ultimo :
ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà.

 

(domani é un altro giorno, si vedrà)

click

 

 

 

 
 
 

Limiti

Post n°341 pubblicato il 27 Marzo 2009 da lilith_0404

Non tutto il male vien per nuocere. Lo pensavo mentre, armata di pazienza cercavo di liberarmi allo stesso tempo di una sequela di commenti-spam inseriti nei post del 2005 e 2006 e dall’irritazione che la loro scoperta mi aveva procurato.

Si, perché anche se qui ora ci sto poco, continuo a considerare questo come un posto mio in cui mi piace tornare, e trovarlo imbrattato dallo spam mi fa lo stesso effetto che mi farebbe entrare in casa e trovare che qualcuno in mia assenza si è introdotto per sporcare e mettere disordine.

Ma come ho detto, tornare sui vecchi post per ‘bonificarli’ è stata l’occasione per rileggerli, e rileggere i commenti lasciati da chi li frequentava. Un sentimento dolceamaro,  contando quanti di quelli che allora ‘mi corrispondevano’ ora non passano più di qui, o hanno  chiuso il blog. 

Mi sono anche chiesta se questo non sia stato  uno degli aspetti che hanno un po’ smorzato l’iniziale entusiasmo di scrivere qui, scoprire quanto labili fossero in realtà i rapporti che si instauravano, ed è un dubbio che si insinua ogni volta che cliccando su un blog amico ricevo in risposta che il file cercato non esiste, oppure esiste, ma il blog è abbandonato dall’autore, come una crisalide da cui ormai la farfalla se ne è andata.

Ma probabilmente è un mio limite, perché leggendo il post di commiato di Nnsmettodsognare, mi dico che altri forse hanno saputo fare ciò in cui io non sono riuscita, e cioè consolidare in amicizie ‘reali’ le amicizie virtuali iniziate sul blog. Il limite quindi è probabilmente mio, che ho continuato ad attribuire al blog solo un ruolo di ‘finestra’ a cui affacciarmi, e non di porta, da cui poter uscire.

 

 

 
 
 

Vanità

Post n°340 pubblicato il 07 Marzo 2009 da lilith_0404

C’è un bambino che vuole adottarmi. Qualche giorno fa ha detto alla mamma che se non gli avesse permesso di venire a salutarmi prima di andare all’asilo se ne sarebbe andato via, a vivere da solo in un’altra casa.  Anzi, ripensandoci, sarebbe venuto a vivere da me. Poi, visto che la mamma ci restava male, ha corretto il tiro, e le ha detto che però qualche volta sarebbe tornato a trovarla.

Credo di sapere il motivo di tanto trasporto verso la mia persona: mia sorella, che è la mamma del bambino in questione, me lo affida spesso al sabato mattina, e in quelle due ore che trascorriamo insieme lui ha tutta la mia attenzione: giochiamo, guardiamo i suoi cartoni animati, mi aiuta in cucina, insomma, sono a sua disposizione.

Avesse qualche anno in più, una simile forma di egocentrismo sarebbe certo da scoraggiare,  ma con un bambino di quattro anni posso lasciare che la predilezione che mi manifesta  solletichi la mia vanità di zia.

 
 
 

Il soldo e l'orbo

Post n°339 pubblicato il 27 Febbraio 2009 da lilith_0404

A che cosa non spingi i cuori umani

febbre dell'oro, maledetta!

Virgilio metteva queste parole in bocca ad Enea, e a distanza di duemila anni ancora rimangono nei proverbi, a stigmatizzare le conseguenze nefaste prodotte dalla brama di ricchezza.

Ma leggendo la notizia della proposta di legge presentata negli USA da una esponente repubblicana, intesa ad ottenere l’abolizione della pena di morte perché risulta essere eccessivamente oneroso mantenere i detenuti in attesa di essere giustiziati, ho pensato che per una volta il denaro qualcosa di buono l’ha prodotto.

Sembra infatti che sia di gran lunga  più economica una sentenza di detenzione anche a vita rispetto a una condanna a morte. 

Pragmaticamente mi dico che ciò che conta è il traguardo raggiunto e non i motivi per cui ci si è arrivati,  però confesso che un po’ mi dispiace che ad un tale risultato manchino motivazioni ideali.

Non so come Virgilio avrebbe commentato questo fatto, ma so cosa avrebbe detto mia nonna: è sempre il soldo che fa cantare l’orbo. 

 
 
 

Le fragole e la marmellata

Post n°338 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da lilith_0404

Io non cambio mai
No, non cambio mai!
Può cadere il mondo ma
Ma che importa a me?

La cantava Gigliola Cinquetti, ormai quarant'anni fa. Il ritornello é evocato  dalla lettura della frase in chiusura del post di Lupopezzato: 'Ci sono anche cose che non cambiano. Io, per esempio. '

Questa coerenza con se stessi, di quello che si è con  quello che si è stati e che si sarà, é indubbiamente visto come un valore, qualcosa di cui essere fieri e anche un po’ vantarsi. Nessuno darebbe credito a una banderuola.

Mi piacerebbe riuscire a pensare con  lo stesso compiacimento orgoglioso di essere sempre uguale a me stessa. In effetti, riesco  abbastanza a darne l’impressione a chi mi osserva. Ricordo qualche tempo fa, un cliente che rivedendomi dopo qualche anno, osservò che non ero mai cambiata, da quando mi aveva conosciuta, almeno vent’anni prima. Voleva essere un complimento e mi sentii piuttosto lusingata al sentirlo, ma dentro di me sapevo che il mio era solo un bluff.

Perché tutto cambia. Raramente in modo brusco e repentino, più spesso tanti impercettibili cambiamenti si sommano uno all’altro giorno dopo giorno. Come il granello di sabbia che scende dalla clessidra, che dopo un po’ diventa un mucchietto e alla fine tutta la sabbia della clessidra ha cambiato posto. Di fatto i cambiamenti più radicali  si verificano come somma di cambiamenti minimi e quasi impercettibili, finchè un giorno ti guardi intorno e ti accorgi che nulla è più come era. 

Tutto cambia. Lo so che non sto dicendo nulla di originale. Ma è una cosa che ho avuto modo di constatare, e ne sto prendendo atto. Cambiano le situazioni, e cambiano le persone. E cambiano anche i sentimenti.

Questo però non significa che non si possa scommettere su sentimenti di ‘lungo periodo’. Perché molti cambiamenti sono il risultato di scelte, più o meno consapevoli, che si fanno. E  le persone possono più o meno consapevolmente fare scelte per cui i sentimenti, pur cambiando, mantengano una continuità nel tempo.

Un po’ ci vuol fortuna, certo. Un po’ bisogna anche volerlo. Ma non é impossibile, io credo.

 
 
 

Del senno di poi

Post n°337 pubblicato il 10 Febbraio 2009 da lilith_0404

Mi è capitato, tanti anni fa, di assistere ad un incidente stradale in cui venne investita una bambina. Accadde sulla strada principale del paese,  a pochi metri dalla piazza.

Rivedo come fosse ora la scena, la bambina che attraversa la strada di corsa, forse senza guardare, la macchina che sopraggiunge, il corpo della bambina che viene sbalzato in aria , come senza peso, e ricade alcuni metri più avanti, le urla incontrollabili di una donna che dal lato opposto della strada ha assistito impotente a ciò che succedeva …

L’episodio mi torna in mente leggendo questo comunicato dell’ACI, e non posso fare a meno di collegare questa notizia ad un’altra, che campeggia a caratteri cubitali su tutti i giornali di oggi. Anche l'agonia di Eluana è cominciato con un incidente stradale.

Oggi si discute se sia stato giusto o sbagliato lasciarla morire. Ma  per lei, come per i 130 bambini che sono morti in un anno  sulle nostre strade, prevenire sarebbe stato meglio che curare.

Ma, si sa, del senno di poi son piene le fosse.

 

 
 
 

Nevica...

Post n°336 pubblicato il 01 Febbraio 2009 da lilith_0404

Quando ero piccola ricordo che mi andavo a nascondere in posti  assurdi per poter leggere in pace: in solaio e in cantina, ma anche in bagno o in camera, dietro il letto... mia mamma a volte si arrabbiava, quando non rispondevo ai suoi richiami per poter continuare a leggere ancora un po', e  minacciava di strappare il libro che mi avesse trovato in mano.  Ricordo una volta in cui era tanto esasperata dal fatto che non le dessi retta che me lo prese davvero e lo lanciò in fondo al corridoio... spesso, prima di   riemergere dai miei nascondigli nascondevo il libro che stavo leggendo, e assumevo l'aria di quella che stava facendo tutt'altro, ma ovviamente nessuno ci cascava. La lista di domande che segue l'ho copiata dal blog di Quotidiana_mente, le risposte invece sono mie... tanto per passare un'ora, mentre fuori nevica...

   

1) Stai leggendo qualche libro in questo periodo? Sì, non sono più l' accanita  lettrice di un tempo, ma cerco di leggere sempre un po’ ogni giorno… dicono che aiuti mantenere il buon funzionamento del cervello, diciamo che me ne son fatta una regola 'igienica'…

2) Leggi mai più libri in contemporanea? La mia capacità di concentrazione è talmente limitata che se dovessi dividerla tra due o più libri sarebbe come il principio attivo dei fiori di bach…. infinitesimo… 

3) Quanti libri hai letto l'anno scorso? Non so...suppergiù uno ogni due o tre settimane…c’è qualcuno che davvero tiene il conto?

4) Scegli mai un libro solo per la copertina? Dipende da cosa c’è scritto sulla copertina

5) E solo per il titolo? Se non ho letto prima qualche recensione, il titolo può essere un buon indizio per decidere se un libro potrà interessarmi oppure no…

6) Compri molti libri? No, da qualche tempo preferisco prenderli in biblioteca… si leggono uguale, e non costano niente…

7) Massimo numero di libri comprati in una volta? Quando ero più giovane sono stata abbonata a ’Il circolo’. Di tanto in tanto facevano delle promozioni per cui acquistando più libri tutti tranne uno venivano scontati dell' x percento …in quei casi approfittavo, of course…. Ma mai più di  tre o quattro libri per volta… mia mamma poi quando li vedeva arrivare, invariabilmente mi chiedeva cosa me ne  facessi di tanti libri, se non fossero abbastanza quelli che avevo già letto…

8) La cosa che ami di più delle librerie?  I libri che contengono.

9) E quella che odi di più? Il fatto di doverne uscire senza aver dato uno sguardo a tutti…

10) Hai mai fatto finta di aver letto un libro che in realtà non avevi letto? Troppi non ne ho letti… la mia ignoranza è universalmente nota, che senso avrebbe fingere?

11) E hai mai finto di non aver letto un libro che in realtà avevi letto? Non mi capita spesso di potermi vantare di averne letto uno, e quando capita ne approfitto…

12) Ci sono libri che non vale la pena leggere? Tanti, probabilmente sono più di quelli che invece vale la pena di leggere

13) Leggi mai un libro solo perché tutti ne parlano? A volte si, e quasi sempre me ne pento

14) Qual è il libro più stupido che hai letto?  L’ho dimenticato… evidentemente era tanto stupido da non meritare di essere ricordato

15) Qual è la cosa più strana che hai fatto o ti è capitata in libreria? Frequento pochissimo le librerie… i libri li prendo per corrispondenza, o al supermercato, oppure me li regalano…. Però non immaginavo che le librerie fossero posti in cui potessero succedere cose strane …

16) Qual è la cosa che avresti voluto fare, ma non hai fatto sempre in libreria? Comperare dei libri belli da vedere, ma che poi non avrei letto…

17) I libri rendono migliori? i libri no, non credo... quello che in alcuni libri c'é scritto però a volte può aiutare...

18) Ti sei mai sentito solo perché lettore? Perché mai?

19) Ti è mai capitato di sentirti più vicino a qualcuno perché leggi? Quando ero piccola leggere era una passione condivisa con una mia cugina… eravamo amiche, e ci scambiavamo i libri… leggere era una delle cose che ci univa… Ora però non mi accade più.

20) Vale la pena di leggere un libro solo per cultura anche se è noioso? Si, e spesso dopo si scopre che non era poi così noioso…

21) Ci sono libri che non meritano di essere letti da nessuno?Immagino di si, di certo ce ne sono che io non leggo neanche se me li regalano…,

22) Ti capita di giudicare qualcuno dai libri che legge? si, mi capita di farmi una idea del tipo di persona con cui ho a che fare basandomi sulle letture che le vedo fare…

23) Un libro può rendere felici o tristi? Sì. Alcuni libri ci riescono… non molti, per la verità…

24) Un libro può cambiare il mondo? Diciamo che alcuni libri hanno dato una mano…

25) Se tutti leggessero di più... male non farebbe, credo.

  

 

 
 
 

Conversazione in Sicilia

Post n°335 pubblicato il 20 Gennaio 2009 da lilith_0404

Da alcuni giorni mi é tornato in mente. Sarà questa pioggia, insistente, continua, saranno le notizie che ci arrivano dai telegiornali, sempre le stesse, oggi come allora, oltre settant'anni fa.  Sono andata a cercare il libro, sapevo di averlo, dai tempi del liceo.  Diciannove maggio 1978: all'epoca mettevo la data sui libri, quando li compravo. Lo apro alla prima pagina:

" […] Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il capo; vedevo amici, per un'ora, due ore, e stavo con loro senza dire una parola, chinavo il capo […] Pioveva intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo: pioggia, massacri sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile: la quiete nella non speranza. […] Ero quieto; ero come se non avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo cosa significa esser felici, come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, […] come se mai avessi avuto un'infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle montagne… "

 Richiudo il libro, lo rimetto al suo posto sullo scaffale. Fuori, continua a piovere.

 
 
 

Tempi moderni

Post n°334 pubblicato il 16 Gennaio 2009 da lilith_0404

C’è uno spot pubblicitario che sta passando in tv da qualche tempo. Si sottolinea come sia cambiato il modo di fare il bucato e stirare rispetto a come si faceva solo qualche decennio fa.

Guardandolo, mi è venuto da pensare che anche una cosa come ‘raggirare la gente ’ si è evoluta assumendo con internet modalità inedite . E mi è tornato in mente un fatto che è successo a mio fratello qualche mese orsono.

In una chat aveva conosciuto una ragazza del Ghana. Questa gli aveva raccontato una storia molto pietosa, di essere scappata dal Darfur, di essere rimasta orfana con un fratello più piccolo, senza soldi e senza casa.

Per farla breve, fin dal primo incontro in chat gli chiese di mandarle un po’ di denaro, per potersi mantenere ma soprattutto per pagare la retta della scuola che stava frequentando per diventare infermiera e da cui sarebbe stata espulsa se non avesse pagato alcune centinaia di euro entro pochi giorni.  A comprova della sua buona fede forniva l’indirizzo e-mail su yahoo del direttore della scuola, che avrebbe potuto fornire conferma delle sue inforrmazioni. 

Quando mio fratello me ne parlò, il mio primo pensiero fu che un indirizzo e-mail, su yahoo, si può aprire gratis e senza bisogno di fornire alcun tipo di documento. Niente di più probabile ai miei occhi che fosse stata la ragazza stessa ad averlo aperto e che sempre lei avrebbe  scritto la e-mail che mio fratello avrebbe ricevuto dal sedicente direttore. La fotografia sul profilo però mostrava un faccino grazioso e un sorriso accattivante, e si sa che questi fattori riducono il senso critico maschile ai minimi termini.

Siccome però io non sono un maschio ma una zitella un po' acida e  malfidente, tanto per togliermi la curiosità ho cercato su internet il recapito della scuola, e ho scritto chiedendo informazioni non della ragazza, ovviamente, che la privacy di qualunque istituzione pubblica avrebbe vietato di fornire, ma della scuola in generale e del costo delle loro rette. A distanza di mesi sto ancora aspettando la risposta.

A pensar male si fa peccato ?

 

 
 
 

Il giorno della marmotta

Post n°333 pubblicato il 31 Dicembre 2008 da lilith_0404

O giorni, o mesi che andate sempre via,

sempre simile a voi
è questa vita mia.
Diversa tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non so mai giocare,

che non so mai giocare…

   

 

Ab  Urbe condita: dalla fondazione della città, così i latini contavano gli anni che passavano, molto prima che arrivassero i cristiani a prendere come inizio un’altra ‘nascita’, non di una città ma di un Dio fatto uomo.

    

Ci pensavo in questi giorni, quando mi sono d’un tratto resa conto di aver cominciato a contare gli anni riferendomi invece alla morte delle persone che mi son state vicine: tre anni dalla morte di una amica, dieci anni dalla morte di papà, un anno dalla morte di mamma.

  

E col passare degli anni via via si accentua, sempre più, la sensazione che la vita non faccia che girare in tondo, riportandomi, ciclicamente, sempre al punto da cui ero partita. Come in quel film, ‘Ricomincio da capo’, in cui il protagonista si sveglia ogni mattina ed è sempre la stessa mattina, e deve cercare di vivere in modo diverso,  e migliore,  sempre le stesse situazioni.

  

E penso che  alla fine non è altro che questo quella che chiamiamo esperienza.

 

 

Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so.

   

A tutti il mio augurio

di un felice 2009

 

  

 
 
 

Terraforming

Post n°332 pubblicato il 14 Dicembre 2008 da lilith_0404

Stavo stirando, e non prestavo troppa attenzione al programma trasmesso in televisione, che avevo acceso giusto per tenermi compagnia.

Ho impiegato un po’ a recepire quel termine che veniva continuamente ripetuto: ‘terraformazione’. 

E così ho scoperto che mentre i giornali dedicano titoli su più colonne in prima pagina all’accordo raggiunto tra i 27 paesi della UE sull’emissione di CO2, al fine di ridurre l’inquinamento che porta al surriscaldamento del pianeta Terra, qualcuno sta invece studiando il modo di immettere enormi quantità di CO2 nell’atmosfera di Marte per ottenere proprio il riscaldamento dell’atmosfera e rendere il pianeta il più possibile simile alla terra, con acqua e piante, e, perché no, animali… 

Non ho potuto evitare di pensare a quanti guai gli uomini abbiano creato per aver voluto modificare ecosistemi limitati, come nel caso dei conigli australiani di cui parlavo in un precedente post, e mi sono chiesta, stando così le cose, quanto maggiori potranno essere i guai che deriveranno dal temerario tentativo di modificare l’ecosistema di un intero pianeta.

Dopo aver svolto una breve ricerca in rete, ho appurato che l’impresa richiederà alcuni secoli per essere portata a termine.

Per fortuna, quando succederà, noi non ci saremo.

 
 
 

Poesia 113

Post n°331 pubblicato il 14 Dicembre 2008 da lilith_0404

Our share of night to bear -
Our share of morning -
Our blank in bliss to fill,
Our blank in scorning -

Here a star, and there a star,
Some lose their way!
Here a mist - and there a mist -
Afterwards - Day!


   
 

La nostra parte di notte portare -
La nostra parte di mattino -
Il nostro vuoto di beatitudine riempire,
Il nostro vuoto di disprezzo -

Qui una stella, e là una stella,
Alcune smarriscono la via!
Qui una nebbia - e là una nebbia -
Dopo - il Giorno!

(emily dickinson)

 
 
 
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