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I nemici della scienza

Post n°37 pubblicato il 10 Aprile 2010 da supergiuggiola
 

Oggi, nell'ambito dell'Expolibro 2010, presso la Fiera del Levante, Silvano Fuso ha presentato, davanti ad un pubblico composto principalmente di studenti del liceo, il suo libro "I nemici della scienza" (ed. Dedalo 09) di cui potete leggere una recensione qui.
 
Il libro è stato a lungo sul mio comodino, interessantissima lettura che mi ha spesso lasciato con la bocca aperta (e amara) nel constatare come molte persone influenti vedano la scienza in modo distorto e negativo e spesso falsifichino volontariamente le informazioni per portar acqua al loro mulino.
I peggiori nemici della scienza, individuati nel libro, sono i fondamentalismi filosofici, religiosi e ambientalisti. Non starò qui a riassumere il contenuto del libro (che vi consiglio vivamente di leggere), nè ripeterò le parole dette da Silvano questa mattina (potevate venire a sentirlo!), ma piuttosto farò, come mio solito, qualche considerazione.
 
Parto, tuttavia, dall'inizio della presentazione di oggi: che senso ha un libro così? Perché scriverlo? La risposta è coinvolgente: "perché io amo la scienza" e così come siamo portati a ribellarci se qualcuno parla male o fa del male ad una persona a cui vogliamo bene e a cui teniamo, allo stesso modo gli scienziati dovrebbero difendere la scienza dalle false accuse che fondamentalisti religiosi e filosofici le rivolgono e dovrebbero far in modo che i falsi scienziati ambientalisti non condizionino in modo deleterio l'opinione pubblica e le scelte di paesi e governi, facendo danno, anzichè beneficio, all'ambiente.
 
La scienza, soprattutto in Italia, è costantemente in crisi: calano le iscrizioni alle facoltà scientifiche, i ricercatori hanno stipendi minimi con cui è praticamente impossibile vivere e impensabile costruirsi una famiglia, i programmi scolastici vengono tagliati proprio per quanto riguarda le materie scientifiche (la riforma Gelmini voleva addirittura togliere Darwin e la teoria dell'evoluzione dai programmi di biologia!), quando servono soldi allo Stato (ovvero sempre!) si tagliano i fondi alla ricerca e all'Università e i cervelli fuggono (come biasimarli!) all'estero... Insomma è dura la vita per la scienza in un Paese, pur tanto sviluppato, come il nostro e la situazione è più critica e preoccupante di quanto possa apparire a prima vista.
 
Se la situazione è quella che è lo dobbiamo, in primis, ai politici, che non comprendono l'importanza che la scienza e la ricerca rivestono all'interno dell'economia e si ostinano a non accettare il fatto che per un Paese "ricerca" sia uguale a "ricchezza", ma anche, all'origine, ad un'impronta classicista e filosofica che ha permeato (e continua a condizionare pesantemente) la cultura del Paese facendo apparire la scienza meno importante delle materie umanistiche e non indispensabile al benessere dell'umanità. Gran parte della colpa va anche data alla Chiesa, da sempre preoccupata che la scienza possa minare il suo territorio e deviare i suoi fedeli portandoli alla perdizione. La mela che Adamo ed Eva addentarono, macchiandosi del "peccato originale" proveniva, infatti, dall'albero della conoscenza!
Gli atteggiamenti antiscientifici, ancora presenti nel 2010, sono incredibilmente dannosi nei confronti delle vite di ciascun individuo, in quanto la Chiesa, non paga di imporre una certa etica ai propri fedeli, mira a condizionare anche le vite dei non credenti, falsando informazioni scientifiche e dichiarando dubbia la teoria dell'evoluzione, inutile l'utilizzo dei profilattici per evitare la trasmissione di malattie veneree, immorale la ricerca sulle cellule staminali e così via.
 
Non mi dilungo oltre sui problemi che affliggono la scienza nel nostro paese, anche perché quando ho deciso di scrivere questo post volevo più che altro raccontarvi della bellissima mattinata trascorsa, ma poi mi son lasciata prendere dai discorsi seri.
 
Ne approfitto dunque per ringraziare Silvano della piacevolissima chiacchierata e passeggiata mattutina, della bella presentazione (purtroppo tagliata a causa degli orari degli studenti presenti) che ha fatto, e dell'interessante discussione post-presentazione insieme al Prof. Nuzzo (che è stato uno dei miei professori al primo anno di Università) e ai miei amici Matteo, Sissi, Federico e Gianfranco. E, visto che ci siamo, aggiungo un ulteriore ringraziamento per aver scritto un libro come "I nemici della scienza" che, in modo pacato e obiettivo, denuncia gli atteggiamenti antiscientifici presenti nella nostra società senza mai timore di toccare argomenti controversi. Grazie.

 

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Utente non iscritto alla Community di Libero
Gianni Comoretto il 11/04/10 alle 13:39 via WEB
Silvano mi ha regalato una copia del libro, e devo ringraziarlo anche per le numerose citazioni di miei articoli che vi a inserito. Ho raccontato le mie impressioni, e qualche considerazioni, sull'antiambientalismo filosofico e su quello religioso, su cui mi trovo in perfetta sintonia con quanto racconta. Sul capitolo relativo all'antiambientalismo scientifico h peroò parecchie considerazioni da fare. Purtroppo mi sembra abbia preso un discreto granchio, relativamente a rinnovabili e cambiamenti climatici, su quali siano gli scienziati che appilcano il metodo scientifico e su quali parlino seguendo ideologie.
(Rispondi)
 
supergiuggiola
supergiuggiola il 11/04/10 alle 21:44 via WEB
Caro Gianni, ho letto i tuoi tre post con estremo interesse. Per quanto riguarda il capitolo sull'ambientalismo, tuttavia, io condivido la legittima posizione di dubbio sull'AGW che Silvano riporta nel suo libro. Personalmente non trovo pertinente il paragone con il creazionismo, mentre ritengo che l'atteggiamento giusto, da mantenere anche nei confronti dell'AGW, sia quello che tu stesso riporti, in modo perfetto, nel primo post (copio qui le tue parole perché le trovo davvero significative): "Nessuno scienziato ha la pretesa di essere infallibile, Quello che ci insegna la scienza è proprio che possiamo aspirare solo a verità parziali, non a risposte ultime definitive. Ma ci sono risposte migliori delle altre, è possibile avere uno sguardo, di lontano e sotto punti di vista evidentemente limitati, a come funziona il mondo meraviglioso in cui viviamo. Le verità esistono solo fuori della scienza, e se anni di addestramento al pensiero scientifico mi han insegnato qualcosa, è proprio che queste verità (di fede, di credo politico, di riflessioni filosofiche) sono ancora più provvisorie di quelle scientifiche. Che chi crede in verità diverse merita rispetto. E che i fatti, in ultima istanza, sono il metro su cui ci si deve misurare, e che dicono (quando ci riescono) chi ha ragione e chi no." Fino a quando qualcuno non troverà il modo di rendere la teoria dell'AGW falsificabile, sarà legittimo aver dubbi, dubbi che si basano su dati di fatto e non su ideologie. Ad ogni modo non volevo addentrarmi qui nella lunga e complicata discussione sull'AGW e ho volutamente tralasciato di commentare quella parte del libro nel post.
(Rispondi)
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