Living Soul
Un Respiro'Notte a questa notte inoltrata. Nella mia camicia da notte dallo stile anni 70', di cotone bianco, con fiorellini rossi e bluette sulla parte dello scollo. Con un nastrino che non vuole saperne di conserare un fiocco, ma ribellandosi, fa ciondolare i suoi lembi sul mio petto. Tra la sensazione di sedurre e quella di sentirmi tenera dall'aspetto. Un fascino che regalano solo camiciole rubacchiate dall'armadio in perenne disordine di mia madre. Con le maniche strette sul mio avambraccio e che leggermente sbuffano sulle spalle, chiuse con una passamaneria perfettamente coordinata. Il mio ginocchio leggermente scoperto e la mia andatura che fa balzare e ribalzare l'arricciatura della camicia da notte che per 5 cm racchiude tutti quei fiorellini che sembrano disegnati da una bimba al suo primo disegno. Il profumo di cotone lavato e ammorbidito con coccolino e tutte le grinze scomparse grazie ad una corsa di ferro da stiro. Le mie lenzuola colorate che mi avvolgono e mi fanno sentire al sicuro. E di tanto in tanto l'abbaiare del mio cane ed un miagolio soffocato e leggero durante il sonno della gattina. La notte sembra serena all'apparenza e oserei dire proprio come tutte le altre. Il suono dello scivolare delle dita sul portatile scandito da uno sbadiglio che deforma il mio viso perchè trattenuto in una smorfia. Il cuscino che sostiene le mie spalle ma che si assottiglia ad ogni mio movimento. I miei piedi smaltati che sbucano dalle lenzuoline per il caldo che come un ciclone e senza avvertimento ha bussato alla nostra porta. Eccola, è arrivata. Una lacrima scivola sul mio viso per la stanchezza, mi accarezza, ed attraversa con velocità la mia guancia. E' una lacrima a darmi la buona notte e sono le miei mani chiuse a pugno che si strofinano sui miei occhi e improvvisamente si riaprono per asciugare la sua scia.
Allora, 'notte ad una notte inoltrata.
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Caspita, è passato un anno dall'ultima volta che ho scritto. Evidentemente in questo periodo di cose ne ho fatte tante. Di sicuro ho fatto una scoperta davvero scientifica. Le emozioni non partono dal cervello ed arrivano al cuore, ma si annidano tutte nel nostro stomaco. Non a caso si dice che è il nostro equilibrio è nel centro del nostro corpo. Il tutto l'ho scoperto grazie al mio medico che mi ha diagnosticato problemi alla bocca dello stomaco. E' bastato che premesse sul mio addome, un pò come si fa quando si scelgono le angurie al mercato, che "Ahi!", il dolore incalza. Quindi ora sono sotto l'effetto di farmaci, di fermenti lattici per la precisione, che ovviamente non intaccheranno sulla mia lucidità, ma è sempre meglio avere un alibi e mostrarsi inconsapevole di ciò che si scrive ed evitare per una volta di prendersi le proprie responsabilità.
Le ansie, le preoccupazioni, i dolori e gli attimi di tristezza sono tutte sensazioni che non riesco mai a scaricare totalmente, e questo mio reprimere mi porta ad avere dolori fisici. La cosa interessante però è che questi sono un pò i nei di tutte le persone, ma gli altri li manifestano in diversi modi. C'è che li manifesta con aggressività, c'è chi li reprime soffrendo di calvizie, mal di testa, e c'è chi butta giù insieme al cibo. Bhè, tra tutti questi modi e maniere di ricercare la serenità, diciamo che il mio risulta meno manifesto ma più doloroso.
Adesso però ho chiare le idee. Mi prenderò cura del mio stomaco perchè sono certa che lui si prenderà cura di me.
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Un caro amico ha detto che tra le varie citazioni che si sentono in giro, questa è quella che più mi rappresenta. "Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia." Erasmo da Rotterdam
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Nessuno pensa mai alla propria anima, pensiamo sempre e solo al nostro corpo. Bello, alla moda, dall'aspetto frenetico. Poi, se una ragazza parla della cura della sua anima è perchè fisicamente è brutta. Basta con questi stereotipi! Le donne a prescindere da ciò che dicano gli uomini (di solito quelli che non possono averci) sono belle dentro quando lo sono anche fuori. Quindi, visto che siamo delle strafighe da paura (perchè abbiamo una strafiga anima) prendiamo la situazione in mano, acquisiamo maggiore sicurezza e buttiamoci nel mondo maschile. Perchè tutto parte dalla nostra sicurezza di quanto ci sentiamo belle. Mi è capitato di rivedere delle foto di quando ero adolescente, guardandole adesso mi rendo conto che ero davvero bellina, molto gettonata, ma il punto è che in quel periodo nn ero affatto soddisfatta di me. Ho sempre vissuto pensando di nn essere un granchè, quindi nn ho mai goduto di quella soddisfazione che si presenta tutte le mattine che ti guardi allo specchio e ti sorrdi ammiccando. Stop al vivendo pensando che le altre sono meglio di noi, il motto sarà "noi siamo meglio delle altre".
E convinte di questo, affronteremo le nostre giornate.
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Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 09:33
Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 07:22
Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 06:20
Inviato da: maxx3d
il 22/04/2006 alle 09:38