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riflessioni doposole parte 2

Post n°23 pubblicato il 09 Settembre 2011 da iulialocusta

Non tutte ovviamente (non io, che ho già dato, grazie) ma troppe donne, pur avendo una vita piena di impegni e intensa anche dal punto di vista affettivo non si sentono complete senza un uomo da amare. E se non si incontra quell’uomo (o quella donna)? Se la famosa metà è semplicemente un’invenzione di libri, cinema e ancor di più, tv? Che poi vorrei vedere: nelle fiction quando 2 vanno a letto insieme quasi sempre si tratta di una coppia conclamata oppure c’è il lui, cattivo ragazzo, che prende in giro lei, la bella innamorata. Insomma nella finzione che ci riempie la testa di cazzate c’è una rigida distinzione tra le situazioni e regole valide per tutti. Quando mai nella vita reale è così! Nella sua esistenza una donna etero incontrerà uomini che la vogliono davvero ma che hanno problemi con la mamma, con il lavoro, con la salute mentale (!)  il figlio di primo letto, o la moglie in carica, perciò la prenderà e mollerà a periodi alternati, fiducioso che lei trascorra le domeniche della propria gioventù chiusa in casa aspettando una sua telefonata  (col cavolo! È più probabile che lei trascorra i venerdì con l’allenatore della palestra, il sabato con le amiche e il barista della disco e la domenica in compagnia del trombamico, a tutto pensando tranne che al “fidanzato” latitante). 

Oppure ci si troverà a fare i conti con l’amico che è rimasto traumatizzato da un paio di corna e ha deciso di non concedersi mai più a nessuna (e facendo così pagare le corna a tutte quelle che vengono dopo la fedifraga).

O ancora ci sarà l’uscente che sì, mi piaci però no, boh , ti porto a cena e mi faccio vivo una volta a settimana però è meglio rimanere solo amici…. Quello che le causerà mal di testa inauditi a forza di segnali contradditori. Oppure, il peggio del peggio: il corteggiatore via sms (o chat, o face book che dir si voglia): incapace di fronteggiare una donna ‘reale’ se non dietro un display. Inviato re seriale di messaggini sconci pure nel bel mezzo del consiglio di amministrazione – è notorio che il corteggiatore virtuale ha 17 anni oppure 43, le vie di mezzo sono assai rare.

Per finire (ma è chiaro che ho steso il velo sui casi più patetici) c’è il pluri-marpione: quello che la sera in cui ti conosce, ci prova con te, volti la testa e ci prova con la tua amica, vi offre da bere e ci prova con la barista, e se non sei veloce a trascinarlo via, ci prova anche con la cameriera. E a tutte è capace di dire – 2 giorni dopo avervi conosciute- “sei la donna più interessante/bella/affascinante che abbia mai incontrato. Con te sto bene come non mi capitava da una vita. (e questo lo direbbe a tutte, interscambi abilmente).

Insomma: nella vita un uomo – homo homo- che vede una donna, capisce che gli piace, corteggia solo lei, fa la prima mossa e – udite udite- non ha nessuna paura di dichiararsi impegnato, è più raro di un congiuntivo azzeccato dal Lapo nazionale.

Perciò, per finire questa oziosa disquisizione, donne, vorrei sapere perché.

Perché donne forti e fattivamente indipendenti si sentono uno straccio quando realizzano di essere single e perdono tempo dietro a questi (ammettiamolo) sfigati?

 
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riflessioni doposole parte 1

Post n°22 pubblicato il 09 Settembre 2011 da iulialocusta

Amiche che si concedono un weekend a Rimini e fanno mattina in discoteca, conoscono aitanti venticinquenni e finiscono la nottata a divertirsi insieme a loro. A 20 anni è la norma, a 30 e passa (più vicine ai 40 che ai 30) è una fuga dalla realtà. La differenza tra noi e le ragazzine è che indossiamo abiti più cari, meno trucco,riposiamo in un albergo decente invece dell’ostello, e prima della discoteca ci concediamo una cena a base di pesce e vino in un ottimo ristorante. Il resto è uguale: stesse sessioni di trucco e parrucco, stesse ossessioni sugli uomini con cui sono in corso relazioni equamente instabili, e identico atteggiamento di sufficienza mentre camminiamo in mezzo alla gente (chi lo sa perché la faccia da “ho mangiato una cozza andata a male che non so dove sputare” funzioni sempre). E per carità nessuno ci ricordi che a casa ci aspettano lavori di responsabilità, ex mariti più o meno sull’orlo di una crisi di nervi (infinitamente più fragili di noi) e magari un figlio non ancora adolescente.

Qualche giorno al mare a sfoderare tutto il fascino e la consapevole sensualità acquisita con gli anni, valeun flirt col bagnino diciottenne o il cameriere del piano. Dopotutto ciò che succede a Rimini, rimane a Rimini, suvvia.

Donne così autonome da portare avanti una vita costellata mariti piagnoni, fidanzati mammoni, figli isterici e capi paturniati (quando non sono lascivi). Guerriere capaci di far fruttare una giornata di 24 ore mettendoci , random: bambini, lavoro, amiche, amici gay, amici etero (peggio di tutti gli altri quando sono in crisi), cura della casa, amanti del momento, il corso di inglese, il corso di teatro, la palestra e la piscina e via associando. Il tutto affrontato con l’ausilio di sangue freddo, spirito di sacrificio e la solita rete di amicizie salvavita, (nonché il prezioso consiglio del terapeuta di fiducia, a volte sostituito dal nutrizionista).

Non posso fare a meno di chiedermi: se siamo così indipendenti e forti, com’è che troppo spesso ci ritroviamo a casa, la sera, nell’unico momento libero tra un corso e l’altro, a rimuginare sul problema fidanzato?

 
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REWIND festa in giardino parte 2

Post n°21 pubblicato il 06 Agosto 2011 da iulialocusta

Lui.

Quando l’ho vista entrare dal cancello mi è mancato il respiro. Bella in modo inquietante, uno sguardo che appare dolce ma anche inspiegabilmente duro. Ha girovagato con il bicchiere in mano per gran parte del tempo, si è fermata a chiacchierare qua e là, senza dare importanza a nessuno in particolare; fortuna che ho indossato gli occhiali da sole oggi, così posso guardarla senza che lei se ne accorga e senza storie dalla mia fidanzata. Sono riuscito a sedermi accanto alla sedia dove stavano la sua giacca e la borsa. È qui senza compagnia, e non sembra esserne per niente intimidita; non so perché ma mi piacciono le donne indipendenti. Quelle che non si rompono di rimanere sole quando tu all’ultimo minuto decidi di passare la serata con gli amici, tanto chiamano le amiche e generalmente tornano più tardi di te; quelle che riempiono una borsa e partono per una vacanza anche senza accompagnatori; quelle che si risentono se tu le chiami “piccola” e ti fanno pentire d’averlo detto. Non so perché e forse sbaglio, ma sono le uniche che m’ispirano fiducia. La guardo e penso “lei è una così”:chiacchiera con tutti, non critica nessuno, non fa la svenevole con nessuno, basta a se stessa. E non riesco, non riesco proprio a non trovarla eccitante. Mangia lentamente, ma di gusto. La osservo masticare un’ala di pollo con voracità (oltre alla gola, quale altro sarà il suo peccato preferito?) beve vino rosso con moderazione, e non deve neppure versarselo da sola, ci penso io, quando la mia donna non guarda. Le labbra piene assaggiano tutto; guardarla mentre succhia una fetta d’ananas e scioglie il gelato in bocca mi da i brividi… quando finisce si appoggia allo schienale della sedia, soddisfatta. Le altre ragazze(tra cui la mia) sono impegnate in una  partita di pallavolo quando le si macchia la maglietta. È colpa mia, cioè… del mio piatto; devo rimediare. Entriamo insieme nel bagno cercando un panno bagnato; lascio aperta la porta, non voglio mi prenda per un maiale. Però poi… non so come succede. Inizio a sudare quando mi accorgo di essere a pochi centimetri da lei, quando realizzo che le mie mani sono divise dalla sua pelle solo da uno strato di cotone. Sono qui in una stanza, solo con lei, e la sto toccando. Forse non farei nulla di più se lei ad un tratto non mi guardasse così, con quello sguardo. Non cerca di togliersi le mie mani di dosso, non si mostra spaventata, anzi… I suoi occhi non mi dicono “vai via” ma piuttosto “rimani qui con me”, e sorride. Sorride a ME! Non smette di farlo quando chiudo a chiave la porta, allora ne ho la certezza: mi vuole, mi desidera quanto la desidero io. Il bagno è una caverna fresca rispetto a fuori, ma fa molto più caldo qui dentro. Le accarezzo i fianchi, dolcemente, e finalmente la bacio, bacio quelle labbra morbide che si arrendono sotto le mie. L’aiuto a togliersi la maglietta, mi chino sui seni per sentire il sapore dei capezzoli. Mi lascia fare, e poi all’improvviso mi allontana, ma solo per slacciare i pantaloni, abbassare i boxer e prendermelo in bocca. al tocco della sua lingua sono così eccitato che sto per venire. Ma voglio fare altro. La sollevo, la bacio di nuovo, stavolta con meno dolcezza e più passione. La volto verso il muro, le mani appoggiate al lavabo. Alzo la gonna, abbasso le mutandine; il sedere nudo, davanti ai miei occhi, mi fa perdere totalmente il controllo. Voglio penetrarla, adesso, e niente mi fermerà.  Mi ferma lei un istante, invece,  per prendere un preservativo dalla borsa (non ci avevo neppure pensato)lo infila abilmente sul pene(in fretta, in fretta, ti prego!) si volta di nuovo e si lascia finalmente prendere da me. I miei fianchi sbattono ritmicamente con quel sedere morbido, un desiderio assurdo mi pervade. Guardiamo entrambi lo specchio di fronte, posso vedere il suo viso scosso dal piacere, riesco a vedere quando morde le labbra per non lasciarsi sfuggire dei gemiti. Apre il rubinetto dell’acqua perché non riesco a trattenerli io. Fuori si sentono chiaramente le voci degli amici che incitano le ragazze a giocare, ma è come se fossero rumori di un televisore, fastidiosi e lontani. Stringo le mani attorno ai suoi fianchi mentre sto per venire; un minuto dopo mi rilasso, apro gli occhi dopo l’orgasmo. Fisso il suo viso allo specchio: i capelli attaccati alla fronte sudata, il viso accaldato, le guance arrossate, le labbra schiuse in un delicato sorriso; è così bella che ricomincerei. Invece si stacca, pulisce il casino che abbiamo combinato, sistema il bagno come può, (io quasi non riesco a pensare) si lava le mani; alla fine  con un bacio leggero esce dalla porta e dalla mia vita.

 

 
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REWIND festa in giardino. part.1

Post n°20 pubblicato il 04 Agosto 2011 da iulialocusta

Lei.

L’aria afosa del pomeriggio non vuol calmarsi. È la prima giornata veramente calda della stagione e ognuno ne gode a suo modo; io la trascorro nel giardino di un’amica, ad una festa all’aperto. Appena arrivata mi sono accorta di non conoscere nessuno; poco male, stringo facilmente le mie amicizie (ed altrettanto facilmente le perdo, destino avverso). Salutata l’ospite spargo sguardi e sorrisi in giro; non mi soffermo su nessuno in particolare, tutti possono godere di un minuscolo pezzetto di me… riempio un bicchiere di aperitivo, afferro una galletta e la tuffo nella salsa messicana, mi accomodo su una sedia gustando il peperoncino affogato nel pomodoro. Anni fa mi sarei nascosta nell’angolo meno visibile del giardino e avrei fatto tappezzeria; ma ora no, adesso so chi sono, cosa voglio, capisco l’ascendente che ho sulle persone e spesso mi diverto ad abusarne. Individuo subito gli uomini che preferisco a questa festa: giusto un paio in mezzo ad una dozzina, di cui uno chiaramente impegnato. Arrivano alcune facce conosciute, siedono accanto a me e iniziamo un discorso che presto coinvolge gli altri. i ragazzi iniziano a parlare di sesso, io no. Non mi espongo mai davanti a sconosciuti: spaventerei i timidi e provocherei gli aggressivi. In questi casi mi limito ad accarezzarmi i capelli e buttare qua e là qualche noncurante commento, una ragazza semplice. Fra quelli che mi piacciono il tizio impegnato mi lancia sguardi distratti, almeno in apparenza; la fidanzata si distrae con le amiche, lui è molto vicino a me, con calma si volta e inizia a parlarmi. Per qualche minuto scambiamo banalità: non conosco quasi nessuno,sì sono qui da sola, muoio di caldo anch’io... non era affatto distratto, e adesso quasi sottovoce non smette di parlare. Ma sono solo chiacchiere sparse, trattenuti istinti in nome del quieto vivere; dopotutto non è un party di scambisti, è solo una grigliata tra amici. Noia: tutti si comportano bene, tutti sudano sotto gli abiti griffati, sorpresi quanto me da questo scorcio d’estate. Il vino non viene versato a fiumi, nessuno esagera, neppure col cibo. Ad un certo punto le ragazze si mettono a squadre per giocare a pallavolo nel cortile davanti alla casa, adolescenti di ritorno. E così, mentre seduta di spalle osservo trentenni in minigonna fingersi ragazzine una volata di vento, connivente quanto basta, afferra un piattino di plastica pieno di gelato squagliato e me lo getta addosso. Il piattino è del ragazzo accanto a me, la sua donna intenta a giocare non si accorge di nulla. Ci alziamo quasi contemporaneamente, non la finisce più di scusarsi, mi accompagna in bagno per aiutarmi a pulire via la macchia. Non mi ribello affatto, è naturale: ha combinato lui il pasticcio. Sudati, entriamo nel bagno della padrona di casa, lascia la porta aperta, forse non vuole che io pensi male. Con un panno bagnato tentiamo di rimediare al danno, la macchia sulla spalla si allarga senza ritegno e così anche quella sul petto. Sto ancora cercando di pulire via il gelato quando mi accorgo che lui neppure se ne ricorda più. Mi fissa, fissa la linea del seno, evidenziata dai miei movimenti. Senza togliermi gli occhi di dosso chiude la porta del bagno a chiave.

 
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buona estate

Post n°19 pubblicato il 30 Luglio 2011 da iulialocusta

buona estate a tutti raga, presto avrò tempo anch'io per scrivere qualcosa di nuovo. divertitevi, riposate, non perdete occasione per esagerare e dare di matto!!!! (fate tanto sesso, mi raccomando) baci a tutti

 
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