Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il dis-appunto

 

50 sfumature di ignoranza erotica

Post n°326 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da Fanny_Wilmot
 

Ne avrei da raccontare di confidenze al femminile, ma qui mi limito a sottolineare quanta ignoranza pascola nelle confidenze di donne convinte di sapere tutto, ma proprio tutto sull'erotismo. Prendiamo Carmen, brillante dirigente medico, che ha fatto di Christian Grey il suo fantasma erotico. Dice:"Per un uomo come Christian sarei pronta a ridisegnare i miei canoni sessuali...a lui concederei ciò che non ho concesso neppure a mio marito". Bene. Anzi no. Perché Carmen crede che le sfumature cinematografiche attengano al Bdsm (bondage, dominance, submission, sado-masochism), e neppure sospetta che non bastano un frustino e due sculacciate a fare di Anastacia e Mr Grey una schiava e un master.

Prima o poi mi toccherà spiegarle alcune cose del tipo: una slave si dedica totalmente al suo master e qualunque cosa lui le chieda di fare, lei lo fa con piacere, e più autentico è il piacere di lei, maggiore sarà il grado di soddisfazione di lui. Sottolineerò, affinché le sia di monito nel caso dovesse incontrarne uno, che è meglio non innamorarsi del master, in quanto il legame emotivo è perfetto se resta nell'ambito del gioco di ruolo. Ma a Carmen questo non andrà giù perché mal sopporta il nuovo status di divorziata, e infatti già si guarda intorno alla ricerca di un sostituto. Se, infine, dovesse avere la bontà di ascoltarmi fino in fondo - cosa di cui dubito perché è logorroica - chiuderei il discorso ricordandole che una schiava è pronta anche all'umiliazione pubblica, che per una vera slave umiliazione non è.

P.S. Sì, a livello teorico sono una forza, con le limitazioni dovute al fatto di non avere esperienze dirette sul campo. Ma almeno, dopo la pizza del venerdì, evito esternazioni da diciottenne in calore.

 
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SESSO E DISABILITA'

Post n°325 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da Fanny_Wilmot
 

 Le persone colpite da malattie invalidanti hanno tanti diritti, ma non l'accesso ai piaceri del sesso. Questo non significa, ovviamente, che non lo conoscano affatto dal momento che c'è chi può masturbarsi e chi ricorre al sesso a pagamento; tuttavia non è esattamente così che dovrebbe andare, tant'è che in Olanda, Germania e Paesi scandinavi esistono servizi di assistenza per persone con disabilità.


Tempo fa conobbi Angelo. Un leggero ritardo mentale e qualche problema di deambulazione; dolcissimo, educato, frequentava un centro che apriva le porte a chi si era smarrito: ex-tossici, ex-alcolisti, qualche emarginato senza un vero perché. Angelo non aveva mai avuto esperienze sessuali e un giorno ne parlò con un volontario; a suo modo, tra candore e imbarazzo. Ma i genitori, messi al corrente della conversazione, non ne vollero sapere: il loro bambino che copulava con una donna? non ce n'era bisogno.

Ora Angelo vive in un istituto. Continua a guardare le ragazze, se capita.

 

 
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NEI MIEI QUADRI RIMPROVERO DIO

Post n°324 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da Fanny_Wilmot
 

Considerandosi un viaggiatore, Max Beckmann citava spesso Omero e vedeva la sua vita come un'Odissea. In effetti viaggiò molto, ma fu l'esperienza di infermiere di guerra a cambiare le carte in tavola e a fargli scrivere:"Nei miei quadri rimprovero Dio per quello che ha sbagliato". 

Beckmann ha lasciato molti autoritratti, ma anche tele dedicate alla vita notturna di Berlino, connotata da prostitute e personaggi ambigui. Tuttavia se annoto qualcosa di ciò che ho letto, non è per omaggiare il genio quanto perché dell'uomo mi hanno colpita due aspetti: la malinconia che fa da filo conduttore alle sue opere, e la morte avvenuta il 27 dicembre 1950 per un colpo apoplettico, nei pressi del Metropolitan Museum di New York. Proprio quel giorno era stato esposto il lavoro più recente di Beckmann, Autoritratto in giacca blu, ed era quella la meta che il pittore avrebbe raggiunto se il destino non si fosse divertito a fermarlo anzitempo. A mio parere Beckmann avrebbe avuto tutto il diritto di rivendicare qualche anno in più di vita, non tanto per godere appieno del successo - di cui probabilmente un uomo come lui avrebbe finito col fare spallucce - ma piuttosto come parziale risarcimento a un'esistenza turbata da squilibri psichici e dal nazismo che, tempo addietro, aveva confiscato i suoi quadri per offrirli alla derisione del pubblico nella mostra sull'arte degenerata tedesca.

Alcune opere di Beckmann:

 

 

Autoritratto in giacca blu

 

La notte

 

La deposizione dalla croce

 
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TRASGRESSIONI IN MUSICA

Post n°323 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da Fanny_Wilmot
 

Senza dubbio una delle copertine più scandalose di tutti i tempi, ma se ti chiami Warhol e i Rolling Stones ti commissionano la copertina dell'album Sticky Fingers, puoi forse rischiare di deludere loro e tutta la tua Factory? Così ti inventi una gimmick cover con una vera zip che, se aperta, ti permette di scoprire quali slip indossa il modello fotografato. La data, 23 aprile 1971, è solo un dettaglio.

In realtà era dagli anni Cinquanta che le copertine dei dischi cercavano di attrarre l'attenzione di chi entrava nei negozi; col tempo arrivarono le cover d'autore e in questo nuovo ambito non hanno esitato a cimentarsi Mapplethorpe, Basquiat, Schnabel e molti altri. Ora, chiunque abbia fatto esperienza di entrare in un negozio di dischi senza avere le idee precise, sa quanto fosse facile ritrovarsi con qualche vinile sotto il braccio, solo per via della copertina.

Sbaglia chi pensa che l'abito non fa il monaco. Almeno per quanto riguarda il primo impatto è fondamentale che sia accattivante, altroché. Dinamiche che una donna conosce bene: quando vuole sedurre un uomo la prima cosa che fa è scegliere un vestito che le stia a pennello. Dopo penserà a trucco e parrucco.

 

Roy Lichtenstein per Freeman Etudes, Janos Négyesy e John Cage

 

Robert Mapplethorpe per Horses, Patti Smith

 

Urs Fischer per It's Blitz!, Yeah Yeah Yeahs

 
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COME TE NESSUNA MAI

Post n°322 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da Fanny_Wilmot
 

La somiglianza con il padre è lampante, ma possiamo dire lo stesso della caratura politica? Qualcuno ne è certo, tanto da vedere in Bianca Berlinguer un possibile candidato alla segreteria del Pd. Vedremo. Nel frattempo la signora ha dato buona prova di sé con il talk Cartabianca, ed è stata promossa in prima serata. Tuttavia, per quanto brava nel suo, Berlinguer dovrà vedersela con la fuga del pubblico dai programmi di approfondimento che, neppure invitando i personaggi di maggior presa tipo Salvini o Di Battista, riescono a lambire lo share del Santoro d'annata.

Immagino i telespettatori prodursi in bestemmie e maledizioni. Ciascuno nel proprio dialetto. Tutti preda di urticante repulsione.

 
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