Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il dis-appunto

 

Non conosciamo pił il silenzio

Post n°373 pubblicato il 23 Maggio 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

"Non conosciamo più il silenzio. Ciò che offende di più, e ferisce noi musicisti in particolare, è che ormai si sente musica dappertutto, musica senza senso, musica da ascensore diremmo. Oggi io non conosco il silenzio. L'unico modo per ritrovarlo è andare sott'acqua. Perché il silenzio aiuta la musica. Diceva un grandissimo direttore d'orchestra come Arturo Toscanini che anche le pause sono importanti. Le pause sono la musica del silenzio. Tuttavia questo silenzio oggi è sparito. E invece il silenzio serve per ascoltare la musica ma anche per sentirsela dentro. Nel silenzio puoi ascoltare quello che vuoi, puoi studiare. Io lo ritrovo soltanto quando mi tuffo nel mare di Otranto e con le pinne mi allontano, mi immergo e sto minuti nell'assenza di suoni. Occorre oggi un'educazione al silenzio, a questa cosa preziosa che nessuno cerca più, di cui quasi ignora l'esistenza. Oltre il rumore, il vociare, il frastuono. È come un patrimonio che abbiamo perduto. Ed è il silenzio che rende possibile la musica".

Salvatore Accardo

 

 

Troppo stanca per scrivere, prendo in prestito parole altrui. Meglio di tutti saprebbe raccontarmi il vento, ma quello, si sa, non lo afferra nessuno.

 

And being alone is the
Is the best way to be
When I'm by myself
It's the best way to be
When I'm all alone
It's the best way to be
When I'm by myself
Nobody else can say goodbye

 

 

 
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Pornhub e i suoi fratelli

Post n°372 pubblicato il 02 Maggio 2017 da Fanny_Wilmot
 

Non è che sesso e poesia abbiano mai condiviso grandi orizzonti, ma l'uso che i giovani fanno di Pornhub è qualcosa che attiene allo squallore più che alla trasgressione. I dati parlano chiaro: tre adolescenti su quattro fruiscono abitualmente di siti hard, e non ci sarebbe nulla di male se almeno potessero avere coscienza di essere consumatori di oscenità bella e buona, avulsa da ciò che normalmente si definisce realtà.
Noi che i video hard ce li potevamo solo sognare - e il massimo della trasgressione era il cartaceo - potevamo se non altro godere dell'attesa, e pazienza se non esattamente di leopardiana memoria; quando poi le prime performance deludevano le aspettative, ce ne facevamo una ragione continuando a sperimentare, che è cosa ben diversa dal saltellare tra una categoria e l'altra di Pornhub...
Discorso nostalgico? non direi. Nel frattempo, pur accettando la scusante che i tempi sono cambiati, qualcuno potrebbe avvisare i giovanissimi che il sesso anale non è la norma, ma la variante?

 
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Una volta si diceva prendila con filosofia

Post n°371 pubblicato il 28 Aprile 2017 da Fanny_Wilmot
 

Gli stoici mi sono sempre apparsi come esseri a sé stanti, in perenne oscillazione tra eroismo e crudeltà mentale; tuttavia non nascondo un moto di ammirazione per loro, con buona pace di certe boutade che mi lasciano perplessa. Ad esempio: Seneca, nel ribadire l'imperturbabilità del saggio al cospetto della morte propria e altrui, insegna che questi ha compiuto un percorso di distacco tale dalla vita da non provare compassione per alcun individuo sofferente, foss'anche qualcuno a lui prossimo. Questo perché il sapiente pensa che il dolore è condizione propria dell'uomo e dunque non vi è motivo per esserne turbati.

Bene. Anzi no. Perché il disprezzo per l'umana fragilità è ben lungi dall'essere segno di saggezza.

 

"Senza provare turbamento vedrà il suolo spalancarsi, rotti i legami che lo tengono unito, anche quando venissero allo scoperto i regni stessi degli inferi. Si ergerà intrepido sull'orlo di quell'abisso, e forse da solo si precipiterà dove in ogni caso è destinato a cadere. Che cosa m'importa della grandiosità di ciò che mi uccide? La morte, di per sé, non è gran cosa".

Seneca, Questioni morali

 
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Disfunzionalmente ignoranti

Post n°370 pubblicato il 27 Aprile 2017 da Fanny_Wilmot
 

C'è chi li definisce analfabeti funzionali e chi, più prosaicamente, ignoranti inconsapevoli. In un modo o nell'altro ci si riferisce a quegli individui incapaci di comprendere le istruzioni del cellulare o del bugiardino dei farmaci. In Italia il deficit da comprensione riguarda il 47% della popolazione ed è trasversale, interessando politici, professionisti, studenti e periferie alla deriva.
Come uscire da questo impasse? Gli esperti offrono le soluzioni più ovvie - investire nell'educazione dei giovani e più in generale della cultura tutta - ma, a mio parere, l'ignorante può affrancarsi dal suo stato solo se ha percezione di essere mancante in qualcosa. Sempre che, dopo il lampo di consapevolezza, non intervenga la superbia.

 
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E' la societą liquida, bellezza

Post n°369 pubblicato il 26 Aprile 2017 da Fanny_Wilmot
 

Se, fuor di dubbio, ne abbiamo guadagnato in autonomia, lo stesso non può dirsi in termini di concretezza: a conti fatti la società liquida è un fallimento giacché ci ha consegnato all'incertezza dei legami matrimoniali e in generale dei valori universali, ora mutanti più dell'alternarsi delle stagioni.
Ma che non si confonda questo fluire con il panta rei di Eraclito, o meglio del suo allievo Cratilo. In quel caso il cambiamento è salvifico e ci mantiene in vita; la flessibilità della società liquida, all'opposto, ci consegna al caos. Tra noncuranza e distacco.

 
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