Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il disappunto

 

Krisha

Post n°234 pubblicato il 21 Agosto 2016 da Fanny_Wilmot
 

E poi ti capita il film che non t'aspetti, quello che fa la differenza; certo, per digerirlo bisogna avere dimestichezza coi fantasmi - non quelli alla Babadook, ovviamente - ma soprattutto è indispensabile che lo spettatore si sia affrancato dal mito della famiglia del mulino bianco, pena uno strappo insanabile da un ideale che se solo fosse possibile conseguire in larga misura, farebbe di questo mondo un paradiso. Che poi la famiglia di Krisha sia americana non conta, la natura umana ha del marcio a qualsiasi latitudine, vedi certe sconcertanti asimmetrie affettive trasversalmente note. Si consiglia di resistere alla lentezza della prima mezz'ora e alla musica irritante nei minuti di inizio pellicola che comunque, ma lo si capisce solo dopo, hanno una loro ragion d'essere; il resto è un crescendo di emozioni che, malgrado la disperata quanto inutile ricerca di riscatto della protagonista, nulla concedono al patetico. L'ho detto prima, non c'è posto per i mulini bianchi in questo bel film indie.

 

 

 

(listen)

 
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Cicciottelle d'Italia

Post n°233 pubblicato il 19 Agosto 2016 da Fanny_Wilmot
 

Definirle cicciottelle è una caduta di stile, non vi è dubbio, ma da qui a scatenare il solito putiferio h24 mi sembra davvero eccessivo; oltretutto la platea femminile, dopo anni di lotte per la parità tra sessi, perché pretende un trattamento diverso rispetto agli uomini? Poniamo il caso che io, giornalista di una grande testata, definissi Giancarlo Magalli cicciottello, urterei forse la sensibilità del maschio italico in sovrappeso? ma neanche per sogno né qualcuno troverebbe incauta la scelta dell'aggettivo. Quindi, donne, impariamo a sorridere di questi e altri incidenti lessicali e se un motivo qualsiasi dovesse indurci a esternare il disappunto, facciamolo rispondendo per le rime. Problema risolto.

 

Fernando Botero, Dancers at the bar

 

Amore mio ti voglio bene come sei
sei eccitante al punto che ti sposerei
novanta chili di libidine e bonta'
e poi vedrai, un po' di moto ti aiutera'.

 
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FERRAGOSTO

Post n°231 pubblicato il 15 Agosto 2016 da Fanny_Wilmot
 

Che bella la mia città svuotata dal ferragosto; a tratti mi sembra un luogo colpito da un'epidemia, con pochi sopravvissuti che devono cavarsela neanche fossero in un episodio di The walking dead. Questo rito sedimentato nella cultura popolare e vissuto come necessità di fare qualcosa ha fatto parte di me nella prima adolescenza, soprattutto perché occasione per stare fuori casa tutto il giorno. Ora mi sento simile a Roquentin, nausea compresa; ma con qualcosa che attiene allo stoicismo, sia dal punto di vista della sopportazione passiva di eventi che non dipendono da me, sia per la ferma volontà di gestire quel poco che dipende esclusivamente da me. Tipo pranzare in campagna con pochi amici, con l'imperativo morale di essere semplicemente se stessi.

 

Give up yourself unto the moment
The time is now
Give up yourself unto the moment
Let's make this moment last

 
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Così per dire

Post n°227 pubblicato il 07 Agosto 2016 da Fanny_Wilmot
 

A me il barattolino Sammontana piace molto perché non finisce mai: posso pestarlo, rimestarlo, aprirgli il cuore col cucchiaino d'argento, ma, sia quel che sia, il giorno dopo ne troverò ancora un po' quando, dimentica dei buoni propositi addominali, gli sferrerò l'attaco decisivo. Una volta ridotto a circa un quarto del suo peso provo poi, per prolungare il piacere, a conferire dignità artistica a quella piramide senza punta producendo, mio malgrado, una forma bislacca che tanto ricorda certi lavoretti con il Das delle elementari. E a tal proposito il meglio di me, si fa per dire, lo diedi la volta in cui la maestra, per la festa del papà, pretese che ci tramutassimo in virtuosi del posacenere: ora, al di là della mia inabilità manuale, che razza di input educativo era quello? Probabilmente, e in tal modo liquido la questione ché non è la valenza didattica a interessarmi oggi, vivevamo un mondo più semplice, adulti e bambini insieme, col Carosello a segnare la fine del giorno e i pasticcini il pranzo della domenica.

 
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IO E SORRENTINO

Post n°226 pubblicato il 02 Agosto 2016 da Fanny_Wilmot
 

Sono sempre stata consapevole di avere grossi limiti, tra questi quello che concerne l'interpretazione delle facce; tuttavia, quantunque certa del pressappochismo insito nel selezionare le persone sulla base dei connotati, lasciare che si avvicinino a me o allontanarle senza neppure il beneficio del dubbio resta un meccanismo da cui non riesco a prescindere. La mia idiosincrasia riguarda esseri reali e fittizi, questi ultimi appartenenti perlopiù al mondo dello spettacolo; ma nel giro di un mese ho dovuto ricredermi per ben due volte su Paolo Sorrentino al quale contesto non tanto la faccia nel suo insieme quanto lo sguardo e la bocca nell'atto di proferir parola, giacché i suoni da essa prodotti sono per me di indicibile sgradevolezza.

Ricordo che quando vidi Sorrentino alla cerimonia degli Oscar, e poi ospite di Fabio Fazio, non seppi reprimere un moto di insofferenza e mai, mi dissi, avrei visto La grande bellezza; e invece, sebbene per puro caso, ho prima letto e apprezzato un suo libro (Hanno tutti ragione) e poi trovato di raffinata bellezza il film. Non è poco per chi come me trascina la vita appuntando il disappunto.

 

"Gli uomini si dividono in due categorie..."

 

"Io sono una donna con le palle..."

 

 
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QUADRETTO BUCOLICO

Post n°225 pubblicato il 21 Luglio 2016 da Fanny_Wilmot
 

Vivere in campagna significa sviluppare competenze altrimenti precluse; tra queste scovare e abbattere nidi d'ape e trattare con roditori, cani, gatti e farfalle. Alla mente rudemente urbanizzata che contesta l'oziosità insita in certi piaceri, offro una chiave di lettura alternativa al mero disprezzo, ovvero la possibilità, qualora ne sussistano i presupposti mentali, di entrare in contatto con una sfera incorrotta e incorruttibile, qual è lo stato di natura.

Detto ciò, e senz'alcun imbarazzo, confesso che nulla mi rappresenta meglio del profumo del gelsomino o di un fruscio tra le foglie. Con buona pace di Lacan, Jung e compagnia bella.

 
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CHE LA DEPRESSIONE SIA CON VOI

Post n°224 pubblicato il 15 Luglio 2016 da Fanny_Wilmot
 

"In questa nostra società in cui si mira al miglior funzionamento di tutto, fino a inventare la parola ottimizzare, verbo crudele contro ogni difetto, ci si affretta a definire depressione un ricorrente calo di umore, una durevole tristezza, e persino quella malinconia che compare, non solo nella terza età, insieme alla percezione dei limiti e della fragilità della vita. Ma se si considera che l'ottimismo, l'euforia, il compiacimento di sé, il narcisismo, il cosiddetto pensiero positivo, il protagonismo, l'iperattività e l'affarismo comportano la negazione del dubbio e dell'incertezza, ed eliminano il pensiero che si interroga, la critica, l'autocritica e una buona consapevolezza di sé, allora ben venga una leggerissima depressione".

Cesare Viviani

 

Evviva! Finalmente qualcuno rivendica il diritto alla malinconia e alla depressione (in quantitativi non letali, ovvio, come si evince chiaramente dall'argomentare lineare di Viviani). Da Nobel, poi, scrivere di certe obbrobri in piena estate, fregandosene altamente dell'impopolarità e degli ottimisti. Tali solo perché parzialmente idioti.

 

foto Evgenia  Arbugaeva

 
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