Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il dis-appunto
 

 

Esiste il diavolo?

Post n°495 pubblicato il 15 Gennaio 2018 da Fanny_Wilmot
 

- Esiste il diavolo?

- Certo, anche se cerca di persuaderci che la sua esistenza è solo una superstizione.

- Quindi esiste anche l'inferno...

- È all'interno di ognuno di noi.

 

Questo, in buona sostanza, un dialogo immaginario con Ananda K. Coomaraswamy, studioso di cultura indiana e occidentale, fermamente convinto dell'esistenza del diavolo. Nel saggio La tenebra divina, il nostro parte dall'assunto che una delle astuzie più sottili del diavolo è quella di lasciarci credere che la sua esistenza sia frutto della superstizione, e prosegue spiegando che in ogni uomo esiste una parte mortale e una divina per cui, grazie a quest'ultima, Dio è in noi.

Fin qui tutto chiaro, anche perché avvezzi alle semplificazioni del catechismo cattolico, ma la via verso la salvezza, chiarisce Ananda K. Coomaraswamy, viene ostruita dall'uso della parola Io che spetterebbe solo a Dio, e che invece l'uomo pronuncia a sproposito, rivelando così la presenza satanica in sé.

In pratica vantandoci di un Io, entriamo in rotta di collisione con Dio giacché è come proclamare l'indipendenza dal divino e la sottomissione al male.

Amen.

immagine di Roger Guetta

 
 
 

Alla faccia dell'elettroshock

Post n°494 pubblicato il 14 Gennaio 2018 da Fanny_Wilmot
 

A volte temo che la sensibilità sia un peccato da espiare con anni di internamento in manicomio, almeno stando alle vicende esistenziali della nostra Alda Merini e della scrittrice neozelandese Janet Frame, molto nota in patria ma pressoché ignorata all'estero.

Eppure, quanta delicatezza e sensibilità tra le righe di queste donne. Per tacere del dolore, fin troppo ovvio persino per parlarne una volta di più.

 

«Mio nipote che dorme in un seminterrato / ha messo un pannello di ferro fuori dalla finestra / per catturare il suono della pioggia sul tetto. / Io non gli dico, Il cuore consola da solo le sue pene. / Un pannello di ferro ripara solo i tetti. Tuttora illeso dalla pretesa / che cambiamento e differenza non si vedano mai, può ancora / riparare i danni ricreando l'amato suono della pioggia / che crede di aver udito nell'infanzia. / Non gli dico nemmeno, Nella vita errante della sconfitta / il ferro è un fardello, che un giorno dovrà trovare / dentro di sé nell'oscurità totale e nel silenzio / quel ferro che non solo porterà il suono perduto della pioggia / ma anche il sole, le voci dei morti, e tutto quello che è passato». 

Janet Frame, Pioggia sul tetto

foto di Eric Bénier-Bürckel

 
 
 

L'uomo più sexy del mondo

Post n°493 pubblicato il 12 Gennaio 2018 da Fanny_Wilmot
 

"Delon ovviamente non è più quello di una volta. Il pessimo carattere, la vita dissipata gli hanno appensantito il volto. Ovunque si trovi, cerca però semre la luce migliore. Mettersi nell'angolo giusto è come un riflesso incondizionato. Ti fa il baciamano e poi ti prende per il culo col suo sguardo. Brontola, dice che non gliene frega niente di te e che se ne fotte di tutto. Racconta Melville, Visconti, Romy, una vita di splendori, con una sensazione strana. Alla fine, che piaccia o no, ha ragione: l'età dell'oro del cinema è lui. Il sorriso severo e gli occhi grigi di Tom Ripley".

di Marion Van Renterghem

 

 

Brutta storia i giorni che corrono inarrestabili e con essi la giovinezza, certi amori e la consapevolezza di non avere più una seconda occasione. Soprattutto quella promessa di felicità, come diceva Stendhal, improvvisamente divenuta sifilitica su una poltrona rococò.

 

 
 
 

Quando Gramsci scriveva favole

Post n°491 pubblicato il 11 Gennaio 2018 da Fanny_Wilmot
 

Con la sospesa curiosità di un padre impossibilitato a stare accanto ai propri figli, Gramsci scrisse in carcere alcune favole per poter colloquiare in qualche modo (forse il migliore?) con Delio e Giuliano, figli che non conobbe mai.

Per loro inventò personaggi che sapevano educare con leggerezza, e tuttavia li privò del lieto fine, consegnandoli a un realismo a tratti crudo.

Non riesco a immaginare lo struggimento di questo padre che in una lettera scrisse:

"Caro Giuliano, hai visto il mare per la prima volta. Scrivimi qualche tua impressione".

 

(Qui, per entrare nello specifico)

 
 
 

Tra manipolazione e contaminazione

Post n°490 pubblicato il 10 Gennaio 2018 da Fanny_Wilmot
 

Qual è la situazione delle donne musulmane in Europa? Prova a dare una risposta la mostra Re-velation di Carla Iacono, proponendo venti fotografie il cui protagonista è il velo. Su tutti lo hijab, ma vi sono anche veli che rimandano alla tradizione cattolica ed ebraica.

Le donne sono volutamente ritratte su sfondo scuro, affinché l'osservatore colga il messaggio che la curatrice della mostra intende veicolare, ovvero confrontarsi con culture diverse in maniera libera da pregiudizi.

Non oso immaginare come reagirebbe l'italiano medio a tale sollecitazione. Eccezion fatta per le menti più aperte e per tutte quelle che non sanno cosa sia inventarsi la vita giorno dopo giorno, non credo che una mostra così concepita possa interessare molti. Ma sia chiaro, la cultura va sempre salvaguardata. Per i poveri c'è sempre Barbara D'Urso.

 

 

 
 
 
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