Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il dis-appunto

Ultimi commenti

da te accetto tutto, se pero' mi fai vedere le tette...
Inviato da: uh
il 07/12/2016 alle 17:45
 
Se avessi scritto sesso invece di amore, che cambiava?...
Inviato da: Fanny
il 07/12/2016 alle 17:15
 
Ma dylan ha gią un sacco di soldi, rifiutare l assegno...
Inviato da: Fanny
il 07/12/2016 alle 17:04
 
Perche' si chiama amore? non credo proprio, tutto...
Inviato da: eh?
il 07/12/2016 alle 16:37
 
Dimenticavo: Amen
Inviato da: ops
il 07/12/2016 alle 16:35
 
 

 

Caro Dylan, da te mi sarei aspettata di pił

Post n°266 pubblicato il 07 Dicembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Bob Dylan, Abandoned Motel, Eureka

 

 

 

E sì che di strada ne hai fatta Bob, ma questa volta  Stoccolma deve esserti apparsa una meta improba, tant'è che il 10 dicembre non ci andrai. Secondo me fai bene, perché quel Nobel non lo meriti. Non che il tuo cantautorato non sia arte Bob, tutt'altro, ma non è poesia né letteratura; e tuttavia, malgrado il diniego che ai più appare offensivo, io in fondo ti capisco: ombroso come sei, ti è toccato in sorte di doverti offrire alle folle e ora anche ai premi in pompa magna. Che faticaccia! e detto da una che ha fatto della discrezione una realtà pietrosa ha maggior valore, o no? Ma tornando a te, Bob, un minimo di coerenza in più non avrebbe guastato: rifiutare non solo l'invito ma pure l'assegno, quella sì che sarebbe stata una figata pazzesca.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

NESSUNO TOCCHI BABBO NATALE

Post n°265 pubblicato il 05 Dicembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Dicono, quelli della rivista The Lancet Psichiatry, che è ora di smetterla con la storiella di Babbo Natale perché la non violabilità del suo mito costringe i genitori a mentire ai propri figli, e quindi a venir meno al ruolo di "guardiani della verità". Io penso che abbiamo tutta una vita per appuntare il disappunto, per cercare spalle su cui piangere, insomma per rivalutare persino Leopardi. Quindi lasciamo ai bambini la magia dell'attesa e i sogni necessari, tanto, al momento giusto il commiato dal vecchio dispensatore di piccole felicità sarà comunque indolore. O è forse preferibile, in nome di un'etica che non riconosce più alcun valore alle illusioni, ridefinire l'intero arco del sentire? E se sì, a che pro?

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LEI

Post n°264 pubblicato il 04 Dicembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Nel bene e nel male una donna è tanta roba. Prendiamo ad esempio Michèle: per godere ha bisogno di essere picchiata e violentata; siccome è separata, si scopa per necessità e senza sensi di colpa il marito dell'amica (oltretutto l'amante sa pure umiliarla come piace a lei), ecc. Tuttavia non siano di inganno queste premesse in odore di squallore perché Michèle vanta un background borghese e ottimi riconoscimenti professionali. Piuttosto quel che fa acqua nella sua vita sono gli affetti più cari che però, la cinquantenne dall'aplomb immarcescibile, gestisce con savoir faire sorprendente: una mamma cougar con toy boy d'ordinanza; un'ex marito che, benché accompagnato da giovane e bella fidanzata, resta uno scrittore senza successo; e per finire un figlio tonto quanto basta da non voler vedere che il bimbo partorito dalla fidanzata bianca proprio non ha motivo di avere la pelle scura. (Va detto che il regista dosa bene dramma e commedia).

Ciò che ti disorienta in Michèle è che non c'è disperazione nel suo quotidiano: sadica e controllata, è riuscita a liberarsi dal fantasma di un padre serial killer e forse proprio per questo, dopo la scena iniziale dello stupro, reagisce in modo che non t'aspetti: pragmaticamente. Elle è un film che, con finalità terapeutiche, raccomanderei agli uomini che hanno paura delle donne.

 

To everything there is a purpose ...
To every blade of grass
And every leaf on every tree
Every livin' thing will surely
Come to pass
And what will be will be ...
That's when the hurtin' time begins

And all the things you never said
Or didn't have the strengh to say
And everything you ever did
That time won't ever wash away
Fears that you've been livin' with
Come runnin' down your face
Runnin' down your face
When the hurtin' time begins ...

So tell me what the day brings
Has it lost it's thrill?
Are you still searching
Hoping for that
Space to fill ...
Everything you turn to
Is like a mirror on the shelf
And the only one you're blaming
is yourself

A million little deaths you've died
The times that you've been crucified
The more you've loved and lost and tried
And still could not be satisfied
When will you be satisfied?
When will you be satisfied?
Not till the hurtin' time begins

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

QUELLI CHE SI RIFIUTANO DI FARE IL TRENINO

Post n°263 pubblicato il 02 Dicembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

"Quelli che si rifiutano di fare il trenino, ai matrimoni, sono evidentemente gli unici con cui varrebbe la pena sposarsi: ma lì, ai margini, sono sempre circondati da una certa aurea di tristezza, si sarà notato. Come se ci fosse in loro una punta di severità di troppo, proprio solo una punta: ma è quella che innesca la tristezza. Lo so perché ce l'ho anch'io, nel mio piccolo. La conosco".

Alessandro Baricco

Una cosa che mi faceva impazzire, quando ancora potevo permettermi certi lussi del pensiero, è che i treninari sono convinti di essere portatori di allegria. E non solo: grazie all'alcol, alla musica frastornante e all'inconsapevolezza di essere attempati manichini, neppure sospettano di essere totalmente privi di grazia o ironia, particolari che, qualora presenti, alleggerirebbero la pena dell'osservatore. Molto meglio, a questo punto, i party dei miliardari russi: pacchiani quanto vuoi ma almeno scevri da tutta quella inarginabile tristezza.

 

PARTY LIKE A RUSSIAN

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

All'ombra di antiche ossessioni

Post n°262 pubblicato il 29 Novembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Se un extraterrestre mi chiedesse di definire l'umana aberrazione, mi sottrarrei alla tentazione di filosofeggiare, suggerendogli di vedere El Club. El Club non è solo un film anticlericale, ma un mix di colpa, fede ed espiazione che può riguardare tutta l'umanità, indipendentemente dall'abito talare; i personaggi sono quattro preti (ai quali se ne aggiungerà un altro inviato dal Vaticano con funzioni ispettive) che espiano le loro colpe in una casa isolata prospiciente la costa cilena; a sorvegliarli una suora della loro stessa caratura morale con la quale condividono la liturgia quotidiana fatta di preghiera, canto, pasti. Se pedofilia e traffico di minori sono di norma condannati penalmente dalla società civile, la Chiesa reputa sufficiente l'allontanamento, non il carcere, come forma di espiazione; ecco perché i quattro, quantunque impossibilitati ad abbandonare il misero villaggio di pescatori, non hanno manette o lucchetti alle porte. A un certo punto della narrazione, i peccati di matrice sessuale sono rievocati da tale Sandokan, uomo allo sbando che, incapace di rimuovere le violenze subite da un uomo di Dio quando era ancora bambino, irrompe sulla scena con un monologo a base di prepuzio, penetrazione, eiaculazione. Scena imperdibile.

E ora per celia: nel caso in cui un extraterrestre dovesse passare da qui, tengo a specificare che il film è senz'altro esaustivo dal punto di vista di cui sopra, ma a noi umani risulta aberrante; ecco perchè lo sconsiglio ai puri di cuori e lo raccomando ai portatori dei segni fuorvianti del catechismo.

 

EL CLUB

 

Spotlight ha preso due Oscar? Bene, questo film ne merita almeno il doppio)

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Tra pinguini e perpendicoli

Post n°261 pubblicato il 25 Novembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

In tempi di vacche magre ben vengano gli ottimisti, soprattutto quelli in grado di produrre, seppure indirettamente, bellezza; è il caso del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che, dopo aver chiamato a raccolta gli artisti delle luminarie, ha abbellito la città di Salerno investendo tre milioni di euro. Se la cifra può apparire uno sproposito, l'ottimista De Luca ha previsto che, nel lasso di tempo che va dal week end dei morti al 22 gennaio 2017, affluiranno a Salerno non meno di due milioni di turisti; solo si augura che tra questi non vi siano i cosiddetti amanti della cultura e difatti ha precisato:"Non preoccupatevi, non vi proporremo mostre d'arte contemporanea che vi strizzano i perpendicoli, tanto meno eventi di altissima cultura destinati a dodici pinguini riuniti in un salotto". Che dire, esiste un governatore migliore di questo? Del resto De Luca sta solo cercando di perpetuare le proprie radici culturali. Le luminarie, appunto.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

GIN TOXIC

Post n°260 pubblicato il 23 Novembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Immerso in una narrazione contemporanea che fa dell'incertezza e dell'oscurantismo i propri punti di forza, il persecutore del diverso da sé si convince ogni giorno di più che la natura xenofoba-razzista che gli è toccata in sorte è pienamente legittimata. A tal punto meschino, neppure sospetta che il vero nemico ha spesso le sembianze del collega, del consorte o del figlio. Del resto la consapevolezza è materia per pochi, l'idea insistita il pane di molti.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Quando il libero arbitrio ti si ritorce contro

Post n°259 pubblicato il 15 Novembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Per difficile che sia ammetterlo, riconosco di non provare alcuna compassione per quel cacciatore che, mentre si avvaleva di un non meglio precisato metodo di cattura dei volatili, è stato folgorato da un cavo dell'alta tensione. Se è vero come diceva Agostino che l'uomo non può scegliere il male ma scegliere male, non resta che concludere che la triste parabola di quest'uomo ha una consistenza oggettiva di colpa.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Intimitą pubblica*

Post n°258 pubblicato il 11 Novembre 2016 da Fanny_Wilmot
 

C'era una volta la sala d'attesa, per intenderci quella in cui un individuo, solitamente negletto dagli affetti più cari, attendeva la vittima di turno per ammorbarla con aneddoti riguardanti la sua miserevole vita; ora quella tipologia di anticamera non esiste più, eccezion fatta per il mobilio in perpetua fedeltà a se stesso. Il fatto è che il grande assente, lo stalker logorroico di cui sopra, si è pressoché estinto e al suo posto si riproducono decine e decine di soggetti, intenti a trafficare su tablet e smartphone fino allo spossessamento di sé. Quanto sollievo abbia prodotto in me questa rivoluzione dei costumi è inutile negarlo, giacchè, costretta ad attese logoranti, adesso sono almeno libera di leggere un libro in santa pace. Solo i vecchi, sparuta tenera minoranza, mostrano ancora un po' di interesse per chi siede accanto a loro; e neppure sospettano che gran parte dell'umanità ha delegato interazioni sociali e affettive alla tecnologia.

*espressione coniata dall'artista Sophie Calle

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

LONGEVITY FOOD

Post n°257 pubblicato il 16 Ottobre 2016 da Fanny_Wilmot
 

Ragionare di sé e con sé, forse questo il segreto della longevità mentale? Non lo so. Più facile, dicono, ringiovanire l'organismo grazie ai "longevity food", ovvero quegli alimenti potenzialmente miracolosi ma, ahinoi, soggetti alle mode del momento. Le amiche ben informate ultimamente mi raccomandano la curcuma, spezia antiinfiammatoria, antidolorifica, antiossidante, digestiva, cicatrizzante, ecc.

Ora, essendo scettica per natura, io non ci penso neppure a incapsularmi di curcuma, tuttavia alle sapientone porgo un "ma dai!" per congedarmi in fretta da un argomento che fa della stupidità la sua cifra. Più saggio allenarsi a elaborare, giorno dopo giorno, il lutto per la bellezza in declino (ammesso che una qualche forma di bellezza abbia dimorato in noi), lasciando alla fatuità la sua trasognata evanescenza.

 

Citizen of Glass

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »