Creato da: Fanny_Wilmot il 01/02/2015
Appunto il dis-appunto

 

 

Soft è meglio

Post n°523 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da Fanny_Wilmot
 

Funziona meglio quando è soft, l'interrogatorio. Almeno stando ai dati che vedono un tasso del 60 per cento di successo per l'interrogatorio tradizionale, mentre quello basato sull'empatia tra investigatore e sospetto si attesta intorno all'80 per cento.

Introdotto in Canada vent'anni fa, il cosiddetto Progreai - che rifugge da qualsiasi pressione psicologica durasi è diffuso in Francia, Regno Unito e Africa francofona; l'Italia, benché ricca di gentaglia d'ogni sorta, non ricorre a questo metodo. Del resto perché tanta fatica se non v'è certezza di colpevolezza neppure per i crimini più efferati?

 
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Neo-bigotti in tempi social

Post n°521 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da Fanny_Wilmot
 
Tag: censura

Pare che nel mondo occidentale vi siano rigurgiti di neo-bigottismo, con buona pace dei milioni di esaltati che, attraverso i social, rendono pubblici particolari  della loro vita che il buon senso suggerirebbe di custodire in cassaforte. Penso alla censura operata in alcuni musei e che ha riguardato dipinti e statue con corpi in bella mostra. Gli psicologi, che hanno una spiegazione per tutto, dicono che rimuovere un dipinto è una scelta necessaria poiché oggi l'osservatore poco avvezzo alle sfumature percepisce allo stesso modo la Maya Desnuda e una qualsivoglia modella discinta.

A me pare che certe scelte operate dai curatori dei musei siano un vero attacco al cuore dell'Arte . E comunque, se davvero non si vuole correre il rischio di scandalizzare le anime belle, basta giocare d'anticipo imponendo lo studio della storia dell'arte a scuola. Facile no? Nel frattempo sarebbe cosa saggia tenere a mente che la censura non ha mai reso il mondo più bello.

 
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A proposito di fascismo

Post n°520 pubblicato il 14 Febbraio 2018 da Fanny_Wilmot
 

È un dato di fatto: l'ignoranza porta sempre a commettere errori. Anche solo di valutazione, come quando si invoca il ritorno di un potere forte di cui si ignorano le derive biecamente totalitarie. 

In tempi non sospetti, ovvero nel 1973, Fabio Mauri indagò il rapporto tra corpo e storia alla luce dell'ideologia fascista con un'installazione che vede una ragazza nuda indossare una divisa da balilla. Il video è molto altro e, aldilà delle implicazioni ideologiche, scorre piacevolmente; ma qui non si discute della bontà dell'opera quanto del fatto che potrebbe tornare d'attualità, riacquistare significato.

Per cui mi chiedo: ma davvero certi cervelli disagiati baratterebbero la democrazia con il fascismo?

 
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Lolite e toy boys

Post n°519 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da Fanny_Wilmot
 

"Non basta volere partner molto più freschi (a livello di carne); non basta l'ebbrezza del comando e quella del pigmalionismo esercitato su lolite e loliti. La complessità umana fa sì che il grande compiacimento stia nello sbolognare i nuovi partner ai figli di precedenti matrimoni e restare finalmente soli a leggere, a lavorare, a sorseggiare un buon vino, mentre toy boys and girls non disturbano perché se ne stanno in palestra o in discoteca, sotto l'occhio vigile di figli loro coetanei".

Camilla Baresani

 

 

 

Dedicato a te, Sara. Che in nome di non precisabili contorcimenti erotici hai deciso di ingrossare le fila delle cougar. Ma dimmi, può un trentacinquenne di tal fatta farti godere anche mentalmente? Non mentire, però. E non tergiversare.

 

And I understand
Life isn't a friend
It's so hard, sometimes
But guess what
You're not the only one
The door is shut
But so is your mind

 
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Quelli che fotografano con l'anima

Post n°515 pubblicato il 08 Febbraio 2018 da Fanny_Wilmot
 

Con buona pace dei selfie e di tutte le foto partorite da smartphone, fotografare è ben altro. Grosso modo la  differenza che intercorre tra l'amante di una notte e il compagno di una vita,  giusto per fare un esempio polite, perché tale è l'avversione che provo per gli esaltati da scatto (quelli che la pizza del sabato e il caffè della domenica non possono cadere nell'oblìo) che volentieri li condannarei a fotografare feci preistoriche e contemporanee.

Ma dal momento che le parole di una profana lasciano il tempo che trovano, mi appello ad Ansel Adams, uno dei più grandi paesaggisti della storia della fotografia, che così sentenzia:

"Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato".

 

foto: Migrant Mother di Dorothea Lange

 
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