Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015

INSTABILITAS LOCI

Appunto il dis-appunto

 

Gettammo nel camino l'atlante delle stelle

Post n°451 pubblicato il 18 Novembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

Gettammo nel camino l'atlante delle stelle

rilegato in pelle di Copernico

per riscaldare il tuo patire freddo.

Tutta sprizzi ti rannicchiasti nelle scintille zampillanti

e nelle ombre che danzando annichilivano

qualsiasi allegoria, quella morta madre 

di morti ornamenti.

Dopo ti addormentasti. Anche sotto le gonne.

Vladimir Holan

 

 

(One day baby we'll be old)

 

Leggere un libro di 1701 pagine (al netto di indici vari) è fatica improba. Ma ritrovarsi sotto gli occhi piccoli gioielli come questo, ripaga del fatto che l'ottico ti ha appena detto che hai perso altre diottrie. Che cosa aggiungere? Beh, che la resa è di là da venire. E che sì, sono una lettrice selvaggia.

 
 
 

Sì, sono stata l'amante di Sartre

Post n°450 pubblicato il 17 Novembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

E così volete che vi parli di Sartre e Simone? Della loro storia d'amore...Ma sono cose lontane, e io sono vecchia...E poi cosa ne so, io? Sì, sono stata l'amante di Sartre, ma solo una delle tante, ero una ragazzina, allora, e ho molto amato Simone, come tutte noi. L'amore è difficile, sapete? Ma siete giovani...Dovreste guardare una fotografia di loro due in un caffè, forse il Flore, a Saint-Germain-des-Prés, o forse Les Deux Magots, non ricordo più... In quella fotografia Simone è splendida, aristocratica, raffinata...Lui non è ancora molliccio, è giovanissimo, si agita un po' da plebeo, da intellettuale con i brufoli, ma anche dietro gli occhiali già spessi lo sguardo è tagliente.

Sartre era tracagnotto, trasandato, si lavava poco, ma alla ragazza di buona famiglia non importava niente, di tutto questo. Odiavano entrambi la borghesia e i suoi riti, l'ipocrisia e la menzogna sociale. Lui diceva che gli uomini non sono spiriti ma corpi in preda al bisogno, e lei lo amava per questo...

Sì, è vero, era Simone che gli procurava le ragazze, per tenerlo legato a sé, per disprezzo delle regole. Non era un matrimonio, era di più, o forse di peggio...

tratto da Lettori selvaggi di Giuseppe Montesano

A ben guardare, ritratti di persone normali ma più fortunate della media. Suppongo tuttavia che anche Jean-Paul e Simone fossero nomadi in fuga dalle miserie della vita, sotto l'ala protettrice della letteratura, tra sussulti di sfrontata sessualità.

 

It's two hearts living
In two separate world...

 
 
 

C'è del marcio in questa storia

Post n°449 pubblicato il 16 Novembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

"Quello che ci è stato raccontato, quello che è stato scritto, tutta la storia dell'arte che abbiamo letto fino ad oggi è distorta, soggettiva e parziale. È giunto il momento di riscoprire le grandi dimenticate".

Sembra il vaneggiamento di una vecchia femminista e invece questo video testimonia dell'insensata negazione del genio femminile. Un'attitudine all'impostura ancora riscontrabile nei manuali di storia dell'arte usati comunemente nelle scuole.

 

 
 
 

Di rarefatta inquietante bellezza

Post n°448 pubblicato il 15 Novembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

Che a oltre cinquant'anni dalla sua morte Edward Hopper sia considerato uno degli artisti americani più conosciuti del ventesimo secolo, mi importa quanto l'esclusione della Nazionale italiana dai mondiali. Per conto mio, al netto di speculazioni critiche e commerciali, Hopper è il ritrattista della maliconia e della solitudine, delle luci al neon e delle strade desolate, e soprattutto colui che ha salvato dall'oblio certe istantanee della mia vita, in particolare di quella che non ho vissuto.

Per delirante che possa apparire un'affermazione del genere, non mi va di censurarmi, non foss' altro che per questa pioggia sui tetti che funge da lenitivo, e dunque confesso che ora, più che in passato, dai dipinti di Hopper rimbalzano ai miei occhi rifrazioni inquietanti, dejà-vu che dovrebbero essere miei e che invece sono esposti agli occhi del mondo. Talvolta, e questo è un fatto, scandagliare il proprio inconscio ha un che di nevroticamente aguzzo, come cocci di bottiglia che per quanto maneggiati con cura finiranno col farti male. Ma non sai esimerti. Non puoi.

E mi sovviene Moravia che, in un impeto di commovente lucidità, scrisse:

"Dentro di me non sono un razionalista, sono una persona che soffre di angosce, di irrealtà, di senso del vuoto: non c'è un solo momento in cui non avverta in me un'attrazione verso gli estremi dello squilibrio".

 

Dall'alto:

Room in New York

Automat

I nottambuli

Office at Night

 
 
 

Agent Orange

Post n°447 pubblicato il 14 Novembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

"Agent Orange era il nome in codice dato dall'esercito americano a un veleno defoliante usato durante la guerra in Vietnam per il disboscamento. Ed è anche un modo ironico per chiamare Donald Trump. Mi riferisco soprattutto al colore dei suoi capelli. È un pezzo per orchestra e quattro improvvisatori".

Uri Caine

Sottile involontaria ironia?

 

 
 
 
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