Creato da Fanny_Wilmot il 01/02/2015

INSTABILITAS LOCI

Appunto il dis-appunto

 

 

Società liquida? No, grazie

Post n°421 pubblicato il 19 Settembre 2017 da Fanny_Wilmot

Se è vero che ne abbiamo guadagnato in autonomia, lo stesso non può dirsi in termini di concretezza: a conti fatti la società liquida è un fallimento giacché ci ha consegnato all'incertezza dei legami matrimoniali e in generale dei valori universali, ora mutanti più dell'alternarsi delle stagioni.
Ma che non si confonda questo fluire con il panta rei di Eraclito, o meglio del suo allievo Cratilo. In quel caso il cambiamento è salvifico e ci mantiene in vita; la flessibilità della società liquida, all'opposto, ci consegna al caos. Così, se è vero che una cosa tira l'altra, perché stupirsi dell'incapacità immorale di provare empatia per l'altro?

Le storie dei negletti continueranno a non fare storia. Ora più che in passato.

foto di Neil Bedford

 

(E se ci dessimo al brigantaggio?)

 
 
 

Diversamente bianchi

Post n°420 pubblicato il 18 Settembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

Che gli italiani siano stati oggetto di forme di razzismo più o meno manifeste è cosa nota, soprattutto in relazione alle migrazioni in terra americana. Meno noto è che i nostri connazionali furono discriminati, una volta di più, in Oceania come spiega Gian Antonio Stella nell'articolo "Il razzismo contro noi italiani invasori olivastri dell'Australia".

Per coloro che per pigrizia ne trovassero vertiginosa la lettura, l'aggettivo olivastro è di per sé rivelatore giacché svela, in sole nove lettere, che gli australiani consideravano la nostra pelle non bianca ma del colore dell'oliva.

Del resto è un fatto: l'uomo vive di concretezze, e le sfumature di colore lo sono. Tanto quanto i modi di guardare la realtà.

foto di Hélène Desplechin

Per rinfrancare lo spirito

 

 

 

 

 
 
 

Guarda l'alba

Post n°419 pubblicato il 17 Settembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

Già natale il tempo vola,
l'incalzare di un treno in corsa,
sui vetri e lampadari accesi nelle stanze dei ricordi,
ho indossato una faccia nuova,
su un vestito da cerimonia
ed ho sepolto il desiderio intrepido di averti affianco,
Allo specchio c'è un altra donna,
nel cui sguardo non v'è paura
com'è preziosa la tua assenza
in questa beata ricorrenza,
ad oriente il giorno scalpita non tarderà.


Guarda l'alba che ci insegna a sorridere,
quasi sembra che ci inviti a rinascere,
tutto inizia,
invecchia,
cambia,
forma,
l'amore tutto si trasforma
l'umore di un sogno col tempo si dimentica.

Già natale il tempo vola,
tutti a tavola che si fredda,
mio padre con la barba finta
ed un cappello rosso in testa
ed irrompe impetuosa la vita, nell'urgenza di prospettiva
Già vedo gli occhi di mio figlio
e i suoi giocattoli per casa,
ad oriente il giorno scalpita,
la notte depone armi e oscurità..
Guarda l'alba che ci insegna a sorridere,
quasi sembra che ci inviti a rinascere,
tutto inizia,
invecchia,
cambia forma,
l'amore tutto si trasforma,
persino il dolore più atroce si addomestica,
tutto inizia,
invecchia,
cambia,
forma,
l'amore tutto si trasforma,
nel chiudersi un fiore al tramonto si rigenera.

Carmen Consoli

 

 

Canzoncina per malinconie lievi.

 
 
 

Come Adamo ed Eva

Post n°418 pubblicato il 14 Settembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

In tutti noi sopravvive, a livello inconscio, il desiderio di tornare nel paradiso terrestre, quello che Adamo ed Eva abitarono prima di mangiare la fottutissima mela e magari, chissà, l'esercizio al vero e al bello potrebbe consentire alle generazioni future di salvarsi dal baratro cui sembrano destinate. Ora, con buona pace del mio disincanto, ritengo salutare ignorare i pensatori che sostengono che il mondo è ordinato secondo leggi prestabilite le quali, pur permettendo a stagioni illuminate di segnare significativamente il percorso dell'uomo, finiscono col configurarne negativamente l'essenza. Fortunatamente esistono gli individui, non i popoli, e sono i primi a fare la differenza e dunque a permettere un sogno di salvezza. Per amor del vero ritengo doveroso citare pure Limentani che scrisse:


"Il progresso è indefinito: tentare di definirlo equivale a presumere un potere sovrano di previsione, un dominio assoluto dell'avvenire quale sarebbe follia sperare".

Dove sta la verità? Non in questo mondo. Qui si può solo sopravvivere.

 

 

 
 
 

I Veda che non ti aspetti

Post n°417 pubblicato il 12 Settembre 2017 da Fanny_Wilmot
 

 

Se solo avesse un senso, potrei fare un elenco pressoché infinito delle nefandezze didattiche cui fummo sottoposti al liceo; a conti fatti, il sapere era considerato né piu né meno che un conglomerato di nozioni, cui si sottraeva soltanto la filosofia, per sua natura incline a shakerare il pensiero.

Neppure la professoressa di italiano sapeva suscitare il nostro interesse, e sì che di materiale ne aveva! Ai Veda, ad esempio, accennò laconicamente. Ora, capisco che gli inni sacri indiani non siano fondamentali per capire la nostra letteratura, ma se quella santa donna li avesse presentati partendo da qui, l'impatto sui discenti sarebbe stato eclatante. E forse, col tempo, qualcuno di noi sarebbe pure diventato glottologo o filologo. Ma è andata molto, molto diversamente.

 

"La mia cosina così ben tornita e improfumata quella scimmia me l'ha insozzata. Ma ora io gli spaccherò la testa: non voglio più essere una via facile per quel malfattore!

Più in alto di tutti sta Indra!

Nessuno ha una passerina più bella della mia; nessuna è più capace di me di far godere nell'amplesso; nessuna meglio di me sa mettere più in alto le cosce.

Più in alto di tutti sta Indra!".

tratto da Lettori selvaggi di Giuseppe Montesano

 

 
 
 
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