CIAO
QUESTO NOVEMBRE SI è PRESENTATO, INASPETTATAMENTE PER ME, DOLCE E LUMINOSO E IL TEMUTO RITORNO DELL'ORA SOLARE NON è STATO COSì GRAVEMENTE VISSUTO COME MI ASPETTAVO.
UN ANNO è PASSATO DA QUANDO SONO RICADUTO NELLA PAURA E SONO SUCCESSE TANTE COSE, TANTE COSE Nè BELLE Nè BRUTTE, VIVE.
SONO INVECCHIATO E IL MIO STOMACO NON E' PIU' COME UNA VOLTA. ANCHE SE NON BEVO PIU' DA 7 MESI (E STO BENISSIMO) STO COMPENSANDO L'ALCOOL CON LA RITTER AL CAPPUCCINO MA ANCHE CON TANTI BEI CONCERTI SEMPRE PIU' IMPORTANTI.
ANCHE SE DOLOROSA QUESTA ESPERIENZA DI UN ANNO è STATA NECESSARIA. IL MIO ORGANISMO E LA MIA MENTE NON NE POTEVANO PIU' DI TANTI STRAPAZZI E ALTERAZIONI.
C'ERA SOLO NOVEMBRE DA AFFRONTARE E LO TEMEVO; MA AL CONTRARIO DELLE MIE PAURE PER ORA SORRIDE, BREVE E LUMINOSO, DI UN FREDDO ARGENTEO
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In una di queste belle mattine che questo ottobre ci sta regalando Marco Paties è morto. Non è scomparso, non se ne è andato. E' morto. Basta. Il tumore che lo divorava ha compiuto la sua opera e a 42 anni siamo stati privati del calore della sua persona. Conoscevo di vista Marco da tantissimo ma solo quest'anno ero diventato amico: Se c'è una cosa che personalmente mi irrita di questa morte è che non c'è stato il tempo di far crescere quella che stava diventando una bella amicizia. Marco mi è stato subito simpatico; mi ricordava volti dei miei anni ottanta, persone che alla nostra età e avendo vissuto quei momenti storici, sono ancora un po' perse nella vita. Un'immagine che ho tra tutte è Marco nella sua casetta così mestrina che cena con bistecchina di petto di pollo e insalata di pomodori. Faceva davvero tenerezza vederlo mangiare e non lo dico col senno di poi. Masticava piano piano, forse anche per via dei dolori alla schiena, che diventavano sempre piu' acuti. Questo e il numero sterminato di vasi di miele di varie qualità. Quel pomeriggio ci siamo visti Pink Floyd a Pompei; Marco era entusiasta di farmelo vedere. Io ho taciuto il fatto che trovo tutt'ora quel documento di una noia intollerabile perchè era troppo felice di mostrarmelo. E così, con scusabile ipocrisia da parte mia me lo sono sciroppato tutto. Attaccato è venuto un dvd di Arsenio Lupin d'annata e mi ha fatto tornare a tanti anni fa, quando da bambino, la domenica consideravo questo telefilm un momento imperdibile... Al momento di adarsene Marco ci ha guardato triste; non voleva stare solo quei giorni. Ripensare a quella faccetta triste mi fa star male e sorridere allo stesso tempo. Di Marco mi piaceva tutto, soprattutto le sue idiosincrasie, certe insofferenze, dovute probabilmente al fatto che le sue sofferenze passate lo avevano reso piu' consapevole del valore della vita. La morte di Marco Paties è assurda. Che senso ha che sia morto e in un modo così terribile? Perchè è andata così? La risposta che mi viene è che non c'è un senso in quello che gli è capitato. Tutti i mali che ha avuto nella sua vita e che però non avevano cancellato la voglia di vivere e di fare musica a che pro sono successi visto che la sua vita è una vita assurdamente interrotta? Non voglio incazzarmi e fare polemiche di dubbio gusto rispetto alla sua scomparsa però...c'è di che andare su tutte le furie. Mi consola sapere che il calore che riverberava dalla sua persona sarà sempre dentro di noi e ci unirà nel triste suo funerale ma anche nel resto delle nostre vite. Sì, saremo amici anche perchè tra noi c'è stato un Marco Paties di mezzo. Che avrei voluto conoscere di più e a cui già volevo un mare di bene...
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CIAO CARI
era tanto che non scrivevo su questo blog (che graficamente resta il piu' carino dei tre che ho aperto).
cos'è cambiato:
ho provato la concorrenza, blogspot
ho aperto una blog-guerra contro la trascuratezza della municipalità veneziana nei confronti di chi, come me, è artista nella sua città e non viene preso in considerazione e gli tagliano gli spazi
vedi su http://venezianomusica.blogspot.com
bevo un po' meno e sto meglio
sono in cura da una psicologa e credo sia la volta buona
ho una giacca di velluto nuova
ho perso la mia copia di bryter layter
ecco
vi vioglio bene
ciao
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Ciao! Dopo tanto tempo...ho persino creato un altro blog sempre dedicato a Nick Drake: se te ne innamori e' una di quelle esperienze che rimangono indelebilinella tua vita.
Come va? Beh io...io...io sono confuso...troppo confusso. Stamattina mi veniva da piangere per strada. Chiedevo al mio cervello pieta' di me. Sapete, ora sono in una situazione delicata e non so come uscirne. Camminavo a fianco del ponte della liberta' (che nome) e cantavo una canzone improvvisata, una canzone taumaturgic. Voglio mare la vita sorridere generosamente. Solo un atto di fiducia potra' farmi esere felice. Ma non lo sono; il passato mi pesa, vorrei qualcuno da amare, vorrei amare me stesso, vorrei non pensare, vorrei non bere fino a star male, vorrei amare quello che scrivo, suono...
Cosa faro' da grande? chi sara' accanto a me nella vita? percepiro' l'amore degli altri? non saro' piu' un vecchio/bambino?
scusate lo sfogo ma io...io...voglio uscirne
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Oh, splendida pelle di velluto nero; oh corpo perfetto...
cosa succede alle mie giornate? Accolgo tutto quello che mi viene ragalato. Io chiedo a questi miei giorni inediti, dove mi trovo in mezzo ad un sacco di nuovo, di essere coloriti e intensi. Sono in grado di ricevere e apprezzare ciò che mi viene dato?
che strano; pensare che due sere fa, di ritorno dal solito baccanale bohemienne di relitti di un tempo passato (gente coin dieci anni meno di me immersi nel vino acidulo e denso della "decadence")mi sono ritrovato a piangere lacrime calde sulla mia "sfortuna".
Un giorno non è mai uguale all'altro; se pensi che ci sia un giorno in cui tutto si sarà sistemato ebbene, quel giorno non arriverà mai. Il mio errore del passato era che si sarebbe definito tutto e io avrei avuto il dono della salute mentale.
No: grave errore. Io credo che la Vita non tolleri chi commette certi sbagli e voglia sbarazzarsi di coloro che non accettano la sua imprevedibilità con un sorriso.
Lo sento che la mia faccia sta diventando quella che volevo; sento che sto diventando consapevole del gioco del Vivere. So che tra i miei occhi e quelli di un qualcun altro ci sarà la scintilla dell'intesa, la condivisione degli affanni e dei piaceri e il cammino in comune, ognuno per sè.
Ma tu, o dea nera, immobile strumento di vita, fiore nel fango a cui non si deve chiedere niente.......
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il 25/03/2009 alle 07:53
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