Creato da dona.gi62 il 15/11/2011

ALLURE

" Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini" Del libro Il profumo di Patrick Süskind

 
 

AREA PERSONALE

 
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Pensiero..

Post n°86 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da Scarlato_gio

 

Non posso vedere il tuo Sguardo.. ne' udire il tuo Sorriso..

ti Auguro la Buonanotte.. che sia per te'.. una Carezza sul tuo Viso ...

 
 
 

Le stelle marine

Post n°85 pubblicato il 19 Giugno 2012 da dona.gi62

 



Una tempesta terribile si abbattè sul mare.

Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.


Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno.


Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.


Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle marine. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso, il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripetè; l'operazione.


Dalla balaustrata di cemento, un uomo lo chiamò: "Ma che fai ragazzino?".
"Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" rispose il bambino senza smettere di correre.


"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia; non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!" gridò l'uomo. "E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!".
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui!".


L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua.
Qualche minuto dopo erano in cinquanta, cento, duecento, centinaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua.


Così furono salvate tutte.


(dal web)

 
 
 

Domenica

Post n°84 pubblicato il 10 Giugno 2012 da dona.gi62

 
 
 

L'incontro

Post n°83 pubblicato il 24 Maggio 2012 da dona.gi62

 

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima

ancora che i corpi si vedano.

Paulo Coelho

 
 
 

C'era una volta

Post n°82 pubblicato il 04 Maggio 2012 da dona.gi62


C'era una volta un vecchio saggio che, prima di morire, lasciò in eredità ai suoi tre figli uno scrigno, dicendo loro che dopo la sua
morte avrebbero potuto aprirlo, uno dopo l'altro, e al suo interno avrebbero trovato qualcosa di molto prezioso.


I tre figli, dopo la morte del padre, presero lo scrigno e si accinsero ad aprirlo.


Al suo interno, in realtà, c'era solo uno specchio.


Fu prima il turno del più grande, un uomo con una grande barba; poi fu il turno del mediano, un uomo con un'espressione sempre corrucciata.
Infine fu il turno del più giovane, un ragazzo sempre allegro e spensierato.


Dopo che ognuno ebbe aperto e guardato all'interno dello scrigno, i tre figli si riunirono e parlarono di cosa fosse la cosa preziosa che vi avevano trovato.


Il primo disse: «Io vi ho trovato l'immagine di un saggio con una grande barba che gli copriva il volto, perciò la cosa preziosa che mio padre mi ha lasciato è la consapevolezza del valore della saggezza». 

Il mediano disse: «Io vi ho trovato l'immagine di una persona dall'espressione arrabbiata, perciò la cosa preziosa che mio padre mi ha dato è l'avvertimento che nella vita si può incontrare ogni sorta di difficoltà».

 Infine, fu la volta del più giovane: «Quello che vi ho trovato io è l'immagine di una persona allegra e spensierata, perciò mio padre mi ha insegnato l'importanza di essere sempre contento».

(dal web)


 
 
 
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