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Non intendo sollecitare investimenti.
Chiunque utilizzi spunti derivanti dalla mia analisi  agisce a proprio rischio e pericolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sorpresa stress test: bocciate non una ma due italiane

Post n°1954 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

ROMA (WSI) – Mps, con le sue decine di miliardi di sofferenze iscritte a bilancio, non è l’unico grande istituto italiano bocciato negli stress test condotti dall’Eba, l’autorità bancaria europea. In sette – oltre alla banca senese, la tedesca Commerzbank, l’irlandese AIB, l’inglese Barclays, l’austriaca Raiffeisen Landesbanken, la spagnola Banco Popular e Unicredit – hanno registrato un livello di capitale inferiore al 7,5% in caso di scenario avverso. Deutsche Bank ce l’ha fatta al pelo con un 7,8%, Bank of Ireland con il 7,69% e Societe Generale con l’8,03%. Una menzione speciale va comunque a Mps che ha fatto iscrivere a referto un imbarazzante -2,4%.

Partendo dai dati dichiarati a fine 2015, le autorità hanno calcolato il coefficiente patrimoniale Tier 1 per ogni istituto in due casi distini: uno avverso in condizioni critiche e l’altro in un contesto “normale”. La bocciatura – Tier 1 sotto il 7,5% in caso di grave crisi fino al 2018 – non significa che verrà automaticamente chiesto un aumento di capitale. I risultati sono disponibili per la consultazione sul sito dell’Eba.

Mps già sta lavorando a un piano per rafforzare entro novembre la base patrimoniale di fino a 5 miliardi di euro e per smaltire, come richiesto dalla Bce, l’intero pacchetto di sofferenze nette, uno dei “cancri” del sistema bancario italiano. La cartolarizzazione prevede l’intervento del fondo Atlanteche sottoscriverà la tranche mezzanine per 1,6 miliardi e l’assegnazione ai soci di Mps della tranche junior. Proprio a fine giornata la banca travagliata ha annunciato anche il “deconsolidamento” dal bilancio dell’intero portafoglio di crediti in sofferenza, attraverso la cessione ad un veicolo di cartolarizzazione.

Secondo quanto riporta un comunicato della banca senese, l’operazione avverrà ad un prezzo pari a 9,2 miliardi di euro, ovvero il 33% del valore lordo, e con la successiva assegnazione della tranche junior agli azionisti di della banca stessa. Per il governo Renzi e il settore bancario italiano in difficoltà evitare un bail-in, ovvero il ricorso a obbligazionisti e correntisti per salvare l’istituto sull’orlo del default, è da evitare, dal momento che il 30% dei bond societari bancari sono in mano a famiglie e risparmiatori.

Un altro istituto su cui i fari erano puntati era Deutsche Bank, istituto tedesco che ha appena visto azzerati gli utili trimestrali e che è ampiamente e pericolosamente esposto ai derivati. Ma a sorpresa la banca ha passato gli esami, registrando un 7,8% di Tier 1, lo 0,3% sopra alla soglia minima richiesta.

Sono state passate al setaccio le capacità patrimoniali di 51 banche di 15 paesi diversi, per il 70% degli attivi in Europa, per scoprire se e quali istituti hanno i livelli di capitale sufficienti a resistere in caso di crisi. Tra le italiane,Ubi Banca, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare hanno superato gli esami. Le indiscrezioni della vigilia sostenevano che anche Unicredit (7,12%) l’avrebbe spuntata.

Gli stress test sono stati introdotti dopo la crisi finanziaria scoppiata nel 2007-2008 per scongiurare nuove epidemie sistemiche nel sistema finanziario interconnesso dell’Occidente. Rimane da vedere come reagiranno i mercati alla riapertura delle contrattazioni lunedì prossimo.

da http://www.wallstreetitalia.com

 
 
 

Stati Uniti: indicazioni deludenti dal Pil del secondo trimestre, dollaro perde terreno

Post n°1953 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Indicazioni sotto le stime dall'indice che misura l'incremento del Prodotto interno lordo della prima economia. Il Bureau of Economic Analysis ha annunciato che tra aprile e giugno l'economia statunitense ha messo a segno un incremento, trimestrale annualizzato, dell'1,2%. Il dato è decisamente inferiore al +2,6% stimato dagli analisti. Negativa anche la revisione al ribasso, dall'1,1 allo 0,8%, del dato relativo i primi tre mesi dell'anno. La pubblicazione della seconda stima è prevista per il prossimo 26 agosto. 

Nel secondo trimestre, le spese dei consumatori (che rappresentano due terzi della crescita Usa) hanno segnato un incremento del 4,2% (dall'1,6%) ma gli investimenti delle imprese hanno messo a segno il calo maggiore dal 2009 (-3,2%). -6,1% per gli investimenti nel settore residenziale e le scorte hanno segnato il primo rosso dal 2011. Sopra le stime l'indice dei prezzi, salito dallo 0,5 al 2,2 per cento. 

I dati fanno tornare d'attualità le tensioni sulle ripercussioni della debolezza dell'economia mondiale e sull'impatto della crisi del comparto energetico. Ovviamente una ripresa che procede a un ritmo particolarmente debole è destinata a procrastinare il nuovo incremento dei tassi da parte della Federal Reserve (che mercoledì ha confermato il costo del denaro senza però chiudere a eventuale rialzo nei prossimi mesi). 

Al momento solo il 22 e il 23,7 per cento degli analisti contattati da Bloomberg stima un incremento del costo del denaro nei meeting in calendario il 21 settembre e il 2 novembre. Le probabilità salgono al 38,8% nel caso delle riunioni di dicembre e febbraio 2017.

Future piatti, dollaro si indebolisce
A pochi minuti dall'avvio delle contrattazioni a New York, lieve calo i future sugli indici di Wall Street (-0,26% per il derivato sul Dow Jones, -0,17% per quello sullo S&P, +0,07% nel caso del Nasdaq), sul valutario si assiste a un indebolimento del dollaro (+0,71% a 1,1155$ nel cambio con l'euro, -2,33% a 102,81 per lo usd/jpy) mentre nel comparto delle materie prime l'oro guadagna terreno e si porta a 1.354,3 dollari (+1%). 

da http://www.finanzaonline.com

 
 
 

Banca Giappone annuncia aumento acquisti asset, ma delude attese

Post n°1952 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

TOKYO (Reuters) - La Banca del Giappone ha annunciato stamane il rafforzamento dello stimolo monetario, con l'incremento da 3.300 a 6.000 miliardi di yen dei propri acquisti annuali di Etf: una mossa di portata tuttavia modesta, che delude le aspettative di molti investitori, che speravano in misure più aggressive.

Al termine del proprio meeting di politica monetaria, l'istituto centrale ha invece mantenuto invariati i target sulla base monetaria a 80.000 miliardi di yen, gli importi degli acquisti delle altre tipologie di asset nonché il livello dei tassi di interesse.

Le decisioni odierne sono state prese dal board con 7 voti favorevoli contro 2.

"La BoJ non ha soddisfatto le aspettative (...), incrementare gli acuisti di Etf non offre nessun contributo al raggiungimento del 2% d'inflazione" commenta l'economista di Mizuho Securities Norio Miyagawa. "La BoJ non lo ammetterà, ma ha raggiunto il limiti del quantitative easing e dei tassi negativi".

La Banca del Giappone -- che nel rapporto trimestrale pubblicato stamane ha sostanzialmente confermato le ottimistiche previsioni sull'inflazione per gli anni fiscali 2017 e 2018 -- ha comunque preannunciato per il prossimo meeting un'ampia valutazione degli effetti delle proprie politiche.

 
 
 

Fed lascia tassi invariati, ma vede ridursi rischi al ribasso su economia

Post n°1951 pubblicato il 28 Luglio 2016 da Lucky340
 
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La Federal Reserve ha confermato ieri sera i tassi d'interesse tra 0,25% e 0,5%, in linea con le attese di mercato. La banca centrale statunitense ha ribadito il suo approccio graduale aumento dei tassi di interesse riconoscendo una diminuzione dei rischi al ribasso per l'economia. nella nota di accompagnamento alla decisione sui tassi, la Fed ha posto l'accento sul rafforzamento del mercato del lavoro dopo la frenata di maggio, con l'economia che è continuata a crescere moderatamente.

da http://www.finanzaonline.com/

 
 
 

BCE: Draghi lascia i tassi invariati

Post n°1950 pubblicato il 21 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

A Francoforte si è svolta la prima riunione del board della Banca Centrale Europea successivamente allo shock Brexit. Così come la Bank of England la scorsa settimana, anche il direttorio dell'Eurotower ha deciso di non alterare il livello attuale dei tassi d'interesse

Nel dettaglio, la Bce lascerà invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0%. Per le operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca Centrale i tassi di riferimento restano rispettivamente allo 0,25% e al -0,40%.

Nella nota diffusa a margine della riunione, la Bce ha ricordato che prevede di mantenere i tassi "a questi livelli o a livelli più bassi per un periodo prolungato, ben oltre l'orizzonte del piano di acquisto di titoli". Quest'ultimo, è stato confermato a 80 miliardi al mese, e sarà portato avanti almeno fino al marzo 2017. Eventuali estensioni del programma saranno prese in considerazione solo nel caso si renda necessario per riportare l'inflazione all'obiettivo del +2%.

Npl

“Creare una situazione legislativa che faciliti la creazione di un mercato dei Non performing Loan”, con queste parole Mario Draghi si è espresso sul problema delle sofferenze bancarie, portato all’attenzione del numero uno della Bce dai giornalisti presenti.

Nel corso della conferenza stampa, Mario Draghi ha dichiarato che “la situazione dei crediti deteriorati in Italia è un problema grande, che necessita di tempo per la soluzione”, ha proseguito il presidente dell’istituto centrale esprimendosi anche in riferimento alla direttiva sulle risoluzioni bancarie “le regole sul bail-in prevedono tutta la flessibilità necessaria, senza incappare nei divieti degli aiuti di Stato. Su questi temi la competenza resta però in capo alla Commissione europea”.

Brexit

“La Brexit sarà un fattore di rallentamento della ripresa europea”, per Mario Draghi il referendum del 23 giugno scorso ha rappresentato un fattore di incertezza e volatilità nei mercati finanziari, anche se questi ultimi “si sono mostrati resilienti allo shock” mostrando una capacità di recupero sorprendente.

Le implicazioni negative tuttavia potrebbero riguardarel’inflazione, che è vista ancora “a livelli molto bassi per un prolungato periodo di tempo”, e la scarsità di titoli di Stato. Infatti, le regole attuali del Qe vietano all’istituto centrale di mettere in portafoglio strumenti con rendimenti negativi per un ammontare superiore al tasso sui depositi (al -0,40%).

Secondo gli analisti finanziari la politica monetaria ultra espansiva di Mario Draghi troverà un vero limite nelle politiche fiscali dei Paesi dell’eurozona. L’elevato livello di indebitamento pubblico di questi ultimi (specialmente i periferici) pone un freno alle politiche fiscali e quindi all’emissione di ulteriore debito (nuove obbligazioni) che vada a soddisfare la domanda della Bce.

da http://www.finanzaonline.com

 
 
 

Analisi Intermarket al 16/07/2016

Post n°1949 pubblicato il 16 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340


i nuovi record a wall street innescano un pesante rimbalzo sui listini europei ed asiatici, con conseguente discesa dei beni rifiugio oro,yen e bond americani e tedeschi. La situazione rimane delicata a causa delle innumerevoli problematiche geo_politiche sul tappeto.

"Le prossime settimane si preannunciano perciò ancora roventi. L’evento più atteso sarà la pubblicazione, in programma il 29 luglio, dei risultati degli stress test effettuati dall’EBA sui 53 principali istituti di credito dell’Eurozona. Per quella giornata si prevede un nuovo picco delle temperature “finanziarie”, soprattutto perché apparirà chiaro quali istituti di credito avranno bisogno di nuove iniezioni di capitale. Gli investitori saranno disposti a sostenere i nuovi aumenti oppur _e saranno necessari interventi governativi che faranno scattare l’obbligo di bail-in?"Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets

 Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è diminuito dello 0,2 maggio    a 123,7 (2010 = 100),dopo un aumento del 0,6 per cento nel mese di aprile, e un aumento del 0,1 per cento in marzo. Il LEI per Gli Stati Uniti è diminuito in maggio,  a causa  principalmente di un forte aumento nelle richieste nei sussidi contro la disoccupazione. Il tasso di crescita del LEI ha moderato nel corso dell'ultimo anno ", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici al Conference Board"il LEI suggerisce che l'economia continuerà a crescere a un ritmo moderato nel breve termine, la volatilità dei mercati finanziari e una prospettiva di  stagnazione nel  mercato del lavoro potrebbero comportare rischi al ribasso per la crescita".

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica  sulle principali borse mondiali  una situazione  di   stallo nella quale vediamo la forza di Wall Street  che ha impedito agli altri indici di scivolare rovinosamente. Mentre SP_500 è ai massimi, i rendimenti esprimono i minimi inferiori persino alla crisi del 2008 anche se questa settimana in leggera salita. Non è un gran bel segnale in prospettiva questa corsa verso il fly to quality ed infatti nei  BOND continua la la cavalcata del  BUND  e dei Tresaury con rendimenti questa settimana in leggera salita (rispettivamente 1,55% e 0,00%) , staremo a vedere.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile   conferma il LONG per giugno , L'S&P 500 ha chiuso maggio con un guadagno dell 1,53% dopo un guadagno mensile del 0,27% ad aprile e  un guadagno del 6,6% a marzo.  Tutte  e tre  le medie mobili sullo S&P 500 stanno segnalando invested e tutti e  cinque gli ETF del portafoflio Ivy (SMA_12) danno  il  segnale  "investito". Questo ottimo sistema è  molto raccomandabile da seguire (la  mia preferenza va a SMA_12), le uniche controindicazioni riguardano  la presenza di qualche falso segnale che tale sistema genera. 

 

 
 
 

La domanda di Beni rifugio è sostenibile?

Post n°1948 pubblicato il 12 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Il referendum sulla Brexit ha evidenziato il grande ruolo giocato dai rifugi sicuri nei periodi incerti.

Sono aumentate significativamente le pressioni rialziste sul Franco svizzero e sullo Yen; è chiaro che a contare non sono i fondamentali economici, ma la stabilità politica di questi paesi.

Il Giappone, come la Svizzera, si trova in una lunga fase di deflazione; lo Yen non è correlato all’economia giapponese e il rischio su questa valuta è tutt’altro che basso, infatti, crediamo che i tassi d’interesse possano diventare ancor più negativi.

Di conseguenza, non sorprende assistere all’aumento dei metalli preziosi, che costituiscono un’assicurazione, slegata dai tassi, contro un crollo (per quanto improbabile) delle valute fiduciarie.

L’esito della Brexit è stato davvero rivelatore: per la prima volta dalla creazione dell’Unione Europea, il rischio di una dislocazione è stato altissimo.

Come se non bastasse, anche in Finlandia si profila l’ipotesi di un referendum, una petizione ha già raggiunto quasi la metà delle firme necessarie.

Gli investitori sono consapevoli di questi problemi e la domanda diOro e Argento è aumentata significativamente, questi metalli preziosi ora scambiano su livelli che non si vedevano da tre anni.

Questo brusco aumento dell’oro e dell’argento è, tuttavia, paradossale.

Le banche, soprattutto quelle europee, sono nell’occhio del ciclone quali emittenti dei certificati in oro.

L’aumento dell’offerta fa sì che i metalli preziosi rimangano a livelli più bassi, mantenendo la fiducia nelle valute fiduciarie.

Vale la pena notare che l’offerta di oro e argento fisico non è mai stata così elevata.

C’è un forte rischio di controparte che potrebbe pesare ulteriormente sui prezzi dei metalli preziosi e che potrebbe innescare una spaccatura fra i mercati dei metalli preziosi fisici e di carta, non dimentichiamo che il mercato dei certificati in oro è duecento volto più grande di quello del mercato dell’oro fisico.

Oro e Argento saliranno ancora nei prossimi mesi? C’è davvero un potenziale rialzista.

Anche se, negli ultimi quattro anni, la Fed ha promesso che i tassi d’interesse USA sarebbero saliti in modo sostenuto, i mercati finanziari hanno iniziato a scontare un taglio probabile non prima della fine del 2017.

La mancanza di fiducia nelle banche centrali è il nuovo catalizzatore per l’oro e l’argento.

I tassi d’interesse negativi non hanno alcun senso, considerando che il prestatore deve pagare gli interessi; inoltre, non capiamo come la BCE o la Banca d’Inghilterra potranno ottenere risultati migliori della Fed o della BoJ. Ora la strada è spianata per l’oro e l’argento!

da Da Swissquote Ltd(Yann Quelenn)

 
 
 

Analisi Intermarket al 09/07/2016

Post n°1947 pubblicato il 09 Luglio 2016 da Lucky340
 
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"Ancora una volta l’Italia è sotto assedio. I demeriti sono molti ma le radici della crisi affondano sulla decrescita infelice del sistema produttivo per conclamata perdita di competitività in corso dal 2000. E se l’Italia è sotto assedio i mercati soffrono.

Soffre la super panzer division DB, che negli anni ha meritatamente assunto la leadership deviata di “hedge bank”. Se così stanno le cose come può una parte del mercato fare finta che nel cuore del mondo occidentale non succeda nulla? Per essere più espliciti, come fa Wall Street rimanere inerte di fronte al massacro che vive l’Europa: Brexit, banche, referendum vari, elezioni da rifare (vedi Austria), cosa ne pensano quelli della grande scommessa?

Sugli indici azionari europei c’è poco da dire, sono tutti ormai allineati sopra livelli nuovamente critici, la loro violazione li riporterebbe dritti ai minimi del 2012. Ma cosa dire dell’indice S&P 500 vicino ai massimi di sempre? E’ vero, sono mesi che l’indice lotta con l’area 2100/2130, prima manifestando chiari segnali distributivi, poi sul finale recuperando al punto da voler mettere sottosopra il fronte distributivo in nuova accumulazione.
C’è da crederci? Per una risposta più completa è meglio cominciare dalla parte lunga della curva dei rendimenti americani. Il 10 anni US sta scendendo sino a manifestare l’intenzione di voler andare sotto l’1%. Mentre l’indice è ai massimi, i rendimenti esprimono i minimi inferiori persino alla crisi del 2008. Non è un gran bel segnale: rappresenta una corsa verso il fly to quality. L’oro sale, è in resistenza, ma al di là di temporanee prese di beneficio sembra che abbia le potenzialità una volta violata l’area 1360 di andare ben oltre 1400 usd/oz, come sostiene Jeff Gundlach, fondatore di Doubleline Capital in un’intervista a Bloomberg......".Wlademir Biasia WBAdvisors

 Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è diminuito dello 0,2 maggio    a 123,7 (2010 = 100),dopo un aumento del 0,6 per cento nel mese di aprile, e un aumento del 0,1 per cento in marzo. Il LEI per Gli Stati Uniti è diminuito in maggio,  a causa  principalmente di un forte aumento neile richieste nei sussidi contro la disoccupazione. Il tasso di crescita del LEI ha moderato nel corso dell'ultimo anno ", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici al Conference Board"il LEI suggerisce che l'economia continuerà a crescere a un ritmo moderato nel breve termine, la volatilità dei mercati finanziari e una prospettiva di  stagnazione nel  mercato del lavoro potrebbero comportare rischi al ribasso per la crescita".

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica sempre  sulle principali borse mondiali  una situazione  di   stallo nella quale vediamo la tenuta di Wall street   mentre gli altri indici sono da tempo SHORT_ Nikkey, Hang Seng  in Asia, MIB e Dax nel segmento Euroamericano).Mentre SP_500 è ai massimi, i rendimenti esprimono i minimi inferiori persino alla crisi del 2008. Non è un gran bel segnale:rappresenta una corsa verso il fly to quality ed infatti nelle commodities  l'oro è sempre in ascesa seguito dall'argento,nei  BOND continua la corsa dei tresaury  e del BUND con rendimenti sempre più bassi (rispettivamente 1,36% e -0,19%) e valori in rialzo.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile   conferma il LONG per giugno , L'S&P 500 ha chiuso maggio con un guadagno dell 1,53% dopo un guadagno mensile del 0,27% ad aprile e  un guadagno del 6,6% a marzo.  Tutte  e tre  le medie mobili sullo S&P 500 stanno segnalando invested e tutti e  cinque gli ETF del portafoflio Ivy (SMA_12) danno  il  segnale  "investito". Questo ottimo sistema è  molto raccomandabile da seguire (la  mia preferenza va a SMA_12), le uniche controindicazioni riguardano  la presenza di qualche falso segnale che tale sistema genera. 

 

 

 

 
 
 

Analisi Intermarket al 02/07/2016

Post n°1946 pubblicato il 02 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Mercati  viaggiano sull'onda dell'incertezza, aiutati a non sprofondare dalle voci di nuove regole per gli acquisti di bond da parte della Bce, ma anche intimamente convinti che quanto stia accadendo e soprattutto quanto si stia decidendo, non sarà altro che una toppa messa per riuscire a navigare a vista fino a quando i nodi non arriveranno al pettine.Questa, in estrema sintesi, la visione della maggior parte degli analisti i quali predicano ancora cautela. Tra loro anche quelli di HSBC, i quali hanno tagliato le stime per il 2017 sull'Eurozona portando il prodotto interno lordo all'1% dal precedente 1,5%. I problemi che prima c'erano sull'Unione non solo non sono stati risolti ma sono anche stati esacerbati dalla tempesta inglese le cui conseguenze, finora calmierate, si scateneranno nella loro forza solo in futuro.
"La Banca centrale europea (Bce) sta valutando l'allentamento delle regole per gli acquisti di titoli di Stato. L'Eurotower starebbe valutando, secondo le indiscrezioni riportate ieri sera dall'agenzia Bloomberg, la modifica della ripartizione degli acquisti di titoli di Stato effettuati nell'ambito del piano di quantitative easing da 80 miliardi di euro al mese. A preoccupare la Bce è l'ulteriore contrazione dei rendimenti sull'obbligazionario in scia al voto sulla Brexit con aumento dell'ammontare di titoli di Stato con rendimenti negativi anche nella parte medio-lunga della curva dei tassi come nel caso dei Bund tedeschi. Si va verso l'abbandono della logica del key capital in favore di unadistribuzione degli acquisti in ragione della dimensione del debito. In tal modo la Bce avrebbe abbastanza debito da acquistare per raggiungere il target mensile di acquisti. "_titta Ferraro su http://www.finanzaonline.com

Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è diminuito dello 0,2 maggio    a 123,7 (2010 = 100),dopo un aumento del 0,6 per cento nel mese di aprile, e un aumento del 0,1 per cento in marzo. Il LEI per Gli Stati Uniti è diminuito in maggio,  a causa  principalmente di un forte aumento neile richieste nei sussidi contro la disoccupazione. Il tasso di crescita del LEI ha moderato nel corso dell'ultimo anno ", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici al Conference Board"il LEI suggerisce che l'economia continuerà a crescere a un ritmo moderato nel breve termine, la volatilità dei mercati finanziari e una prospettiva di  stagnazione nel  mercato del lavoro potrebbero comportare rischi al ribasso per la crescita".

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica sempre  sulle principali borse mondiali  una situazione  di   stallo nella quale la prima ondata del ciclone Brexit pare sia stata assorbita,   comunque vediamo la tenuta di Wall street   mentre gli altri indici sono da tempo SHORT_ Nikkey, Hang Seng  in Asia, MIB e Dax nel segmento Euroamericano).Commodities con l'oro sempre in ascesa , BOND con i tresayry e il BUND con rendimenti sempre più bassi e valori in rialzo.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile   conferma il LONG per luglio, L'S&P 500 ha chiuso giugno  con un guadagno dell 0,09% dopo un guadagno mensile del 1,53%  a maggio.  Tutte  e tre  le medie mobili sullo S&P 500 stanno segnalando invested e tutti e  cinque gli ETF del portafoflio Ivy (SMA_12) danno  il  segnale  "investito". Questo ottimo sistema è  molto raccomandabile da seguire (la  mia preferenza va a SMA_12), le uniche controindicazioni riguardano  la presenza di qualche falso segnale che tale sistema genera. 

 

 

 

 
 
 

La rabbia della gente contro le politiche economiche assurde imposte dall’europa

Post n°1945 pubblicato il 27 Giugno 2016 da Lucky340
 
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Secondo i miei calcoli, dal 2009 alla fine del 2016, l’Italia avrà perso 1000 miliardi a causa di politiche economiche assurde imposte dall’euro, dai Trattati Europei, e dalle pressioni tedesche avallate – a volte persino con entusiasmo – dai nostri autoproclamati ‘europeisti’. I nostri disoccupati hanno finito i risparmi e ora vivono grazie agli aiuti dei parenti, nel migliore dei casi. Il debito pubblico continua ad aumentare, pur in una situazione congiunturale favorevole (petrolio, euro, tassi d’interesse bassi); la sanità e l’istruzione vengono di conseguenza tagliate. Le banche italiane, fino a pochi anni fa fra le più sane al mondo, scricchiolano, per la sottostante crisi delle imprese. Tutto questo è peggio di un crimine: è un errore. E il panorama non è molto diverso in altri paesi europei.

La rabbia della gente è pienamente giustificata. In economia c’è la domanda e c’è l’offerta. Una crisi di offerta è difficile da curare. Ma una depressione della domanda può essere curata rapidamente, come ho spiegato tante volte. Perciò, il suo perdurare è inaccettabile: è dovuto unicamente all’Europa, che impedisce di fare quel che si fa nel resto del mondo. Aggiungiamo il Trattato di Schengen, che consente la libera circolazione di tutti in Europa (inclusi i migranti) senza un minimo di preparazione, e si capisce perché questa Ue non piace.

Quelli sopra indicati non sono forse motivi sufficienti per uscire dall’Europa, non avrebbero causato la Brexit. In realtà c’è di peggio: l’euro sta provocando una crisi democratica generalizzata. Per imporre politiche economiche impopolari e assurde, si scavalcano le corti costituzionali dei paesi membri, i parlamenti, si costringono alle dimissioni i governi, si indicano i nuovi primi ministri, si cerca di impedire lo svolgimento di consultazioni popolari, si cambiano le costituzioni. E sull’Europa,invece di facilitare processi di scelta democratica, si preferisceseguire strategie del fatto compiuto, di minacce a chi pensasse di uscire (umiliazione della Grecia per intimidire potenziali imitatori, minacce agli inglesi sulle conseguenze del Brexit, ecc.), l’uso improprio della Bce per mettere in riga (tramite artificiali crisi degli spread) chi volesse dissentire, ecc. in un crescendo di forzature (o camicie di forza, anche costituzionali) che lacerano e dividono sempre più gli europei.

Così Mario Monti: “Non dobbiamo illuderci; se anche il Regno Unito votasse per restare, ormai c’è un precedente. Cosa succederebbe se altri Stati decidessero di intraprendere un cammino simile a quello britannico? Un qualche paese dell’Est o altri. Che si dice loro? Siete piccoli, non potete chiedere queste cose?”. Così Paolo Guerrieri (senatore Pd): “Considero probabile, in tempi brevi, una vittoria dei populisti in Italia ed in altri paesi. L’Europa deve perciò fare subito passi avanti irreversibili, ad es. nel settore bancario, in modo tale che quando arriveranno al potere i populisti non potranno più tornare indietro”. Così tanti altri.

Qualcuno ancora, nell’Europa continentale, crede nella democrazia? Si vorrebbe saperlo, perché in Europa c’è ancora da cominciare unadiscussione su quale Unione Europea creare con un largo consenso; c’è da fare un percorso di portata, non formalmente ma sostanzialmente, costituzionale, insieme, tutti noi europei; percorso che le élite continuano a negare, preferendo correre in avanti per fare una Europa Unita purchessia, una qualunque, in apparenza, ma in realtà una particolare, che è quella che vogliono loro e non i ceti popolari. Un’Europa in contrasto con molti dei valori e dei diritti attribuiti dalle costituzioni nazionali ai cittadini, occasione per regolare i conti con i valori che ‘vinsero’ nel 1945-48.

L’Europa come golpe. Un’Europa che è l’opposto di quella immaginata negli anni ’50 e costruita, con entusiasmo e partecipazione, negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Il punto non è se sia meglio ridurre le tasse e le spese pubbliche e i diritti dei lavoratori o piuttosto fare il contrario, se affrontare la disoccupazione o meno, ecc.; Il punto è che anche queste decisionisono state sottratte alla sovranità popolare da (presunte) regole europee, fatte senza la partecipazione, il dibattito, la volontà e il voto della gente, immodificabili. Da questa arroganza sono fuggiti gli inglesi. I c.d. ‘populisti’ non sono la causa della crisi democratica dell’Europa: ne sono il frutto e gli interpreti.

PierGiorgio Gawronski da http://www.ilfattoquotidiano.it

 
 
 
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Data di creazione: 04/05/2010
 

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