Lucky_borsa

finanza, borsa e dintorni

 

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Agosto 2016 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 12
 

DISCLAIMER

Non intendo sollecitare investimenti.
Chiunque utilizzi spunti derivanti dalla mia analisi  agisce a proprio rischio e pericolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oro giù al minimo di 5 settimane su probabile aumento dei tassi della Fed

Post n°1958 pubblicato il 29 Agosto 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Investing.com - Il prezzo dell’oro mantiene le perdite della notte negli scambi statunitensi di questo lunedì, toccando il minimo di cinque settimane dopo le dichiarazioni della Federal Reserve secondo cui è possibile un aumento dei tassi a breve termine.

L’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange tocca il minimo intraday di 1.317,20 dollari l’oncia troy, un livello che non si registrava dal 26 luglio. Il prezzo si è poi attestato a 1.323,05 dollari alle 8:37 ET (12:37 GMT), in calo di 2,85 dollari, o dello 0,21%.

Le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nei prossimi mesi sono salite dopo le parole di venerdì della Presidente Janet Yellen, secondo cui la possibilità che i tassi vengano alzati sta aumentando, mentre il vice presidente Stanley Fischer ha indicato che un inasprimento potrebbe avvenire in occasione del vertice di settembre.

Secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com, esiste una possibilità del 36% di un aumento dei tassi a settembre, su dal 21% segnato prima delle parole della Yellen e di Fischer. La probabilità di un aumento a dicembre è pari al 63%, contro il 50% registrato venerdì mattina.

Il metallo prezioso risente dell’andamento dei tassi USA, il cui aumento farebbe salire il costo di investimenti senza rendimento come i lingotti, facendo schizzare il dollaro.

Il dollaro è schizzato al massimo di tre settimane questo lunedì, con gli investitori che hanno ripreso in considerazione l’idea di un aumento dei tassi da parte della Fed quest’anno.

L’Indice del Dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, schizza al massimo giornaliero di 95,79, il massimo dal 12 agosto, per poi attestarsi a 95,75 questa mattina.

Un dollaro forte di solito pesa sull’oro poiché riduce l’appeal del metallo prezioso come investimento alternativo e rende le materie prime valutate in dollari più costose per i titolari di altre valute.

Gli investitori seguiranno da vicino i report economici USA per capire se la principale economia mondiale sia abbastanza forte da consentire un aumento dei tassi di interesse nelle prossime settimane.

Nel report del Dipartimento per il Commercio si legge che l’indice dei prezzi PCE core è salito dello 0,1% il mese scorso, in linea con le aspettative. Su base annua, l’indice dei prezzi PCE core è aumentato dell’1,6%, come previsto.

 

La Federal Reserve utilizza il dato PCE core per decidere se alzare o abbassare i tassi di interesse, per tentare di mantenere l’inflazione a poco meno del 2%.

Dal report è emerso inoltre che le spese pro-capite sono salite dello 0,3% il mese scorso, mentre i redditi sono aumentati dello 0,4%.

http://it.investing.com/

 
 
 

Federal Reserve: Yellen, probabilità di una stretta monetaria sono aumentate

Post n°1957 pubblicato il 27 Agosto 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Negli ultimi mesi, le probabilità di un incremento dei tassi di interesse negli Stati Uniti sono aumentate. È quanto ha dichiarato il n.1 della Federal Reserve, Janet Yellen, nel corso del suo intervento al simposio di Jackson Hole, in Wyoming. "Alla luce di solide performance del mercato del lavoro e del nostro outlook sull’andamento dell’attività economica e dell’inflazione, ritengo che l’ipotesi di un incremento dei tassi nei prossimi mesi si sia rafforzata”. 

L’istituto con sede a Washington, ha detto la chairwoman, si attende "una crescita moderata” dell’economia, un ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro e l’inflazione in quota 2% nel giro di qualche anno. 

Nel mese di luglio il saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non-farm payrolls) ha ampiamente battuto le stime segnando un incremento di 255 mila unità mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,9%. Per il mese corrente, la pubblicazione dei dati è prevista tra una settimana, i due dati sono stimati a 186 mila e al 4,8%.

In qualunque caso va rilevato che "la politica monetaria americana non è su una via predeterminata" e che qualsiasi decisione in materia di tassi "dipenderà sempre da quanto i dati che arriveranno continueranno a confermare l’outlook del Comitato di politica monetaria”. In linea generale, "un graduale aumento dei tassi di interesse sarà appropriato nel corso del tempo". I tassi, spinti in quota zero per cento a fine 2008, lo scorso dicembre sono stati innalzati di un quarto di punto percentuale. 

Al momento gli analisti contattati da Bloomberg stimano al 26 e al 33,9 per cento l’ipotesi di una stretta nelle riunioni della Fomc (Federal open market committee, il braccio operativo della Fed) di settembre e novembre. Il dato sale sopra quota 50% (53,3%) nel caso del meeting di dicembre. 

Bullard: possibile rialzo a settembre

Posizione più netta quella del Presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, secondo cui a settembre potremmo assistere a un nuovo rialzo. "Guardando il calendario, nel 2016 sono possibili due incrementi dei tassi. Sono in programma ancora tre meeting, quindi si tratta di un’ipotesi realizzabile”, gli ha fatto eco Dennis Lockhart della Fed di Atlanta. "Entro fine anno ci sarà almeno un ritocco se l'economia statunitense continuerà a crescere come fatto finora".

L’indice statunitense che misura la crescita economica, in versione preliminare, nel secondo trimestre ha messo a segno un +1,1% trimestrale (dato annualizzato). Il dato, in linea con le stime, segna un calo dello 0,1% rispetto alla stima flash. ....

da http://www.finanza.com/

 
 
 

Analisi Intermarket al 22/08/2016

Post n°1956 pubblicato il 22 Agosto 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

 

"La strategia comunicativa della Fed sta soffrendo un problema di credibilità. Nonostante i messaggi da falchi, il dollaro non sta prezzando la possibilità di un rialzo dei tassi a Settembre. Tale probabilità è stimata al 20%, con il 45% a favore di un intervento entro Dicembre. I mercati non si fidano delle parole della Fed (e perchè dovrebbero, considerato il recente passato). Il Presidente della Fed di New York Dudley ha affermato che l'economia americana resta solida, con un ottimo mercato del lavoro e una buona crescita dei salari. Ciò significherebbe che il mercato sta sottostimando i potenziali rialzi dei tassi della Fed. Nello stesso tempo, il Presidente della Fed di Dallas Kaplan ha confermato che vi è la possibilità di un intervento sui tassi. Ciò sembra avere l'obiettivo di preparare il terreno per Janet Yellen nel meeting di Jackson Hole, in modo da indicare ai mercati un prossimo rialzo dei tassi.

Se le aspettative dovessero cambiare, i mercati sarebbero colti certamente di sorpresa, con un rialzo della curva dei rendimenti e del dollaro. Tuttavia crediamo che al momento non ce ne siano le condizioni. L'economia americana appare in buone condizioni solo se paragonata all'andamento globale. La crescita del GDP è solo dell'1.2% su base trimestrale, niente di particolarmente eccitante. Le minutes della Fed della scorsa settimana hanno inoltre evidenziato anche la scarsa pressione inflazionistica, con l'IPC di Agosto sceso dal 2.3% al 2.2%. Le vendite al dettaglio stanno rallentando, e i consumatori restano cauti....."

Da Swissquote Europe Ltd

 

 Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è aumentato   è aumentato dello 0,4 per cento nel mese di luglio a 124,3 (2010 = 100), a seguito di un aumento dello 0,3 per cento in giugno, e un calo dello 0,2 per cento in maggio. "Il  LEI per gli USA ha ripreso a crescere nel mese di luglio, suggerendo  che una crescita economica moderata dovrebbe continuare fino alla fine del 2016", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici  a The Conference Board. "Ci possono essere anche una ulteriore moderata crescita potenziale  se i recenti miglioramenti nel settore manifatturiero e delle costruzioni saranno  sostenuti, e le aspettative del consumatore medio non peggioreranno ulteriormente."

     

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica  sulle principali borse mondiali  una situazione nella quale vediamo la forza di Wall Street  che continua a sorreggere  gli altri indici con gli indici cinesi in decisa salita. Mentre SP_500 è ai massimi, i rendimenti  continuano ad esprimere  valori da crisi sistemica. Non è un gran bel segnale in prospettiva questa corsa verso il fly to quality ed infatti continua la cavalcata del  BUND  e dei Tresaury con rendimenti rispettivamente al 1,58% e -0,07%).Oro sempre vicino ai massimi del periodo.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile   conferma il LONG per Agosto.  Tutte  e tre  le medie mobili sullo S&P 500 stanno segnalando invested e tutti e  cinque gli ETF del portafoflio Ivy (SMA_12) danno  il  segnale  "investito". Questo ottimo sistema è  molto raccomandabile da seguire (la  mia preferenza va a SMA_12), le uniche controindicazioni riguardano  la presenza di qualche falso segnale che tale sistema genera. 

     

 
 
 

Analisi Intermarket al 30/07/2016

Post n°1955 pubblicato il 30 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Come da attese, la Fed lascia i tassi invariati senza creare grandi aspettative per l’anno in corso. Le elezioni presidenziali non consentono al principale regista dei mercati di intervenire con il rischio di destabilizzare gli equilibri. Ne approfittano i Treasury decennali che dopo una breve correzione verso quota 1.65% sono tornati a flettere lasciandosi alle spalle un pull back che conferma la riflessività dei rendimenti nella parte lunga della curva.
Come risultato ci troviamo con il 10 anni inserito all’interno di una tendenza regressiva, mentre l’S&P 500 continua a quotare sui massimi di sempre manifestando una moderata perdita di momentum che potrebbe aprire la correzione accennata la scorsa settimana.
La correzione si inserisce in un quadro che non altera la struttura positiva dei corsi, quantomeno finché i valori continuano a quotare sopra area 2110..............................

In anticipo probabilmente su un’evoluzione più instabile del quadro complessivo, l’oro è stato colpito da nuovi buy order senza nemmeno collaudare l’area 1300 usd/oz. L’area 1300 costituisce per il nostro modello di valutazione il punto di sostegno di una tendenza rialzista il cui impulso potrebbe spingere i valori verso area 1450 usd; è presumibile che il mercato si concentrerà nelle prossime ore su area 1375 per cogliere eventuali nuovi trigger positivi in grado di accompagnare la domanda verso gli obbiettivi stimati......

Wlademir Biasia WBAdvisors

 

 Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è aumentato  dello 0,3 a giugno   a 123,7 (2010 = 100),dopo una diminuzione dello 0,2 a maggio ed un  aumento del 0,5 per cento nel mese di aprile. "Il  LEI per gli USA è cresciuto nel mese di giugno, invertendo il declino registrato a maggio", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici e di ricerca al  The Conference Board. "I miglioramenti nella richieste iniziali nei sussidi di disoccupazione, i permessi di costruzione, e gli indicatori finanziari sono stati i driver principali. Mentre il LEI continua a puntare ad una moderata   crescita economica negli Stati Uniti fino alla fine del 2016, l'espansione appare ancora abbastanza resistente agli agenti atmosferici ossia la  volatilità dei mercati finanziari e una moderazione nel  mercato del lavoro "

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica  sulle principali borse mondiali  una situazione nella quale vediamo la forza di Wall Street  che sta sorregendo gli altri indici. Mentre SP_500 è ai massimi, i rendimenti esprimono minimi inferiori persino alla crisi del 2008 anche se questa settimana in leggera salita. Non è un gran bel segnale in prospettiva questa corsa verso il fly to quality ed infatti nei  BOND continua la la cavalcata del  BUND  e dei Tresaury con rendimenti rispettivamente al 1,45% e -0,12%).

 
 
 

Sorpresa stress test: bocciate non una ma due italiane

Post n°1954 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

ROMA (WSI) – Mps, con le sue decine di miliardi di sofferenze iscritte a bilancio, non è l’unico grande istituto italiano che si può considerare bocciato negli stress test condotti dall’Eba, l’autorità bancaria europea. In sette – oltre alla banca senese, la tedesca Commerzbank, l’irlandese AIB, l’inglese Barclays, l’austriaca Raiffeisen Landesbanken, la spagnola Banco Popular e Unicredit – hanno registrato un livello di capitale inferiore al 7,5% in caso di scenario avverso. Deutsche Bank ce l’ha fatta al pelo con un 7,8%, Bank of Ireland con il 7,69% e Societe Generale con l’8,03%. Una menzione speciale va comunque a Mps che ha fatto iscrivere a referto un imbarazzante -2,4%.

Partendo dai dati dichiarati a fine 2015, le autorità hanno calcolato il coefficiente patrimoniale Tier 1 per ogni istituto in due casi distinti: uno avverso in condizioni critiche e l’altro in un contesto “normale”. La bocciatura identificata da Wall Street Italia – Tier 1 sotto il 7,5% in caso di grave crisi fino al 2018 – non significa che verrà automaticamente chiesto un aumento di capitale. I risultati sono disponibili per la consultazione sul sito dell’Eba.

Niente Brexit o tassi negtivi: stress test una farsa

L’Eba non ha comunicato un livello al quale gli stress sono stati superati ma negli esami del 2014 il tasso in condizioni avverse era stato per esempio fissato al 5,5%. Nello scenario avverso quest’anno si è preso in considerazione un calo del 7,1% del Pil, un calo della redditività da interessi e un collasso del mercato immobiliare. C’è chi dice che gli esami sono una farsa: non solo non ci sono bocciate o promosse ufficiali, ma non è stata nemmeno presa in considerazione né la “Brexit” né un periodo prolungato di tassi negativi – in Europa ammontano a migliaia di miliardi.

Mps già sta lavorando a un piano per rafforzare entro novembre la base patrimoniale di fino a 5 miliardi di euro e per smaltire, come richiesto dalla Bce in una lettera, l’intero pacchetto di sofferenze nette, uno dei “cancri” del sistema bancario italiano. La cartolarizzazione prevede l’intervento del fondo Atlante che sottoscriverà la tranche mezzanine per 1,6 miliardi e l’assegnazione ai soci di Mps della tranche junior. Proprio a fine giornata la banca travagliata ha annunciato anche il “deconsolidamento” dal bilancio dell’intero portafoglio di crediti in sofferenza, attraverso la cessione ad un veicolo di cartolarizzazione.

Secondo quanto riporta un comunicato della banca senese, l’operazione avverrà ad un prezzo pari a 9,2 miliardi di euro, ovvero il 33% del valore lordo, e con la successiva assegnazione della tranche junior agli azionisti di della banca stessa. Per il governo Renzi e il settore bancario italiano in difficoltà un bail-in, ovvero il ricorso a obbligazionisti e correntisti per salvare l’istituto sull’orlo del default, è da evitare, dal momento che il 30% dei bond societari bancari sono in mano a famiglie e risparmiatori.

Un altro istituto su cui i fari erano puntati era Deutsche Bank, istituto tedesco che ha appena visto azzerati gli utili trimestrali e che è ampiamente e pericolosamente esposto ai derivati. Ma a sorpresa la banca ha passato gli esami, registrando un 7,8% di Tier 1, lo 0,3% sopra alla soglia minima richiesta.

Sono state passate al setaccio le capacità patrimoniali di 51 banche di 15 paesi diversi, per il 70% degli attivi in Europa, per scoprire se e quali istituti hanno i livelli di capitale sufficienti a resistere in caso di crisi. Tra le italiane,Ubi Banca, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare hanno superato gli esami. Le indiscrezioni della vigilia sostenevano che anche Unicredit (7,12%) l’avrebbe spuntata.

Gli stress test sono stati introdotti dopo la crisi finanziaria scoppiata nel 2007-2008 per scongiurare nuove epidemie sistemiche nel sistema finanziario interconnesso dell’Occidente. Rimane da vedere come reagiranno i mercati alla riapertura delle contrattazioni lunedì prossimo.

da http://www.wallstreetitalia.com

 
 
 

Stati Uniti: indicazioni deludenti dal Pil del secondo trimestre, dollaro perde terreno

Post n°1953 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Indicazioni sotto le stime dall'indice che misura l'incremento del Prodotto interno lordo della prima economia. Il Bureau of Economic Analysis ha annunciato che tra aprile e giugno l'economia statunitense ha messo a segno un incremento, trimestrale annualizzato, dell'1,2%. Il dato è decisamente inferiore al +2,6% stimato dagli analisti. Negativa anche la revisione al ribasso, dall'1,1 allo 0,8%, del dato relativo i primi tre mesi dell'anno. La pubblicazione della seconda stima è prevista per il prossimo 26 agosto. 

Nel secondo trimestre, le spese dei consumatori (che rappresentano due terzi della crescita Usa) hanno segnato un incremento del 4,2% (dall'1,6%) ma gli investimenti delle imprese hanno messo a segno il calo maggiore dal 2009 (-3,2%). -6,1% per gli investimenti nel settore residenziale e le scorte hanno segnato il primo rosso dal 2011. Sopra le stime l'indice dei prezzi, salito dallo 0,5 al 2,2 per cento. 

I dati fanno tornare d'attualità le tensioni sulle ripercussioni della debolezza dell'economia mondiale e sull'impatto della crisi del comparto energetico. Ovviamente una ripresa che procede a un ritmo particolarmente debole è destinata a procrastinare il nuovo incremento dei tassi da parte della Federal Reserve (che mercoledì ha confermato il costo del denaro senza però chiudere a eventuale rialzo nei prossimi mesi). 

Al momento solo il 22 e il 23,7 per cento degli analisti contattati da Bloomberg stima un incremento del costo del denaro nei meeting in calendario il 21 settembre e il 2 novembre. Le probabilità salgono al 38,8% nel caso delle riunioni di dicembre e febbraio 2017.

Future piatti, dollaro si indebolisce
A pochi minuti dall'avvio delle contrattazioni a New York, lieve calo i future sugli indici di Wall Street (-0,26% per il derivato sul Dow Jones, -0,17% per quello sullo S&P, +0,07% nel caso del Nasdaq), sul valutario si assiste a un indebolimento del dollaro (+0,71% a 1,1155$ nel cambio con l'euro, -2,33% a 102,81 per lo usd/jpy) mentre nel comparto delle materie prime l'oro guadagna terreno e si porta a 1.354,3 dollari (+1%). 

da http://www.finanzaonline.com

 
 
 

Banca Giappone annuncia aumento acquisti asset, ma delude attese

Post n°1952 pubblicato il 29 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

TOKYO (Reuters) - La Banca del Giappone ha annunciato stamane il rafforzamento dello stimolo monetario, con l'incremento da 3.300 a 6.000 miliardi di yen dei propri acquisti annuali di Etf: una mossa di portata tuttavia modesta, che delude le aspettative di molti investitori, che speravano in misure più aggressive.

Al termine del proprio meeting di politica monetaria, l'istituto centrale ha invece mantenuto invariati i target sulla base monetaria a 80.000 miliardi di yen, gli importi degli acquisti delle altre tipologie di asset nonché il livello dei tassi di interesse.

Le decisioni odierne sono state prese dal board con 7 voti favorevoli contro 2.

"La BoJ non ha soddisfatto le aspettative (...), incrementare gli acuisti di Etf non offre nessun contributo al raggiungimento del 2% d'inflazione" commenta l'economista di Mizuho Securities Norio Miyagawa. "La BoJ non lo ammetterà, ma ha raggiunto il limiti del quantitative easing e dei tassi negativi".

La Banca del Giappone -- che nel rapporto trimestrale pubblicato stamane ha sostanzialmente confermato le ottimistiche previsioni sull'inflazione per gli anni fiscali 2017 e 2018 -- ha comunque preannunciato per il prossimo meeting un'ampia valutazione degli effetti delle proprie politiche.

 
 
 

Fed lascia tassi invariati, ma vede ridursi rischi al ribasso su economia

Post n°1951 pubblicato il 28 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

La Federal Reserve ha confermato ieri sera i tassi d'interesse tra 0,25% e 0,5%, in linea con le attese di mercato. La banca centrale statunitense ha ribadito il suo approccio graduale aumento dei tassi di interesse riconoscendo una diminuzione dei rischi al ribasso per l'economia. nella nota di accompagnamento alla decisione sui tassi, la Fed ha posto l'accento sul rafforzamento del mercato del lavoro dopo la frenata di maggio, con l'economia che è continuata a crescere moderatamente.

da http://www.finanzaonline.com/

 
 
 

BCE: Draghi lascia i tassi invariati

Post n°1950 pubblicato il 21 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

A Francoforte si è svolta la prima riunione del board della Banca Centrale Europea successivamente allo shock Brexit. Così come la Bank of England la scorsa settimana, anche il direttorio dell'Eurotower ha deciso di non alterare il livello attuale dei tassi d'interesse

Nel dettaglio, la Bce lascerà invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0%. Per le operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca Centrale i tassi di riferimento restano rispettivamente allo 0,25% e al -0,40%.

Nella nota diffusa a margine della riunione, la Bce ha ricordato che prevede di mantenere i tassi "a questi livelli o a livelli più bassi per un periodo prolungato, ben oltre l'orizzonte del piano di acquisto di titoli". Quest'ultimo, è stato confermato a 80 miliardi al mese, e sarà portato avanti almeno fino al marzo 2017. Eventuali estensioni del programma saranno prese in considerazione solo nel caso si renda necessario per riportare l'inflazione all'obiettivo del +2%.

Npl

“Creare una situazione legislativa che faciliti la creazione di un mercato dei Non performing Loan”, con queste parole Mario Draghi si è espresso sul problema delle sofferenze bancarie, portato all’attenzione del numero uno della Bce dai giornalisti presenti.

Nel corso della conferenza stampa, Mario Draghi ha dichiarato che “la situazione dei crediti deteriorati in Italia è un problema grande, che necessita di tempo per la soluzione”, ha proseguito il presidente dell’istituto centrale esprimendosi anche in riferimento alla direttiva sulle risoluzioni bancarie “le regole sul bail-in prevedono tutta la flessibilità necessaria, senza incappare nei divieti degli aiuti di Stato. Su questi temi la competenza resta però in capo alla Commissione europea”.

Brexit

“La Brexit sarà un fattore di rallentamento della ripresa europea”, per Mario Draghi il referendum del 23 giugno scorso ha rappresentato un fattore di incertezza e volatilità nei mercati finanziari, anche se questi ultimi “si sono mostrati resilienti allo shock” mostrando una capacità di recupero sorprendente.

Le implicazioni negative tuttavia potrebbero riguardarel’inflazione, che è vista ancora “a livelli molto bassi per un prolungato periodo di tempo”, e la scarsità di titoli di Stato. Infatti, le regole attuali del Qe vietano all’istituto centrale di mettere in portafoglio strumenti con rendimenti negativi per un ammontare superiore al tasso sui depositi (al -0,40%).

Secondo gli analisti finanziari la politica monetaria ultra espansiva di Mario Draghi troverà un vero limite nelle politiche fiscali dei Paesi dell’eurozona. L’elevato livello di indebitamento pubblico di questi ultimi (specialmente i periferici) pone un freno alle politiche fiscali e quindi all’emissione di ulteriore debito (nuove obbligazioni) che vada a soddisfare la domanda della Bce.

da http://www.finanzaonline.com

 
 
 

Analisi Intermarket al 16/07/2016

Post n°1949 pubblicato il 16 Luglio 2016 da Lucky340
 
Foto di Lucky340


i nuovi record a wall street innescano un pesante rimbalzo sui listini europei ed asiatici, con conseguente discesa dei beni rifiugio oro,yen e bond americani e tedeschi. La situazione rimane delicata a causa delle innumerevoli problematiche geo_politiche sul tappeto.

"Le prossime settimane si preannunciano perciò ancora roventi. L’evento più atteso sarà la pubblicazione, in programma il 29 luglio, dei risultati degli stress test effettuati dall’EBA sui 53 principali istituti di credito dell’Eurozona. Per quella giornata si prevede un nuovo picco delle temperature “finanziarie”, soprattutto perché apparirà chiaro quali istituti di credito avranno bisogno di nuove iniezioni di capitale. Gli investitori saranno disposti a sostenere i nuovi aumenti oppur _e saranno necessari interventi governativi che faranno scattare l’obbligo di bail-in?"Giorgio Benetti, Analista di CMC Markets

 Vediamo un indicatore  oggettivo in ottica MACROTECNICA cosa ci suggerisce :

  • IL LEI del conference Board  per gli Stati Uniti è diminuito dello 0,2 maggio    a 123,7 (2010 = 100),dopo un aumento del 0,6 per cento nel mese di aprile, e un aumento del 0,1 per cento in marzo. Il LEI per Gli Stati Uniti è diminuito in maggio,  a causa  principalmente di un forte aumento nelle richieste nei sussidi contro la disoccupazione. Il tasso di crescita del LEI ha moderato nel corso dell'ultimo anno ", ha detto Ataman Ozyildirim, direttore dei cicli economici al Conference Board"il LEI suggerisce che l'economia continuerà a crescere a un ritmo moderato nel breve termine, la volatilità dei mercati finanziari e una prospettiva di  stagnazione nel  mercato del lavoro potrebbero comportare rischi al ribasso per la crescita".

Vediamo  come alcuni  Trading System    vedono la situazione :

  • IL mio TS  weekly  (Futures)  (nel riquadro)nato per cogliere i trend di lungo periodo sui mercati indica  sulle principali borse mondiali  una situazione  di   stallo nella quale vediamo la forza di Wall Street  che ha impedito agli altri indici di scivolare rovinosamente. Mentre SP_500 è ai massimi, i rendimenti esprimono i minimi inferiori persino alla crisi del 2008 anche se questa settimana in leggera salita. Non è un gran bel segnale in prospettiva questa corsa verso il fly to quality ed infatti nei  BOND continua la la cavalcata del  BUND  e dei Tresaury con rendimenti questa settimana in leggera salita (rispettivamente 1,55% e 0,00%) , staremo a vedere.
  • Il trading system reso popolare da Dog Short su base mensile   conferma il LONG per giugno , L'S&P 500 ha chiuso maggio con un guadagno dell 1,53% dopo un guadagno mensile del 0,27% ad aprile e  un guadagno del 6,6% a marzo.  Tutte  e tre  le medie mobili sullo S&P 500 stanno segnalando invested e tutti e  cinque gli ETF del portafoflio Ivy (SMA_12) danno  il  segnale  "investito". Questo ottimo sistema è  molto raccomandabile da seguire (la  mia preferenza va a SMA_12), le uniche controindicazioni riguardano  la presenza di qualche falso segnale che tale sistema genera. 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: Lucky340
Data di creazione: 04/05/2010
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

lacey_munroElemento.ScostanteLucky340il_pabloFatina_Tristemakavelikaclock1991psicologiaforenseluomochefapermemoratomatteoi_papiri_del_cuoreStolen_wordschristie_malrystreet.hassle
 

ULTIMI COMMENTI

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom