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Non intendo sollecitare investimenti.
Chiunque utilizzi spunti derivanti dalla mia analisi  agisce a proprio rischio e pericolo.

 

 

 

 

 

 

 

Tagliare la spesa pubblica o aumentare le tasse? In nessuno dei due casi funziona

Post n°1090 pubblicato il 28 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Il dibattito economico e politico di queste settimane, non solo in Italia, è impelagato nell’alternativa tra due tipi di austerità: quella fatta di tagli alla spesa pubblica (detti anche spending review) e quella fatta di aumento delle tasse. Numerosi articoli vengono scritti per dimostrare che una minore spesa pubblica “libera le risorse” del settore privato e quindi ha effetti addirittura espansivi.

Gli animi si stanno eccitando particolarmente nelle ultime ore, poiché l’Economist ha pubblicato il seguente grafico:

Dal grafico, costruito su dati raccolti dall’OCSE, si evince che l’Italia sta perseguendo la riduzione del deficit soprattutto aumentando le tasse. E questo è male, dicono gli articoli di cui sopra. Gli altri paesi, proseguono gli esperti, stanno invece tagliando le spese, e questo è bene, perché così l’economia riprende a girare, i privati tornano ad avere “fiducia”, lo Stato dimagrisce.

Solo che poi basta guardare quali sono questi paesi così virtuosi e si scopre che rispondono ai nomi Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Gran Bretagna. Tutti paesi che si trovano in una crisi profonda quanto la nostra, se non di più, e non accennano a risollevarsi dopo le cure da cavallo subite.

Mettiamo da parte i disastri di Grecia e Spagna, due Stati che hanno quasi solo tagliato la spesa pubblica piuttosto che aumentare le tasse. Prendiamo invece la Gran Bretagna: un caso emblematico, poiché aveva tutti gli strumenti per non essere coinvolta nella crisi europea, eppure grazie alla politica di austerità fatta quasi solo di tagli è ripiombata nella recessione.

Sostenere che è meglio attuare il consolidamento fiscale con tagli alla spesa pubblica piuttosto che con maggiori tasse, oppure sostenere l’esatto opposto, è semplicemente insensato. Entrambi i metodi peggiorano le cose. Può darsi che uno sia più deteriore dell’altro, ma che importa? E’ come dover scegliere tra il cianuro o la cicuta: nessuno dei due cura la gastrite ed entrambi uccidono il malato.

Per risanare le finanze pubbliche serve la crescita. E per avere la crescita serve più spesa, pubblica e privata. L’Europa sta facendo l’esatto opposto, sia che tagli le uscite statali, sia che aumenti le tasse. E’ la medicina che è sbagliata, non il suo dosaggio.

da Keynesblog

 
 
 

LA GIAMAICANIZZAZIONE DELL'EUROZONA

Post n°1089 pubblicato il 27 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

DI MARK WEISBROT
Guardian.co.uk


Imponendo tagli di bilancio e austerità, la BCE sta condannando paesi come la Grecia e la Spagna ad una zona di tramonto economico.

La Giamaica, una nazione insulare anglofona caraibica con 2.9 milioni di abitanti può apparire lontanissima dall’Europa. Il reddito pro capite del paese di 9,000 UsDollars è ottantottesimo nel mondo rispetto ai paesi dell’eurozona che sono tre/quattro volte più ricchi. Ma questi ultimi si trovano ora ad affrontare un problema comune e benché nessuno dei paesi dell’eurozona si prevede possa diventare povero come la Giamaica oggi, potrebbe però a lungo andare trovarsi a rivivere lo stesso scenario di disastro economico che la Giamaica vive da vent’anni.



La Giamaica ha la più alta percentuale di indebitamento al mondo: gli interessi sul debito pubblico rappresentano il 10% del reddito nazionale. (Per confronto, la Grecia – con il più alto indebitamento in Europa – sta pagando il 6,8% di Prodotto Interno Lordo di interessi). Questo lascia poco spazio agli investimenti pubblici in infrastrutture o allo sviluppo della formazione e della sanità. In parte a causa della morsa del debito, il reddito pro capite in Giamaica è cresciuto solo dello 0,7% l’anno nel corso degli ultimi 20 anni.

Due anni fa, la Giamaica ha raggiunto un accordo con i suoi creditori, mediato dal FMI, che ha rifinanziato il suo debito. Il pagamento degli interessi e’ stato ridotto e alcune scadenze prorogate. Ma l’entità del debito resta comunque insostenibile. Le proiezioni attuali del FMI mostrano che l’indebitamento della Giamaica raggiungerà fra tre anni il 153% del Prodotto Interno Lordo.

Suona familiare? Questo è quello che è avvenuto alla Grecia quattro mesi fa. Il governo Greco ha raggiunto un accordo con le istituzioni europee (la “Troika” della BCE, la Commissione Europea ed il FMI) per la riduzione del suo debito.

Diversamente dalla Giamaica, gli investitori privati-creditori della Grecia sono stati “tosati”, perdendo quasi metà del capitale.
Ma nonostante questo, non è bastato. Prima ancora che si fosse asciugato l’inchiostro sull’accordo siglato, una proiezione futura del FMI sullo “scenario pessimistico” mostrava che il debito greco avrebbe superato il 160% entro il 2020.

Dato che le proiezioni del FMI sulla Grecia degli ultimi anni si sono dimostrate troppo ottimistiche, e con un’Europa che sta scivolando verso la recessione, lo scenario pessimistico sembra ora quello più probabile. Questo significa che anche se il governo greco finirà con l’accettare l’accordo – che oltre tutto non è neanche garantito – è probabile che l’economia greca passerà da una crisi all’altra fino ad una nuova ristrutturazione del debito, oppure cadrà nel caos totale.

Sia in Grecia sia in Giamaica, il problema non è solo il debito; sono anche le politiche adottate dai creditori ai nuovi debiti. In Grecia si arriva a punte estreme: negli ultimi due anni la Troika ha insistito che la Grecia decurtasse l’8,6% di GDP dal deficit finanziario - come se gli Stati Uniti cancellassero all’improvviso l’intero deficit di bilancio federale di 1,3tn di dollari.

Ovviamente, l’economia è entrata in un vortice. Anche in Giamaica, durante la crisi economica del 2008-2009, il FMI impose delle condizioni che peggiorarono ulteriormente il trend negativo del paese. Il problema delle politiche dannose in Europa non si limita solo alla Grecia. Un recente titolo del Dow Jones ci racconta la storia del Portogallo in una riga: "Europa: il Portogallo avrà bisogno di maggiore austerità per mantenere il deficit a livelli accettabili”. Sì, la Commissione Europea vuole che il Portogallo faccia ulteriori tagli di bilancio perchè quelli già fatti hanno contratto l’economia nazionale a tal punto che il paese non potrà raggiungere lo sperato target di rapporto deficit-PIL. Quest’anno l’economia portoghese è destinata a ridursi di un penoso 3,3%, mentre la disoccupazione ufficiale è salita dal 12,9% dello scorso anno al 15,3% quest’anno.

L’Irlanda è in recessione e anch’essa è impegnata in grossi tagli di bilancio.

La Spagna non ha ancora dovuto rivolgersi alla Troika, ma sta seguente le stesse politiche. Con più della metà dei propri giovani disoccupati, secondo le proiezioni attuali del governo, il debito finanziario spagnolo porterà via quest’anno il 2,6% della crescita economica.

Ovviamente, ci sono differenze significative tra i paesi dell’eurozona e la Giamaica, come ci sono tra gli stessi paesi dell’eurozona. La Giamaica ha bisogno di cancellazione del debito; alcuni dei paesi dell’eurozona in difficoltà – ad esempio la Spagna – raggiungeranno un alto tasso di indebitamento se l’intervento della BCE si limiterà al mercato dei titoli di stato e a garantire un basso tasso d’interesse su quei titoli. E la BCE, che emette valuta forte in un’area monetaria senza grossi rischi d’inflazione, ha ampi spazi di manovra per far sì che tutti i paesi dell’eurozona abbiano bassi costi di prestito e quindi un debito sostenibile.

Ma la BCE si è rifiutata di usare i propri poteri per mettere fine alla crisi del debito pubblico, preferendo invece – in combutta con il resto della Troika – sfruttare questa crisi provocando cambiamenti politici impopolari nei paesi dell’eurozona, specialmente in quelli più deboli. Così facendo stanno condannando questi paesi a quel lungo periodo stagnante di alta disoccupazione e rallentata crescita economica che la Giamaica vive da vent’anni. Anche se i costi umani sono ancora più alti in paesi in via di sviluppo come la Giamaica, tutto questa comporterà una grande sofferenza non necessaria da entrambi i lati dell’oceano.

Mark Weisbrot
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2012/may/18/jamaicanisation-eurozone

18.05.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura d SKONCERTATA63

 
 
 

NO COMMENT

Post n°1088 pubblicato il 27 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Ci sono immagini che non richiedono commenti. Guardatevi lo stralcio dell’intervista concessa dal premier Mario Monti alla Sette (vedi più sotto, ndr). Formigli gli chiede: se lei avesse un figlio ventenne, laureato che guadagna 5 euro all’ora con un contratto da precario che cosa gli direbbe: vai via dall’Italia? Come lo convincerebbe a restare?

Mario Monti resta in silenzio per 17 secondi, poi farfuglia una risposta sconclusionata, evasiva(la tipica supercazzola_nota_mia); tipica dell’accademico che non sa cosa sia la realtà, che non ha mai visto, né frequentato, né pensato a chi lavora umilmente; perché quel mondo non gli appartiene, esce dal suo radar mentale se non per ripetere le stesse regole astratte sulla flessibilità, sulla necessità di cambiare.

O meglio: cambino gli altri, lui no di certo. Quanto a suo figlio, è giovanissimo ma ha già fatto una carriera brillante a Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup, Parmalat. Per meriti personali, non dubitiamo.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/05/26/monti-e-che-guadagna-5-euro-allora/ 26.05.2012

 
 
 

Analisi Intermarket settimanale al 26/05/2012

Post n°1087 pubblicato il 26 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

l'ondata  ribassista sulle borse mondiali sembra stabilizzarsi. E' un mercato molto fragile - Gli investitori sono preoccupati per la asfittica crescita economica globale mentre  i problemi causati dal debito sovrano europeo si stanno incancrenendo a causa delle folli politiche neoliberiste con il  rischio  di disintegrazione dell’area euro stessa quanto mai reale .

In questo contesto monitoriamo con attenzione il comportamento del Bund e del Treasury :che continuano a segnalare grossi guai in vista . Poichè i due strumenti a cui il mercato ricorre quando si accendono le spie del rischio sono come noto  il Treasury e il Bund. In Queste ultime settimane, a causa della crisi in atto , i rendimenti  hanno ripreso la discesa con quotazioni in salita ( bund a 1,37 e tresaury a  2,841) in chiara correlazione inversa all’indebolimento dell’equity .

Segnale negativi anche dalle  commodities ( con il CRB   a 281,95 in netta discesa,  che lancia un IMPORTANTE segnale ribassista).

Vediamo alcuni indicatori in ottica MACROTECNICA:

  • La curva dei  rendimenti  appare lungi dall'essere invertita anche se si sta pericolosamente appiattendo. Nel caso in cui i tassi di interesse a breve termine sono più elevati rispetto ai tassi a lungo termine, fa presagire male per l'economia (intesa come azioni e obbligazioni).Uno dei modelli più potenti per predire la  recessione  nel'anno successivo è lo scarto della  curva dei rendimenti tra il T-Note a 10 anni e il T-bond   a 3 mesi.  I risultati di uno studio della Federal Reserve (Estrella e Mishkin) per il periodo 1960-1995  ha collegato il valore dello spread in punti percentuali alla probabilità di recessione. Un margine positivo (con valori compresi tra 1,21-0,02)  è collegato con probabilità del 5% al 25%. Una volta che lo scarto gira negativo, le probabilità vanno dal 30% ad una lettura di -0,17, al 70% a -1,46, 80% a -1,85 e il 90% a -2,40. ora siamo a 1,66  (1,75-0,09)  praticamente stazionario.


  • IL LEI del conference Board , in lievissimo decremento,  continua a dare  indicazioni per una buona espansione del PIL USA nel 2012 al 2,2/2,7% circa.



  • $OEXA200R(montly)nella caratterizzazione di  Carlucci da sempre segnale SHORT, ha chiuso la settimana a 59 in  lieve rialzo rispetto alla settimana precedente ma   ben al di sotto della soglia critica di 65, con RSI a 47,49 e il MACD a u pelo dal  devil cross.


  • Il mio TS rimodulato (13VS144) sulle principali borse mondiali e nelle commodities vede  il  segnale LONG resistere solo nei mercati leader occidentali (USA, GERMANIA)dopo aver  ceduto  il passo in favore degli short sulle  altre  piazze mondiali(Grafico_allegato)!


  • L'indicatore $SPXA200R_daily 52,20 nella mia caratterizzazione (13VS144) continua ancora a dare ancora segnale LONG , malgrado il forte ribasso in atto,  ma attenzione.... le due medie mobili  si sono  incrociate manca solo la conferma dell'indicatore RSI!

 

 
 
 

Chicago Fed National Activity Index-Aggiornamento mensile

Post n°1086 pubblicato il 23 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Chicago Fed National Activity Index (CFNAI) è un indice mensile progettato per misurare l'attività economica globale e le relative pressioni inflazionistiche. Il valore zero per l'indice indica che l'economia nazionale si sta espandendo al ritmo storico di crescita, i valori negativi indicano una crescita inferiore alla media; e i valori positivi indicano una crescita superiore alla media. Si tratta di un indice composto di 85 indicatori mensili come spiegato in questo file PDF  sul sito della Fed di Chicago. L'indice è costruito in modo che la media storica dell'indice è pari a zero.

l'indicatore di per sé (CFNAI), è abbastanza rumoroso, mentre   la media mobile a 3 mesi (CFNAI-MA3), è più utile a mostrare variazioni.

Secondo l'indice Fed Chicago , nel mese di  aprile   l'attività economica  nazionale è aumentata  rispetto a marzo   passando a -0,44  a  + 0,11  . Ecco alcuni estratti dal rapporto:

 media mobile a tre mesi dell'indice, CFNAI-MA3, scende  fino a -0,06 nel mese di aprile da 0,02 in marzo, scendendo sotto lo zero per la prima volta dal novembre 2011.  CFNAI-MA3  di Aprile suggerisce che la crescita economica nazionale era vicina al  suo trend storico. La crescita economica riflessa in questo livello del CFNAI-MA3 suggerisce sottomesse pressione inflazionistiche per la  economica nel prossimo anno.

La  Fed di Chicago, spiega:

"Quando la MA3 si muove sotto  il valore di  -0,70 dopo un periodo di espansione economica, vi è una crescente probabilità che la recessione è iniziata. Al contrario, quando il valore si sposta  sopra -0,70 dopo un periodo di contrazione economica,  vi è la probabilità crescente che la recessione è finita ".Un incrocio sotto  il livello  -0,7 ha indicato storicamente  entro un mese o due l' inizio di recessione. Un incrocio  sopra il livello ha indicato la fine  della recessione  entro  2-4 mesi.


Il prossimo dato sul Chicago Fed Activity Index  è previsto per il 25 giugno 2012.

^^^^

da http://www.dshort.com/

Questo grafico mostra il Chicago Fed National Activity Index (media mobile a tre mesi) dal 1967. Secondo la Fed di Chicago: un valore pari a zero per l'indice indica che l'economia nazionale si sta espandendo al suo tasso tendenziale di crescita storica, i valori negativi indicano una crescita inferiore alla media, e valori positivi indicano una crescita superiore alla media.

 

 
 
 

 
 
 

L’economia italiana verso il peggioramento

Post n°1085 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Lucky340
 
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Abbiamo già messo in evidenza come esistano due OCSE: una è quella dei numeri, l’altra è quella politica. Oggi è la giornata dell’OCSE dei numeri e non sono affatto buoni. Secondo il rapporto dell’Organizzazione il PIL italiano calerà quest’anno dell’1,7% (il Fondo Monetario Internazionale dava 1,9%) mentre per il 2013 è prevista una contrazione dell0 0,4% (0,3% secondo il FMI). L’intera Eurozona vedrà un calo dello 0,1%, ma come si sa è la media del pollo di Trilussa: dentro c’è la Germania che cresce e i paesi periferici che invece decrescono.

 

Le conclusioni del G8, che pure ha visto un certo isolamento della Germania e la crescente richiesta di varare gli eurobond (a cui si è associata proprio oggi la stessa OCSE), non paiono rappresentare una discontinuità significativa rispetto al passato e la cancelliera Merkel ha avuto gioco facile nell’usare le ambiguità del vertice per pronunciare nuovamente il suo fermo no ai titoli europei.

Intanto il tempo passa e la situazione si aggrava. La Grecia dopo una cura da cavallo è più malata di prima. La Spagna ha dovuto salvare la quarta banca dall’inizio della crisi e pare che non basteranno i 4 miliardi di euro già stanziati (si parla di ulteriori 10 solo per la Bankia e di un totale di 60 miliardi per l’intero sistema bancario spagnolo, , da prendere non si sa dove). Il quadro insomma volge verso tinte fosche.

Secondo l’OCSE il nostro paese, contrariamente alle previsioni del governo, non raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2013 ma, se tutto andrà bene, l’anno successivo. L’ultimo rapporto della Ragioneria dello Stato prevede un incremento delle entrate fiscali a causa degli aumenti impositivi ma, aggiunge, nell’ipotesi di una crescita del PIL. Crescita che chiaramente non ci sarà e quindi le stime dovranno essere riviste al ribasso. A quel punto, a meno di una manovra aggiuntiva (come l’OCSE prevede) l’Italia si ritroverà con un buco nei conti pubblici.

Cosa farà quindi il governo? Dati i precedenti, è fin troppo facile immaginarlo: più tasse e più tagli. Le tasse saranno il probabile ulteriore aumento dell’IVA ad ottobre, una misura che deprimerà ancor più i consumi, già colpiti pesantemente (tassiamo i lavoratori quasi 9 punti percentuali in più della media europea, secondo i dati Eurostat diffusi oggi). I tagli più immediati saranno quelli della spending review, ma non è da escludere qualche misura più drastica.

Una ricetta fatta di tagli&tasse non può funzionare. A parte qualche rara eccezione, dovuta a circostanze del tutto particolari e in genere legata ad ampie svalutazioni monetarie (strada per noi preclusa data l’adesione all’euro), l’esperienza dimostra che l’austerità non è espansiva e anzi tende a produrre contrazioni sul breve periodo e diminuzione del potenziale di crescita nel lungo: i macchinari del manifatturiero invecchiano e non vengono rinnovati, i computer e i software negli uffici divengono obsoleti, i lavoratori disoccupati non acquisiscono nuove esperienze e competenze. Siamo immobili da 4 anni, dopo essere stati lentissimi nei precedenti 15.

Quando una cura non funziona e anzi il quadro clinico peggiora, la ragione vorrebbe che si cambiasse medicina. Ed eventualmente il medico.

da Keynes_Blog

 
 
 

Elezioni :ha vinto il Pd ( nei sogni di Bersani)!

Post n°1084 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Pierluigi Bersani continua a vivere nella sua stanza d’albergo. Da solo. Nella stanza accanto, sente che due fanno l’amore. E lui, felice, esulta. Per interposta persona. Non è dato sapere quando, lui e il Pd, cominceranno a godere. In prima persona.

Non occorre aspettare l’esito elettorale: il Pd vince, sempre. Anche quando non vince (cioè sempre). E’ la vera linea di partito bersaniano. “A parte Parma, abbiamo vinto ovunque”. Una frase bellissima. Un po’ come dire: “A parte il nucleare, a Fukushima non stanno mica male”.

A fronte di un Pdl ai minimi storici, il Pd vince dove non può perdere (e sì che ci prova) e trionfa quando non si comporta da Pd. Nelle città in bilico, o si affida a candidati che non voleva (Milano, Cagliari, Genova) o insegue trionfi altrui come accaduto per i referendum (Napoli, Palermo).
L’isteria è tale per cui Rosy Bindi, poco dopo gli esiti elettorali, litighi a RaiTre con Antonio Polito che si limitava a ricordarle che nelle città chiave avevano perso ed era un po’ tardi per sostenere che Leoluca Orlando fosse il loro candidato (e glielo ricordava Polito: non Gramsci).

Era felice anche Enrico Letta (per quanto uno come Enrico Letta possa esprimere felicità, beninteso). E Matteo Renzi, il Mister Bean dell’Arno, metteva tenerezza nel tentativo di superare a sinistra (o destra, nel suo caso) i grillini sul tema della “rottamazione”

La vecchia politica continua a ricordare quei conservatori americani che negli anni Cinquanta vietavano ai figli il r’n’r perché ritenuto sacrilego. E nel frattempo il rock travolgeva tutto. In tivù si celebrano le “buonistissime” messe laiche che appagano i soliti noti (inamovibili e assai rissosi), ma a molti non bastano più. E i “politici”, da Cicchitto in su (giù è difficile), ritengono che ci si debba sedere tutti attorno a un tavolo: una gran bella idea, anche se appena superata.

C’è, nei parlamentari e in gran parte degli editorialisti pensosi (gli stessi che fino a due mesi fa ritenevano il Movimento 5 Stelle un fenomeno folklorico sovversivo), una totale assenza di conoscenza e basi minime per interpretare la realtà. Usano strumenti, e arroganze, degne del cenozoico.

Fino a ieri era antipolitica, ora un fenomeno passeggero (in fondo l’ha detto anche Napolitano, no?). E ci si stupisce di quanto i grillini siano giovani e garbati: erano così anche prima, bastava andare a cercarli. Finché a “interpretare” il grillismo ci saranno i Buttiglione e le Gelmini (“Queste elezioni dimostrano che il Pd si sta spostando verso la foto di Vasto e la sinistra estrema”: poveretta, è rimasta dentro il tunnel dei neutrini), Grillo e il M5S cresceranno serenamente. Con buona pace di chi li riteneva fonte di ogni male, derive dittatoriali e tutto ciò che finisce in –ismo (“populismo”, “qualunquismo”; e magari pure “demagogismo”, adottando un nuovo conio).

Parma non è né la conquista di Stalingrado, né l’inizio della Terza Repubblica. E’ una scelta che premia un lungo percorso. E’ un voto di protesta (non è un difetto) e al tempo stesso di costruzione. Soprattutto: è una presa di posizione che merita rispetto. Esattamente quello che, sinora, non c’è stato. Da destra, ma nemmeno da “sinistra”.

Andrea Scanzi il fatto quotidiano

 
 
 

Il fiscal compact? Uno show a livello propagandistico.

Post n°1083 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Sabato, 19 maggio 2012 - 13:10:00

Il vero problema dell'Italia rimane il debito pubblico che è di circa duemila miliardi di euro. Molti lettori, dopo l'intervento di Ernesto Preatoni a "Servizio pubblico" di Santoro, hanno chiesto di poter vedere i calcoli fatti durante la trasmissione tv, per comprendere per quali motivi il rigore non è applicabile. Le sue teorie, lanciate dalle pagine di Affaritaliani.it, sono sempre più discusse e al centro del dibattito. In una delle ormai famose conversazioni tra Preatoni e il direttore di Affari, Angelo Maria Perrino, l'imprenditore spiega le ragioni e le soluzioni per uscire dalla crisi

 

Preatoni lei dove si trova in questo momento?
Sono a Ekaterinburg, all'inizio della Siberia.

Diversi lettori ci hanno chiesto di poter vedere per iscritto i calcoli che lei ha fatto durante la trasmissione Servizio pubblico di Michele Santoro, per comprendere per quali motivi il rigore non è applicabile...

Partiamo dal debito pubblico italiano che è di circa duemila miliardi di euro e che è il vero problema del Paese, come tra poco dimostreremo.

L'avanzo primario (i conti cioè dello Stato prima degli interessi da pagare sul debito pubblico) è positivo per il 2 per mille. In sostanza è come se fosse in pareggio. Il tasso di interesse medio che in questo momento si applica sul debito italiano è mediamente del 4,5%. Questo vuol dire quindi che l'Italia deve pagare 90 miliardi di interessi passivi (4,5 % di 2000 miliardi).

Ma non abbiamo risolto questo problema con il fiscal compact?
Il fiscal compact (l'accordo che prevede una riduzione del 5% annuo del debito pubblico obbligherebbe l'Italia a un ulteriore risparmio di 100 miliardi di euro (5% di 2000). In totale quindi 190 miliardi che l'Italia dovrebbe mettere sul piatto ogni anno per rispettare gli accordi comunitari!!!

E la manovra del governo non va in questa direzione?
La manovra di Monti tanto contestata è una manovra tra 21 e 24 miliardi di euro. Come è possibile pensare di imporre una manovra da 190 miliardi quando siamo in crisi per una manovra da 21-24. Inoltre se anche fosse realizzabile sul piano sociale nella realtà saremmo obbligati a trasferire dalla ricchezza dei cittadini allo Stato più del 3% l'anno di quello che possediamo. La ricchezza degli italiani è infatti valutata tra i 6-7mila miliardi: è facile vedere che 200 miliardi su 6-7mila miliardi sono il 3%. E' chiaramente improponibile. A questo aggiungiamo il fatto che di fronte a manovre di questo genere la ricchezza degli italiani è destinata assolutamente a diminuire. Pochi infatti sono disposti a fare acquisti, mentre la gran parte vogliono vendere. E questo non può che avere un effetto deprimente sui valori.

Quindi la sua valutazione finale qual è?
Se vogliamo rilanciare la crescita e l'occupazione dobbiamo rilanciare gli investimenti. In questa situazione sarà molto difficile convincere italiani e stranieri a fare sensibili investimenti nel nostro Paese. Negli ultimi quattro anni infatti gli investimenti sono scesi globalmente di circa il 15%. Mi viene da chiedere: ma quando hanno firmato il fiscal compact non c'è stato nessuno che ha fatto questi conti? O forse è stato semplicemente uno show a livello propagandistico.

GUARDA L'INTERVENTO DI PREATONI A SERVIZIO PUBBLICO

 

 

da Affariitaliani

 

   

 
 
 

Best Stock Market Indicator Ever: Weekly Update

Post n°1082 pubblicato il 19 Maggio 2012 da Lucky340
 

Il $OEXA200R (indica la percentuale di azioni dello S&P100 di sopra della loro DMA a 200) è un indicatore tecnico disponibile sul StockCharts.com che può essere utilizzato per la previsione di entrate prudenti  e dei punti di uscita per il mercato azionario.

Il OEXA viene utilizzato per trovare il punto buono  come  timing  nel mercato ossia quando si hanno le migliori possibilità di fare soldi. Cfr. Is This the Best Stock Market Indicator Ever? per una discussione su  questo strumento tecnico.

Il grafico di  sotto è aggiornato alla chisura di  venerdì 18/5.

 

Daily OEXA200R past 12 months

Click to View

Monthly OEXA200R since April 2007

Click to View

 

Interpretazione:

Il $OEXA200R ha chiuso la settimana al 55%.

Dei tre indicatori secondari:

  • RSI è inferiore  a 50 ed è  negativo.
  • MACD è  in devi cross(lina rossa sopra la linea nera) ed è negativo.
  • STO lento  è superiore a 50 ma ora è  negativo.

 

Commento

Beh, aspetta. Qui ci siamo.

Il 15 maggio, il OEXA200R ha chiuso la giornata al livello critico del 65%, il punto in cui si consiglia di vendere tutte le posizioni lunghe in previsione di un calo importante del mercato. Dalla metà del 2007, il punto di partenza della Grande Recessione, il OEXA200R è scesa alla linea del 65% il 25 luglio 2007, 16 ottobre 2007, 6 maggio 2010 e il 15 giugno 2011. Col senno di poi, ognuna di queste date si rivelò essere i punti di uscita ottimali prima di  flessioni maggiori. Vedere la sezione "Background" di seguito per una spiegazione più completa del significato di questa metrica.

La fase finale dell’ asfissia dell’ Euro è matematicamente inevitabile, e la disintegrazione della zona è in corso. L’ Operation Twist si concluderà presumibilmente alla fine di giugno. Un conflitto israeliano - Iran  e un picco nel prezzo del petrolio probabilmente seguiranno prima dell'autunno. Presi insieme, i tre eventi stanno andando a produrre una sinergia molto brutta e imprevedibile. La "tempesta perfetta del 2012" è iniziata.

Ciò che è particolarmente inquietante è la velocità con cui si è schiantato OEXA200R - dal 89% al 55% , ossia dal 1 ° maggio ad oggi . A questo punto, tutte le scommesse sono chiuse. Ci può essere un piccolo rimbalzo nel mese successivo, ma anche così, sarebbe solo una "trappola per orsi" per i traders incauti. Più probabilmente, l'implosione dell'Euro annullèrà  anche questo breve sfarfallio di speranza. Pensate a questo: Nella  prossima  metà di giugno ci saranno le elezioni greche, le previsioni sono  che le sinistre e i comunisti diverranno  i primi partiti e probabilmente otterranno anche  una maggioranza. Questi eventi come incideranno su la fiducia degli investitori? E 'solo una indicazione di come folle la situazione europea sia diventata. Per tutti questi motivi, il corso più prudente in questo momento è quello di sedersi sul vostro denaro, guardare e aspettare.

Background su come posso usare questo indicatore

Il OEXA200R è un parametro importante per valutare con precisione lo stato del mercato al fine di prendere decisioni di trading profittevoli. Cioè, se siamo in una fase  toro, orso o  nel passaggio da uno all'altro, così come la volatilità dei mercati e il rischio all'interno di ciascuna di queste situazioni. Storicamente, esso ha dato agli operatori un chiaro  precoce segnale di allarme di tendenze ribassiste imminenti e gravi e più tardi punti di rientro sicuri . Anche se non va  inteso come  tool per il trading giornaliero per sé ma può certamente essere utilizzato come background di informazioni giornaliere per  trader altamente speculativi. In poche parole, il OEXA200R fornisce ai trader la possibilità di individuare le condizioni più opportune entro le quale svolgere loro strategie long, short o hold.

Dopo un importante correzione  le condizioni di sicurezza per un re-ingresso nel mercato si hanno quando:

a) $OEXA200R sale sopra il 65%.

E due dei tre seguenti eventi si verificano:

b) RSI  risale sopra  50.

c) golden cross sul  MACD (linea nera che si erge sopra la linea rossa).

d) Slow STO (linea nera)  supera 50.

Il mercato è considerato sicuro negoziabili finché OEXA200R rimane superiore al 65%. Volatilità e rischio per gli operatori al rialzo sono relativamente bassi. La tendenza è dalla loro parte.

 

Quando OEXA200R giornaliero scende al 65% viene considerato come il segnale per uscire da tutte le posizioni lunghe, sedersi in panchina con il vostro denaro e attendere  un po 'di chiarezza prima di procedere. Volatilità e aumentano il rischio sostanziale. Dal 2007, questa  è stato una condizione tipica   che faceva  presagire un forte calo del mercato.

Se il OEXA200R non rimbalza, ma rimane al di sotto del 65%, come procedere dipende dall'andamento generale del mercato, il quadro macro. Durante la bolla ciclica del 2003-2007, il mercato era ancora tradabile in modo sicuro con OEXA200R nella zona tra il 50%  e il 65%, perché c'era abbastanza ascensore di risalita nell’ S&P in quel momento per ridurre al minimo la possibilità di una crisi di mercato tagliente, significativa.

Tuttavia, non possiamo in alcun modo confrontare con fiducia la nostra situazione attuale a quella del 2003-2007. Non c'è un vento forte e costante che sposti la banderuola   del mercato in una direzione, essa è squassata dai  turbinii e raffiche in modi imprevedibili. Per capire meglio questo, date un'occhiata ai grafici qui sotto, in particolare l'andamento complessivo del OEXA200R nel corso del 2003-2007 periodo di toro ciclico rispetto al trend dal 2007 ad oggi.

 

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Il GRAFICO dello  S&P indica che negli ultimi tre anni non abbiamo avuto un andamento costante di risalita nel mercato comparabile al 2003-2007. In assenza di tale supporto sottostante, la OEXA200R ha subito rotazioni significative dal 2007 ed è inquietante che presenti un trend di riduzione dei picchi. Il MACD per OEXA200R è stato  anch’esso in un trend discendente. Si noti che  i volumi  sullo S&P hanno  registrato un calo costante dal 2009, un altro indicatore Orso classico.Se il OEXA200R scende al di sotto della linea del 50%

Sin dal 2007, ogni volta che la OEXA200R  è caduto sotto la soglia del 65% non ha riacquistato il suo equilibrio, ma è caduto pesantemente a faccia avanti, seguito da una forte recessione sullo S&P . Per questo motivo, il tradare tra il 50% e il 65% della zona nella nostra situazione attuale sarà difficile, fattibile ma notevolmente rischioso.Poiché ci sarà molto più potenziale negativo che  movimento al rialzo per questo sarà  particolarmente rischioso per i trader con posizioni Long.Con Put a 90 giorni potrete dormire sereni come un bambino, con Call a 90 giorni passerete parecchie ore inquiete a fissare il soffitto della camera da letto.

Se però il OEXA200R scende al di sotto della linea del 50% ritroviamo  chiarezza per quanto riguarda la direzione del mercato. Questo sarà il segnale inequivocabile di uscire da tutte le restanti posizioni lunghe immediatamente in attesa di un grave, imminente declino del mercato. Viceversa, sarà anche il chiaro segnale di andare short per approfittare di questo brusco calo.

A mio parere, l' indicatore più significativo di dove siamo oggi è il fatto che il mercato è al di sopra sia la sua linea di tendenza storica  di 140 anni e la linea di tendenza per il mercato orso secolare che ha avuto inizio nel 2000. Queste sono le macro-forze che gravitazionalmente  tendono a tirano il mercato verso l’equilibrio ad un certo punto in un prossimo futuro, forse tra la fine del 2012  e l’inizio del 2013. Il Presidente della Fed Bernanke non può che alimentare il mercato con  così tante lattine di Red Bull QE prima che questo alla fine si schianti.

In conclusione la mia stima precedente che  OEXA200R sarebbe caduto e rimasto al di sotto del 65% entro agosto / settembre ora sembra molto ottimista. Quanto sarà la caduta di mercato? il  QE3 potrebbe salvare la situazione ancora una volta, temporaneamente. Ma sulla base della confluenza di fattori di cui sopra, non ci dovrebbe essere nessuna sorpresa se dovessimo  essere colpiti nel 2013_2014 da una correzione peggiore di quella del 2008-2009. Per fortuna, $OEXA200R dovrebbe darci abbastanza preavviso per evitare la sorte di quelli che andarono a cozzare contro il duro minimo di allora.

Nota: Stockcharts.com offre l'accesso gratuito all' indicatore $OEXA200R su base giornaliera e settimanale. La visione mensile dello stesso richiede un abbonamento .

(C) John F. Carlucci

libera traduzione da http://advisorperspectives.com/dshort/

 

 

 
 
 

Analisi Intermarket settimanale al 19/05/2012

Post n°1081 pubblicato il 19 Maggio 2012 da Lucky340
 
Foto di Lucky340

Continua  l'ondata  ribassista sulle borse mondiali . E' un mercato molto fragile - Gli investitori sono preoccupati per la asfittica crescita economica globale mentre  i problemi causati dal debito sovrano europeo si stanno incancrenendo a causa delle folli politiche neoliberiste con il reale rischio ora di disintegrazione dell’area euro stessa.

In questo contesto ; monitoriamo con attenzione il comportamento del Bund e del Treasury :che continuano a segnalare grossi guai in vista . Poichè i due strumenti a cui il mercato ricorre quando si accendono le spie del rischio sono come noto  il Treasury e il Bund. In Queste ultime settimane, a causa della crisi in atto , i rendimenti  hanno ripreso la discesa con quotazioni in salita ( bund a 1,426 e tresaury a  2,806) in chiara correlazione inversa all’indebolimento dell’equity .

Segnale negativi anche dalle  commodities ( con il CRB   a 290,43 in netta discesa,  che lancia un IMPORTANTE segnale ribassista).

Vediamo alcuni indicatori in ottica MACROTECNICA:

  • La curva dei  rendimenti  appare lungi dall'essere invertita anche se si sta pericolosamente appiattendo. Nel caso in cui i tassi di interesse a breve termine sono più elevati rispetto ai tassi a lungo termine, fa presagire male per l'economia (intesa come azioni e obbligazioni).Uno dei modelli più potenti per predire la  recessione  nel'anno successivo è lo scarto della  curva dei rendimenti tra il T-Note a 10 anni e il T-bond   a 3 mesi.  I risultati di uno studio della Federal Reserve (Estrella e Mishkin) per il periodo 1960-1995  ha collegato il valore dello spread in punti percentuali alla probabilità di recessione. Un margine positivo (con valori compresi tra 1,21-0,02)  è collegato con probabilità del 5% al 25%. Una volta che lo scarto gira negativo, le probabilità vanno dal 30% ad una lettura di -0,17, al 70% a -1,46, 80% a -1,85 e il 90% a -2,40. ora siamo a 1,63  (1,71-0,08) di nuovo in netta  discesa  rispetto a tempi recenti, viste le turbolenze in atto.


  • IL LEI del conference Board , in lievissimo decremento,  continua a dare  indicazioni per una buona espansione del PIL USA nel 2012 al 2,2/2,7% circa.



  • $OEXA200R(montly)nella caratterizzazione di  Carlucci da segnale SHORT, ha chiuso la settimana a 55 in  netto ribasso e   ben al di sotto della soglia critica di 65, con RSI a 46,41 e il MACD in devil cross.


  • Il mio TS rimodulato (13VS144) sulle principali borse mondiali e nelle commodities vede  il  segnale LONG resistere solo nei mercati leader (USA, GERMANIA, CINA)dopo aver  ceduto  il passo in favore degli short sulle principali piazze mondiali(Grafico_allegato)!


  • L'indicatore $SPXA200R_daily 52,20 nella mia caratterizzazione (13VS144) continua ancora a dare segnale LONG , malgrado il forte ribasso in atto, ma attenzione.... le due medie mobili  sono in rotta di collisione!

 

 
 
 
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Un blog di: Lucky340
Data di creazione: 04/05/2010
 

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